Alessandro Guerani* e il suo food&stillife

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*@AleGuerani Bologna, Italy

Fotografo di food e non solo, mi interessa tutto quello che riguarda la fotografia, l’arte, la grafica e… il cibo! http://www.alessandroguerani.com/ http://www.foodografia.com/

 

Dialogo in skype tra me ed Alessandro Guerani. Domenica 27 novembre ore 18.15.

Alessandro Guerani: ciao, scusa il ritardo

Donatella Simoni: figurati

AG: quando vuoi puoi chiedermi tutto quello che vuoi 😉

DS: allora, ho letto un po’ di te, ho guardato le tue foto, mi piacerebbe sapere quali sono i tempi e i modi delle tue fotografie, dove nascono, se per caso, se per un’ispirazione, se sono calcolate, ecc..

AG: togliamo subito di mezzo alcuni miti. Il 90% della fotografia è calcolata nel senso che anche ritratti o paesaggi hanno dietro ore di osservazione, studio e pensiero, solo la fotografia di reportage o quella che si chiama street photography non è calcolata, è la cattura di eventi imprevedibili. Se è un lavoro su committenza hai dei vincoli,  ma anche quando scatto per me tante volte, mi devo dare dei vincoli come se fossi il committente di me stesso. Per esempio, l’ultima serie sul vino, mi mancava fotografia di vino in portfolio e quindi mi sono “auto assegnato” un servizio vedendo lo scaffale delle bottiglie di vino novello in un negozio.

DS: quindi è in questa fase che scatta la tua bravura

AG: bravura non so, diciamo che è la fase di creatività comune a qualsiasi creativo, uno scrittore che ha un soggetto da descrivere, un grafico che ha un manifesto da comporre, ecc, e le logiche non sono poi tanto diverse, devi rendere interessante il soggetto, evitando le rappresentazioni più banali e in modo che esso diventi attraente ad un pubblico che è il destinatario del messaggio.

DS: dove preferisci vedere le tue foto, su una rivista del settore, appese come quadri?

AG: io sono un fotografo commerciale. Vedi, solo recentemente il mondo dell’arte è entrato in una fase che possiamo chiamare “egomaniaca” nel senso che son tutti artisti, tutti esprimono il loro profondo essere, ecc ecc… in realtà per secoli anche i più grandi pittori venivano pagati dai committenti, realizzavano l’opera seguendo le indicazioni e cercando di esprimere al meglio il messaggio che i committenti volevano; dopodiché se il quadro o la statua finivano in una cattedrale viste da migliaia di fedeli o nella cappella privata del palazzo non era affar loro. Poi è chiaro che fa piacere vedere il proprio lavoro esposto su un magazine ad alta tiratura.

DS: ho capito

AG: però c’è una cosa che per me è importante

DS: dimmi

AG: questo concetto, quello del committente, potrebbe sembrare appunto a molti, che hanno dell’arte e della creatività un concetto angelicato, una cosa brutale e gretta. Invece ti dirò, dà molta più soddisfazione riuscire a creare qualcosa di tuo, di cui sei soddisfatto entro i limiti che ti dà un committente. E’ una sfida e fra l’altro è la cosa che differenzia i professionisti dai dilettanti. Tutti con tutto il tempo a disposizione possono fare una bella foto, dipingere un bel quadro, scrivere qualcosa di interessante, il problema è farlo entro dei vincoli esterni e di tempo. Hai presente il principio delle scimmie con la macchina da scrivere che fu ripreso da Borges?

DS: sì

AG: è esattamente quella la differenza fra una scimmia e Shakespeare. Con l’eternità a disposizione anche la scimmia scrive l’Amleto. Questo è anche il concetto difficilissimo da trasmettere a certi “potenziali” clienti che vedendo belle foto di “amatori” ti dicono “ah ma son poi buoni tutti”

DS: capisco!

AG: vorrei poi riprendere il concetto “creativo” di prima. Iniziamo anche qui a togliere di mezzo un po’ di bestialità che girano. Il processo creativo non crea un fico secco di nulla. Chi dice il contrario, o fa lo sborone – come si dice in bolognese – o non sa di quel che parla. Anzi, spesso tutti e due! Il lavoro di ogni creativo è quello di usare alcun capacità: primo, avere una cultura il più ampia possibile, è la fonte delle idee (e qui tanti fotografi italiani peccano perché sono ignoranti come capre svizzere, c’ha ragione Toscani); due, mettere in correlazione fonti ed ispirazioni diversi, tre, rielaborarle per presentare qulacosa di bello e, possibilmente, non banale. Quindi capirai che più materiale hai a disposizione, cultura, più hai la capacità di vedere nessi e relazioni fra le cose, migliore sarà la tua rielaborazione. In pratica nessuno crea o inventa nulla.

DS: questo vale per la creatività tutta

AG: certo, ma infatti le foto le ho in testa, per quello ti dicevo che sono “studiate”. Spesso ho molto chiaro in testa cosa voglio, qualche volta anche nei dettagli, poi magari, quando sono nel momento “pratico” possono sorgere altri nessi o idee che vengono integrati, ma di base vedo, e più vado avanti in questo mestiere mi capita, che ho già quasi tutto in testa. Come i compositori che hanno in testa la musica, che poi io sia un fotografo significa solo che lavoro sull’immagine e che uso strumenti diversi, i processi sono uguali ai tuoi quando scrivi.

DS: grazie Alessandro. La prossima settimana vorrei parlare con te delle tue fotografie e come si comunica con le immagini. Che ne dici?

AG: bene, chiamami quando vuoi

DS intanto grazie, aspetto le tue foto per mercoledì e ti auguro una buona serata

AG: di nulla, grazie a te, buona serata

 

IMPRESSIONI. Un po’ intimidita ma bene. Riconosco di avere un concetto angelicato di creatività. Da rivedere. Confrontarmi con Guerani mi farà solo bene. Quanta sostanza! Ma in fondo, è solo il primo incontro. Alla prossima.

 

  1. Alessandro è come lui stesso si definisce un “Hegeliano di ferro per l’estetica” quindi il suo approccio verso il concetto di arte, di estetica e di creatività in senso ampio ne risente. Parlando di fotografia, che è poi la sua professione, è verissimo che il patrimonio culturale di moltissimi fotografi sia pressocché nullo o inesistente al punto che in pochi possiedono libri di arte e di fotografia che non siano i soliti manuali.
    Personalmente trovo riduttivo il concetto di creatività come poi un fatto di applicazione e rielaborazione ad un repertorio iconografico e iconico mettendo in relazione le cose per produrre immagini, certo è fondamentale la cultura e la conoscenza ma ci sono settori specifici della fotografia in cui è necessario creare e proporre anche un qualche cosa di “nuovo”. Certo sul nuovo si potrebbe obbiettare che nulla oggi è nuovo ma è un tutto trito e ritrito, ma la creatività stà proprio nel saper creare la giusta alchimia per cui le immagini generino delle emozionalità e una sensazione di nuove.
    Da professionisti della comunicazione và anche detto le “esigenze” del food, dell’architettura, dell’arte, della moda e della ritrattistiche non sono tra loro uguali e quindi è pacifico che ci vogliano culture e creatività diverse….tra cui anche una creatività angelicata.

  2. Apprezzo molto le parole di Alessandro Guerani che non conoscevo ma ora seguiro’. Molto franche e realistiche. Le sue foto sono tutta sostanza.

  3. Io sono sinceramente onorata di “ospitare” un artista come Alessandro Guerani nello spazio di tempi&modi. E non è solo questione di arte e di Bello. Dialogando con lui penso che tempi&modi avrà la possibilità di crescere e maturare. E questa è una cosa davvero importante. Una prospettiva non da poco. Grazie Alessandro.

  4. Ho visitato il sito di Guerani e ho cercato info su di lui. Ma non avevo dubbi. Quello che vedo delle sue foto e’ evidente: e’ una profonda ricerca, e’ conoscenza, e’ un connubio tra tante fonti di sapere. Il risultato non puo’ essere che la potenza dell’immagine. Complimenti!

  5. In primavera ero stata da Kitchen a Milano e ho visto “ingredienti, forme e colori” di Guerani. Ora me lo ritrovo su tempi&modi. Complimenti t&m!!!

  6. Beh, e’ interessante la differenza tra professionista e dilettante, anche se non sono molto d’accordo sulla teoria della scimmia. E il talento dove lo mettiamo? E le propensioni? Davvero l’eternita’ risolve tutto?

  7. Sono contenta Laura, che dici questo… è la stessa cosa che ho detto a Guerani ma purtroppo il fotografo mi ha contraddetto! Prossimamente capirai perchè… Ciao!

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