Valle di Cembra, la Machu Pichu del Trentino

Può essere definita la “Machu Pichu” del Trentino. La manifestazione simbolica per eccellenza dell’identità di un popolo, l’incredibile testimonianza di un’opera dove l’uomo interagisce con la natura.

I vigneti terrazzati della Valle di Cembra si estendono per quasi 500 chilometri lineari, sostenuti da migliaia di antichi muri a secco. Lo splendido connubio tra il paesaggio vitato, modellato con i suoi dolci terrazzamenti da secoli di duro lavoro umano, e l’asprezza del territorio alpino che gli fa da cornice, rappresentano per la loro unicità storico-rurale, nonché per il loro valore estetico ed etico, un esempio di eccellenza ed un importante riferimento per le politiche di conservazione e salvaguardia paesaggistica non solo locale, ma anche a livello nazionale ed internazionale.

La destra orografica del torrente Avisio è caratterizzata dalla presenza di imponenti terrazzamenti coltivati a vite, che si spingono fino a oltre 800 metri di quota per una superficie di circa 600 ettari, dando vita ad un paesaggio dalle caratteristiche uniche. Più accidentato si presenta il versante sinistro della valle, dove il verde intenso dei boschi di conifere è “lacerato” dagli sprazzi di rosso delle cave di porfido.

Da questa bellezza così sobria e severa, rimase affascinato anche il famoso pittore rinascimentale tedesco Albrecht Dürer che volle onorare le qualità paesaggistiche della valle, raffigurandola in diversi acquarelli durante il suo primo viaggio in Italia.

La forte pendenza del terreno ha imposto, ai fini della coltivazione della vite, l’intervento dell’uomo sul terreno, mediante la costruzione di un impianto a gradoni realizzato da muri artificiali di sostegno.

Si calcola, per difetto, che i muri a secco dei terrazzamenti sviluppino una lunghezza complessiva di circa 450 chilometri, in grado di abbracciare ben 15 volte i 30 chilometri della valle.

Questi secolari muretti, costruiti senza malta, miscelando certosina pazienza e materiale porfirico scelto, sono il risultato di un’accurata esecuzione, poggiando e incastrando un sasso sopra l’altro, in basso i macigni più grossi e man mano, a salire, i sassi di dimensione inferiore, fino a raggiungere altezze di diversi metri.

Ma l’azione dell’uomo interpreta la sua vera virtù non solo nella costruzione, ma soprattutto nell’opera di tutela di questi muri, garantita anche da costanti e laboriose manutenzioni. In passato, mancando le pur ripide, ma percorribili strade interpoderali attuali, è facile comprendere la fatica ed il disagio davvero estremi dei viticoltori.

I terrazzamenti sono diventati così, il simbolo della tenacia della gente cembrana che non solo li ha realizzati, ma soprattutto, ha lottato per la loro conservazione nei secoli.

TESTO – ds per Terra Trentina

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA –  it’s my life jon bon jovi http://www.youtube.com/watch?v=vx2u5uUu3DE&ob=av2e

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