Che lusso fare glamping

Trascorrere una notte sotto le stelle per respirare l’atmosfera dei Safari nell’Africa inglese, calda ed affascinante, soggiornando in strutture a cinque stelle senza nulla togliere al gusto dell’avventura e del contatto con la natura.

Il glamping, o campeggio glamour, è una formula alternativa di vacanza a basso impatto ambientale, grazie all’uso di energie rinnovabili, raccolta differenziata, minicar elettriche ed ecotessuti. In Africa? No, a Venezia, nell’esclusivo campo tendato Canonici di San Marco situato a pochi chilometri dalla Serenissima, tra il verde della campagna veneta, cesellata dalla magnificenza dell’arte e dell’architettura, e il blu della laguna. E’ il primo ecolodge in Italia ispirato alla formula nata nelle destinazioni calde dell’Africa, impiantato nel 2010 da Federico Carrer ed Emanuela Padoan.

L’accampamento, che può ospitare solo nove coppie, è costituito da strutture a tenda realizzate ognuna accanto ad un albero, come il caco o un’essenza della zona, come Bagolaro o Spaccasassi, da cui esse prendono il nome. Il lusso è nei dettagli.  I dolci sono fatti in casa e disposti su alzate anni Venti. Sempre diverse, ogni giorno, le tazze per la colazione. E il Prosecco, per l’aperitivo di benvenuto, non può che  essere versato in calici di cristallo. La piacevolezza del soggiorno è data anche dall’ambiente estremamente curato. L’arredamento, un hobby della padrona di casa, è un’esposizione di oggetti provenienti da tutto il mondo: cuscini indonesiani acquistati nei mercatini, la vasca da bagno in metallo dell’800 inglese, i saponi della Provenza.

Non un lusso, ma un ecolusso. Perché in questa nuova frontiera della vacanza, tutto deve essere a basso impatto ambientale: raccolta differenziata, riduttori del flusso d’acqua, illuminazione fotovoltaica, connessione wi-fi, minicar elettrica, ecotappeti e coperte in pelliccia ecologica per l’inverno.

Gli ospiti sono inglesi, australiani, neozelandesi e indiani che cercano un contatto profondo con la natura. Oppure ci sono romantiche coppie in viaggio di nozze appena arrivate a Venezia con l’Orient-Express che scelgono il Glamping dei Canonici per sentirsi ancor più protagoniste di un romanzo d’amore. Anche per la natura.

 da Anna Mangiarotti su Ladies, foto di Stefano Scatà

Autonomia speciale

Se El Hierro, l’isola più piccola delle Canarie, si sta attrezzando per diventare completamente autonoma dal punto di vista della produzione di energia elettrica grazie a tecnologie ad emissioni zero, Tenerife non è da meno. Su quest’ultima infatti è già attivo il progetto Casas Bioclimáticas, promosso da Iter (Istituto tecnologico delle energie rinnovabili).

Si tratta di un complesso di 24 ville bioclimatiche in affitto, costruite nel Sud dell’isola, perfettamente inserite nel paesaggio, energeticamente autosufficienti e a emissioni zero. Ogni struttura è dotata di sensori per monitorare i consumi. Costano da 136 euro al giorno.

(Ilaria De Bartolomeis su Ladies)

 

Karma, supercar dal cuore verde

Il progetto è di quelli che nascono da un’idea brillante di un visionario, poi incontrano una fabbrica all’avanguardia della tecnologia e atterrano in una terra fertile d’innovazione. Karma, l’auto gioiello da poco più di 100 mila euro, è prodotta in Svezia e progettata dalla Fisker Automotive, una casa automobilistica americana che rappresenta l’avanguardia della sperimentazione in campo di mobilità ecosostenibile e verrà importata in Italia dalla famiglia Lunelli (Ferrari Spumanti).  

La supercar che la famiglia Lunelli importerà in Italia ha una linea da grande sportiva, di quelle che di solito quando le metti in moto ti fanno vibrare lo sterno coi bassi del motore. La Karma invece ha bisogno di una altoparlante con il suono sintetizzato per far capire a chi sta intorno che il bolide è pronto a partire. E quando parte lo senti: il sedile ti abbraccia stretto, e il poggiatesta diventa tutt’uno con la nuca.  Un bolide fuori, fatto di curve sinuose e prese d’aria in puro stile supersport, dentro ti accoglie con rivestimenti extra lusso e tecnologia, ma quello che più conta e proprio quello che non si vede. Il cuore pulsante della supercar è composto da due motori elettrici sull’asse posteriore, e un pacco da 200Kw di batterie che si ricaricano: col tetto solare, con il recupero di energia in frenata, attraverso la connessione alla rete elettrica e con il supporto di un motore a scoppio sotto il cofano anteriore. I pistoni però non fanno mai muovere le ruote, servono solo a dare energia a un generatore di corrente. Quasi quattrocento cavalli, niente male per un’auto elettrica. 

L’innovazione nella nostra regione è di casa, assicura Marcello Lunelli: «Abbiamo deciso di investire in questo progetto perché crediamo che rappresenti il futuro della mobilità, e come siamo stati in passato precursori nei pannelli solari, nella cultura biologica, e in tanti settori, lo saremo anche nell’automobile ». «È un nuovo concetto di automobile ibrida - spiega Riccardo Sampaoles, il responsabile operativo della Fisker Italia che ha la sede a Lagundo - il limite dimostrato finora da tutti i modelli della altre case era l’autonomia ridotta, con questa nuova concezione del motore invece si riescono a percorrere fino a 480 km».

ds ispirata da Riccardo Valletti su Trentino, foto da car-oto.blogspot.com

In Trentino va di moda il green

Il nostro futuro veste un colore solo: il verde. 

E per difendere il nostro futuro abbiamo una sola arma: lo sviluppo sostenibile. Ma di questo, ne siamo davvero consapevoli? Agiamo in maniera responsabile o tendiamo a delegare? L’intensità del colore verde dipende dal nostro contributo, che parte dalla consapevolezza, passa attraverso la responsabilità ed arriva alla partecipazione.

C’è una comunità che sta camminando in questo senso. Come? Collaborando con l’amministrazione pubblica all’azione strategica impostata da qui al 2020, a favore dello sviluppo sostenibile. La comunità è quella trentina e l’amministrazione pubblica è la Provincia autonoma di Trento. 

I trentini infatti, sono invitati a visitare uno spazio virtuale, il blog  www.passo.tn.it, dove possono scaricare un documento, il ”Patto per lo Sviluppo Sostenibile del Trentino”. Avranno circa tre mesi di tempo per leggerlo, commentarlo ed eventualmente corredarlo di nuove proposte che saranno prese in carico dai competenti uffici provinciali e valutate sulla base dei seguenti criteri: fattibilità tecnica e costo, competenza diretta della Provincia autonoma di Trento, coerenza con gli strumenti programmatici già adottati e ovviamente con la normativa vigente. Si stabilirà in questo modo se e come inserire queste azioni nel documento finale da portare in Giunta Provinciale entro il 30 giugno 2012. Dopodiché si aprirà la strada per la sottoscrizione da parte di amministrazioni ma anche di cittadini sensibili, come un vero proprio patto da siglare, uniti per la difesa del futuro.

L’assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento Alberto Pacher accoglie il visitatore del blog con queste parole “Il Patto tra l’Amministrazione pubblica e i cittadini è un importante passo avanti in quelle materie da cui dipende il futuro dei nostri figli: politiche ambientali, ecosistemi, energia, trasporti, sostenibilità del produrre e del consumare, ma anche democrazia, partecipazione, informazione, nuove tecnologie. C’è bisogno di idee, stimoli e proposte da parte di tutti. Leggete, approfondite, mandate i vostri contributi, criticate se necessario. Mantenete vivo questo blog e consideratelo luogo di crescita e scambio. Perché il primo passo da fare è confrontarsi e dialogare, mettendosi in gioco.”

Un invito che si auspica accolgano in molti: cittadini, professionisti, imprenditori, albergatori, agricoltori, studenti. Le aspettative più forti forse, sono proprio nei confronti dei giovani che sulla sostenibilità si giocano il futuro e quello dei loro figli. PA.S.SO. è una grande opportunità per essere co-protagonisti in questa sfida. Bisogna solo saperla cogliere!

Green carpet

Un lungo fourreau strapless nero, con bustino costruito a fasce orizzontali e sottolineate da un piping a contrasto ed un’ampia coda realizzata con pieghe geometriche doppiate con una stampa floreale color avorio. Questo è l’abito couture disegnato in esclusiva da Giorgio Armani per Livia Firth, moglie dell’attore Colin Firth, in occasione della cerimonia dei Golden Globe.

Lo stilista ha scelto di abbracciare i principi di etica e sostenibilità, realizzando l’abito con un tessuto formato da fibre ottenute dalla pressione meccanica della plastica di bottiglie riciclate, un metodo che consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Una scelta green ed eco, ispirata dalla stessa Livia, grande sostenitrice  della causa ambientale. «L’attenzione per il mondo che ci circonda è un problema che riguarda tutti noi, e al quale non possiamo sottrarci», ha detto re Giorgio.

Armani è stato uno degli stilisti, come Tom Ford, Chanel, Gucci, Stella McCartney, Paul Smith, Valentino, Roger Vivier, Alberta Ferretti ed Ermenegildo Zegna che si sono sbizzarriti sul red carpet proponendo abiti dall’impatto ambientale ridotto, in materiali eco-compatibili. Proprio la Ferretti ha affermato: “Creare abiti femminili e glamour, ma allo stesso tempo eco-friendly, è una sfida che stimola la mia creatività. Credo che la moda sia una modalità forte di comunicazione, che può supportare una così attuale e contemporanea causa». E Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, non ha perso l’occasione dal suo seguitissimo blog di invitare la moda alla sostenibilità ambientale.

Il maggior impegno nei confronti dell’ambiente è stato il filo conduttore della 69esima edizione dei Golden Globe Awards. Oltre il contributo da parte degli stilisti, diversi attori hanno infatti richiesto un menù totalmente vegano. Natalie Portman, l’attrice da tempo impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, dichiaratamente vegana, pare abbia fatto pressioni sull’organizzazione per avere serviti al gala di premiazione, oltre alla cucina tradizionale della kermesse, anche piatti vegetariani e vegan. Infatti alla cena che segue la premiazione, erano presenti  verdure di stagione della California, scelte a “impatto zero” e da produttori locali per abbattere l’inquinamento da trasporto, miso e soia organici, vellutate di pomodoro e tortini di verdura bianca al forno.

Eco friendly, for example.

 

TESTO – ds ispirata da www.classlife.it e www.greenstyle.it

FOTOGRAFIA – www.classlife.it
 
MUSICA -  green day boulevard of broken dreams http://www.youtube.com/watch?v=gWNRUVMboq4

 

Rethinking a landscape

Cambiarsi e rinnovarsi, ma all’insegna del riciclo, donando vita nuova a strutture inutilizzate. Una tendenza architettonica attuale che investe energie non solo all’avanguardia, ma deve prestare attenzione anche all’ambiente, in una maniera così precisa da sfiorare l’approccio più puramente ecologico.

Una necessità del XXI secolo, quando gli spazi liberi si riducono e il problema ambientale si fa sempre più persistente. Senza contare la difficile congiuntura economica che in qualche modo invita a scegliere la strada del creare.

E creare significa anche riciclare, riadattare gli spazi già esistenti. Da otto anni ad esempio, sono iniziati i lavori di realizzazione del parco di Fresh Kills a New York, costruito sopra la maxi-discarica omonima, tanto maxi da superare in altzza la Statua della Libertà e destinato a diventare l’area verde più vasta della città, 890 ettari di terreno.

Presso il Maxxi di Roma è aperta una mostra fino ad aprile intitolata “Re-cycle” che raccoglie più di 80 opere tra disegni, modelli, progetti che illustrano quella che è ed è stata l’arte del riciclo nella storia. Uno degli scopi di questa mostra è anche prendere una posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e delle nostre città alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi ed altri approcci tradizionali.

Una presa di posizione necessaria e attenta che si basa su sorprendenti innovazioni, sempre più stimolate dal necessario rispetto ambientale.

Una Bella ispirazione per Trento e la sua Ex-Italcementi.

Sopra, il prima e il dopo delle Gemini Residences Frosilos a Copenaghen e il recupero della discarica Vall d’En Joan fuori Barcellona. Sotto, l’area ex Italcementi nel quartiere di Piedicastello a Trento.

 

TESTO – ds ispirata da Matteo Zampollo MFL

FOTOGRAFIE – adigetto.it e MFL

MUSICA - temptation new order http://www.youtube.com/watch?v=ybIaIV9JyHA&feature=fvwrel

Ma dove vai, bellezza in bicicletta?

Dopo l’edizione di maggio e giugno, torna a Trento con la versione invernale ”Al lavoro in bicicletta”. Per i suoi dipendenti, l’amministrazione comunale rilancia  questa interessante iniziativa che mira a promuovere l’uso delle due ruote puntando sui risvolti positivi per la salute e ad una mobilità più sostenibile.

Se non fosse perché il mio ufficio è praticamente casa mia, sarei la prima a balzare in sella ad una bicicletta, rinunciando magari a gonne troppo strette, corte o svolazzanti, ed ancora, trench o cappotti aperti come mantelli al vento. Anche se potete chiedermi tutto, ma non certo di rinuciare alle mie chanel tacco 10!

Perché trovo estremamente affascinante quella donna che sale sulla bici, pedala invece di guidare o di aspettare un autobus che non arriva. La vedo come una cittadina più consapevole ed interessante, elegante nella sua sobrietà come una professionista, ma attraente come le emiliane dei luoghi comuni, comunque allegra “dentro” (la bici, come l’amore corrisposto, è un antidepressivo naturale). E soprattutto, la vedo come una donna sicura di sè,  che  lascia a terra le solite paturnie legate al look, alla messa in piega, alle scarpe, alla gonna stretta.

Sono donne che si sanno distinguere certo, che si fanno notare fra lo street style cittadino. Ma non sono certo icone snob. Anzi, a differenza di altre signore benestanti di mezzo mondo, non inquinano e non parcheggiano in doppia fila quando fanno spese. Poi bisogna ammetterlo, ci sono anche le cicliste che vanno in giro convinte che la strada sia a loro disposizione e tutti, automobilisti e pedoni, debbano cedere loro il passo. A loro ricordiamo con forza, che pedalare non è attività elitaria, dopo gli ultimi rincari della benzina e i tagli al trasporto pubblico, meno che mai. Casomai è attività che migliora la vita. Fisicamente, chi pedala è in forma e risparmia la palestra; emotivamente, perché andare in bici produce endorfine e buonumore, dà soddisfazione e rende più asserive.

Insomma, belle donne. E non sono d’accordo che l’effetto “bellezza in bicicletta” si possa ottenere solo e non oltre i 25 anni. Alcune città italiane, come Milano e Verona, insieme a Parigi, vantano le cicliste più eleganti del mondo. Con mises minimali o comunque seriose, messe in piega inamovibili o perfette code di cavallo, cestino sul manubrio con la portadocumenti Vuitton o la Gucci dentro. Guardare ed imitare, la primavera è alle porte.

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TESTO – ds

FOTOGRAFIE – foto da italiancyclechic.com

MUSICA – bicycle race queen http://www.youtube.com/watch?v=v0nQiiES9_I