Livorno, mercoledì 23 marzo 1955

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Livorno, mercoledì 23 marzo 1955.

Nasce Angelo Froglia, pittore e scultore livornese. Dopo il diploma artistico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1974 partecipa alla Quadriennale di Roma. Nel 1977 per vicende di lotta armata finisce in carcere. Già in giovane età è nel giro della droga. Nel 1981 viene scarcerato, riprende a dipingere e a drogarsi. Nel 1984 il gesto che lo porta su tutti i giornali del mondo: la performance di Livorno (conosciuta ai più come burla), ovvero le teste ritrovate nel fosso della città labronica e attribuite ad Amedeo Modigliani. Per l’occasione crea anche un video dal titolo “Peitho e Apate… della persuasione e dell’inganno (Cherchez Modi)”, premiato dalla critica al Torino Film Festival del 1984. Riprende intensamente a lavorare, anche se la salute è ormai minata dalla tossicodipendenza. Si stanca di essere indicato solo come il protagonista del “caso Modigliani”. Dopo lunga malattia muore l’11 gennaio del 1997.

Valenciennes, lunedì 11 marzo 1726

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Valenciennes, lunedì 11 marzo 1726.

Nasce Louise Florence Pétronille d’Épinay, scrittrice francese. E’ protettrice di Jean-Jacques Rousseau e tiene un salotto letterario frequentato dai migliori intellettuali europei dell’epoca. Dopo la morte in battaglia del padre, militare di carriera, sposa il facoltoso cugino Denis Joseph de La Live d’Épinay, alto funzionario pubblico. Il matrimonio non è felice e cerca consolazione nell’amore per il giovane Dupin de Francueil: la sua infedeltà giustifica la richiesta di divorzio del marito, a seguito del quale si ritira nel castello di La Chevrette dove inizia a ricevere numerosi visitatori illustri (tra i quali Charles Pinot Duclos, Voltaire, Carlo Goldoni, Ferdinando Galiani, Paul-Henri Dietrich d’Holbach e, soprattutto, Jean-Jacques Rousseau e Melchior Grimm). Grande ammiratrice di Rousseau, lo invita a stabilirsi in uno chalet (il cosiddetto Ermitage) dove il filosofo rimane per qualche tempo: si stacca dalla sua protettrice a causa di Grimm, che diventa amante della d’Épinay.

In Barrio de las Letras, a casa dei grandi scrittori spagnoli

Per la serie “scorci di città ricchi di fascino”, ricordate la giornata trascorsa a Place des Vosges nel cuore di Parigi? Lo stesso “sentiment” ci conduce nella splendida Madrid, in un luogo riscaldato dal fermento culturale del passato, sulle orme delle penne che hanno fatto grande la Spagna.

Basta attraversare il Paseo del Prado, dove gli alberi attenuano il sole, ma non il fragore del traffico, per trovarsi immersi in un’isola nella città: silenziosa, pedonale, ricca di placide terrazas, librerie e gallerie d’arte.

E’ il quartiere Las Huertas, conosciuto come Barrio de las Letras, incastonato tra il Museo del Prado e il Thyssen da un lato, il Reina Sofia e l’ottocentesca stazione di Atocha dall’altro e chiuso, in alto, dalla scenografica piazza di Santa Ana, in cui sorge uno dei teatri di prosa più antichi e rinomati della capitale: el Español.

Le vie qui prendono il nome degli scrittori del Siglo de Oro, fiore all’occhiello della Spagna fra 500 e 600: Quevedo, Cervantes, Lope de Vega, Góngora… Stralci delle loro opere sono incisi con il bronzo fra i lastroni del fondo stradale.

Disseminate tra librerie, bistrot, negozi di design e di modernariato, sorgono ancora le loro case, ora trasformate in musei. La più suggestiva, al numero 11 della Via Cervantes, è quella in cui visse i suoi ultmi anni il drammaturgo Don Félix Lope de Vega. L’appartamento, oggi proprietà della Real Academia Española, conserva la struttura originaria: le stanze, lo studio, la cappella in cui si preparò a prendere i voti e l’orto sul retro.

Visitarla significa percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, verso l’universo letterario dello scrittore, ma anche verso il fermento culturale e sociale della Madrid che si preparava a diventare la capitale di un impero, orgogliosa ma attonita, da quella cittadella medievale che era stata fino ad allora.

Lope de Vega e Miguel de Cervantes (la sua casa museo è a Alcalá de Henares) si sfidavano in continue tenzoni (e non solo a colpi di penna). Per una sorta di ironico contrappasso, i luoghi a loro appartenuti si incrociano oggi nella memoria della città. L’autore del Quijote riposa all’interno del bel convento de las Trinitarias che sorge proprio sulla via dedicata al suo eterno rivale.

TESTO – ds ispirata da Lucia Magi su IL (Il Sole 24 Ore)

FOTOGRAFIE – barrioletras.com

MUSICA - Don Quijote, el soñador – Compañia Flamenca de José Moro http://www.youtube.com/watch?v=Dmt3han9iEQ&feature=fvst

Oakland, martedì 19 febbraio 1952

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Oakland, martedì 19 febbraio 1952.

Nasce Amy Tan, scrittrice statunitense di discendenza cinese. I suoi lavori esplorano per lo più il rapporto tra madre e figlia, oltre che il mondo dei cinesi americani. Nel 1993, il suo romanzo più popolare, “Il circolo della fortuna e della felicità”, fu riadattato in un film dallo stesso titolo. Il suo romanzo più recente, “Perché i pesci non affoghino”, esplora le tribolazioni vissute da un gruppo di persone che spariscono nella giungla della Birmania durante una spedizione archeologica. Attualmente, è editrice letteraria di “West”, la rivista della domenica del “Los Angeles Times”. Risiede a Sausalito, California. Fa parte della Rock Bottom Remainders, un gruppo rock composto di famosi scrittori, tra i quali Barbara Kingsolver, Matt Groening, Dave Barry e Stephen King.

Liegi, venerdì 13 febbraio 1903

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Liegi, venerdì 13 febbraio 1903.

Nasce Georges Joseph Christian Simenon, scrittore belga di lingua francese, noto al grande pubblico per avere inventato il personaggio del commissario Maigret. Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno. A lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre 50 lingue, supera i settecento milioni di copie. Lo stile di scrittura è caratterizzato, nonostante il vocabolario scarno e la rinuncia di qualsiasi finezza letteraria, da atmosfere molto dense. Il suo lavoro arriva, nelle sue stesse parole, dal “popolo nudo”, dall’uomo che viene alla luce dietro tutte le possibili maschere. La sua vita privata è instabile: a parte i suoi due matrimoni Simenon ha numerose relazioni. Nel corso della sua vita cambia trentatré residenze tra Belgio, Francia, Canada, Stati Uniti e Svizzera.

Riva del Garda, mercoledì 31 gennaio 1827

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Riva del Garda, mercoledì 31 gennaio 1827.

Nasce Francesca Lutti, poetessa, figlia di un ricco industriale della seta. Incoraggiata dal letterato Andrea Maffei, pubblica la raccolta di versi “Novelle e liriche”. Segue il poema in 26 canti “Alberto”, vicenda di un giovane che, deluso in amore, abbandona la poesia per prendersi cura dei poveri. Si tratta di versi ormai dimenticati, come le commedie “La marchesa di Fermo” e “La nutrice”. Nella villa paterna di Campo Lomaso riceve intellettuali, come Antonio Fogazzaro, Arturo Graf e Giovanni Prati, e politici, quali Benedetto Cairoli ed Emilio Visconti Venosta. Offre intrattenimenti musicali, recite di poesie e argomenti di discussioni nello spirito dei salotti letterari. Sposa il bresciano Giuseppe Alberti, rimane vedova due anni dopo. Vittima di una malattia incurabile, muore a Brescia nel 1878 e viene sepolta nella cappella della villa di famiglia di Sant’Alessandro, dove anni dopo sarà sepolto anche Andrea Maffei, che l’aveva considerato «la sua creazione, la sua figlia d’arte».