Cinque sensi, il mio solo desiderio

Mi chiamo Geneviève e sono felice di vivere un Amore impossibile.

Sono la protagonista insieme a Lui, il mio unicorno, di una storia di passione, piacere e Amore, raccontata attraverso l’ordito e la trama di sei maestosi arazzi, intrecciati da fili di seta e di lana che mi hanno eternamente ivi imprigionata.

Pur in questa prigione d’oro e di rosso vermiglio, respiro un’atmosfera profondamente poetica grazie all’armonia che mi circonda. Vivo tra migliaia di minuscoli fiori e uccelli, su un’isola di colore blu scuro, ugualmente fiorita e incorniciata da alberi stilizzati e cosparsi di fiori. Sono giovane, bionda, il mio viso è indecifrabile e non mi separo mai dal mio enigmatico unicorno.

Mi rappresento in sei immagini, per incarnare l’Amore sentito e vissuto attraverso i cinque sensi, mentre in una sesta scena è il mistero che si fa certezza: vi domanderete, cosa sta facendo? Prende o ripone nel cofanetto i gioielli che mi vedrete addosso nelle altre cinque rappresentazioni? Sarà l’inizio o la fine di tutto?

Ebbene, questa immagine non è né l’inizio né la fine, ma la sintesi.

Mi trovo in un giardino con fiori e alberi carichi di frutti, fastosi sfondi rosso e oro dove si aggirano animali dal doppio significato, protetta da una lussuosa tenda blu che riporta la scritta “Al mio solo desiderio”.

Ma non capite? Questo è il mio “solo desiderio”: poter sentire e vivere appieno l’Amore con i miei cinque sensi, essere avvolta da un Amore sensuale e “cortese”, Lui, il misterioso unicorno che non mi abbandonerà, ma rimarrà sempre al mio fianco.

E’ un sesto senso, che rappresenta la sintesi del piacere, un senso globale che rappresenta la gioia di sentire e vivere un Amore attraverso i cinque sensi, dalla vista all’udito, al gusto, all’odorato e al tatto.

La mia personale idea di Amore, fisico e positivo, un Amore irresistibile e soprattutto naturale.

Ma un Amore impossibile.

Questa è la “sintesi” della storia d’Amore e di piacere raccontata nel meraviglioso ciclo di arazzi trecenteschi esposti in una sala circolare al museo parigino di Cluny. Prodotto probabilmente a Bruxelles da Willem de Pennemaker nel 1512, il ciclo di arazzi venne scoperto nel 1841 in seguito alla vendita del castello di Boussac, dove i sei arazzi erano appesi, e fu acquistata da Monsieur Le Viste, un nobile di Lione, come regalo per la sua consorte, Madame Claude Le Viste, vedova di Honoré de Balzac.

 

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