Un sogno di maggiordomo

foto di GP Briozzo

Che sogno, un maggiordomo. Ne ho incontrato uno vero, Mario, in vacanza con la “sua” famiglia al Lorenzetti di Madonna di Campiglio e gli ho strappato un’intervista. Sentite un po’ cosa ci racconta della sua professione e di come si può sopravvivere… senza maggiordomo. 

Mario, esistono ancora i maggiordomi?

Sta scherzando? In Italia, dopo il Regno Unito, è il paese dove si eccelle nel settore dei servizi di alta gamma dell’accoglienza e dell’ospitalità, un’arte che esportiamo in tutto il mondo. La figura del maggiordomo rientra proprio in questo contesto. Il segmento di riferimento è quello del lusso. Il Butler (o maggiordomo), deve essere sempre più qualificato per rispondere alle richieste di hotels di lusso, case private,  navi e dimore storiche.

Lei dove lavora?

Io lavoro all’interno di una casa privata e ricopro la funzione di Personal Assistant e di Direttore di Casa. Mi occupo  sia della gestione dell’agenda familiare dei signori, sia dell’organizzazione della casa. In concreto, mi occupo di piccole commissioni, come prenotare il ristorante più adatto alle singole occasioni, all’organizzazione di grandi eventi, come una festa o un concerto. E’ mio il compito ad esempio, di reperire i biglietti per teatro e musei, oppure fare shopping. La mia è una assistenza continua, ma discreta, seria e mai invasiva. Metto a disposizione il tempo e la mia professionalità.

Come si fa a diventare maggiordomi?

Ci sono dei corsi di alta formazione ad hoc, ad esempio a Milano e comunque c’è un’associazione che può fornire ogni informazione in merito, l’Associazione Italiana Maggiordomi (www.maggiordomi.org)

Mario, come si fa a sopravvivere senza maggiodomo?

Potrebbe bastare il saper fare una valigia come si deve.

Ci aiuti…

La regola principale è quella di dividere il contenuto in tre parti. Una parte andrà costituirà lo strato inferiore: oggetti pesanti e voluminosi che andranno posizionati dalla parte opposta al manico. Ci troveremo quindi, calzature, libri, scatole di cosmetici, cavi e caricabatterie. Gli spazi vuoti vanno riempiti con carta velina. Il secondo strato, quello di mezzo, sarà costituito dagli abiti come pantaloni e gonne, mentre gli interstizi verranno riempiti da calze e calzini arrotolati. In alto, il terzo strato, è riempito dai capi delicati, suddivisi equamente per peso, dal guardaroba per la sera, camicie, ripiegate con cura e posate con il colletto rivolto verso l’alto, fazzoletti, foulard e cravatte e, dulcis in fundo, giacche e cappotti con le maniche imbottite di carta velina.

Grazie davvero Mario, da ora in poi mi vanterò di saper fare una valigia e di aver imparato da un maggiordomo… vero.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: