Ma dove vai, bellezza in bicicletta?

Dopo l’edizione di maggio e giugno, torna a Trento con la versione invernale ”Al lavoro in bicicletta”. Per i suoi dipendenti, l’amministrazione comunale rilancia  questa interessante iniziativa che mira a promuovere l’uso delle due ruote puntando sui risvolti positivi per la salute e ad una mobilità più sostenibile.

Se non fosse perché il mio ufficio è praticamente casa mia, sarei la prima a balzare in sella ad una bicicletta, rinunciando magari a gonne troppo strette, corte o svolazzanti, ed ancora, trench o cappotti aperti come mantelli al vento. Anche se potete chiedermi tutto, ma non certo di rinuciare alle mie chanel tacco 10!

Perché trovo estremamente affascinante quella donna che sale sulla bici, pedala invece di guidare o di aspettare un autobus che non arriva. La vedo come una cittadina più consapevole ed interessante, elegante nella sua sobrietà come una professionista, ma attraente come le emiliane dei luoghi comuni, comunque allegra “dentro” (la bici, come l’amore corrisposto, è un antidepressivo naturale). E soprattutto, la vedo come una donna sicura di sè,  che  lascia a terra le solite paturnie legate al look, alla messa in piega, alle scarpe, alla gonna stretta.

Sono donne che si sanno distinguere certo, che si fanno notare fra lo street style cittadino. Ma non sono certo icone snob. Anzi, a differenza di altre signore benestanti di mezzo mondo, non inquinano e non parcheggiano in doppia fila quando fanno spese. Poi bisogna ammetterlo, ci sono anche le cicliste che vanno in giro convinte che la strada sia a loro disposizione e tutti, automobilisti e pedoni, debbano cedere loro il passo. A loro ricordiamo con forza, che pedalare non è attività elitaria, dopo gli ultimi rincari della benzina e i tagli al trasporto pubblico, meno che mai. Casomai è attività che migliora la vita. Fisicamente, chi pedala è in forma e risparmia la palestra; emotivamente, perché andare in bici produce endorfine e buonumore, dà soddisfazione e rende più asserive.

Insomma, belle donne. E non sono d’accordo che l’effetto “bellezza in bicicletta” si possa ottenere solo e non oltre i 25 anni. Alcune città italiane, come Milano e Verona, insieme a Parigi, vantano le cicliste più eleganti del mondo. Con mises minimali o comunque seriose, messe in piega inamovibili o perfette code di cavallo, cestino sul manubrio con la portadocumenti Vuitton o la Gucci dentro. Guardare ed imitare, la primavera è alle porte.

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TESTO – ds

FOTOGRAFIE – foto da italiancyclechic.com

MUSICA – bicycle race queen http://www.youtube.com/watch?v=v0nQiiES9_I

  1. Ciao,
    sono Gina ed insieme ad alcuni amici abbiamo organizzato una biciclettata alla scoperta di alcune delle numerose e splendide Botteghe Storiche di Milano. Il 14 ottobre replicheremo, ovviamente cambiando percorso e Bottehe. Abbiamo invitato Marc Augè ha condividere il nostro evento. Vista la passione comune per la bici, possiamo collaborare. Grazie. Gina cell3470704688

  2. Ciao Gina, complimenti per l’iniziativa, prima di tutto! La mia, in verità, non è una vera e propria passione per la bici, ma per la filosofia che la fa muovere o meglio, ci fa muovere in bicicletta. Parlo di mobilità sostenibile, bike sharing, eccetera. Poi con T&M non posso che evidenziare il lato “fashion” di scegliere questo mezzo e di invidiare la classe di alcune “bellezze in bicicletta” che vestite in tailleur (meglio se pantalone) e stiletto, borsa e portadocumenti nel cesto, sfrecciano per le vie lastricate del centro storico dirette al lavoro. Ma è alquanto interessante questo vostro connubio tra bicicletta e botteghe storiche (quindi, arte, artigianato…) che susciterebbe interesse anche nelle vie della mia Trento o della vicina Rovereto. Sentiamoci tramite posta elettronica. Ancora grazie del contatto! DS

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