Stile, andiamo con ordine

Ci risiamo! Una nuova vittima di “Imperfetto”, stonature dallo street style. Eccola.

Ricordo il monito della mia mamma, ogni volta che ci apprestavamo a seguire le esequie (perdonate l’indelicatezza), di qualche persona conosciuta: “Le scarpe devono essere pulite. Non è come in questa occasione che lo sguardo rivolto a terra, in processione, scruta i piedi dei vicini!”

Eccola invece la signora di stile, sulla quarantina, elegantemente agghindata, accessori firmatissimi. Ma la caduta di stile è in basso. Sulle scarpe. Sporche.

Se l’eleganza parte dai piedi, eccone il primo esempio, in negativo.

C’era un tempo, prima che la Clarks scassata facesse tanto Bruce Chatwin, in cui molti uomini non avrebbero mai messo piede fuori di casa senza le scarpe lucide.

Da che tempo&modo, la scarpa sporca è sinonimo di disordine e di trascuratezza e rischia di compromettere anche il look più ordinato e ricercato.

A questa signora non vorrei limitarmi a suggerire di dare una spazzolata ai tacchi prima di uscire di casa, ma vorrei strafare, dimostrandole che la pulizia delle proprie scarpe è un vero e proprio culto.

Ritorniamo al passato. Un tempo era tassativo uscire con le scarpe in ordine, ricorrendo a tecniche varie, come lo sputo allo champagne, non senza la carezza finale di una calza di seta.

Oggi a Roma c’è Rosalina Dallago, ex modella che ha aperto “Sciuscià chic” servizio di lavatura, crematura, e spazzolata. A Milano, ogni ciabattino “sopravvissuto” si è attrezzato per il servizio “lucidatura” così come in una “gioielleria” della scarpa,  offrendo cura e manutenzione 24 ore su 24, anche con ritiro e recapito a domicilio. Idem a Firenze e Torino. E a Napoli, c’è il culto dello Sciuscià, ma in qualche casa è facile trovare la cassetta di legno con alcool, crema e pezza di lino.

Madame Olga Berluti insegna nei saloni del Crillon di Parigi a pulire le scarpe con Veuve Cliquot (dà particolari nuances) e lino veneziano (una carezza!). Qualche artigiano di scarpe suggerisce di usare  Brunello o  cognac, oppure acqua e lucido e l’australiano Kiwi (lo usavano gli americani nella II guerra mondiale per far colpo sulle giapponesi: rendeva brillanti gli anfibi più dello sputo) e olio di gomito.

Direi che ce n’è abbastanza per convincere la signora che anche la pulizia delle scarpe è un affare di classe.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Sciuscià chic

MUSICA – walking in my shoes depeche mode http://www.youtube.com/watch?v=-4YEW8uibkY

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