L’Hôtel des Palmes

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L’Hôtel des Palmes, qui possède un des plus beaux jardins de la ville, un de ces jardins de pays chauds, remplis de plantes énormes et bizarres. Au moment où Wagner habitait ici…

L’albergo delle Palme, che possiede uno dei più bei giardini della città, uno di quei giardini dei paesi tropicali, pieni di piante enormie strane. Ai tempi in cui Wagner abitava qui…

(Palermo. L’Hotel delle Palme. da Verso i cieli d’oro. “La Sicilie” di Guy de Maupassant, 1885. Con Venti fotografie di Jeanloup Sieff, 1983. Edizioni Novecento, 1984)

Grand Hotel Et Des Palmes Palermo

“Se il Signore vorrà…”

Gerusalemme

“Durante il viaggio di ritorno a Gerusalemmme, nelle ore di aereo, di attesa, di macchina mi ha frullato per la testa un versetto della lectio di venerdì che condannava piuttosto duramente coloro che dicono: “Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni“. Gc 4,13. Che parlasse proprio di me? La città è Gerusalemme, gli affari e i guadagni sono forse tutte le attività che ho in mente di fare… La testa lavora, programma, si preoccupa, incasella, predispone… Beh, l’impatto invece è stato bellissimo. Non credevo di avere così voglia di tornare!

… Sistemate le valigie, fatto un riposino ho preso la bici e sono andato in città. Che bello pedalare per le salite e le discese intorno a Gerusalemme! Che emozione entrare da porta Sion e percorrere in senso vietato la strada del quartiere armeno e arrivare a porta Jaffa, schivare i religiosi che vanno al muro, i turisti e i portantini con i carretti… Ho subito incontrato diversi amici che mi hanno fatto sentire a casa, che si erano misteriosamente accorti della nostra assenza prolungata!

Poi mi sono tuffato nella folla dei pellegrini del Santo Sepolcro. Tantissimi. Il calvario e il la Tomba circondati di voci e di volti tutti diversi. Mi sono raccolto per leggere i salmi del vespro. Mi sembrava di avere la Basilica tutta per me. Poi sono andato a messa dalle suore dell’ospice…

Nel tornare a casa, pedalando con ancora maggiore energia, ho scoperto di avere le pile scariche… sia quelle della macchina fotografica – così non sono riuscito a scattare nemmeno una foto di questo primo giorno – sia quelle delle gambe – ho fatto fatica a raggiungere il portone di casa in cima al monte!

Meglio allora prendere la salita con più calma… e dire, ancora insieme a Giacomo apostolo, se il Signore vorra’ vivremo e faremo questo o quello.”

da Conversando con Gerusalemme

Sri Lanka, l’isola felice

di Marco Pontoni

Ha molti nomi, Ceylon, Serendib, oggi Sri Lanka. Ed è una buona approssimazione di ciò a cui gli europei pensano quando sussurrano le magiche parole: isola felice.

Terminata la guerra civile nel 2009, che non ha mai ostacolato del tutto il turismo (interdetto all’epoca solo nel Nord del paese, la roccaforte delle “Tigri Tamil”), scomparse o quasi le ferite lasciate dallo Tsunami, oggi lo Sri Lanka è più bello che mai. Un luogo dove convivono lingue, culture e religioni diverse: la maggioranza della popolazione è Cingalese e buddista, una consistente minoranza Tamil e induista, ma ci sono anche consistenti comunità musulmane e cristiane. Ovunque passato e presente si mescolano: templi, resti di antiche, floride città raccolte attorno ai luoghi del potere e alle gigantesche statue dei Buddha, grotte sacre, fortezze perdute sulle cime delle montagne (Sigiriya è meraviglia pura).

Ma ovunque anche i segni del passato coloniale, del passaggio dei portoghesi e degli olandesi, della lunga dominazione britannica: a Galle, ad esempio, o nella capitale Colombo, o a Nuwara Elia, a quasi 2000 metri s.l.m., dove gli inglesi trascorrevano i mesi più caldi, assieme all’aristocrazia locale, fra corse di cavalli e gare di canottaggio.

Sulle colline, le green hills, le piantagioni di the, il migliore del mondo. Nelle città, come ovunque, i segni della modernità che irrompono prepotentemente: cellulari e traffico, college privati, internet, qualche grattacielo alla cui ombra sopravvivono gioielli di altre stagioni, ad esempio il Galle Face hotel di Colombo (dove sono passati re e ministri, artisti e scrittori come Arthur C. Clarke, che ne fece la sua casa). Il mare è impetuoso, si gonfia di onde fatte apposta per il surf, ma a Sud, in baie come Unawatuna, la barriera corallina viene in aiuto, e consente di bagnarsi anche ai più piccoli.

E tutto sembra “tenersi”, miracolosamente. Tutti i conti, oggi, sembrano tornare.

Restiamo incantati dal lento scorrere della vita nelle campagne, dalla natura selvaggia dello Yala park, dalla gentilezza composta di uomini e donne. Come ogni paradiso anche questo nasconde ferite e lacerazioni: dall’emigrazione clandestina (che ha per meta spesso i paesi arabi o l’Australia), al turismo sessuale. Forse non esiste al mondo l’isola felice. Ma vogliamo credere che se c’è una legittima candidata, è Ceylon, è lo Sri Lanka.

Ad un matrimonio

Al lavoro

Donna al lavoro su un Batik

Il faro di Galle

Il treno

La spiaggia di Unawatuna

L’incantatore di serpenti

Lo sguardo

Polonnaruwa

Scimmie nel tempio del Sacro dente del Buddha a Kandy

Sigiriya

Tempio rupestre

Tornando da scuola

Tramonto a Galle

La natura vestita d’arte

La natura veste Rubelli.

Rubelli Venezia – 21875-005 LABUAN – verde Damasco – damask

Rubelli Venezia – 30000-009 POLIPHILO – verde Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07615-101 SPRITZ – verde Velluto cangiante – iridescent velvet

Rubelli Venezia – 07255-006 BRANDOLINI – bleu Damasco – damask

Rubelli Venezia – 00745-194 NUOVO GOLDONI – cielo Unito moiré – moired plain

Rubelli Venezia – 07132-004 BORBONI – bleu nattier Lampasso ricco – brocade

Rubelli Venezia – 07596-006 MALIPIERO – granata Lampasso – lampas

Case belle come un mito

A Capri, tutte le strade dell’isola portano a panorami mozzafiato. Ma c’è un itinerario, non meno emozionante, per scoprire la Capri architettonica. Una camminata alla ricerca di case belle come un mito.

La Casa Rossa di Curzio Malaparte, un capolavoro di architettura moderna progettata da Adalberto Libera che si integra perfettamente con il costone di Capo Masullo.

La Solitaria dell’intellettual-ingegnere Edwin Cerio e le altre sue ville capresi

La Casarella di Marguerite Yourcenar.

Villa Lysis fatta costruire dal barone-scrittore Jacques d’Adelsward Fersen in stile liberty.

Villa San Michele di Axel Munthe

La Cetrella di Compton Mackenzie

Villa Pierina di Maksim Gorkij

Villa Behring o Villa Spinola di Norman Douglas

La Canzone del mare di Gracie Field

Villa Jovis di Tiberio