Boy&Girl secondo DUVETICA

Boy & Girl è la prima collezione bambino e bambina dai 2 ai 12 anni di DUVETICA.

Una collezione di piumini realizzati, in 19 colori saturi, energetici e luminosi. Nessuna stampa, nessuna applicazione e soprattutto nessun logo, ma solo dettagli necessari per un prodotto dal design kid-friendly.

I capi offrono un comfort termico ideale, grazie all’utilizzo esclusivo di puro piumino d’oca francese. Sono realizzati con nylon di produzione francese e giapponese, brillanti e ultra leggeri, e accessori di altissima qualità. Disegnata sempre dal team delle collezioni adulto, la linea ne mantiene intatto il DNA ed è prodotta, con i medesimi standard, dall’azienda veneziana stessa, interamente in Europa e nel rispetto dell’etica del rapporto tra produttore e consumatore.

“Soft bubble” potrebbe essere il nome di questa linea nelle taglie baby; dal classico piumino al senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne. Un’esplosione di colore contro il freddo inverno.


Per i più grandi invece, che non saranno più invidiosi dei genitori e sanno già scegliere, i modelli acquistano una linea più sportiva e vicina al fit della collezione adulto. Per la bambina il modello lungo più sottile in vita, per entrambe il classico con e senza maniche, lungo anche con tasche applicate, con doppia banda sul cappuccio, tutti con zip in tinta o a contrasto come le fodere interne.

La collezione autunno inverno 12-13 è venduta in esclusiva nel  pop-up-shop di DUVETICA Boy & Girl. Si può accedere dalla sezione “bambino” di yoox.com e dal sito DUVETICA.

Solo applausi per “La principessa Blumarine”

Come un teatro, in un bosco. E’ l’affascinante scenografia che accoglie gli scatti di Settimio Benedusi per la nuova adv di Miss Blumarine, il brand più elegante e sofisticato dell’abbigliamento dedicato ai bambini. Un teatro itinerante all’aperto dove le bambine Blumarine si divertono ad interpretare il ruolo di principessa. Si esprimono con l’arte, la musica, l’eleganza. E’ un gioco serio, impegnato.

La collezione A/I 2012-13 dedicata alla bambina da Anna Molinari, scommette su nuove espressioni di stile, ricerca di materiali e di colori innovativi. A partire dal poetico connubio, per le occasioni speciali, di pizzo macramé e chiffon, di tessuto tecnico elasticizzato e pizzo. Principesse di un innevato paese delle meraviglie si ammantano di nuances del panna e dell’oro, di leggiadre piume, di reti laminate dorate e macramé, di morbide pellicce e di tulle  ricamati a grandi pois per gonne e abiti increspati da balze e da soffici bouclé di lana.

Un esprit bon-ton si declina in una serie di proposte nei colori del rosa e del giallo pastello con grandi check ricamati a fiori in rilievo mentre sulle T-shirt in jersey  compaiono stampe con teiera, tazzine e colorati cupcake. Giacche e pantaloni da cavallerizza si abbinano ad eleganti tessuti tridimensionali come il bouclé beige con nodini rosa, la Mongolia di maglia ed il tulle ricamato. Margherite e rose sbocciano su cappotti, abiti, gonne e top nei colori dell’azzurro e del grigio.

Gli scatti di questa campagna sono stati realizzati da Benedusi a Cape Town, South Africa.

Con te partirò

Nella stanza da letto dei bambini, la parola d’ordine è libertà. Libertà di movimento, soprattutto della fantasia che deve essere libera di poter viaggiare senza confini. Non importa il mezzo, ma importa il fine: crescere insieme a loro, stimolando la creatività ed insegnando a sognare e a credere nei sogni. Solo così si può andare lontano.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentire vedendo

Panta rei, dicevano gli antichi. Nessun detto è così attuale. Sembra che di questi tempi, tutto scorra ancora più veloce. Noi non riusciamo a fermarci, non riusciamo ad avere la giusta concezione del tempo, non riusciamo a vedere, sentire, toccare e gustare.

Dico spesso a mio figlio Gianmarco che ha quasi tre anni: fermati, osserva, senti…

Forme, colori, sapori, suoni. E’ arte nell’arte. La natura la prima artista. La natura ci ha donato cinque sensi, spesso dimentichiamo di averli e come utilizzarli. Dovrebbe rappresentare un esercizio importante della nostra quotidianità, ma ben presto ho capito che è solo attraverso la dimensione del piccolo Gianmarco, del suo essere bambino, che posso esercitarmi davvero.

Così, grazie a lui ho scoperto il valore del verbo SENTIRE.

Con l’udito: SENTI il merlo che canta!
Con il gusto: SENTI che sapore intenso questa fragolina di bosco!
Con il tatto: SENTI che morbida quest’erba sotto i tuoi piedini nudi!
Con l’olfatto: SENTI il profumo del basilico!

Ho scoperto che il verbo sentire non viene utilizzato solamente riferito al senso della vista. E mi sono data questa risposta: l’abilità del “sentire con gli occhi” è solo degli artisti, di coloro che con sensibilità “sentono quello che vedono” e lo rappresentano con l’arte della fotografia. Un’arte generosa, che si fa strumento (occhi) per permettere a tutti di SENTIRE VEDENDO. Qualcosa che va oltre la vista umana, che si fa sentimento.

Questo è il pensiero ispiratomi da “VITE E UVA”, fotografie di Martina Angarano tratte dell’album Plaisirdevivre.

Foglia rossa

Foglie gialle

Lago di S.Giustina

Painted grapes

Percezioni autunnali

The magical view

Tra i filari

Quello  che attraverso le mie fotografie cerco di cogliere e di trasmettere
è  uno  stato  d’animo  più che la rappresentazione fedele di quello che mi
circonda,  le  atmosfere,  le  sensazioni  che  nascono  da  un nostro modo
personale  di  “sentire”  e  di  vivere  le  cose  e dalla nostra personale
sensibilità  nel  restituirle attraverso la nostra creatività. Esprimere le
nostre  innumerevoli  e  mutevoli  realtà  interne.  E  ognuno può trovare,
guardando le foto attraverso il proprio modo di sentire, la “sua” realtà.

Martina Angarano

George Clooney e i pezzi di Lego nell’Harley

 

“Fare un figlio? Le mie sinapsi non hanno mai neanche contemplato un’ipotesi simile” ribadisce George Clooney in un’intervista a Marie Claire Enfants. Eppure si dice che all’attore americano piaccia giocare con i bambini: “Sì, fintantoché non infilano pezzi di Lego nel serbatoio della mia Harley!“. E se mai gli capitasse di diventare papà? “Credo che gli vieterei Facebook, Twitter o l’invio incessante di sms. Li inviterei ad andare in bici, a giocare a pallacanestro, insomma, a liberarsi dalle camicie tecnologiche“.

“Onestamente: non so che padre sarei – aggiunge l’attore -. Per contro, quando ho a che fare con i bambini mi trasformo in una specie di zio pazzo. Sul set di Paradiso amaro ero quello che faceva scherzi a ripetizione e che suggeriva alle due giovani attrici che interpretavano le mie figlie di fare tutte le scemenze che passavano loro per la testa”. In tutte le interviste Amara Miller, che interpreta la sua secondogenita, “non fa che ripetere che sarei un pessimo papà. Infatti, in una scena in cui doveva mangiare del gelato, mi sono ben guardato dall’avvisarla che non doveva mandarlo giù davvero durante tutti i ciak. Alla quindicesima ripresa, le è venuto un attacco di mal di pancia, ha vomitato e pianto. Però non ne vado fiero”.

(Si ringrazia Hearst Magazines Italia, foto daellegi.myblog.it)