Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde, fortuna in amore

Il nostro tour di questo fine settimana si snoda nella bellissima Valle di Sole, natura, legno, artigianato, enogastronomia, semplicemente, arte.

La partenza è fissata all’innesto con la Valle di Non, a qualche km a nord di Cles. Un primo approccio con l’auto, dedicato ad osservare da dentro “che effetto che fa”. L’originale fascia centrale sulla plancia è in satinato scuro, il volante in pelle presenta cuciture rosse e la pedaliera è quella sportiva in alluminio. Ben leggibile la strumentazione con illuminazione bianca. Di ottima qualità la pelle pieno fiore dei sedili a “cannelloni”, in optional su questo modello in prova. La regolazione manuale in altezza dei sedili è molto pratica. La posizione di guida, globalmente, è ottima.

Ma è ora di partire. La prima tappa non dista molti chilometri ma ci porterà in un luogo naturalmente straordinario. Il mulino e l’antica segheria di Bresimo, una testimonianza del passato immersa in un incanto della natura. La strada è abbastanza stretta e con qualche tornante.

Una volta trovata la corretta posizione di guida, la mano destra ingrana la prima e il 1750 parte fluido come un diesel, bello corposo già da subito. Non sembra un turbo, pur se la turbina c’è eccome, per via della quasi totale assenza di ritardo di risposta, che rende dunque l’erogazione piatta e sfruttabile lungo un arco molto esteso. Ma dopo pochi metri l’occhio cade inevitabilmente sul manettino Dna alla sinistra del cambio, e parte subito la tentazione di inserire la modalità Dynamic per vedere che effetto fa sulla più potente delle Giulietta.

La risposta del pedale dell’acceleratore cambia drasticamente, come del resto su tutte le altre Alfa dotate di manettino (MiTo e Giulietta), diventando molto più pronta e tagliente.

Si ritorna sulla Statale 42 del Tonale e della Mendola e si inizia a percorrere verso ovest la Valle di Sole; piccola sosta a Caldes tra i meleti e il Castello per un saluto al sindaco, Antonio Maini e all’amico artista del ferro, Ivan Zanoni. Il tratto di strada è pianeggiante ed assolutamente godibile. Buona parte di questa godibilità arriva proprio dal propulsore deputato a spingere la Giulietta QV, il conosciuto 4 cilindri 1750 turbo-benzina che qui spreme 235 cavalli.
Ha un’elasticità da fare invidia a un plurifrazionato a gasolio, grazie a una particolare soluzione applicata alla turbina per un miglior riempimento ai bassi regimi.
Assieme a prestazioni sicuramente interessanti (7 netti sullo 0-100, ottime riprese, velocità un po’ meno) e a una maneggevolezza in curva appagante, data da assetto fermo ma non spacca-ossa e da un’elettronica (al solito non disinseribile) che non risulta particolarmente invasiva, almeno guidando in maniera pulita. 

Via per Terzolas, tappa al Caseificio Cercen. Ci serve la ricotta che useremo stasera per la ricetta con la grappa (by A.Maini per tempi&modi). Si riparte imboccando la Valle di Rabbi. E’ su questa strada, che vogliamo testare la Giulietta. Il Quadrifoglio Verde esprime da subito una sportività in chiave soft e arrotondata. Presente la Golf GTI? Ecco la Giulietta QV è la stessa cosa: aspetto più dinamico delle sorelle minori ma pur sempre sobrio, prestazioni di grande interesse ma con spazio a confort e alla fruibilità quotidiana. Ma si è fatta ora di pranzo. L’occasione ci è servita su un piatto d’argento al Conte Ramponi di Magras. Siamo qui esclusivamente per i suoi tris di primi, vanto della Casa: golosi burrosi pastosi i gnocchetti di patate con ricotta ed erbe, lieve la crepella agli spinaci cui difetta un filo di definizione dei sapori, più complessi i ravioli al mirtillo nero con ripieno di cervo, profumati e ricchi. E per il dessert ma… è ora di ripartire.

Pur senza grandi allunghi, 7 secondi netti sullo 0-100, ottimi valori di ripresa (80- 120 in 8”20), ma una velocità massima ben lontana da quanto promesso, con 233 km orari effettivi a fronte degli ottimistici 242 che sono invece alla portata della rivale diretta Golf GTI da 210 cv.

Dimaro, Mezzana, Pellizzano. Dal centro abitato, la passione ci spinge verso un luogo unico, uno dei più belli di tutta la nostra provincia, il Lago dei Caprioli. Ma non dimentichiamoci di Giulietta. Convince lo sterzo per feeling e precisione, sebbene sia fin troppo pesante in modalità Dynamic. Bene anche il cambio per rapportatura e manovrabilità, ma paga qualche impuntamento di troppo a freddo e una certa rumorosità in rilascio. Convincente il comportamento, con un assetto di compromesso fra confort e sportività capace di far apprezzare la Quadrifoglio Verde su ogni terreno: assorbe quanto basta sui pavé del centro, ma una volta in curva non si piega al rollio regalando una buona agilità e piacere di guida.

Un cenno ai consumi: sono abbastanza buoni, considerati i 235 cv, se si adotta una guida accorta; in tal caso medie nell’ordine dei 9-9,5 km con un litro.

Il nostro tour termina qui, in questo luogo magico, impossibile da descrivere per la sua bellezza.

Giulietta… non può che essere un weekend d’amore.


 

TESTO – ds ispirata da www.auto.it

FOTOGRAFIA – http://www.auto.it

MUSICA – juliet and romeo dire straits http://www.youtube.com/watch?v=tim4VzHUUyQ

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