I maestri del Tempo

“Un giorno sarebbe bello se tu dedicassi un post ai grandi visionari dell’alta orologeria moderna. Perriard, Bouchet, Maximilian Busser, Urwerk, e via dicendo…

… Così, potremo partire dal giovane protagonista del film, apprendista orologiaio di Tempi passati. Ed arriveremo al genio visionario di Maximilian Busser. Un percorso affascinante. Realizzato in esclusiva per te”.  MM

 

Hugo Cabret 

« Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu! » (Hugo Cabret)

Chissà se il giovane e talentuoso Hugo, alle prese con i suoi movimenti meccanici che segnalavano l’ora esatta ai viaggiatori in transito nella stazione ferroviaria di Montparnasse, avrebbe mai potuto immaginare che pochi decenni dopo si sarebbe arrivati alle visioni che alcune menti geniali hanno inoculato al mondo della micromeccanica orologiera.  Una rivoluzione costante. Nell’approccio, nei materiali, nel design. Testimonianza dei limiti che la mente umana supera anno dopo anno. Incessante e mai doma.

 

Vincent Perriard, cuore pulsante di HYT Watches.

A lui dobbiamo la nascita dell’incredibile H1, forse la realizzazione più interessante che il mondo dell’alta orologeria ci ha regalato quest’anno. La sua caratteristica peculiare è questa: le ore sono indicate da un liquido che scorre intorno al quadrante. Questo accade grazie a due piccoli compressori che sono situato nel retro del movimento. I minuti sono segnati in un piccolo quadrante posizionato ad ore dodici mentre i secondi continui si leggono tramite una girante con palette simili a quella di una turbina. Non può mancare, ad ore tre, l’indicatore della riserva di carica. Ma forse è opportuno lasciare spazio alle immagini per comprendere meglio quest’innovativo capolavoro d’ingegneria idromeccanica.

 

Emmanuel Bouchet crea Opus 12 di Harry Winston.

A bocca aperta. Questo è ciò che si prova di fronte a questa visionaria realizzazione. Ispiratosi alle leggi Copernicane quindi al concetto che il nostro pianeta ruota intorno al proprio asse ed intorno al Sole ecco la rivoluzione di Opus 12. Scompare la concezione delle due classiche lancette segnatempo. Che lasciano spazio a ben dodici sfere ruotanti su se stesse. Posizionate perifericamente sul quadrante. Blu ed argento il loro colore. Esse scandiscono il passaggio delle ore e dei cinque minuti. Arrivando allo spettacolo del cambio dell’ora, quando una corona dentata periferica, ruota in rapida successione tutte le lancette facendo comparire il lato blu per un istante. Un capolavoro di cinematica e micro meccanica moderna.

 

Maximilian Busser 

Affascinante, magnetico ma, sopratutto, fondatore di MB&F. Dove la “F” ha un significato importante: Friends. Perché Maximilian ha creato il suo atelier con un preciso scopo: inventare attorniandosi di amici. Con provata levatura. Giovani e promettenti. Sostiene di non creare macchine che danno il tempo. Bensì che misurano il tempo. Ci racconta la Legacy Machine N.1

 

Urwerk

Tra i precursori più acclamati della nuova Alta Orologeria. Scuotono il Mondo del Tempo con la loro prima apparizione nel millenovecentonovantasette. A Basilea. Come si conviene. “UR” la città in Mesopotamia. L’ “inizio”. “Werk” in lingua tedesca: “Lavoro”. Due le anime del progetto: Felix Baumgartner: figlio di orologiai. Nipote di orologiai. L’arte della meccanica scorre nelle sue vene. Martin Frei: artista e designer a tutto campo. Scultore, pittore, regista. L’estetica di Urwerk è la sua firma indelebile.

 

UR – 210 – Maltese Falcon project

Grazie a MM per questo viaggio emozionante nel Tempo, un dono prezioso, che va ad aggiungersi  – quale pezzo pregiato – alla collezione di cose Belle di T & M. Il Bello senza Tempo.

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