La carne è debole perché la tentazione è forte

Per chi è alla ricerca di espressioni raffinate dei propri pensieri, allontanando ciò che è volgare e volgendo verso l’ideale di gesti nobili, potrebbe risultare utile “educare” la vista e l’animo al gusto del Bello.

Fotografia e poesia. Metafore e simbolismi, il piacere e il peccato.

Così, prendendo come guida il Divin viaggio dantesco, abbiamo assaggiato il “Dolce Stil Life” con le immagini di arte dolciaria realizzate dal fotografo bolognese di food e still life Alessandro Guerani, accompagnate da alcuni dei più bei passi del V Canto dell’Inferno.

In questa seconda tappa, ci apprestiamo a gustare le immagini di ricette a base di carne, realizzate sempre da Guerani, abbinate ad alcuni starordinari passi del V Canto del Purgatorio.

Abbinamento sicuramente inedito, quantomeno da provare. Con immancabile ironia.

Ve’ che non par che luca
lo raggio da sinistra a quel di sotto,
e come vivo par che si conduca!

(Prego, continui a leggere sotto)

 

«Perché l’animo tuo tanto s’impiglia»,
disse ‘l maestro, «che l’andare allenti?
che ti fa ciò che quivi si pispiglia?

 

Vien dietro a me, e lascia dir le genti:
sta come torre ferma, che non crolla
già mai la cima per soffiar di venti;

ché sempre l’omo in cui pensier rampolla
sovra pensier, da sé dilunga il segno,
perché la foga l’un de l’altro insolla»

 

Che potea io ridir, se non «Io vegno»?
Dissilo, alquanto del color consperso
che fa l’uom di perdon talvolta degno

Quando s’accorser ch’i’ non dava loco
per lo mio corpo al trapassar d’i raggi,
mutar lor canto in un «oh!» lungo e roco;

E ‘l mio maestro: «Voi potete andarne
e ritrarre a color che vi mandaro
che ‘l corpo di costui è vera carne.

«O anima che vai per esser lieta
con quelle membra con le quai nascesti»,
venian gridando, «un poco il passo

queta.

Guarda s’alcun di noi unqua vedesti,
sì che di lui di là novella porti:
deh, perché vai? deh, perché non

t’arresti?

 

E uno incominciò: «Ciascun si fida
del beneficio tuo sanza giurarlo,
pur che ‘l voler nonpossa non ricida.

Poi disse un altro: «Deh, se quel disio
si compia che ti tragge a l’alto monte,
con buona pïetate aiuta il mio!

 

 

«Deh, quando tu sarai tornato al mondo
e riposato de la lunga via»,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,

«ricorditi di me, che son la Pia;

 

“Io sono uno che quando Amore m’ispira, noto, e a quel modo che ditta dentro vo’ significando” – Dante Alighieri XXIV Canto del Purgatorio

 

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