Extravergini da awards

“Un olio dal tono deciso che all’olfatto spicca per le note verdi di oliva acerba, foglie di carciofo ed erba appena tagliata, al gusto piccante intenso e medio amaro”. Questa è la descrizione di Frantoio Denocciolato  il prodotto dell’azienda agricola consortile Olio Cru di Arco, contrassegnato con le tre foglie – punteggio assegnato agli oli eccellenti – dal Gambero Rosso che lo ha inserito nella propria guida ” Oli d’Italia – I migliori extravergine”.

Sempre lo stesso olio è stato premiato per il packing al Sol, il Salone Internazionale dell’olio extravergine di qualità di Verona, aggiudicandosi il titolo di miglior bottiglia 2012. Una menzione si è avuta pure per il prodotto biologico Casaliva Toniolli Bio, che si è aggiudicato due foglie.

Il periodo sembra particolarmente ricco di soddisfazioni per i produttori di olio extravergine di oliva nell’Alto Garda. Tra loro sono soprattutto quelli che hanno puntato su qualità, arte e design a raccogliere i principali riconoscimenti. Come l”azienda agricola dell’hotel Vivere Suites and Room (Trentino Charme) che ha conseguito una nuova onoreficenza oltre oceano, a Los Angeles, dove l’olio extravergine altogardesano ha conquistato l’argento per la categoria “Italy-North, mono cultivar” al “Los Angeles extra virgin olive oil awards” a cui hanno partecipato più di 600 aziende.

L’olio “Vivere” sarà anche al centro di un progetto per un suo impiego ad uso cosmetico, grazie alle proprietà eudermiche, seborestitutive e protettive e all’abbondanza di vitamine “A” ed “E”, l’olio dell’Alto Garda Trentino sembra proporsi anche come ottimo rimedio anti-age. Riconoscimento anche per il design dell’etichetta che ha meritato l’oro nella categoria “Art/Illustration: use of original illustration as the driving element of the package design”.

Dolcevita Starpool, la più bella d’Italia

Si chiama Dolcevita Wellness & spa ed è stata eletta la miglior piscina d’Italia.

La Starpool, azienda leader nel settore di Ziano di Fiemme, si è aggiudicata l’Italian  Pool Award 2012 con questo straordinario spazio indoor dedicato all’acqua, realizzato all’interno dell’Area Acqua Spa dell’Hotel Sayonara di San Martino di Castrozza, in Trentino.

La Dolcevita è un’ampia piscina interna che si collega all’esterno con una parte dotata di postazioni idromassaggio, dalla quale è possibile godere dello spettacolo della natura e dell’incanto delle Pale di San Martino.  

Un mare d’acqua trasparente, accompagnato da uno spazio dedicato al benessere con lettini ad aria che creano movimento d’acqua per massaggiare delicatamente il corpo e da zone relax, dove luci e colori avvolgono con il loro calore, per uno stato di dolce piacere.

Per approfondire: http://www.hotelsayonara.com/uploads/media/suite_benessere_55.pdf

Come habitué a Madonna di Campiglio

Le più belle piste e i rifugi gourmand, le Spa e i ristoranti, le enoteche e i locali notturni di Madonna di Campiglio. 24 ore nella capitale mondana delle Dolomiti di Brenta, proprio come degli habitué.

Ore 8: colazione

Sveglia presto (la neve al mattino è la migliore) e buona colazione. Dove? All’Hotel Lorenzetti (www.hotellorenzetti.com) oppure al D.V. Chalet Boutique Hotel (www.dvchalet.it). Prima di mettere gli sci ci si trova al Bar Suisse in Piazza Righi, locale storico ricavato dalla casa di caccia dell’imperatore Francesco Giuseppe per un cappuccino con pasticcini. Ma anche per vedere e farsi vedere…

Ore 9: pronti, partenza, via!

Grazie al nuovo e panoramico collegamento Pinzolo-Campiglio Express, la Ski Area vanta 57 impianti di risalita e si sviluppa lungo 150 km di piste di cui la maggior parte, arriva direttamente al centro della località, sulla porta dei principali hotel. Si scia dall’alba al tramonto, senza alcuna attesa, e anche di notte, lungo il canalone Miramonti, la pista che ha ospitato alcune tra le più famose gare di slalom della storia dello sci alpino. Quattro le zone Ski: Zona Spinale, Zona 5 Laghi, Zona Pradalago e Zona Grostè. Le piste più famose: DoloMitica, la più lunga e con maggior dislivello e la Schumacher Streif (ultimo muro della pista Spinale Direttissima), la seconda discesa più ripida della skiarea con pendenza massima del 70%.

 

Ore 12.30: la fame vien sciando

Dove? Al Ristorante Boch, situato all’intermedia del Grostè a quota 2085 m. Eccezionali i dolci fatti in casa e i panini freschi farciti. Dalle 12.00 alle 15.30 circa è aperto il self-service, con ampia scelta. All’aperto, nel chiosco, vengono serviti panini caldi farciti con carne salada, hamburger, wurstel e salsiccia. Specialità della casa il bombardino: vov, rum, caffè, panna montata e cacao in polvere. Ampia zona solarium e terrazza per pranzare sotto il sole all’aperto con l’allegra compagnia della musica. Oppure allo Chalet Fiat Albergo Dosson Monte Spinale a 2.104 mt famoso per la sua cucina tipica ed il solarium panoramico a 360° su Brenta Adamello Presanella. Così, l’unico rischio è cedere all’ozio e abbandonarsi sui pouf per il resto del pomeriggio, giocandosi le ultime ore di sci.

Ore 17.00: tempo di relax e di shopping

Per il piacere di liberare i piedi dalla morsa degli scarponi e trasformare l’energia dello sport in quella destinata al divertimento della serata, è necessario un momento di puro wellness. Le spa dell’Hotel Lorenzetti e del D.V. Chalet Boutique Hotel sono straordinarie. Altrimenti si può optare per la Spa del Carlo Magno Hotel, il centro estetico e benessere piú ampio dell’intera Madonna di Campiglio. Oltre alla grande varietá di massaggi, trattamenti benessere ed estetici, offre tre diversi tipi di saune (finlandese, aromatica e bagno turco), docce tropicali, percorso kneip, piscina con 14 diverse stazioni ad idro ed aero massaggio, lampade abbronzanti, ampie zone relax anche con cromoterapia e palestra. Prima dell’aperitivo, è di rigore un giro di shopping per il paese. Pit stop da Lorenzetti Sport per disquisire con le amiche sui nuovi arrivi primavera – estate, antiquariato di montagna a Casa Cozzio e cioccolato da Casa del Cioccolato entrambi in piazza Righi e prodotti tipici a Il Rustico Ballardini.

 

Ore 18.30: l’aperitivo

Dove si va? Quella dell’aperitivo è l’ora X. Sbagliare locale può significare compromettere il resto della serata. Dove si beve meglio e s’incontra la gente giusta? Scegliete pure tra Après Ski Ober One, La Cantina del Suisse, La Stube di Franz Josef. Non potete sbagliare. Il top? Ferrari Lounge Nabucco, in piazza Righi, dove potete trovare tutte le etichette dello spumante Ferrari, proposte in degustazione servite direttamente ed esclusivamente nelle preziose Magnum da un litro e mezzo. E poi, caviale fresco Calvisius, salumi trentini e italiani e formaggi tutelati dal marchio dei presidi Slow Food, proposte di pasta che lo chef Ivan Gavioli in cucina (chiude alle due di notte) prepara utilizzando esclusivamente le Selezioni Monograno del Pastificio Felicetti di Predazzo. Prima e unica Prosciutteria in Trentino dove poter degustare i prestigiosi prodotti della King’s di San Daniele, oltre alle famose torte del mastro pasticciere fiorentino Claudio Pistocchi.

Ore 20.30: Strangolapreti al burro o Stinco scaloppato?

Per la cena si va a Malga Ritorto, un tipico e accogliente ristorante dove vengono serviti ottimi prodotti locali in un menù tipico trentino di tradizione montanara. Le specialità sono gli Strangolapreti al burro di malga versato e lo Stinco scaloppato alla birra scura con polenta e funghi. Un ambiente caldo e confortevole a cui si accede con il gatto delle nevi e la motoslitta, dal parcheggio di Patascoss.

Ore 22.30: let’s party!

La notte è dedicata al divertimento. Al Des Alpes, o alla Zangola, oppure al Cliffhanger Club, incapperete sicuramente in qualche starlette o vip in vacanza. Ma a notte inoltrata si torna in albergo, domani è un altro ski day!

TESTO – ds ispirata da Gentleman e da www.campigliodolomiti.it

MUSICA – party rock anthem LMFAO – http://www.youtube.com/watch?v=KQ6zr6kCPj8&ob=av3e

Food, cambia la cultura, cambia l’immagine

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Oggi, mercoledì 28 dicembre 2011 ore 11.05, continua la chiacchierata in chat tra Alessandro Guerani e me.

Alessandro Guerani: eccomi qua

Donatella Simoni: buongiorno Alessandro, continuiamo la nostra chiacchierata. Da quanto tempo ti occupi di fotografia e fotografi food?

AG: sono circa 5 anni

DS: è cambiato il cibo in questi cinque anni? Forse noi non ce ne accorgiamo perché fa parte della nostra quotidianità, ma c’è stata un’evoluzione anche “estetica” del cibo?

AG: accidenti che argomenti tosti oggi… fammi organizzare un attimo i pensieri

DS: :-) , se preferisci parliamo di dolci

AG: sta’ buona che sono tornato a dieta da oggi, ’na fatica… Dunque, è un discorso che parte da lontano, dobbiamo prima fare una premessa importante, che ho già fatto diverse volte, ma proviamo a sistematizzarla. La fotografia commerciale serve a vendere ma i desideri non rimangono immutati nel tempo e sono intimamente legati alla cultura del momento, oltre ad essere estremamente diversi a seconda dei tipi di prodotto, target di mercato, paese ecc. Prendiamo le immagini di food degli anni ’70. Prendi un libro di cucina di quel periodo e vedrai delle caratteristiche comuni: una cornucopia di ingredienti e cibo, una luce estremamente artificiale e ricette ricche e complicate. Secondo te perché c’erano queste caratteristiche che adesso ci sembrano addirittura un po’ ridicole? Guarda queste foto, sono un ottimo esempio

Dipende dalla cultura di chi è il destinatario dell’immagine. Gli anni ’70, in tanti paesi, erano gli anni finali del boom, sempre più persone erano diventate benestanti e potevano permettersi quello che per decenni era stato più che un desiderio, un sogno. Dopo decenni di “cinghia stretta”, le immagini dovevano rappresentare un desiderio che finalmente si tramutava in realtà. Che è la stessa identica tecnica con cui ancora oggi è costruita tutta la pubblicità

DS: quindi, cosa è cambiato in verità?

AG: prova a presentare oggi alla gente, queste tavolate…

DS: non è il caso, oggi il cibo è benessere, è salute

AG: esatto, e poi chi ha il tempo di prepararle? Quindi come vedi è la cultura del cibo che è cambiata. Probabilmente, in certi paesi che si stanno sviluppando in questi anni, il vecchio stile di immagini è ancora vincente. E questo fa capire che bisogna avere sempre ben chiaro chi vuoi raggiungere con le immagini

DS: oltre a quelle su committenza, a chi si rivolgono le tue fotografie?

AG: a persone che apprezzano non solo il cibo, ma anche un certo lifestyle, di cui il food è componente importante ma non unica

DS: è davvero molto interessante quello che mi hai raccontato oggi

AG: come hai giustamente notato tu poc’anzi, le “parole d’ordine” del food sono molto diverse dal passato: un tempo era “nutriente”, oggi sono “organic”, “healthy”, “quick”. Organic = cibo naturale, no OGM, Healthy = salutare, pochi carboidrati e grassi, Quick = lo devi preparare tornando a casa dal lavoro. Chi ha più tempo per preparare le ricette di una volta, che avevano magari giorni e giorni di preparazione? Quindi anche per il grande pubblico sono cambiati completamente i parametri

DS: capisco

AG: con questo cambio di mentalità da parte del consumatore, diventa sempre più importante la presentazione del food. Le ricette sono più semplici, veloci e spartane, devi comunque dare una sensazione di benessere che prima verteva solo sul concetto di “quantità”. Per non parlare dell’immagine di tradizione e genuinità dove noi italiani potremmo insegnare a tutto il mondo e invece siamo spesso surclassati da paesi che hanno una tradizione alimentare minore rispetto a noi. Pensa ai francesi e a come riescono a trasformare in “brand” tutto quello che producono. Il prodotto viene quasi annullato rispetto all’estetica o al lifestyle. Ti faccio un esempio

Questo è champagne. Hanno valorizzato talmente il brand che non hanno più bisogno di mostrare il “prodotto” e possono permettersi di coniugarlo con la tecnologia moderna

DS: noi invece ricorriamo a Venezia per promuovere le bollicine trentine ;-)

AG: infatti, hanno cambiato il marchio mettendo il QR code. Capisci che per un prodotto così tradizionale è un rischio molto forte, ma hanno voluto far vedere che è un prodotto modernissimo pur con la tradizione che c’è dietro. Anzi, è proprio la tradizione, il continuo investimento nel brand, a poter permettere di superare la tradizionalità, sfidando la modernità. E comunque sono riusciti a presentare un packaging di classe e che attira l’attenzione

DS: noi facciamo fatica in questo, vero?

AG: abbiamo paura, preferiamo il cliché ma è una questione anche di età. Avendo i consumatori con maggiore potere di acquisto, un’età piuttosto avanzata, non sempre proporre cose innovative o spiazzanti può avere successo. All’estero, dove la capacità economica è più legata al merito che alla “anzianità”, è più facile ovviamente proporre innovazione anche nelle immagini

DS: molto chiaro e davvero interessante, grazie Alessandro, penso che approfondiremo presto

AG: come vuoi, grazie a te

 

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

 

Un bagno di esibizionismo

Un tempo si arredava coi sanitari e qualche piccolo squallido mobiletto per asciugamani, saponette e carta igienica. E poi, era fondamentalmente cieco. Questo era il bagno.

Oggi, questa stanza di servizio diventa uno degli spazi più importanti di una casa. Luce, spazio, aria. Come la cucina è il luogo del calore per eccellenza, il bagno diventa il centro benessere dello spazio privato, il luogo del relax e della cura del corpo.

Un nuovo concept di progettazione che tende a svilupparsi più attorno alla persona che allo spazio, non più attorno al living, bensì al luogo dove il corpo (e la mente) ritornano protagonisti del proprio tempo (libero).

E se un tempo era buona educazione chiudere la porta del bagno, oggi, se c’è, va tenuta spalancata, deve essere una cosa unica con il resto dello spazio domestico. Arredato alla stregua di una stanza nobile, con mobili ed oggetti di design: librerie, tavolini, sedute, lampade d’autore, il bagno viene concepito come un salotto e come tale va esibito.

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