L’ispirazione del giorno

3_bigIn fondo, è (solo) un’avventura. Ma un’avventura, seppur breve, è sempre intensa, eccitante, dove la voglia di scoprire riesce finalmente a trovare risposte, dissetandosi di emozioni. Un viaggio lontano dalla realtà che non aspira ad un ritorno, sebbene questo ne sia inevitabile epilogo. Benvenga quindi, l’avventura, perché è comunque per definizione, l’”arrivo” ad un dove e per destino, ad un chi. (Bauli Louis Vuitton)

La sera di Capodanno

L’inedito di Natale di Henry J. Ginsberg, per T & M.

A Delmore Schwartz (1913-1966)

Il mondo è piccolo quando cominci a girarlo e realizzi che ognuno di quei posti segnati sulle carte geografiche, anche i più lontani dalla tua stanza da letto, anche i più remoti – eccezion fatta forse per qualche foresta pluviale grondante sotto il cielo plumbeo, per qualche desolazione ghiacciata – sono raggiungibili.

Il mondo è piccolo e accessibile, forse più del tuo cuore. Ma ci vuole comunque del tempo per attraversarlo, e io avevo promesso che sarei tornato, che sarei arrivato da te, in tempo, anche se partivo da lontano e lungo la strada avevo ancora alcune cose da sbrigare.

João era passato a prendermi all’albergo con solo un’ora di ritardo. Lo avevo aspettato nell’atrio, seduto su una sedia, al buio, i bagagli posati lì accanto. Avevo provato ad uscire, ad un certo punto, mentre il sole sorgeva all’orizzonte e iniziavo a distinguere le nuvole dallo sfondo del cielo, ma troppe cose strisciavano sui gradini dell’ingresso, ero tornato subito dentro.

“Una gomma bucata”, si è giustificato sorridente, appena sceso dalla jeep.

Siamo partiti lasciando lo Zambesi sulla nostra sinistra, ci aspettavano quattro ore di strada fino a Beira, dove avrei preso l’aereo per Maputo. Attorno, la campagna, i luoghi dove avevamo girato. Antonio si sarebbe fermato ancora tre giorni, a lui non importava di essere in Italia per il 31, ma io dovevo rientrare, lo aveva capito, dopotutto il grosso del lavoro era stato fatto, le interviste erano a posto, adesso non aveva più bisogno di me. Ecco la casa dei nostri amici, italiana lei, mozambicano lui, appena fuori il paese, in muratura, con il pozzo all’esterno, dove venivano ad attingere l’acqua i bambini che abitavano nelle capanne tutt’attorno, quelli che l’altro giorno ci erano venuti a chiamare per mostrarci l’ippopotamo che giocava nel centro del fiume; ecco la boscaglia nella quale sta rintanato il misterioso sudafricano venuto lì anni prima a mettere su una segheria, per qualcuno un ex-agente dei servizi; ecco, più avanti l’ingresso del parco del Gorongosa, qui il paesaggio si vivacizza, la terra si solleva all’improvviso in un grande massiccio, come se fosse gravida, era il regno dei leoni, le varie milizie che ci sono passate durante la guerra civile hanno fatto strage della fauna selvatica per mangiarla.

João aveva un figlio a Beira, Nelson; dopo avermi accompagnato all’aeroporto sarebbe passato a trovarlo. Ha tirato fuori il cellulare, mi ha mostrato la foto: non sapevo cosa dire, soffriva di un male che hanno molti bambini, in Africa, idrocefalo, accumulo di liquido cerebrale nella testa.

Il volto dell’uomo era radioso; si vedeva che non stava più nella pelle, anche se mancavano ancora due ore alla città. Come lo capivo. Mi sentivo anch’io così, anche se non era un bambino che mi mancava. Mi mancavi tu, una donna che conoscevo appena, una donna che viveva sola, una donna che non mi aveva fatto promesse d’amore.

All’aeroporto ho insistito per offrirgli un caffè, eravamo in anticipo nonostante fossimo partiti in ritardo. Non ha voluto altro. E’ scappato da Nelson, lasciandomi con i miei pensieri, sulla terrazza affacciata sulla pista d’asfalto.

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(se vuoi) “Vengo via con te” in 50 città

E’ impossibile non ritrovarsi in almeno uno dei personaggi di “Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini”, il libro d’Amore e sentimenti di Henry J. Ginsberg. Un libro che sa emozionare proprio per il suo “realismo” ed il coinvolgimento con il lettore. Nel leggere le sue pagine, ognuno di noi può ritrovarsi e può capirsi. Un potere straordinario… Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini  è in attesa di partire per le 50 città protagoniste dei suoi racconti. La sua missione è quella di “abbandonarsi” al suo destino, un dono d’amore incondizionato per chi lo troverà.

Ecco le immagini e le testimonianze di dove e di chi lo ha abbandonato. Viaggi d’Amore.

 

IBIZA. 16 aprile, ore 20.30

“Poi cominciò a dipingere. Si sentiva la musica arrivare dal apese. Si sentiva il suono delle sfere celesti che roteano senza posa sopra le terre in cui la gente si diverte e mangia il fiore del loto e non pensa al domani”

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(Sara)

 

VIENNA. 24 gennaio, ore 12

“Alzò lo sguardo al cielo perché è il cielo il luogo degli innamorati, le costellazioni sfavillantie tutti quei satelliti. Era felice di essere lì e adesso. E di vivere”

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 (Susanna)

 

PALERMO.  20 gennaio, ore 10

“Mia zia aveva perso la testa, chiaramente. prima l’aveva persa per un sacco di uomini, quindi in fondo solo per se stessa, perché se ami questo e quello, se voli come l’ape sui fiori, è solo di quell’andare che ti importa, ti inebri della varietà.”

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Villa Giulia, una delle più belle ville della città. (Lorenzo & Annachiara)

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(se vuoi) “Vengo via con te” in Trentino

E’ impossibile non ritrovarsi in almeno uno dei personaggi di “Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini”, il libro d’Amore e sentimenti di Henry J. Ginsberg. Un libro che sa emozionare proprio per il suo “realismo” ed il contatto che riesce ad instaurare con il lettore. Nato nelle stanze virtuali di T & M, ha preteso di “prendere corpo”, diventando strumento di “comunicazione sentimentale”. Nel leggere le sue pagine, ognuno di noi può ritrovarsi e può capirsi. Un potere straordinario…

Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini  è in attesa di partire per le 50 città protagoniste dei suoi racconti. La sua missione è quella di “abbandonarsi” al suo destino e di attendere mani che lo sfoglieranno e cuori che si apriranno. Io, amante della mia terra, ho una missione: ”abbandonarlo” nei luoghi del Bello in Trentino. Luoghi unici, in primis per me stessa, per bellezza, fascino, storia, arte, ma anche per un ricordo, di un’esperienza, di una persona, di un Amore lontano.

Ecco dove e quando l’ho lasciato. Ora lo sapete, qui lo potete (ri)trovare.

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Un luogo “ferito” della mia città, che ha bisogno di essere di nuovo amato e di “ripartire”.

Piazza della Portella, Trento. 10 dicembre, 0re 14.30

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Capanna Durmont Montagne. 2 dicembre 2012, ore 18

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Agritur Ai Castioni Molveno. 5 dicembre 2012, ore 16

Un libro, una città

cTi trovi, per caso, ad abitare in una delle 50 città protagoniste di “Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini”? Oppure vi hai programmato un viaggio a breve?

Richiedi una copia del libro (pag. 314 Euro 13.50) a tempiemodi@gmail.com e ti verrà inviata in aggiunta, una copia omaggio da “abbandonare”* in uno dei luoghi del Bello della tua città. Il libro con i suoi personaggi, tornerà così, in qualche modo, “a casa”, per emozionare ed innamorare di nuovo. Questa è la sua vera missione. Qualcuno lo troverà e… la storia d’amore continuerà.

Scopri qui le città protagoniste di “Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini” di Henry J. Ginsberg.

*Il momento e il luogo dell’”abbandono al Bello” dovrà essere immortalato. Le fotografie raccolte, verranno pubblicate su T & M.

I T & M del libro

e“Vengo via con te. Storie d’amore e latitudini” è arrivato in anteprima in alcune librerie di Trento (L’Ancora, Disertori). Tra qualche giorno la distribuzione farà il suo corso. E’ possibile acquistarlo anche on-line su IBS. Sempre e comunque, scrivendo a tempiemodi@gmail.com
 
“Grazie a tutti coloro che hanno chiesto informazioni. Spero di leggerne alcune parti in pubblico fra un po’… “