Come ti interpreto i tornanti della Rocchetta con la Polo GTI 1.4, la piccola pepata di casa Volkswagen

Il nostro tour di questa settimana parte dalla periferia nord del capoluogo. Nel piazzale dell’Officina Gambrinus diamo un’occhiata a questa Polo GTI 1.4. Vi troviamo un’ambientazione che ricorda assolutamente quella della sorella maggiore, fin dalla strumentazione e dalla dotazione che comprende di serie i sedili sportivi, la pedaliera metallica con inserti in gomma, il computer di bordo, i rivestimenti in pelle per volante e leve cui si aggiungono inserti cromati qua e là. Semplice, sportiva, completa. All’interno, lo spazio che serve, senza esagerare.

Si parte, destinazione Lago di Molveno. Direzione nord fino a Lavis per imboccare la nuova tangenziale fino a Mezzolombardo. Abbiamo subito la sensazione che quest’auto possa entrare di prepotenza nel club elitario di quelle macchine candidate per costituzione ad attentare all’integrità dei nostri punti patente. Non è soltanto una questione relativa alla potenza disponibile, quanto a come le prestazioni della piccola ma pepata Volkswagen, ti prendano spesso in contropiede. Il perfetto connubio fra volumetrico e turbo porta a un’erogazione senza alcuna incertezza, con una fluidità e una spinta fin da basso esemplari che si fanno gradire in tutte le situazioni di traffico e di strada. A Mezzolombardo la situazione traffico non permette di continuare la nostra “cavalcata”, così ci “accontentiamo” di apprezzare il comfort dovuto ai sedili e alla rumorosità contenuta.

Finalmente. Da Mezzolombardo saliamo verso la Rocchetta e da qui imbocchiamo la statale 421 che collega la Piana Rotaliana all’Altopiano della Paganella. 180 cavalli da un semplice 1.4 grazie alla doppia sovralimentazione (volumetrico più turbo) e il cambio DSG a doppia frizione, con sette rapporti comandati dal volante, per cominciare e poi, al di là della potenza di picco, fa valere anche una pienezza di erogazione quasi sconcertante, specialmente quando ci si sforza di ricordare che abbiamo una cilindrata di soli 1390 cm3 a farsi carico di spingere il tutto.

Raggiungiamo Spormaggiore e quindi il borgo di Cavedago adagiato su un’ampia distesa verdeggiante e circondato da prati e boschi con una spettacolare panoramica che spazia dalla Valle di Non all’Alto Adige.

Ma Andalo è alle porte. C’è tempo ancora per godere della guida sportiva. La sensazione è che questa spinta senza soluzione di continuità, ma pur sempre con un picco di 180 cavalli, strida con il concetto di guida sportiva che magari ci aspettiamo, per cui un motore debba essere “cattivo” per andare forte. Comunque, per quanto non abbondi in centimetri cubici di cassa acustica nei cilindri, questo “cuore” fornisce una piacevole sinfonia.

Nel scendere fino a Molveno, guida tranquilla, grazie anche a sospensioni e ruote ribassate che fanno avvertire giusto le sconnessioni più secche.

Eccoci arrivati a Molveno, la nostra meta che val bene una lunga sosta in riva al lago. Il ritorno prevede un piacevole tour attraverso il Banale fino a Comano Terme ed il ritorno al capoluogo.

 

TESTO – ds ispirata da http://www.auto.it

FOTOGRAFIA – www.auto.it

MUSICA – Blue skies Jamiroquai http://www.youtube.com/watch?v=Dg7E9wEQVOA

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