Unopiù, outdoor lifestyle

Fuori c’è un freddo assurdo, ma nella cassetta della posta oggi ho trovato il catalogo Unopiù 2012. E’ primavera!

La Unopiù nasce nella campagna della Tuscia, a 15 km da Viterbo, in quel di Soriano nel Cimino, un’incantevole località immersa nel verde, già meta delle vacanze di Pirandello.

Unopiù rappresenta la cura e la cultura del giardino, le migliori soluzioni per arredare gli spazi aperti come fossero “stanze verdi”, parte integrante della casa, con la stessa attenzione, con la stessa ricercatezza.

 

I prodotti Unopiù sono raccolti in tre famiglie di strutture e arredi, distinte per stili, forme e materiali: la Collezione Classic che rivisita una tradizione dal gusto intramontabile; la Collezione Contemporary, dove l’outdoor design è al servizio del comfort e della funzionalità ed infine, la Collezione Easy Life, dallo stile fresco e colorato, destinato ad una clientela giovanile e dinamica.

Stiamo parlando comunque di strutture dal forte impatto scenografico che ridimensionano i confini tra indoor e outdoor, collezioni impreziosite da finiture di altissima qualità e da texture fresche e accattivanti, dove materiali immortali come teak e ferro ridisegnano sapientemente le geografie di un design sempre più sofisticato e tecnologico, ma con il fascino di oggetti d’arte intramontabili.

Molte delle novità 2012 si avvalgono della collaborazione di affermati designer, tra cui Marco Acerbis e Matteo Thun,  che hanno utilizzato la loro vena creativa per realizzare arredi innovativi e seducenti sia dal punto di vista estetico che funzionale. 

Ogni stagione, c’è una piacevole attesa per il nuovo catalogo che si arricchisce, di volta in volta, di tante novità. Non è ancora tempo&modo di portare in giardino i miei Unopiù, come le sdraio in teak Titanic e le poltrone Emily, oppure le sedie e i tavolini in ferro Aurora. Nel frattempo, ammiro e scelgo.

La mia wishlist 2012?

Chiase-longue Swing, uno dei pezzi cult di Unopiù, una struttura ondulata con cuscino poggiatesta

(prego, continui a leggere sotto)

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Concetti di lusso (prima parte)

Breve excursus sociologico intorno al concetto di lusso. Lusso, nel suo significato più etimologico, è un termine che deriva dalla voce latina luxus (eccesso, intemperanza, dissolutezza, mollezza ma anche fasto e magnificenza). Già osservando questa varietà di significati, emerge l’ambiguità che accompagna il concetto di lusso, sospeso tra un estremo a valenza negativa di sontuosità eccessiva, sregolata e superflua ed uno dal carattere positivo di magnificenza onirica e desiderabilità.

Rivolgendo lo sguardo al passato, nella prima direzione si rilevano posizioni nel pensiero classico greco (critiche di Aristotele nei confronti degli eccessi) e in quello latino (lex sumptuaria – legge contro il lusso) rafforzate in seguito, da una certa parte dell’etica cristiana ispirata ai valori del pauperismo e da posizioni filosofiche di stampo marxista. In tal senso, anche l’economista e sociologo tedesco Sombart considerava il lusso come “ogni dispendio che vada oltre il necessario”, anche se differenziava il “lusso qualitativo”, ovvero il consumo di beni di classe superiore, dal “lusso quantitativo”, cioè lo spreco.

Oggi il concetto di lusso viene letto in maniera meno severa delle epoche precedenti, sebbene  il momento storico in atto, drammatico sotto il profilo economico e finanziario,  inviti a farlo in modo più oculato, comunque diverso, anche solo da un decennio fa. Partendo da un presupposto: il prezzo, pur continuando a rappresentare oggi una condizione necessaria del concetto di lusso, non ne è più condizione sufficiente. Il sociologo Giampaolo Fabris, scomparso solamente un paio di anni fa, affermava: “Il lusso è un plesso di significati che trascende ampiamente il valore economico”

Alla luce di tutto, mi sembra possa risultare interessante questo breve viaggio alla scoperta delle numerose ed articolate definizioni che concorrono a definire in modo preciso i confini del lusso.

1. Lusso come capacità di attribuire uno status di prestigio (vero o presunto tale).

2. Lusso come piacere, emozione e coinvolgimento dell’atto di acquisto e di possesso di un bene di lusso.

3. Lusso come eccellenza qualitativa – raffinatezza estetica.

4. Lusso come ostentazione che determina uno status sociale.

5. Lusso come esclusività (valore elitario e di distinzione), in modo coordinato con rarità (difficoltà di reperimento).

6. Lusso come costo elevato a fronte dell’elevato livello qualitativo.

7. Lusso come artigianalità, legame con la tradizione (relativa ad un’epoca e/o ad un’area geografica) e con il carattere artigianale dalla produzione che richiede tempi lunghi e non standardizzabili.

8. Lusso buon investimento per il valore durevole che riesce a mantenere nel tempo un bene di lusso.

9. Lusso come materialismo e superfluo (accezioni dal taglio critico).

Queste sono le definizioni di lusso, frutto di studi storici, economici e sociologici. Ma la gente, i giovani, la realtà di oggi, come definiscono il lusso?  Le risposte di un’interessante indagine-studio, presto, su tempi&modi. Non senza qualche sorpresa.

 

 

TESTO – ds ispirata dal Prof. Gaetano Aiello e dal Dott. Raffaele Donvito Università degli Studi di Firenze

FOTOGRAFIA – MFLadies

 

 

Prodotti tipici negli alberghi trentini grazie ai giovani

Due incontri importanti quelli che hanno dato il via ad un progetto che nasce dalle anime giovani di Coldiretti e dell’Associazione Albergatori della Provincia di Trento. L’obiettivo è quello di realizzare una piattaforma comune di prodotti trentini per favorire gli albergatori nell’utilizzo dei tali nelle varie strutture ricettive. E così, albergatori e imprenditori agricoli si incontrano, dialogano, si confrontano, mettono sul piatto comune le rispettive esperienze perché le peculiarità di ciascuna può diventare ricchezza per le altre.

C’è sensibilità da entrambe le parti, voglia di unirsi e di fare rete per costruire un “turismo di qualità” che non è più un termine da “tormentone” , ma ha cambiato pelle, si estende, abbraccia l’etica, i diritti della persona, l’attenzione per i materiali, l’architettura, la bellezza, l’estetica.

Il primo approccio è avvenuto presso la Latteria sociale di Fondo, dove erano presenti circa 25 persone fra giovani imprenditori agricoli e giovani albergatori accanto ad alcuni operatori del turismo provenienti dell’altopiano della Paganella.

Dall’analisi dei punti critici presenti nel rapporto fra mondo contadino e settore dell’accoglienza è emerso che persiste una serie di difficoltà nel reperire in loco i prodotti del territorio. L’albergatore non può spostarsi dalla propria azienda per reperire nel territorio i prodotti tipici locali ed è quindi di fondamentale importanza che sia la “montagna ad andare da Maometto” nel senso che è necessario garantire all’azienda turistica continuità di prodotto e servizi domiciliare.

La disponibilità da parte degli albergatori ad approvvigionarsi di prodotti del territorio è stata confermata anche nel caso vi sia un leggero aumento del prezzo. Fatto questo tutt’altro che inverosimile trattandosi di prodotti di montagna e come tali più costosi rispetto agli omologhi di pianura.

L’obiettivo, ha quindi spiegato il responsabile di Coldiretti Trento per i mercati di Campagna Amica Ezio Dandrea, è quello di aprire anche in Trentino una serie di punti vendita che avvicinino il produttore al consumatore garantendo nello stesso tempo un ventaglio di prodotti che spazi attraverso le primizie di tutto lo stivale. Dalle arance siciliane ai prodotti alpini, dalla pasta a tutti i prodotti freschi l’obiettivo di Campagna Amica è quello di ridurre i costi delle intermediazioni ed assicurare al produttore la giusta remunerazione e al consumatore il giusto prezzo accanto, ovviamente, alla certificazione della qualità, della provenienza e della salubrità certificata.

Questi incontri fra i Giovani di Coldiretti ed i Giovani albergatori si affiancano alla proposta di Coldiretti per creare una sorta di “opportunità suppletiva” che consiste in un servizio mirato agli operatori del turismo (alberghi in primo luogo) per garantire la continuità e qualità.

Il secondo incontro è avvenuto presso la Cooperativa Agri ’90 di Storo ed ha visti coinvolti circa 40 tra albergatori e imprenditori agricoli delle Giudicarie Esteriori ed Interiori, della Val Rendena e della Valle del Chiese. Anche nel comprensorio turistico delle Giudicarie è sentita l’esigenza di una nuova alleanza fra mondo contadino e settore turistico tanto la riunione ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza di operatori economici di entrambe le categorie. I presenti hanno concordato sulla necessità di dare vita ad una sorta di cabina di regia fra i due settori che avvicini ulteriormente la domanda e l’offerta di entrambe le categorie.

I due incontri hanno contribuito ad avvicinare, anche fisicamente, gli operatori dei due settori economici creando le condizioni per un ulteriore sviluppo che dovrà consistere nella costituzione di strutture di servizio che consentano al punto vendita di raggiungere le strutture alberghiere rispondendo tempestivamente alla domanda di acquisto e di garantire a tutti i nuovi clienti servizi puntuali, continuità e qualità.

Il settore turistico ha dimostrato di credere nel valore della tipicità e di condividere anche le difficoltà del settore contadino che, al pari degli altri comparti, si misura continuamente con le sfide della globalizzazione ed in modo particolare del “falso made in Italy”.

Nel corso del prossimo anno Coldiretti Trento conta di dare l’avvio alla fasi di apertura dei due punti vendita di Fondo e Storo. Accanto a questi è previsto un punto vendita a Trento e altri tre-quattro punti sparsi nel territorio provinciale.

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa SALMERINO AFFUMICATO TROTA ORO

Per chi Per tutti coloro che amano concedersi qualche volta,  il lusso di mangiare un pezzo di Trentino e di sentirlo pure.

Perché Qui del sano campanilismo ci sta tutto. Anzi, di questo orgoglio d’azienda che opera nel mio paese natale me ne vanto proprio. Ma passiamo al Salmerino affumicato. È un prodotto di nicchia destinato a consumatori esigenti che ne sanno apprezzare la delicatezza. Accurate e ricercate sono le fasi di lavorazione: allevato nelle fresche acque dei torrenti del Parco Naturale Adamello Brenta, filettato, salato a mano con sale dolce di cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador, viene infine affumicato bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Visto affogato al Ferrari Perlé Rosé alla Locanda Margon

Dove Trota Oro in Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it www.trotaoro.it

Cioccolato, la passione continua

Cristoforo Colombo non fu molto entusiasta della tazza di cacahuatl, la bevanda fredda e amara a base di semi di cacao e spezie che gli fu offerta dagli aztechi.
A distanza di 500 anni, dopo una lunga storia (che un giorno vi racconterò), una tazza di cioccolata calda può entusiasmare gli amici.

Ecco un modo semplice per farla in casa.
Ingredienti per due persone:
- cioccolato fondente di buona qualità: 50 grammi
- latte: quanto basta per due tazze
- zucchero: a piacere
- un divano: molto comodo
- un film: consiglio ‘Il favoloso mondo di Amelie’
Sciogliete a fiamma bassa il cioccolato in un pentolino con poco latte finché diventa cremoso. Poi aggiungete lentamente il latte rimasto fino alla consistenza che desiderate. Zuccherate come gradite e condividete questo piccolo piacere della vita.

In base al cioccolato di partenza potrete decidere il vostro risultato. Una tavoletta di Venchi http://www.venchi.it/ al 70% per chi ama l’exta fondente ed il gusto intenso, oppure una gradevole tavoletta Venchi al 56% per chi ha l’animo più dolce.

Per il prossimo Natale potrebbe essere una buona idea regalare un preparato di qualità. Vi consiglio i preparati per cioccolata in tazza di Andrea Stainer http://stainerchocolate.it/

E i piaceri del cioccolato non finiscono qui..

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La fabbrica di cioccolato Trailer con Johnny Depp

Domori, il lusso di un cacao cult ma etico

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Quella di Domori sembra una favola al profumo di cacao. Fondata nel 1993 da Mack Domori, alias Gianluca Franzoni, quest’azienda detiene un primato: al mondo è l’unica fabbrica di cioccolato che utilizzi soltanto cacao aromatico, cioè delle qualità migliori al mondo, del quale si raccolgono soltanto il 10 per cento del totale, del tipo Criollo, bacche che si presume fossero quelle coltivate dai Maya.

Quasi vent’anni anni fa, Franzoni ha voltato le spalle al mercato, scegliendo di investire nella qualità e nell’ambiente; è andato in Venezuela, dove ha scoperto le diverse specie di cacao pregiate. Da lì, le prime sperimentazioni di pratica di campo e post-raccolta del cacao, finalizzate alla conservazione della biodiversità. In un mondo orientato all’omologazione e all’annullamento delle differenze, l’obiettivo di Domori è stato quello di salvaguardare il gusto nella sua biodiversità, impedendo l’estinzione di materie pregiate come il Criollo che nonostante le eccezionali qualità organolettiche non è un cacao trattato dalle multinazionali perché poco produttivo e redditizio per la grande distribuzione. 

E così nasce Domori. Protagonista il cacao, una lussuosa tentazione che coinvolge sia il corpo che la mente e che coinvolge in tutte le sue declinazioni.  Il “cioccolato puro” Domori ad esempio, proviene da un cacao aromatico di altissima qualità, l’unico in grado di reggere la prova del gusto senza aggiunta di lecitina, aromi e zucchero, ma solo pura pasta di cacao.

Se oggi si può parlare ancora di “criollo” e di “trinitario” (altra varietà pregiata di cacao)  lo dobbiamo proprio a questa azienda. La preservazione del cacao nobile, però, va di pari passo con la difesa dei luoghi, della cultura e delle popolazioni del cioccolato. Domori promuove da tempo campagne d’informazione e attività concrete per la salvaguardia della foresta pluviale (habitat naturale delle piante di Criollo) nonché per la valorizzazione del lavoro dei piantatori. Un impegno a 360° sul piano dei valori che ha portato anche frutti per quanto riguarda la produzione: la tavoletta biologica di alta qualità denominata “Chacao”.

Battersi per l’ambiente, significa anche battersi per la dignità dell’uomo e la capacità di percorrere determinate scelte.

www.domori.com

 

In Trentino puoi trovare i prodotti Domori alla Casa del Caffè in Via S.Pietro, 38 a Trento tel. 0461.985104 oppure su http://www.illyeshop.com/online/store/categoria_cioccolato