La BMW 650i Cabrio in tour attraverso le Giudicarie Esteriori. Tra castelli, luci e colori autunnali a tutto cielo

Da oggi, inizia una nuova rubrica dal titolo “Guida tu, caro!”. Interpretiamo ogni volta, con auto dal carattere diverso, le strade più affascinanti del Trentino. Lui guida, io ascolto… e mi godo il panorama.

Prima di salire a bordo, un’occhiata è davvero doverosa a quest’auto, indubbiamente bella, ovunque la si guardi, da quel muso con il doppio rene BMW stile shark nose (naso di squalo), da quella coda scolpita a linee orizzontali per abbassare idealmente il baricentro della vettura, fino alle fiancate con le loro superfici muscolose. L’occhio però cade sugli interni.

E’ una 2+2, chi siede nei posti anteriori si deve far avanti un bel po’, dietro lo spazio per le gambe è davvero risicato. E a capote chiusa ci sono anche problemi in altezza. Ma questi in fondo, sono solo dettagli per i seguaci della filosofia “cabrio”.

Non v’è dubbio, alla fine chi gode di più è chi guida. I comandi sono quelli della più recente produzione BMW, vedi la strumentazione stile black panel con pannello TFT, pomello dell’iDrive di ultima generazione e l’imponente schermo da 10 pollici del sistema di infotainment. La separazione fra zona guidatore e passeggero, corretta e infossata, con regolazioni elettriche per volante e sedili, è più netta che mai, grazie al bracciolo centrale che via via che si avvicina al tunnel si assottiglia sempre più e, quasi attorcigliandosi su se stesso, va a confluire sul lato passeggero della plancia.

Ma è ora di partire. Il nostro tour inizia da Tione, capoluogo delle Giudicarie. Imbocchiamo, attraversando i piccoli centri di Bolbeno e Zuclo, la strada provinciale del Passo Durone.

L’insonorizzazione è eccellente, non avverti fruscii aerodinamici o rumori invadenti provenienti dall’esterno; l’ambiente interno è ovattato quanto quello di una berlina. Sembra quasi di guidare una Serie 7, con la differenza che a comando puoi aprire la tela (di eccellente fattura) e prendere il sole mentre guidi. Emozioni già dai primi tornanti: ci fermiamo. Davanti a noi il gruppo dell’Adamello con la cima Carè Alto protagonista. Si prosegue tra boschi di faggi, fino ai prati del Passo Durone.

Da qui si scende verso il Bleggio Superiore, con un colpo d’occhio a 360°. Un’estensione di prati, boschi, campi e borghi storici. Scegliamo di passare per Fiavé. Tra le distese di campi, strada in rettilineo e curve strette, proviamo alcune variazioni di guida agendo sul Driving Dynamic Control (di serie), il selettore sul tunnel centrale che attraverso tre posizioni (Normal, Sport e Sport+) consente di avere una risposta più pronta del motore e del cambio, oltre che a un comportamento più permissivo del controllo di stabilità e a uno sterzo (elettromeccanico) più consistente.

Scendiamo per Dasindo e Vigo Lomaso, un’occhiata veloce a Castel Campo per poi salire verso Poia, attraverso i meleti del Lomaso. Passando a ridosso di Castel Spine, testiamo l’auto su un manto d’asfalto non proprio steso di fresco. Le sospensioni sono morbide quanto basta per non arrecare alcun disturbo agli occupanti, una taratura piuttosto morbida ma che nonostante ciò non influisce più di tanto sui movimenti della scocca in curva e in frenata, sempre molto composti anche facendo a meno dell’opzionale Adaptive Drive.

Dall’abitato di Poia si scende tra i prati fino a Ponte Arche e da qui si sale verso Stenico. Una serie di curve ci invita a passare con il cambio da Normal a Sport e il mutamento di carattere è palesemente avvertibile. L’otto marce automatico ZF ha il classico convertitore di coppia ma pare di avere a che fare con un doppia frizione: il convertitore slitta pochissimo, la risposta è pronta e diretta e basta guardare la velocità di caduta dell’ago del contagiri fra un passaggio e l’altro per comprendere quanto sia rapido nell’azione. Durante le cambiate, peraltro, il taglio d’alimentazione motore è molto netto proprio per fornire quella sensazione di sportività d’innesto tipica dei doppia frizione più cattivi, condita dal caratteristico sound stile mitragliata allo scarico che non guasta mai. Una volta tornati alla modalità Normal, lo Steptronic si rimette i suoi abiti borghesi infilando dentro una marcia dietro l’altra senza che nessuno, a bordo, se ne accorga. Siamo arrivati a Stenico, impossibile non ammirare l’imponente Castello.

Da qui, si imbocca la stretta strada a fior di roccia del Lisano per dedicare uno sguardo alla cascata del Rio Bianco.  Se il vento inizia a dare noia, oltre ai quattro finestrini (abbassabili contemporaneamente con un pulsante dedicato), c’è anche il cristallo posteriore che a capote chiusa funge da lunotto, anch’esso gestibile con un tasto.

Tutto nel massimo relax, perché l’aspetto che più colpisce al volante di questa BMW Cabrio è proprio l’elevatissimo livello di comfort che hanno voluto conferirle. A capote chiusa non ti accorgi di essere su una cabrio data l’elevata silenziosità, e parliamo di una capote in tela e non di un tetto rigido.

Prima di terminare il nostro tour e di giungere nuovamente a Tione, abbiamo la possibilità di sentire battere il cuore di questa 650i, l’oggetto della nostra prova in alternativa alla 640i con il sei cilindri biturbo. Qui troviamo il V8 4.4 a iniezione diretta, accoppiato unicamente a uno dei migliori cambi automatici con convertitore di coppia in circolazione, lo Steptronic a 8 marce. Il motore, con i suoi 407 cavalli e 61,2 kgm da 1750 a 4500 giri, offre una spinta che pare quasi quella di un motore elettrico, tant’è poderosa e lineare. Voce sommessa, spinta possente ma sempre molto vellutata e lineare. Oltre 400 cavalli turbocompressi che regalano alla 650i una progressione quasi inarrestabile, ma alla quale forse manca quel pizzico di pepe che, su una BMW di razza, non guasterebbe.

TESTO E FOTOGRAFIE – ispirati da www.auto.it

MUSICA –  Enjoy The Silence Depeche Mode http://www.youtube.com/watch?v=aGSKrC7dGcY&ob=av3n

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