Place des Vosges, fascino al quadrato

Perché aspettare San Valentino? Partiamo subito – Ma per dove?  – Dove sia possibile perdersi, tra storia, arte e passione – Allora andiamoci e perdiamoci!

Il cuore di Parigi ha la forma di un quadrato. Place des Vosges è  il luogo dove arte e storia pulsano, da secoli, la linfa che alimenta il fascino di questa meravigliosa città.

Entrare in Place des Vosges è come salire su un palcoscenico e sentirsi protagonisti del romanzo L’ultima volta che ho visto Parigi di Lynn Sheene ambientato durante la Seconda Guerra mondiale. Passione e sentimento. Il nostro diventa così, un viaggio nel tempo. Le automobili hanno sostituito le carrozze, ma quella che si respira in questa piazza è l’allure immutata dei fasti passati. (Prego, continui a leggere sotto)

Entriamo da Rue de Birauge che sembra un vicolo cieco se non fosse per la porta che si trova davanti; una volta attraversata, si apre un mondo a se stante. Davanti a noi, nove caseggiati per ogni lato, lungo 140 metri, si affacciano formando una parete continua. Quattro finestre ciascuno, tre piani e un ampio solaio. Gli appartamenti hanno vaste metrature e i soffitti possono arrivare a 5 metri di altezza. Al piano terra si aprono i porticati. Ogni casa presenta fasce verticali e cornici di pietra calcarea alternate a fasce di mattoni che creano una raffinata tricromia con l’ardesia blu dei tetti.

La bellezza e la storia travagliata di questa piazza ne fanno oggi uno status symbol abitativo. Avere casa in Place des Vosges è segno di distinzione e solido background finanziario. Qui hanno vissuto Theophile Gautier, Alphonse Daudet e Victor Hugo. Al n°21, vanno ad abitare i coniugi Maigret, come descritto nei romanzi Les Mémoires de Maigret e Maigret e il vagabondo e nel racconto L’innamorato della signora Maigret. Georges Simenon ha davvero abitato in Place des Vosges, proprio al n°21, dove tra l’altro ha ambientato L’ombra cinese. Oggi tra gli inquilini della piazza figurano Strauss Khan, l’ex direttore generale del Fmi, Anne Sinclair, la moglie miliardaria che possiede una delle più importanti collezioni d’arte moderna, Jack Lang, ex ministro della cultura, artisti e imprenditori internazionali.

 

Una piazza piena di contrasti che prende vita durante i fine settimana quando si animano i negozi, le botteghe artigiane offrono le loro creazioni, le molte gallerie d’arte fanno a gara per presentare artisti di ogni stile e nazionalità, i bistrot restano aperti fino a notte inoltrata. E c’è una strana euforia in Place des Vosges, saranno le band di jazz manouche animate da musicisti vestiti in modo strano e colorato o un giovane studente di conservatorio che poco distante, improvvisa un trio da camera sulle note di Bach o Pachelbel.

La prima colazione la consumiamo da Carette (25, Place des Vosges) il luogo dove la domenica si danno appuntamento i parigini per un brunch e dove è impossibile non assaggiare veri croissant e macarons.

Seconda colazione da Ma Bourgogne (19, Place des Vosges), locale esistente da oltre 200 anni, diventato bistrot nel 1930, che propone la cucina della Borgogna. Ottima la tartara, come pure la cantina dei vini. Ambiente di forte intimità e passionalità, da assaporare con il sole del mattino.

Pomeriggio dedicato allo shopping. Da Dammann Frères (15, Place des Vosges), maison attiva dal 1692, una boutique di grande eleganza, è possibile scegliere tra una grande varietà di tè pregiati da tutto il mondo.

Al N°13 troviamo la boutique di Martine Harraca, la creatrice di gioielli in resina e al n° 17, Rynsshu, una boutique giapponese.

Per vivere i colori e l’atmosfera dei pomeriggi parigini, ci fermiamo al n° 22, al Café Hugo. Il tour si conclude con la visita alle più belle gallerie d’arte come la Galerie du Marais al n° 21 e la Galerie Mickael Marciano al n° 26.

La cena è prenotata al tristellato L’Ambroisie di Bernard Pacaud (9, Place des Vosges) senza dubbio, uno dei migliori e più frequentati ristoranti di Parigi.

La notte la trascorreremo all’Hotel Pavillon de la reine (28, Place des Vosges) situato nel lato nord della piazza, ricavato all’interno di un piccolo palazzo concepito come una casa fin dai primi anni del Seicento, con la sua trentina di stanze straordinariamente confortevoli. Alla nostra prossima visita, sarà interessante provare l’ospitalità dell’Hotel Place des Vosges, piccolo, ma di assoluto charme.

Ci torneremo vero? – Come finisce “L’ultima volta che ho visto Parigi”?

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TESTO – ds ispirata da Vilma Sarchi su Class

FOTOGRAFIE – nell’ordine, qcm-de-culture-generale.com, popartmachine.com, goparis.about.com, canonclubitalia.it, per le immagini seguenti, veda i relativi siti web

MUSICA – vieni via con me paolo conte http://www.youtube.com/watch?v=ksbwnf2jjZQ

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