Il Loden, non solo sui Monti

Al termine di una cena di gala, qualcuno ne ha rubato un modello blu scuro al presidente di un’importante istituzione milanese. Dopo qualche giorno, il loden è finito di nuovo sotto i flash e l’attenzione pubblica: Oscar Giannino, il giornalista e commentatore economico fatto segno del lancio di uova e pomodori durante una contestazione all’Università statale, indossava proprio la versione classica, di color verde marcio. Ma il successo vero del cappotto in lana grezza di ispirazione tirolese, quello che ha sancito il ritorno dagli antichi splendori sulle scene del Loden e lo ha di fatto catapultato nell’alta classifica degli oggetti del desiderio, è stato decretato da Mario Monti, il presidente del Consiglio che dal suo non se ne separa davvero mai.

Ed è di nuovo lodomania. Ecco allora manager, banchieri, commendatori e imprenditori, tirar fuori dagli armadi e dalla naftalina, centinaia di loden. A chi si è ritrovato sprovvisto, non è restato che correre ai ripari e correre ad acquistarlo da Oberrauch (Bolzano), Messner (Brunico), Al Duca d’Aosta (Verona), Bardelli e Ravizza (Milano), Cenci (Roma).

Monti è così diventato il testimonial del cappotto sudtirolese che alla fine dell’800 fu lanciato nel mondo dall’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo in versione bianca. Loden vuol dire stoffa ruvida e ci vogliono oltre cinquanta passaggi e quaranta giorni per realizzare il giusto infeltrimento del tessuto di un capo passe-partout, segno di eleganza, sobrietà e un pizzico di snobismo.

All’inizio era un indumento molto milanese ed i romani lo scoprirono andando in vacanza a Cortina negli anni ’60. Oggi è la divisa perfetta per il rigido clima di nuova sobrietà. I veri borghesi che amano il basso profilo si sentono finalmente e di nuovo a loro agio.

Ma la storia continua. Nella prossima edizione di Pitti (Firenze, 10-13 gennaio), Habsburg, linea di eccellenza di Scneiders Salzburg presenta un progetto dedicato al “nuovo” loden destinato ad incontrare lo spirito dei tempi ed un pubblico più giovane. Si chiama “Pocket Loden”, il loden che si ripiega facilmente e si ripone in una busta, disegnato dallo stilista quarantenne Andrea Incontri che ha rivisitato i codici stilistici della tradizione sartoriale austriaca giungendo ad un capo contemporaneo, ideale quindi per il guardaroba dei neo bocconiani.

 

TESTO – ds ispirata da Class

FOTOGRAFIA – pensareliberi.com

MUSICA –  marcia di radeszky johann strauss http://www.youtube.com/watch?v=3NuRlxSNQRM

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