Mercedes GLK 320 CDI, più fuoristrada che suv

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“Hai appena avuto una brutta influenza”, mi dice affettuosamente il mio compagno. Ma al tour Amore&Motore è difficile rinunciare, quindi vi guideremo per un percorso breve verso una meta a noi vicina ma senza dubbio affascinante. La partenza è fissata a Tione, capoluogo delle Giudicarie. Percorreremo per tutto il suo tratto la Valle del Chiese fino a giungere al Lago d’Idro, precisamente all’abitato di Baitoni, per poi salire verso Bondone fino al Castel San Giovanni.

Su quale auto? Una Mercedes GLK 320 CDI.

Sì, non piace nemmeno a me dal punto di vista estetico, ma è pur vero che dopo tutti questi suv dalle linee tondeggianti, apprezzo un po’ di “concretezza” e di rigore.

La GLK è degna figlia del SUV Classe M e del fuoristrada puro Classe G, apprendendo da entrambi intriganti caratteristiche di personalità così da offrire un prodotto versatile, che alle caratteristiche tipiche di un SUV (presenza “importante”, finiture di pregio, grande comfort di marcia, dotazione di rilievo) accoppia le doti di un veicolo off-road.

Il design esterno appare compatto, molto spigoloso, con superfici vive e tese che definiscono i volumi snelli e atletici. Ha il parabrezza in posizione fortemente verticale, i parafanghi pronunciati e la linea di cintura dall’andamento molto inclinato che esprime grande dinamismo. Non siamo di fronte al trionfale cubismo della Classe G ma nemmeno alle burrose rotondità della classe M. La GLK è quindi una Mercedes poliedrica, stradista e fuoristradista contemporaneamente, che sfrutta il suo (ampio) bagaglio tecnologico per una molteplicità di condizioni d’uso possibili.

Ma partiamo. Un’occhiata agli interni è d’obbligo. La plancia della GLK riprende le forme spigolose della carrozzeria; questo assieme, alle tinte scure, contribuisce a creare un’atmosfera austera; la funzionalità è di ottimo livello con tutti i comandi ben posizionati e intuitivi; i sedili garantiscono il massimo del comfort, pagando però qualcosa in termini di contenimento laterale; di serie sono previste le regolazioni elettriche per l’altezza e per l’inclinazione schienale, mentre sono manuali quella longitudinale e il basculante del cuscino (attraverso il pomello rotondo).

La giornata è stupenda e la strada corre via liscia come l’olio. La GLK 320 unisce tutti i vantaggi delle ultime generazioni dei motori Turbodiesel, dal carattere anche molto sportivo, all’ampia possibilità di utilizzo. Equipaggiata con questo propulsore, la GLK è decisamente più pronta ai comandi dell’acceleratore, più rapida a guadagnare velocità e nei disimpegni risulta anche più divertente. Anche in questo caso, tuttavia, paga lo scotto di un cambio certamente molto fluido e confortevole negli innesti ma un po’ troppo lento quando sarebbe richiesta una maggiore rapidità.

La proviamo dall’abitato di Baitoni fino all’imbocco della strada per il castello, un tratto stretto, con curve. Naturalmente bisogna considerare la categoria di veicolo: nel misto stretto si avverte il baricentro piuttosto alto che costringe ad avere uno stile di guida particolare, cercando di anticipare l’ingresso in curva e di sterzare un po’ più del dovuto per appoggiare al meglio il corpo vettura sulle ruote esterne e fruire, quindi, di tutta la tenuta laterale disponibile. Il grip con l’asfalto è comunque accentuato dai pneumatici di serie molto larghi che, grazie alla spalla ribassata offrono una maggiore superficie di rotolamento e quindi migliore aderenza. La frenata, ben modulabile, è potente e precisa, anche in curva.

Ma imbocchiamo la strada sterrata che porta al castello. La nostra Mercedes GLK è equipaggiata con il pacchetto offroad. La trazione integrale molto evoluta dimostra le elevate qualità fuoristradistiche della macchina che, grazie al sapiente utilizzo dell’elettronica (non è presente alcun dispositivo di blocco dei differenziali), riesce a disimpegnarsi dalle situazioni più problematiche con la stoffa del vero fuoristrada nudo e crudo. Nei passaggi più difficili abbiamo potuto constatare come sia sufficiente insistere con il gas, per togliere l’auto dall’impaccio. L’elettronica pensa a tutto: a dosare, a persistere, a tagliare e a gestire la trasmissione.

Ed eccoci arrivati al maniero. Il panorama sul Lago d’Idro e la Valle è straordinario. Ne valeva la pena!

 

TESTO – ds ispirata da www.omniauto.it

FOTOGRAFIE – www.auto.it

MUSICA – memories within temptation http://www.youtube.com/watch?v=bhzJO34SCoc&feature=relmfu

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