A piè leggero

Quella che andiamo cercando è un’alternativa via di mezzo tra le scarpe classiche e le sneaker. L’importante è la leggerezza, perché smesse le doppie suole dell’inverno, aneliamo solo a morbidezza e comfort.

E la giusta risposta la troviamo nelle francesine di gran linea italiana. Stile Juve a Villar Perosa 19 anni fa, quando i piedi di Gianni Agnelli calzavano le stringate scamosciate e Giampaolo Boniperti (figlio di Giampiero) portava i mocassini.

Tomaie impunturate, suole antiscivolo, stringhe a contrasto su pelle, cotone e velluto. Severemente stringate ma flessibili e di consistenza piumacea, in vitello pieno fiore lucido, calzano a pennello e rendono confortevoli i lunghi passi di imprenditori e a.d.

Per le vie del centro di Milano è possibile incontrare Angelo Pecora, il sarto di via Borgospesso, che indossa le spectator, ovvero le allacciate bicolori stile anni Trenta, magari declinate in canvas écru e pelle come le propone Fratelli Rossetti. Per portarle come dio comanda, servono, un abito adeguato – un fresco di lana o un tessuto solaro – e la giusta allure, quella dell’attore tedesco-irlandese Michael Fassbender, ad esempio. Così agghindati c’è la concreta possibilità di venire immortalati da Scott Schuman (The Sartorialist).

Della stagione invernale non potevano rimanere che i must have, ovvero i Desert Boots. Come quelli proposti da Cappelletti, sfoderati, suola in para, adorati dai dandy per i buchini che corrono lungo i dorsi superiori tagliati al vivo e con uno sperone molto curato, una linguetta con l’interno in contrasto di colore e lateralmente rifinito con due travetti cuciti a mano. Oppure i classici ed intramontabili Clarks.

I più sportivi ed impazienti, quelli refrattari a perder tempo con le stringhe, si dirottano verso i classici ed amati mocassini modulati in più versioni: con i penny infilati nelle mascherine come usavano i preppy negli anni Cinquanta, o con nappine, amate dai dandy di mezzo mondo; con suole in cuoio e gommini Tod’s o in suède vellutato e nei colori gentilmente sfumati proposti da Cappelletti; in nabuk blu Savoia e bianco ghiaccio, con suola antiscivolo composta da “isole” di gomma a disegno copertone, le impunture, il rinforzo posteriore in tessuto tecnico che protegge il tendine d’Achille, di Pirelli PZero; e per finire, i modelli in seducente velluto, ad esempio quelli del fiorentino Arfango, dedicati ai piedi ultradelicati.

E allora via, per mille nuove avventure. A piè leggero.

ds ispirata da Maria Luisa Bonacchi su Style

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