Stile pilota gentiluomo

“L’automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti, incompleti” disse con tocco sapiente il sociologo canadese Marshall McLuhan descrivendo il rapporto tra l’uomo e la sua auto.

Una simbiosi dalla quale è nato l’homo automobilisticus, con caratteristiche psicologiche e comportamentali non sempre proprie del gentleman.

Come l’automobilista con istinti aggressivi o colui che a riprova delle sue capacità, interpreta una curva ad alta velocità o una partenza bruciante ad un semaforo o ancora, un’accelerazione improvvisa mentre un altro automobilista sta sorpassando. Sarebbe bene ricordargli che in realtà, il merito di certe performance, risiede più banalmente nelle proprietà chimiche della benzina, unite alla tecnica ingegneristica del costruttore oltre che, ammettiamolo pure, alla capacità del suo piede di far pressione su un pedale.

Come l’automobilista che sente l’auto come la mamma protettiva e la ricambia con un amore patologico, riempiendola di optionals inutili (kitsch), lucidandola continuamente, chiamandola addirittura per nome ed evitando di far andare su di giri il motore.

Come l’automobilista indifferente, colui che non si cura minimamente dell’auto, che si guarda bene dal riparare eventuali danni alla carrozzeria e raramente effettua i controlli dovuti, vivendo l’auto come una dolorosa necessità e servendosene quasi con disprezzo.

Ma questa antologia di cattive pratiche aiuta ad individuare la prima caratteristica del gentleman al volante, ovvero la capacità di realizzare un rapporto equilibrato con l’auto, non considerandola uno strumento della propria affermazione personale e neppure un oggetto da venerare, senza tuttavia passare all’estremo opposto di non riservarle le cure necessarie affinché venga garantita la sua sicurezza.

Un automobilista non sarà il Dottor Jeckyll che quando sale in macchina si trasforma in Mister Hide, ma una persona che anche alla guida mantiene il suo garbo e rispetta gli altri. Non si attacca al clacson come un novello Pier Capponi ad ogni presunta ingiustizia nei suoi confronti; se qualcuno cerca di superarlo non si sente offeso, ma anzi cerca di agevolare la manovra. Il guidatore gentiluomo apre la porta ai suoi passeggeri, quando salgono in macchina e quando scendono, soprattutto per quanto riguarda le signore. Evita inoltre di tenere la musica dell’autoradio ad un volume da discoteca ed in ogni caso lascia scegliere all’ospite il tipo di musica. Ma il vero termometro della sua educazione sarà dato dal rispetto verso gli altri automobilisti e dal suo comportamento in auto, che non viene considerata un’alcova per effusioni amorose ad ogni semaforo rosso, né una stanza da bagno in cui esibirsi nelle più spericolate operazioni di pulizia nasale o dei padiglioni auricolari.

Stile superato? Forse. Allora, proviamo a riprenderlo!

TESTO – ds ispirata da www.galateoitaliano.it

FOTOGRAFIA – Gianmarco

MUSICA – jamiroquai white knuckle ride http://www.youtube.com/watch?v=7yUq1-BRlPE&ob=av2n

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: