Cinque sensi, il mio solo desiderio. L’udito

Mi chiamo Geneviève e sono felice di vivere un Amore impossibile.

Sono la protagonista insieme a Lui, il mio unicorno, di una storia di passione, piacere e Amore, raccontata attraverso l’ordito e la trama di sei maestosi arazzi, intrecciati da fili di seta e di lana che mi hanno eternamente ivi imprigionata.

Pur in questa prigione d’oro e di rosso vermiglio, respiro un’atmosfera profondamente poetica grazie all’armonia che mi circonda. Vivo tra migliaia di minuscoli fiori e uccelli, su un’isola di colore blu scuro, ugualmente fiorita e incorniciata da alberi stilizzati e cosparsi di fiori. Sono giovane, bionda, il mio viso è indecifrabile e non mi separo mai dal mio enigmatico unicorno.

In questo quarto arazzo, aziono il mantice che dà l’aria ad un piccolo organo portatile, appoggiato su un tavolo coperto da un tappeto turco. 

Il leone e l’unicorno, seduti alle due estremità della scena, ascoltano il motivo musicale, come la mia damigella che mi aiuta a reggere lo strumento. Tutto attorno a me ascolta. Lo si nota dalle orecchie drizzate degli animali della scena e dai colori più vivi dei fiori e dei frutti sugli alberi.

L’udito è il primo dei miei sensi che si è sviluppato ancora nel seno materno ed è stato il primo contatto con il mondo esterno. E’ il senso dell’orientamento, grazie ad esso sento e ritrovo il mio Unicorno. E’ il senso dell’ascolto, grazie ad esso posso sentire l’emozione nelle sue parole, l’intensità dei suoni, la musicalità dei suoi movimenti con cui il mio Amore comunica con me.

E’ il mio senso dell’udito: e ti dico, sentimi!

 

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