Il suono dei sogni

Acquistai questa campana in ferro battuto dopo averla vista da un antiquario del centro, dopo averla agognata per settimane e immaginata nel salone padronale del primo piano di Casa Campanelle. L’acquistai insieme ad un desiderio. Sentirla suonare da mio figlio (che non era ancora nato) e risuonare per casa. Il suono è molto acuto ed è oltremodo amplificato dall’acustica del grande salone a volte a botte.

Ieri, all’ora di pranzo, ero in cucina e ho sentito il suono della campana. Come ogni volta quando mio figlio Gianmarco entra in casa. Entra dal grande portone e corre a suonare la campana. Un suono che è diventato quasi quotidiano, comunque familiare, ma che ieri mi ha fatto tornare indietro con la memoria e ricordare il mio sogno. Mi ha fatto pensare che i sogni hanno un suono ben definito, che va anelato, seguito, perché non è altro che la guida alla loro realizzazione.

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