A Therapy for everyone

Cinema e moda. Matrimonio perfetto, che dura.

prada-roman-polanski-01

Durante il Festival del Cinema di Cannes, è stato presentato A Therapy, il cortometraggio firmato dal famoso regista Roman Polanski per  Prada. Più che un corto è un vero film in 4 minuti, un concentrato fulminante di classe e ironia, girato da Roman Polanski nello stesso palazzo di “Carnage”.

Una bella e ricca signora (Helena Bonham Carter), rossetto rosso fiammante, occhiali neri, folta capigliatura corvina entra nello studio dello psicanalista (Ben Kingsley) e si stende sul lettino dopo aver lanciano lontano le scarpe col tacco, al cui interno si intravede il marchio Prada.  La ricca signora, in terapia, comincia con l’elencare le sue disgrazie di donna ricca e vana,  allo psicanalista calvo e barbuto che nel suo lussuoso studio da cui si travede New York, si annoia e si perde a guardare piuttosto la pelliccia di visone malva con collo di volpe argentata che la viziata signora ha appena tolto. Conquistato infine, l’accarezza e l’annusa stringendosela addosso felice.

Si tratta di una parodia sottile della celebrazione del lusso in cui si mette in scena una seduta psicanalitica dove il dottore più che alla vita della sua cliente, sembra interessato ai suoi vestiti. Futile e dilettevole, l’arte come diletto, come la moda d’altronde, arte rifugio dalle noie, ma dalla quale non ci si può salvare, serve uno psicanalista.

A Therapy è entrato in concorso a Cannes 2012 nella sezione dei Corti.

Io e Bernardo Bertolucci

Un giovane regista-scrittore, Ivan Cotroneo (suo il recente La Kriptonite nella borsa) incontra per Marie Claire un mito vivente del cinema, Bernardo Bertolucci. Complice una prossimità spirituale e fisica (sono vicini di casa), l’autore di Ultimo tango a Parigi, racconta il suo nuovo film, che segna una svolta: Bertolucci torna a raccontare una storia adolescenziale, quella tra i fratelli del romanzo di Niccolò Ammaniti, Io e te. «So che da me si aspettavano una passione incestuosa – confessa Bertolucci – ma l’amore di due fratelli che si riconoscono è molto più forte. Ciò che mi piace molto è l’amore fra di loro, che è proprio un amore tra fratello e sorella. L’incesto è un percorso più breve, rapido, selvaggio, questo è un percorso più profondo». Gli attori protagonisti della pellicola sono due giovani talenti: Jacopo Olmo Antinori e Lea Falco. «Jacopo – Lorenzo nel film – è proprio quello che si dice un attore nato. Devi dirgli tre parole e capisce immediatamente il sentimento di quello che gli chiedi, ed è perfetto nella tecnica. Forse a quattordici anni hai qualcosa di speciale, il cervello è incredibilmente vorace», speiga il regista. E aggiunge: “Voglio che il film emozioni. Per questo c’è molta musica, e Lorenzo la balla disteso sul letto. Proprio come farei io».

Il lavoro sul libro è stato fatto insieme ai suoi sceneggiatori, Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello, Francesca Marciano. «Ho cambiato il finale. – racconta Bertolucci – L’ho detto subito a Niccolò, quando ho letto il libro. Mi piace molto il tuo romanzo, ma non il finale. Non mi piace che i personaggi dei tossici vengano uccisi dall’autore, dal romanzo».

E sorridendo confessa: «Ogni volta si ricomincia. Si è sempre un po’ dei debuttanti. Sono passati dieci anni da The Dreamers, e non so quanti da quando ho girato un film in italiano. E sono contento di averlo fatto ora. Poi qui ci sono i Parioli, via Lima, via Panama dove non avevo mai girato. È un’avventura tutta nuova… Un primo film».

(Si ringrazia Hearst Magazines Italia, foto da listal.com)