Natale al castello

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Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

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Paradigmi

JANE BIRKIN

(foto di the-fashionfox.blogspot.com)

Must have, gli intramontabili – 6° puntata

Capi senza tempo, icone di stile che li hanno resi celebri. Un semplice vademecum per lei e per lui, per conoscere e non sbagliare mai.

 

BRIGITTE E IL BIKINI

Formalmente il bikini è nato nel 1946 ma il costume a due pezzi  era indossato già nell’antichità, come risulta dal ritrovamento di urne, affreschi e mosaici di epoca greca e romana (i più antichi risalgono addirittura al 1400 a.C.). A contribuire al successo del bikini fu il cinema grazie a dive come Brigitte Bardot che con il loro fascino esplosivo fecero dell’audace due pezzi l’oggetto del desiderio maschile e femminile di intere generazioni.

Oggi: Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: al mare e in piscina

 

SOFIA E LE CALZE

Sophia Loren sbottonava il reggicalze scuro, le tirava giù lentamente e lasciava cadere sul letto le sue calze leggere di filato davanti ad un Marcello Mastroianni sussultante e impaziente; uno spogliarello femminile che ha avuto nelle calze un ingrediente di seduzione fondamentale.  La calza è da sempre arma di seduzione del gentil sesso, ma il menage quotidiano dei nostri tempi impone pragmatismo. Si lavora, si corre, si compete, c’è poco tempo per giocare. Con gli uomini si combatte, non si flirta. Allora spazio al collant: pratico, veloce e resistente benché nemico giurato del maschio e barriera a volte insormontabile per un improvviso impeto ormonale. Il reggicalze è ormai in soffitta, mentre le gloriose autoreggenti – che pure non tramontano mai- restano lì, nel cassetto, in attesa di momenti speciali sempre più rari.

Oggi: Wolford

Quando: sarebbe bello…

 

JACKIE E I PANTALONI CAPRESI

Capri, 1960. Una giovane donna del posto si ispira ai pantaloni dei pescatori capresi per disegnare il suo primo paio di pantaloni alla pescatora. Bastò che Jackie Kennedy Onassis, gironzolando in Piazzetta nascosta dietro un grande paio di occhiali neri, li indossasse la prima volta, per sancirne definitivamente il successo. Di strada ne ha fatta in quarant’ anni il pantalone «Capri style». E  la semplicità di un pantalone alla pescatore e di un infradito conquistano ancora oggi. Lo stile caprese è entrato fra gli evergreen. Il suo punto di forza: la sobrietà delle linee. Ma prego fare i conti con le proprie fisicità: no al pantalone caprese sopra la taglia 46. Un capo di assoluta freschezza. Non ha né taglia né età, basta scegliere stoffe e modelli giusti. Aderenti per giovani e snelle, più morbidi per le altre. Un immancabile? In lino o canvas, colori naturali.

Oggi: Alberta Ferretti, Emporio Armani e Dolce&Gabbana

Quando: nel tempo libero e nel weekend

TESTO – ds

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