Mart delle meraviglie

Alice è una bambina che cade nella tana di un coniglio e si ritrova in un mondo completamente diverso dal suo. Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto da Lewis Caroll nel 1865, rappresenta  ancora oggi  una delle fiabe più affascinanti ed intriganti da interpretare. E solo apparentemente dedicata ai bambini.

Così, ad adulti sensibili è dedicata la mostra Alice in Wonderland, organizzata dal 25 febbraio al 3 giugno al Mart di Rovereto, in collaborazione con la Tate Liverpool, a cura di Christoph Benjamin Schulz e Gavin Delahunty, con l’assistenza di Eleanor Clayton.

Un percorso espositivo avvincente nel quale avviene l’incontro tra il racconto di Carroll e l’arte. Si parte dalla prima edizione di Alice illustrata da Sir John Tenniel, pubblicata nel 1865 a Londra da MacMillan, passando dai surrealisti e arrivando all’epoca contemporanea. (Prego, continui a leggere sotto)

A partire dalla loro pubblicazione, più di 150 anni fa, Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio, i due libri scritti da Carroll, hanno ispirato una lunga lista di artisti, disegnatori, illustratori, pittori, fotografi e videoartisti, che hanno esplorato i paradossi del linguaggi, le  astruse relazioni con la percezione, i non-sensi, la psichedelia.

Percorrendo la mostra, vi imbatterete in Alice nel Paese delle meraviglie di Salvador Dali che nel 1969, realizzò 12 illustrazioni – una per ogni capitolo del classico di Carroll – per un libro della Maecenas Press – Random House. Questa collezione è considerata una delle opere più ricercate di Dali.

Incontrerete anche  Alice attraverso lo specchio raccontata da Peter Blake e le interpretazioni dei maestri Oskar Kokoschka e René Magritte, fino ad opere più recenti di Mel Bochner, Joseph Kosuth, Dan Graham, John Wesley e Kiki Smith. E di Adrian Piper, che riprendendo il significato  dato negli anni 60 alla frase inseguire il Bianconiglio – assumere sostanze stupefacenti come LSD –  mostra le rappresentazioni delle sue esperienze psichedeliche.

Infine, non potevano mancare, la documentazione di una famosa performance del 1968 di Yayoi Kusama, Alice in Wonderland Happening e l’opera dell’americano Jason Rhoades che mostra, in una caotica installazione, un groviglio di scritte al neon in omaggio ai giochi e all’ambiguità del linguaggio.

Da non perdere, per perdersi.

info www.mart.tn.it

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