Alla finestra, con gli occhi di Martina

Le finestre mi hanno sempre incuriosito per il loro essere linea di confine tra  due dimensioni, una linea di confine da cui volgere il proprio sguardo “altrove”,  punto  di  partenza  per  guardare fuori e punto di ritorno per guardare dentro.  

Nuova luce

Simbolo della nostra intimità, si pongono come demarcazione tra le mura della nostra quotidianità e la vastità che ci attende fuori. 

Corrispondenze

Le finestre delimitano uno spazio privato, custodiscono scene di vita, esistenze, vissuti, pensieri, ricordi.

 

My mountain room

Viste dall’esterno, quindi, invitano a immaginare cosa sta dietro, a inventare possibili realtà di cui si può scorgere solo qualche elemento, un colore, un riflesso, una luce. 

… altrove …

Evocano atmosfere, richiamano il mistero, l’ignoto, l’aspetto anche inquietante di ciò che è sconosciuto, inaccessibile.

Labyrinth

E ciò che non si vede si può immaginare, si può pensare, si può attendere.

Mysterious way

Dall’interno, invece, il mettersi alla finestra e lo stare a guardare è un po’ come mettersi dietro l’obiettivo e osservare lo spazio davanti a noi, in cerca di nuovi orizzonti che diano vita ai nostri sogni e ai nostri desideri.

Impressioni metropolitane

Lo spazio racchiuso nella cornice della finestra prende forma e si anima in sintonia con le nostre percezioni e la nostra immaginazione.

From my window at work

 

testo di Martina Angarano*, fotografie tratta dal suo album FINESTRE in Plaisirdevivre

*Appassionata  di  arte  in  generale,  mi  sono dedicata, soprattutto negli ultimi  anni,  alla  fotografia. Dapprima mi sono accostata alla fotografia come autodidatta, in seguito ho frequentato alcuni corsi, in particolare di approfondimento sulla fotografia di paesaggio e reportage di viaggio. A  seguito  di queste esperienze, ho partecipato, assieme ad altri allievi, ad  un  progetto  di  indagine  fotografica  sul  mondo  della vite, che si prefiggeva  l’obiettivo  di  dare  rilievo  al  settore  viti-enologico del territorio  trentino e valorizzarne le peculiarità. E’ stata realizzata una mostra  fotografica collettiva, ospitata dapprima presso l’Azienda agricola Pojer  e  Sandri a Faedo di Trento e, successivamente, portata anche in Val di Non a Revò presso la Casa Campia e a Palazzo Roccabruna a Trento. Dal  2010  faccio  parte della FIDA – Federazione Italiana degli Artisti di Trento,  con  la  quale  ho  partecipato alle mostre collettive “Appunti di viaggio”,  tenutasi  nel  2010  nell’area  archeologica di Palazzo Lodron a Trento,  e “Non si va mai così lontano”, allestita nel 2012 presso il Grand Hotel Trento. Al  momento  sto  lavorando,  sempre in collaborazione con alcuni esponenti della  FIDA, alla prossima mostra dal titolo “Città visibili e invisibili”, che si terrà quet’autunno al Palazzo della Regione a Trento.

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  1. Sono estasiata!! Stupendo questo post e le foto per una finestr’ammiratrice come me è qualcosa di fanastico! Grazie! 😉

  2. si, mi hanno sempre affascinato e incuriosito 🙂 soprattutto perchè possono nasconderti o svelarti un mondo 🙂 buona giornata 🙂

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