Riders style, Riders inside

Riders Italian Magazine, il mensile di Hearst Magazines Italia diretto da Roberto Ungaro, e’ presente a Pitti Immagine Uomo di Firenze con  due iniziative di impatto, Riders Look e la mostra “The Eye of the Beholder”.

Riders Look è un progetto di comunicazione innovativo ideato tailor made per i clienti del settore moda. Sul giornale l’iniziativa occupa una sezione speciale di 19 pagine in cui i clienti presentano, attraverso doppie pagine, i loro Riders Look. L’insieme dei capi proposti costituiscono il Riders Style, fil rouge di tutta l’iniziativa. 

A livello territoriale Riders look debutta il 19 giugno alle ore 12.00 presso Fortezza da Basso – Arena  Strozzi –  con un cocktail di presentazione a cui sono invitati tutti i clienti presenti in fiera.  Sette ragazzi  mostrano  i differenti stili, realizzati con i partner che hanno aderito all’iniziativa, ognuno si presenterà “a bordo” di una motocicletta realizzata per l’occasione interamente in cartone e a grandezza naturale. Dopo la presentazione in fiera, i Riders men prenderanno possesso della città spostandosi per l’happy hour nei locali di tendenza di Firenze. Un modo ironico per sostenere che, se “hai la moto dentro” la porti davvero ovunque… Riders Inside. 

La forza delle immagini di Riders viene inoltre raccontata in fiera a Pitti, all’ interno della Riders Lounge (Cavaniglino), attraverso la mostra fotografica “The Eye of the Beholder” ispirata  ai lavoratori della Grande Depressione americana, firmata dal Fashion Editor di Riders, Filippo La Bruna,  con le immagini scattate per Riders dai fotografi Mike Diver e Pedro Aguilar. Protagonista su tutti il denim, quel tessuto indistruttibile utilizzato dai worker dalla fine dell’Ottocento: scaricatori di porto, spazzacamini, minatori, lavoratori negli infiniti campi agricoli americani. Un capo d’abbigliamento che ha trovato subito una sua precisa identità grazie alle qualità di robustezza, durata e lavabilità. Una divisa, niente di più, quando ancora nessuno poteva immaginare che il jeans che potesse divenire quello che è oggi.  

A supporto di tutto il progetto è stata organizzata una distribuzione ad hoc sia in fiera sia nei migliori hotel e dimore di charme di Firenze, quest’ultima a impatto zero, sempre su due ruote, da Riders biker.  Inoltre Riders Look è scaricabile gratuitamente come contenuto speciale all’interno dell’applicazione iPad, veicolato attraverso la newsletter di Riders più di 2.000 utenti profilati e visibile nella sezione dedicata sulla fanpage Facebook (oltre 14.000 utenti) e sul blog  di Riders.

* L’appuntamento per il Riders happy hour è martedì 19 presso:

 - Hard Rock Cafè, Via Brunelleschi 1, 50123 Firenze

- Colle Bereto cafè ,Piazza degli Strozzi 5r, 50123 Firenze

- Dolce Vita, Piazza del Carmine 50124 Firenze

- Moyo, Via de’ Benci 23, 50122 Firenze

- Torre 69, Lungarno Cellini 69R, 50125 Firenze

- Zoe, Via dei Renai 13, 50125 Firenze

- Astor, Piazza del Duomo 20r, 50122 Firenze

Save the date. 

Il rito del tè torna in scena

Le chiamavano Scorpioni per il loro umorismo sottile, pungente, spesso velenosissimo. Erano brillanti signore della high society anglo-amricana che, nella Firenze degli anni 20, si ritrovavano ogni pomeriggio per il tè al Parco delle Cascine, poi al Gran Caffè Doney di via Tornabuoni.

Oggi il Four Seasons Hotel ripropone quell’antica consuetudine con Afternoon Tea in Florence. Una parentesi di golose raffinatezze che, ogni giorno dalle 16 alle 18, nell’atmosfera di ovattata eleganza del cinquecentesco Palazzo della Gherardesca , mette in scena un autentico rito. 

Miscele da intenditori si accompagnano alle delicatezze dello chef pâtissier Domenico Di Clemente (famosi i suoi macaron al caramello) per un momento di autentica felicità che coniuga perfezione estetica e delizia dei sensi.

da Gentleman

Firenze, martedì 5 gennaio 1892

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Firenze, martedì 5 gennaio 1892. Nasce Francesca Bertini, vero nome Elena Seracini Vitiello. E’ stata celeberrima attrice cinematografica italiana dell’epoca del cinema muto. Il fascino della sua figura, gracile, dai capelli corvini e con uno sguardo acceso e intenso, conquistò molti, ben presto. Interpretò sullo schermo grandi personaggi letterari e teatrali, come Fedora, Tosca e la Signora delle Camelie. La sua notevole bellezza e la capacità di imporre la propria presenza in scena, soprattutto in parti tragiche, fecero di lei il primo esempio di diva cinematografica. Per ogni scena pretendeva di indossare un abito nuovo. Il vestito, fatto su misura dalla sarta, doveva inevitabilmente essere inaugurato il giorno successivo. Inoltre, qualsiasi film stesse girando, in qualsiasi luogo si trovasse, alle cinque del pomeriggio si fermava e si recava in un grande albergo per prendere il tè in compagnia di alcune dame.