E il Bon Ton è servito

gOggi, per la rubrica “Verba Volant”:

IL NUOVO BON TON A TAVOLA e l’arte di conoscere gli altri. Vedo come mangi e saprò chi sei.

Roberta Schira, Salani Editore.

Regole, suggerimenti, linguaggio corporeo, ossessioni e scortesie a tavola. Da una scrittrice-gourmet che è anche una “psicologa del gusto” il primo libro che unisce psicologia e bon ton per imparare a comportarsi correttamente in ogni occasione – dalla colazione al dopocena… aperitivo incluso – e per sapere tutto dei propri commensali.

“Ecco che allora può bastare una cena insieme per capire se lui/lei sono la persona giusta per noi e se vale la pena di dividere tutti gli altri pasti della nostra vita…”

L’ispirazione del giorno

Valori moderni.  La tavola del quotidiano parla di una “nuova” eleganza che profuma di storia e di tradizioni. Si ispira al rispetto di valori di un tempo, quando non si buttava via nulla.  Una vecchia brocca di terracotta, che sa mantenere fresche le bevande, ed i bicchieri spaiati, che convivono senza alcun pregiudizio. Sensibilità del passato, riprese in chiave moderna. Espressioni di un’attenzione moderna per valori mai passati. (da Pranzi perfetti in campagna. Oggi. di Maria Luisa Bonacchi – Style Country Life)

Natale al castello

Questa presentazione richiede JavaScript.

Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ’600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Ciak si fotografa!

Questa presentazione richiede JavaScript.

Oggi, mercoledì 21 dicembre 2011 ore 16.31 continua la chiacchierata in chat tra Alessandro Guerani e me.

Donatella Simoni: Alessandro, guardando le tue foto ho notato che spesso usi  delle piastrelle di ceramica,  è un tuo gusto? E’ qualcosa che ti porti dal passato?

Alessandro Guerani: sì, perché mi permettono di dare un tocco di colore e decorazione su un set molto minimo, ma non sono semplici da usare, se ci sono già piatti decorati, altre proposte “ingrombranti” visivamente, diventerebbero troppo barocche. Anche perché questi elementi hanno una storia dietro, sono ceramiche da camino, un po’ come quelle delle stufe ad olle, sono inglesi, di solito di età vittoriana o eduardiana. Adesso vengono usate soprattutto come sotto pentola o sotto piatto o sotto bicchiere

DS: approfondiamo l’importanza di creare un set fotografico. Mi incuriosisce la scelta, che dovrai fare immagino, di elementi di scena, chiamiamoli così. Come avviene?

AG: ah, bella domanda… e risposta non facile

DS: la cura del dettaglio è fondamentale, immagino, e bisogna essere bravi in questo ed avere una sensibilità particolare

AG: per risponderti devo tornare a quello che ti dissi in precedenza. In pratica, tu hai un messaggio che devi trasmettere che può essere una sensazione, un luogo, un lifestyle e devi quindi trovare degli elementi scenografici che ti aiutino a trasmettere questo messaggio. Per essere meno teorici, trovami una foto e parliamo di quella

DS: questa

AG: certo, “ Cherries in Wonderland”, si chiama così questa foto. Praticamente volevo fotografare delle ciliege in modo diverso, ambientarle in una situazione “onirica” e lì l’idea è venuta con l’assonanza fra cherries ed Alice (nel paese delle meraviglie). A quel punto, da uno scambio di soggetto, è venuto fuori il set: l’orologio è il Bianconiglio, poi ci sono i semi delle carte che sono le guardie della regina, il tè è il tè da matti. Purtroppo non avevo un narghilé per il Brucaliffo ma forse c’era già troppa roba, bisogna anche darsi dei limiti sennò poi si rischia di esagerare

DS: sì, bisognerebbe ;-)

AG: questa fotografia così è nata, cercando di capire come far coesistere il soggetto dentro un set che rappresentasse anche tutte quelle cose. Comunque questo è un esempio che ti fa capire il concetto di quanto dicevo: la creatività non è “creare” bensì mettere in correlazione delle cose. Le ciliege a me fanno venire in mente un momento magico, quel paio di settimane quando si raccolgono e da bimbi si andava a “rubarle” dagli alberi dei contadini. Un “prodotto” che comunque ha un suo fascino, non è disponibile tutto l’anno e si porta dietro un sacco di ricordi dell’infanzia, come le mamme che facevano la marmellata in casa, ad esempio. Quindi ciliegia = memorie infanzia = sogno-bambini = Alice. Vedi i vari passaggi di correlazione?

DS: certo

AG: così presenti il prodotto in un modo non scontato e che riesce a comunicare ad un ampio target. Chi di noi non ha appunto memorie dell’infanzia relative alle ciliege? Chi di noi non ha letto o visto il film di Alice in Wonderland? Il messaggio non è ermetico, disponibile ad una elite, ma piuttosto popolare, allo stesso tempo non banale perché traslato su più piani

DS: sì, capisco

AG: alla base del ragionamento poi, c’è la realizzazione pratica che è basata su problemi pratici, ad esempio, la dimensione delle ciliege, e su considerazioni di tipo estetico. Non puoi usare una modella alta 1,80 per mostrare due ciliege :D   In un set,  gli elementi devono essere inseriti in modo armonico e piacevole. Questo è il “mestiere” vero e proprio in cui poi si utilizza la proprio cultura ed esperienza visiva

DS: certo, cultura ed esperienza che fanno la differenza

AG: vedi che anche tu hai subito riconosciuto l’orologio del Bianconiglio o il tè del Mad Tea Party o i semi delle guardie della regina Rossa

DS: sì, messaggio ricevuto :-) Ti chiedo: è il soggetto della foto che ti ispira il set o costruisci il set sul soggetto?

AG: costruisco il set sul messaggio che voglio dare, il soggetto è il messaggio, altrimenti basterebbe una foto che ritrae una ciliegia, punto. La ciliegIa è la parte fondamentale del messaggio ovviamente, ma “ciliegia” in sè, è solo una parola o un frutto. Non si vende la ciliegia, si vende l’idea di ciliegia e l’idea coniugata in un certo modo

DS: è chiaro. Per i tuoi set, vai a comperare tazze, bicchieri, piatti, tessuti, di volta in volta?

AG: dipende, qualche volta sì, ma ho un “archivio” notevole. Spesso compro qualcosa quando lo vedo sapendo che prima o poi mi servirà. Io ho un mio stile ovviamente, e quindi so già se un oggetto può rientrarci o meno. Quando invece, come ti dicevo, ci sono dei brief più specifici esterni in cui sono costretto a seguire direttive non mie, a quel punto sì, gli oggetti di scena si comprano al momento e talvolta vengono forniti dagli stylist

DS: senti, vai via per le feste?

AG: no

DS: allora ci sentiamo la prossima settimana, intanto davvero tanti auguri

AG: anche a te!

www.alessandroguerani.com

www.foodografia.com

 

 

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa SALMERINO AFFUMICATO TROTA ORO

Per chi Per tutti coloro che amano concedersi qualche volta,  il lusso di mangiare un pezzo di Trentino e di sentirlo pure.

Perché Qui del sano campanilismo ci sta tutto. Anzi, di questo orgoglio d’azienda che opera nel mio paese natale me ne vanto proprio. Ma passiamo al Salmerino affumicato. È un prodotto di nicchia destinato a consumatori esigenti che ne sanno apprezzare la delicatezza. Accurate e ricercate sono le fasi di lavorazione: allevato nelle fresche acque dei torrenti del Parco Naturale Adamello Brenta, filettato, salato a mano con sale dolce di cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador, viene infine affumicato bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Visto affogato al Ferrari Perlé Rosé alla Locanda Margon

Dove Trota Oro in Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it www.trotaoro.it