Paradigmi di stile

fotoDal più alto del tacco discende a terra una campata di ponte inclinato o toboga capovolto, la parte della suola che non tocca mai il suolo e si conserva lucente e nuova, rigida nel portamento, flessuosa nei contorni, intatta come fosse intangibile.

E’ questa la zona della scarpa più sconcertante, che nasconde una perenne giovinezza là dove meno lo sguardo può raggiungerla, e ispira alla mente una leggera vertigine, come il dritto che diventa rovescio nell’anello di Moebius.

Dal rovescio si torna a passare al dritto con la cupola della punta, che è la parte più in vista dall’alto e di fronte, prua e polena, e come tale esprime lo spirito della scarpa, l’immagine che essa inoltra al mondo; ma è anche la parte più direttamente e saldamente attaccata alla terra, come per riceverne forza e una fierezza ostinata, quasi proterva. La varietà delle fiancate e staffe e cinghie corona la scarpa in un disegno aereo in cui i vuoti occupano più spazio dei pieni, come il sartiame di una nave…

Italo Calvino

I maestri del Tempo

“Un giorno sarebbe bello se tu dedicassi un post ai grandi visionari dell’alta orologeria moderna. Perriard, Bouchet, Maximilian Busser, Urwerk, e via dicendo…

… Così, potremo partire dal giovane protagonista del film, apprendista orologiaio di Tempi passati. Ed arriveremo al genio visionario di Maximilian Busser. Un percorso affascinante. Realizzato in esclusiva per te”.  MM

 

Hugo Cabret 

« Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu! » (Hugo Cabret)

Chissà se il giovane e talentuoso Hugo, alle prese con i suoi movimenti meccanici che segnalavano l’ora esatta ai viaggiatori in transito nella stazione ferroviaria di Montparnasse, avrebbe mai potuto immaginare che pochi decenni dopo si sarebbe arrivati alle visioni che alcune menti geniali hanno inoculato al mondo della micromeccanica orologiera.  Una rivoluzione costante. Nell’approccio, nei materiali, nel design. Testimonianza dei limiti che la mente umana supera anno dopo anno. Incessante e mai doma.

 

Vincent Perriard, cuore pulsante di HYT Watches.

A lui dobbiamo la nascita dell’incredibile H1, forse la realizzazione più interessante che il mondo dell’alta orologeria ci ha regalato quest’anno. La sua caratteristica peculiare è questa: le ore sono indicate da un liquido che scorre intorno al quadrante. Questo accade grazie a due piccoli compressori che sono situato nel retro del movimento. I minuti sono segnati in un piccolo quadrante posizionato ad ore dodici mentre i secondi continui si leggono tramite una girante con palette simili a quella di una turbina. Non può mancare, ad ore tre, l’indicatore della riserva di carica. Ma forse è opportuno lasciare spazio alle immagini per comprendere meglio quest’innovativo capolavoro d’ingegneria idromeccanica.

 

Emmanuel Bouchet crea Opus 12 di Harry Winston.

A bocca aperta. Questo è ciò che si prova di fronte a questa visionaria realizzazione. Ispiratosi alle leggi Copernicane quindi al concetto che il nostro pianeta ruota intorno al proprio asse ed intorno al Sole ecco la rivoluzione di Opus 12. Scompare la concezione delle due classiche lancette segnatempo. Che lasciano spazio a ben dodici sfere ruotanti su se stesse. Posizionate perifericamente sul quadrante. Blu ed argento il loro colore. Esse scandiscono il passaggio delle ore e dei cinque minuti. Arrivando allo spettacolo del cambio dell’ora, quando una corona dentata periferica, ruota in rapida successione tutte le lancette facendo comparire il lato blu per un istante. Un capolavoro di cinematica e micro meccanica moderna.

 

Maximilian Busser 

Affascinante, magnetico ma, sopratutto, fondatore di MB&F. Dove la “F” ha un significato importante: Friends. Perché Maximilian ha creato il suo atelier con un preciso scopo: inventare attorniandosi di amici. Con provata levatura. Giovani e promettenti. Sostiene di non creare macchine che danno il tempo. Bensì che misurano il tempo. Ci racconta la Legacy Machine N.1

 

Urwerk

Tra i precursori più acclamati della nuova Alta Orologeria. Scuotono il Mondo del Tempo con la loro prima apparizione nel millenovecentonovantasette. A Basilea. Come si conviene. “UR” la città in Mesopotamia. L’ “inizio”. “Werk” in lingua tedesca: “Lavoro”. Due le anime del progetto: Felix Baumgartner: figlio di orologiai. Nipote di orologiai. L’arte della meccanica scorre nelle sue vene. Martin Frei: artista e designer a tutto campo. Scultore, pittore, regista. L’estetica di Urwerk è la sua firma indelebile.

 

UR – 210 – Maltese Falcon project

Grazie a MM per questo viaggio emozionante nel Tempo, un dono prezioso, che va ad aggiungersi  – quale pezzo pregiato – alla collezione di cose Belle di T & M. Il Bello senza Tempo.

La Dama e il Guanto

Antologia “da brivido” sul rapporto tra la Dama e il (suo) Guanto.

“Gli spazi del sonno nella notte……ci sei tu. Tu che sei alla base dei miei sogni. Tu che scuoti il mio spirito pieno di metamorfosi. Tu che mi lasci il tuo guanto quando bacio la tua mano.” Robert Desnos, 1926. (La Mano, il Guanto, Cristiana Cella. 1989, Idealibri).

“Fanno parte di ogni minima attrezzatura di base. Non c’è immagine di ladro che non sia guantata: gialli, neri, di maglia alla Diabolik, basta che siano sottili per non impacciare il lavoro, che richiede grande sensibilità. Proteggere l’anonimato della mano è fondamentale. Ma il ladro elegante e super attrezzato è forse uno stereotipo cinematografico.”  (I Guanti per rubare. Capitolo IX. La Mano, il Guanto).

Guanti da guida di Hermès, finitura Kelly, indossati da Charlize Theron durante il test di “Safe-Opening”.

“L’amicizia tra uomo e donna è cosa assai ambigua e scivolosa e questo aumenta il fascino del dono, che un tempo i cicisbei accompagnavano con queste parole: ”Accettateli, mia signora, perché l’amicizia più vera si stringe attraverso un guanto”. (Il lecito e l’illecito. Capitolo VIII. La Mano, il Guanto).

How to Succeed at Murder. The Avengers.  La gentil fanciulla appartiene ad un club di signore dedite all’eliminazione fisica di vittime designate. Utilizzando solo armi di seduzione: calze, affilati stiletti, guanti ed un braccialetto con charms… speciali.

Dal Cinquantotto… al Sessantatré. L’epoca d’oro. Lunghissimi, dalle sofisticate tinte pastello…

… arrivando alle bellissime e spietate Dame dei nostri giorni.

Se nella notte un’ospite “indesiderata”…

Nella vita di tutti i giorni…

J’aurais pu intituler cette vidéo : “le temps d’une lecture” ou “voyage avec Oscar Wilde”
Il s’agit simplement d’une superbe rencontre, le temps d’un voyage en RER qui prend une dimension d’éternité, telle la belle élégante nous offre une partition superbe faite de caresses, frottements et autres délicatesses…
Gros plan sur cette rencontre, un jour d’été…

 

grazie a MM per la ricerca, il dono, l’ispirazione