Alla ricerca del ritmo perduto

Fermarsi, ascoltare, sentire. Avevo mio figlio in grembo e stavo raccogliendo un’intervista per il libro “Memorie d’acqua”.

Ricordo che era un pomeriggio di maggio e il sole già riscaldava. Ci rivedo, seduti vicini, su una panca in legno a ridosso del muro della vecchia fucina di Rio Caino, il fabbro ed io, a raccontarci di acqua, di ferro, di storia e di politica. Geronimo parlava quasi sottovoce e scandendo bene le parole, mentre Gianmarco ed io ascoltavamo affascinati.

Un fabbro che ha imparato il mestiere da suo padre e che ha trascorso la sua vita nella sua fucina. Produce ancora attrezzi agricoli e oggetti in ferro su richiesta, sempre nella vecchia fucina ad acqua, sempre con antichi attrezzi e antiche modalità, come da sempre è stato.

Un incontro importante quello con il vecchio fabbro, alla scoperta di un rapporto molto intenso, quello tra un uomo e l’acqua.

Si può dire che per quest’uomo ormai segnato dagli anni e dal suo duro lavoro, l’acqua sia stata e sarà sempre il suo “chiodo fisso”. Una preoccupazione costante, quotidiana, negli anni: la portata dell’acqua, una risorsa legata alla natura, un rapporto di fiducia talvolta imprevedibile, forse ingestibile.

Il torrente che scorre sulla porta di quella che ormai è la sua casa, è molto impetuoso. Il rumore è molto forte. Il fabbro si è abituato a questa presenza costante e rumorosa, anzi più è forte, più è rassicurante. Sembra non poterne più fare a meno.

L’acqua nella fucina è una presenza importante, ingombrante, è l’assoluta protagonista. Quel rumore è diventato parte integrante della fucina e della vita quotidiana e talvolta, serve addirittura a “lenire” il rumore cieco del maglio. Quando spegne l’acqua perché il maglio non lavora, gli sembra che la sua fucina sia sorda. Parole sue.

Il suo lavoro è fatto di molta manualità e di rumori. L’acqua accompagna il suo fare, scandendone il ritmo, con allegria.

Un mondo antico quello della fucina, fatto di luci, rumori e odori di antica memoria che accoglie una vita dedicata al ferro e alla lavorazione della sua plasmabile anima. Da visitare, intatta nella sua atmosfera, aperta a chi spera di trovare qui quel ritmo perduto che nella quotidianità d’oggi, tanto ci manca.

Sentiero Etnografico di Rio Caino a Cimego. Per info: Consorzio turistico Valle del Chiese Tel. 0465.901217

 

TESTO – ds ispirata da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – rhythm is a dancer snap http://www.youtube.com/watch?v=4cT3hQUIa6M&ob=av2n (che ricordi…)

 

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