Lo spazio tagliato su misura per me

 

E’ una grande ricchezza potersi ritagliare in casa, uno spazio per se stessi, anche piccolo, ma solo nostro. Il mio studiolo è una piccola stanza arredata con il colore rosso carmino, che riscaldato dall’oro, regala un’atmosfera calda ed elegante. Era il mio studio privato prima dell’arrivo di Gianmarco. Raramente ci lavoravo, questo era il luogo del relax, della lettura e soprattutto, uno spazio da allestire a mia immagine e somiglianza, con le cose più care tra quelle più belle.

Come ad esempio, la piccola biblioteca realizzata da un falegname del paese per il mio nonno, dove ho raccolto una serie di riviste d’arredamento e alcuni testi sui tessuti del mondo. Sopra vi ho sistemato uno dei pezzi a cui tengo di più in assoluto e che mi affascina moltissimo: un vecchio torchio da stampa che, visto il tema della stanza, ospita inaspetattamente alcuni ritagli di tessuto.

Alla parete, in una serie di cornici, vengono conservati sotto vetro, pezzi di tessuti ritagliati da vecchi abiti un rosso di Valentino, una fodera Burberry, uno chiffon Armani, una maglia Missoni. Su dei rotoli invece, vengono presentati scampoli di tessuto usati per i rivestimenti di alcuni mobili della casa, soprattutto velluti, i miei preferiti.

Il grande tavolo da lavoro in legno massiccio ospita davvero di tutto. Tra carte, ritagli di giornale, colori a matita, anche una stupenda lampada in ottone e tessuto bordeaux realizzata dall’artigiano trentino Fronza. Ricordate il signor e la signora Fronza nel loro atelier all’angolo tra via Verdi e Vicolo dell’Adige? Hanno realizzato per decenni l’arte della luce, arredando ed illuminando le più belle case di Trento e del Trentino, prima di chiudere ahimè, la loro bottega qualche anno fa.

In un angolo, accanto alla stufa ad olle marron a castelletto dei primi ‘900, troviamo un’accogliente poltrona in stile che riporta il medesimo tessuto dei grandi cuscini adagiati a terra per la lettura o la musica.

Infatti, qui sono raccolti anche gli strumenti di casa: da quelli antichi del nonno, una chitarra e un mandolino, al violino proveniente da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. (L’originalità dello strumento però non è del tutto fondata). E poi, il pianoforte a muro dove da piccola ho imparato per otto anni a strimpellare e le chitarre, la classica e una Gibson Les Paul.

Sto bene qui.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA –  how would it be lene marlin http://www.youtube.com/watch?v=7odKa-8XsIo&ob=av2e

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