Russian inspirations

Samovar in argento, colbacco in volpe Prada, edizione Meridiani Mondadori de “Tutti i racconti” di Tolstòj.

 

 

 

 

 

  

Icona raffigurante la Veronica con il Cristo, guanti di pelle lunghi e collo in pelliccia eco nera.

 

 

 

 

 

 

Giacchino corto in visone miele Simonetta Ravizza.

 

 

 

   

 

 

 

Bicchiere di Vodka su fotografia di Nikolay Biryukov

 

 

 

  

 

 

Caviale&Champagne al  Bolshoi vestito Rubelli

                                                                                                             

Mosca, mercoledì 28 marzo 1912

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Mosca, mercoledì 28 marzo 1912.

Nasce Marina Michajlovna Raskóva, aviatrice, militare e navigatrice aeronautica sovietica, maggiore delle forze aeree dell’URSS nonché fondatrice di tre reggimenti aerei femminili che nel corso della seconda guerra mondiale effettuano più di 30 mila operazioni belliche. Per la sua attitudine alla navigazione aerea è chiamata la Amelia Earhart sovietica; inoltre, per la precisione nelle missioni di bombardamento compiute ai danni dei tedeschi, le aviatrici delle squadre da lei istruite sono da questi soprannominate “Streghe della notte” (die Nachthexen). E’ la prima persona sovietica a ricevere i funerali di Stato durante la guerra, e le sue ceneri sono tumulate in un’urna nel muro del Cremlino, sulla Piazza Rossa di Mosca. Dopo la sua morte è decorata alla memoria con l’Ordine della Guerra Patriottica di prima classe. Il suo nome è dato a una nave da trasporto statunitense Liberty (SS Marina Raskova), varata nel giugno 1943. Nel 1994 l’Unione Astronomica Internazionale delibera di intitolare al nome di Marina Raskova una delle numerose paterae di Venere.

Voronivtsi (Ucraina), lunedì 8 febbraio 1819

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Voronivtsi (Ucraina), lunedì 8 febbraio 1819.

Nasce Carolyne zu Sayn-Wittgenstein, nobildonna polacca, per quarant’anni l’amante di Franz Liszt. Sposa un ufficiale russo, membro dell’antica casata nobiliare della Germania Baltica. Ha una sola figlia. Incontra Liszt durante una delle sue numerose tournée in Russia. Si allontana dal marito e nel 1848 va a vivere con il compositore a Weimar. Cattolica, vuole regolarizzare l’unione, ma poiché lei è ancora sposata e suo marito è ancora vivo, deve convincere le autorità ecclesiastiche. Riesce ad ottenere un temporaneo successo: le nozze sono fissate a Roma per il 50° compleanno di Liszt, il 22 ottobre 1861. Ma il marito e lo zar di Russia riescono a far annullare il permesso per il matrimonio da parte del Vaticano. Il suo rapporto con Liszt diventa poi un amore platonico: lui riceve gli ordini minori della Chiesa cattolica e diventa abate. Lei non riesce a risollevarsi dalla morte del musicista e gli sopravvive pochi mesi.

Bucarest, martedì 22 gennaio 1828

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Bucarest, martedì 22 gennaio 1828. Nasce Dora d’Istria, pseudonimo della duchessa Helena Koltsova-Massalskaya, nata Elena Ghika. Scrittrice romena, ma russa e italiana per acquisizione, esponente del romanticismo e del femminismo, è considerata la Mary Shelley dell’Europa orientale. Riceve un’ottima educazione, studiando letteratura prima a Dresda, in Germania, poi a Vienna, Venezia e Berlino, dove riceve la laurea per le lettere greche dall’illustrissimo Alexander von Humboldt. Tornata a Bucarest, sposa il duca russo Alexander Koltsov-Massalski e con lui si trasferisce a San Pietroburgo. Tuttavia non apprezza il forte nazionalismo del marito e il suo attaccamento alla tradizione ortodossa e detesta la politica da tiranno dello Zar Nicola I. Vive quindi in Svizzera, in Grecia, in Turchia e nell’amatissima Italia, dove a lungo abita in una sontuosa villa di Firenze. Il primo giugno 1860 è la prima donna a salire fin sulla cima del Monte Bianco.

Stati Uniti, martedì 20 gennaio 1885

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Stati Uniti, martedì 20 gennaio 1885. Marcus Adna Thompson brevetta le montagne russe. Nasce in un paesino dell’Ohio, fa il falegname, l’operaio in un’azienda che produce carrozze per treni, il droghiere, e ha il pallino delle invenzioni. Gli affari vanno bene, fin quando non ha seri problemi di salute, ma la malattia non lo tiene a letto. Se ne va in Pennsylvania e capita dove spiccano le ripidissime montagne russe di Mauch Chunck Switchback Gravity Railroad. Basta un dollaro (e un bel po’ di coraggio) per lanciarsi in una folle discesa. Lui perfeziona il tutto e fa fortuna. Le montagne russe (talvolta dette anche ottovolante) sono un’installazione tipica dei luna park e dei parchi di divertimento, attrazioni simbolo. Le più veloci al mondo? Formula rossa, 240 km/h, Emirati Arabi. In russo, le “montagne russe” vengono chiamate amerikànskije gòrki, ovvero “colline americane”.

Torino, giovedì 3 gennaio 1793

UN GIORNO, MILLE CARATTERI di Karol Albertrandi

Torino, giovedì 3 gennaio 1793. Arriva al mondo Bartolomeo Bosco,  illusionista, considerato uno dei più grandi prestigiatori di tutti i tempi. Nel 1812, soldato napoleonico,  fu fatto prigioniero e confinato in Siberia, dove affinò il suo talento esibendosi per i propri commilitoni e per i russi. Tornato in libertà nel 1814, dopo un breve periodo di studi di medicina intraprese la carriera artistica di illusionista, raggiungendo successo e fama internazionali e l’ammirazione dei regnanti di tutta l’Europa. “Les Aventures de Bartolomeo Bosco de Turin, professeur de prestidigitation”, pubblicate nel 1851, testimoniano l’enorme fama di cui godeva. Tra i suoi giochi più famosi l’illusione della propria fucilazione: Bosco si poneva davanti al plotone di esecuzione  e dava l’ordine di far fuoco, emergendo successivamente vivo e vegeto da una nuvola di fumo con ai suoi piedi le pallottole sparate.

Novelle “Lara”

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Più che ad una zarina, preferirete ispirarvi a Lara (Il Dottor Zivago di Boris Pasternak) e lo potete fare benissimo sulle “nevi” di Madonna di Campiglio confondendovi con le ospiti russe (doc). Lo potete fare anche a Cortina, ma non è la stessa cosa. Evitate di farlo in città, anche se questo è ciò che la moda comanda, personalmente lo trovo, come dire, un po’ sopra le righe.

Oltre ad interpretare il Russian style, a che serve? Il colbacco in pelliccia comunica eleganza e fascino (mettendo in risalto il taglio degli occhi), ma non solo: è soprattutto utile, per difendersi dal freddo, come nessun altro copricapo sa fare.

La pelliccia, a seconda della vostra sensibilità, potrebbe essere di volpe, visone o lapin, oppure “ecologica” spinta in colori alternativi come blu e bordeaux.

Evitate, mi raccomando, il total look (colbacco+pelliccia), anche se è molto facile incappare in più di un esemplare in centro a Campiglio. Non fatevi intimorire. Sdrammatizzate in assoluta sicurezza, accompagnando il vostro colbacco ad un serioso cappotto nero, piuttosto che ad un casualchic caban blu sopra il jeans.

Un consiglio: dentro, cercate di sentirvi più “Lara”, meno “zarine”.  Allora il colbacco ci piace!

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – www.vogue.it, ds, freeforumzone.leonardo.it

MUSICA – Il Dottor Zivago http://www.youtube.com/watch?v=nynMR6AZ8Rc