Ripensando a L’Amante

Quando nasce un amore è come il sorgere del sole che, timido, si affaccia all’orizzonte e bacia coi suoi raggi tutto ciò che tocca.

Arrivano a Cholen, poco più in là di Saigon. Attraversano la città cinese “col frastuono dei vecchi tram che avanzano senza smettere di suonare, a cui sono appesi grappoli di bambini di Cholen”. Poi, ad un tratto, la folla non c’è più. Come per incanto è scomparsa. C’è solo la quiete. Il rumore, pur rimanendo invariato, si allontana. La macchina ha imboccato una via di capanne a schiera, tipiche dell’Indocina. Ci sono delle fontanelle, dei portici ed è in quel villaggio, sotto un portico, che lui la condurrà davanti ad una porta che aprirà sulla modesta oscurità di una stanza spoglia e con pochi mobili: un letto, una poltrona e un tavolo. E’ quella la garçonniere destinata, nelle famiglie ricche cinesi, ai giovani rampolli per portarci le loro amanti. E’ in quella stanza che avverrà l’iniziazione sessuale e sentimentale della giovane Marguerite. Ma lui ci ripensa e vuole portarla via. E’ troppo piccola, non può farle questo. Ma sarà lei a prendere l’iniziativa.

La perfetta ricostruzione dell’Indocina del 1930, una fotografia stupendamente malinconica e l’insuperabile leit motiv della superba colonna sonora del libanese Gabriel Yared, rappresentano il teatro su cui si svolge la trama del film “L’Amante” di Jean Jacques Annaud tratto dall’omonimo libro semi-autobiografico che Marguerite Duras scrisse nel 1984 nel quale narra una parte della sua giovinezza trascorsa in Vietnam. “Il film è la storia di un conflitto fra ragione e sentimento e l’idea è quella del rifiuto del corpo, della difficoltà che ha la mente di accettare la materialità e l’istintività del desiderio” (Jean Jacques Annaud)

Nell’Indocina del 1929 una quindicenne francese di famiglia borghese, caduta in disgrazia, incontra sul traghetto che la porta da Sa-Dec a Saigon, dove frequenta il liceo, un giovane cinese ricco e nullafacente di circa 27 anni (nel libro, 32 nel film). Lui è appena tornato da Parigi, dove aveva seguito degli studi di economia perché è l’erede di una immensa fortuna. Il giovane cinese che la ragazzina conosce quel giorno sul traghetto è bello e affascinante.

Ha già notato la ragazza affacciata sul Mekong, unica bianca in mezzo a tanti indigeni. Indossa un vestito di seta indigena di un bianco ingiallito; in testa ha un cappello da uomo in feltro a tesa piatta bordato da un nastro nero e indossa scarpe scalcagnate da ballo in lamè nero con qualche strass.

L’incontro di Marguerite con quel cinese, alto, bello e con la pelle scura dei cinesi del Nord, sarà fatale per entrambi. Quando lui le offrirà una sigaretta, sul traghetto, la ragazzina lo scruterà insistentemente e senza ritegno, guardandolo in maniera insolente. Una volta sbarcati, il Cinese le darà un passaggio con la sua macchina, fino al pensionato.

Marguerite non saprà mai se lui dormiva oppure no, quando gli prende la mano e la guarda da vicino, come un oggetto mai visto: la mano di un uomo cinese. Ha all’anulare un grosso anello d’oro con un diamante incastonato. Quella mano è bella, magra e dalla pelle ambrata. Poi, all’improvviso, non la guarda, né la tocca più. La lascia andare senza sapere se lui dorme o no. Porterà nel sonno quella mano per tenerla con sé. Poi si addormenta.

La tenerezza dei sentimenti nascenti tra i due protagonisti, è sottolineata dalla delicatezza con cui inizia il sottofondo musicale che nasce in sordina accompagnato dalle note di un meraviglioso richiamo alla Cina lontana, ma vicina e palpabile come le due mani che si cercano, si incontrano e poi si intrecciano saldamente, presagendo qualcosa di profondo e prepotentemente innegabile, di fronte alla cui evidenza nessuno dei due protagonisti vuole emettere alcun suono, perché ha paura di rovinare l’atmosfera regnante in quell’aurora di passione e di sentimenti sottintesi.

TESTO – ds ispirata da lepassionidellamenteedelmiocuore.blogspot.com/

FOTOGRAFIE – nell’ordine, dougaanmou.wordpress.com, pellicolerovinate.blogosfere.it, film-review.it

MUSICA – gabriel yared l’amante http://www.youtube.com/watch?v=CAFm91OQUHg

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Una risposta

  1. si …un incontro che un po’ va contro i pregiudizi del tempo: cinese ragazza bianca, uomo e ragazzina …. Ci sono comunque momenti decisamente intensi…. Un’idea antica del prendersi cura, dell’avere a cuore chi ti sta davanti( lui che la lava, che la vuole aiutare con il fratello) che poi si perderà contro le richieste della famiglia ( matrimonio combinato) e forse…. ma questo l’ho pensato io, la paura del ragazzo-uomo di perdere ciò che gli rendeva la vita così facile: ricchezza, potere, …
    Ragione e/o cuore …. il binomio che segna ogni giorno della vita di tutti noi……

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