Da L’amore impassibile di Simone Macrì
“Togli i capelli dall’orecchio.”
“Perché?”
Le accarezzò il viso con una mano. Il locale era vuoto.
“Ho bisogno di tempo.”
“Prendine quanto vuoi. In fondo, nella nostra storia il tempo non ha valore, semplicemente si è fermato. Anche se in verità penso che tu stia cercando solamente un pretesto per allontanarmi, per lasciarmi… Però non sai quando farlo. Hai perso il potere sul tuo tempo.”
“Ho solo bisogno di capire, di capirmi. Da una parte mi sembra di fare la cosa giusta, dall’altra mi sento un pirla.”
“Ed io mi sento una pirla che non riesce a capirti.”
Sorrise, e mentre la guardava negli occhi, fece un viaggio nel desiderio che durò una vita.
“Forse bisognerebbe essere più concreti e pensare meno – riprese lei – in fondo stiamo cercando di allontanare la tempesta, giusto?”
“Più che allontanarla, di evitarla.”
“Come siete concreti vuoi uomini! Ma questa volta voglio stupirti. Sarò io a farti una proposta concreta, anzi, due. Sai, la libertà di scelta è un tesoro… tesoro.”
“Dai tesoro, spara.”
Portò alle labbra il bicchiere ancora mezzo pieno di Sanbitter che negli ultimi cinque minuti aveva tamburellato nervosamente con le dita, ne bevve giusto un sorso e si schiarì la voce.
“Propongo una sfida. Dimostriamo di essere un uomo e una donna liberi e padroni di noi stessi. E facciamolo trasgredendo. La libertà è trasgressione, no?”
“Spiega, dai.”



















