La stanza delle pitture

Tra le stanze nobili del primo piano si trova la “Stanza della musica e del canto”, il cui soffitto a splendide volte artisticamente modulate è decorato da pitture ottocentesche sicuramente riproposte su affreschi molto più antichi. I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro.

Gli elementi rappresentati a tempera su muro sono strumenti musicali, uccelli ed elementi botanici, riconducibili sicuramente alla mitologia classica. Quattro sono gli elementi botanici, alloro, mirto, olivo e quercia; quattro sono i soggetti simboli e allegorie della Vittoria, una fiaccola accesa, una ghirlanda d’alloro, una faretra e le frecce. Gli antichi strumenti musicali rappresentati, come la lira eptocorde, la lira da braccio, il flauto, la tromba, lo zufolo, il timpano e la cetra (o salterio), rimandano all’iconografia di antiche divinità classiche quali Apollo, Atena, Eros, Pan. Gli uccelli rappresentati nelle quattro nicchie degli angoli sono un pavone, due colombe, un usignolo e un uccello orientale molto colorato (tucano?). Al centro del soffitto, una pittura andata quasi interamente perduta, riproduceva una grande ghirlanda di mirto con dei fiori e degli strumenti musicali al centro.

“Marco ed io consideriamo queste pitture un “dono d’Amore” da parte della nostra Casa. Le prime tracce vennero alla luce proprio il giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2005”

In un angolo della stanza, dove le volte formano una sorta di nicchia, l’antica stufa ad olle di Sfruz recuperata dalle abili mani di un restauratore.

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“Marco ed io abbiamo scelto di destinare questo spazio a stanza da letto, volutamente, perché si trova sopra la Cappella, che dovrebbe rappresentare quindi, il fondamento della nostra unione”

Nella stanza da letto padronale, un letto prezioso: biancheria in raso damascato e coperta in pedigree.

In questa stanza sono custoditi gli strumenti musicali dalla casa. Il pianoforte a muro dove ho imparato a suonare all’età di sei anni. Il violino proviene da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. Gli strumenti del nonno, la chitarra e il mandolino.

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Il regalo di San Valentino. La mattina del 14 febbraio 2005, il telefono squillò ed il nostro architetto ci comunicò che durante i lavori di rimozione degli intonaci di una stanza del primo piano, erano comparse delle tracce di pitture. In una lunetta del soffitto fu messa in luce la figura di un mandolino. E’ stata una grande emozione. Un grande dono, un dono d’Amore. Come se la nostra casa avesse voluto in qualche modo “ricompensarci” del nostro Amore per essa.

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