Cocktail art

E’ un chiaro invito il dipinto Summer Cocktail Party with English Butler (1961) di Lary Salk.

E’ l’invito per un cocktail speciale in una location speciale, il Norton Museum of Art di Miami. Cocktail Culture è la mostra multimediale allestita fino al 15 aprile che Miami dedica al rito sociale del cocktail rilanciato recentemente dal telefilm Mad Men e presente in maniera trasversale in cinema, moda, design e pittura.

Cocktail e cultura, cocktail è cultura. Bar dedicati, nuove ricette, ingredienti originali, antichi liquori riscoperti. Il bere miscelato subisce l’influenza della moda e ritrova in questi tempi, un pubblico entusiasta.  Ma rimane un’arte, tradizione da una parte e innovazione dall’altra.

Il Maestro numero uno, Salvatore Calabrese, che partito dalla costiera amalfitana oggi dirige il suo Salvatore al Playboy Club a Londra, spiega: “La Cocktail Culture è vasta e davvero eterogenea. L’unico trend è che molti locali si rifanno al passato in termini di design e stile. Il vintage e il rétro vanno per la maggiore. Ma è l’impronta del barman a definire il trend: oggi stanno riapparendo liquori classici come l’Old Tom Gin e il Rye Whisky”

Ma se da un lato la riscoperta e la reintepretazione del classico rappresenta il presente, dall’altra è anche vero che quest’arte ricerca idee innovative e ingredienti speciali. Alcuni arrivano addirittura a produrre i loro brand di bitter, liquori e spirits. Il barista moderno non ha paura di sperimentare ed è assetato di nuovi saperi. L’ultima strada battuta è quella dei cocktail green, ecologici, ottenuti partendo da prodotti organici e spesso creati integrando le tecniche più proprie del bar con quelle della cucina molecolare.

Scegliere bene, miscelare con gusto. In fondo, la metafora del bel vivre.

ds ispirata da Francesco Elli su Class

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