L’attimo raccolto

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 Casa Campanelle (Preore - TN), ore 13

Roarrr, fantasie ruggenti. L’orchidea che si trova sul tavolino a Biscotto della stanza guardaroba, urtata in malo modo, ha perduto uno dei suoi fiori che è andato così a posarsi su un capo di biancheria dimenticato la mattina. Il gioco è fatto: una simbiosi “ruggente” tra la fantasia della corolla e l’iconico maculato. E la mia, di fantasia, ha colto l’attimo.

L’ispirazione del giorno

cMacinare (belle) idee. Einstein diceva “E’ meglio avere 3000 idee tra le quali ce ne sono 100 originali che averne 3 idiote da trasformare in originali”. Quando si crea non deve esserci censura, bisogna dare aria e libertà a tutte le idee, anche quelle che apparentemente sembrano idiote. E qualcuno ha pure detto che senza idee il denaro non vale nulla, come dire, l’idea costa cara. Potere alle idee!

Con te partirò

Nella stanza da letto dei bambini, la parola d’ordine è libertà. Libertà di movimento, soprattutto della fantasia che deve essere libera di poter viaggiare senza confini. Non importa il mezzo, ma importa il fine: crescere insieme a loro, stimolando la creatività ed insegnando a sognare e a credere nei sogni. Solo così si può andare lontano.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Open office

Arrivata la bella stagione, anche l’ufficio si trasforma e si presenta in versione outdoor. Per la gioia di tutti, compresi l’umore e gli affari.

La scrivania.

Tavolo in ferro battuto Unopiù sistemato su un terrazzo all’ombra predisposto con tutto ciò che serve per il lavoro, compresi i portaritratti di famiglia.

La sala d’attesa.

Panca in teak stile inglese Unopiù con riviste e come portacenere, un vaso in pietra decorato.

L’appendiabiti da ingresso.

Il distributore di acqua automatico.

Il frigo bar.

Secchiello porta ghiaccio in inox con piedistallo Alessi.

La hall e gli uscieri.

Il campanello.

La biblioteca. Seduta per ammirare tutto il “sapere” della natura circostante.

Panca da albero in teak Il Giardino di Legno.

Lampada design.

Il lettino terapeutico per le pause di relax o di riflessione, tra una telefonata e una mail, tra un appuntamento e l’altro.

Lettino in teak con cuscino Unopiù e telo mare bordeaux Somma.

La tappezzeria a fiori e la moquette.

I fiori freschi di un ammiratore.

Tutto questo e molto altro ancora, come il sound in sottofondo, 100% naturale. E il lavoro ci guadagna.

Amadeus

Il viaggio nei sentimenti di “Vieni via con me” oggi ci porta a Praga. In tempi&movie, la sala di TEMPI&MODI dedicata al cinema come strumento di ispirazione, danno 
 
AMADEUS (1984)
 
Il film di Milos Forman è liberamente tratto da un opera teatrale dell’inglese P. Shaffer, che a sua volta sposa la tesi del musicista russo Aleksander Puskin assertore dell’avvelenamento di Mozart ad opera dell’ invidioso Salieri.

Nonostante sia stata nel tempo ritenuta infondata e frutto di fantasia, questa tesi dell’invidia mortale è ormai nell’immaginario comune anche perchè di fronte abbiamo un genio assoluto della musica seppur contro uno considerato al tempo il più importante e famoso compositore d’ Europa i cui lavori venivano apprezzati più di quelli di Mozart. Ma tant’è, un cattivo deve esserci per forza e così Antonio Salieri, reso con straordinaria bravura da uno stupendo Murray Abraham, accortosi del genio del giovane Mozart, a sua volta interpretato da uno sbarazzino trentunenne Tom Hulce, per paura di essere soppiantato a Corte, inizia seriamente a pensare al modo per eliminare un talento che ritiene inarrivabile pur restandone affascinato. Il film lascia intendere in sostanza che pur acerrimo avversario, il Salieri è profondo conoscitore della musica e quindi del linguaggio della sua giovane “minaccia” ma tuttavia non rende onore a colui che passò gran parte della sua esistenza presso la Corte Asburgica, considerato uno dei maggiori talenti della musica e che a mio avviso ebbe solo la sfortuna di incrociare nel suo cammino uno come il salisburghese. Adesso che ho spezzato una lancia .. di salvataggio storica per il nostro connazionale, posso senz’altro chiudere trattando brevemente l’aspetto scenico di una Vienna di fine settecento: imperiale, sontuosa e curata nei minimi dettagli dove si muove gran parte della vicenda accompagnata dalle musiche senza tempo di Mozart fino al finale struggente. Mozart sul letto di morte che detta al Salieri le partiture finali della Messa da Requiem.

 

Amadeus USA 1984
Genere    biografico, drammatico
Regia    Miloš Forman
Soggetto dall’opera teatrale di Peter Shaffer
Sceneggiatura Peter Shaffer
Fotografia Miroslav Ondrícek
Scenografia Patrizia Von Brandenstein

interpreti principali
Tom Hulce: Wolfgang Amadeus Mozart
F. Murray Abraham: Antonio Salieri
Simon Callow: Emanuel Schikaneder
Roy Dotrice: Leopold Mozart
Elizabeth Berridge: Constanze Weber
Christine Ebersole: Katherina Cavalieri
Jeffrey Jones: Imperatore Giuseppe II
Nicholas Kepros: Arcivescovo Colloredo
Charles Kay: Conte Orsini-Rosenberg

8 Premi Oscar nel 1985: miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista (F. Murray Abraham), miglior sceneggiatura non originale, migliori costumi, miglior scenografia, miglior trucco, miglior sonoro.

Si ringrazia CineMaestri

Il valore dei libri e la loro “fisicità”

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E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n