Ospite della Contessa Dina

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Castel Romano (Pieve di Bono – TN) in due stampe* del 2015.

*fotografie realizzate con iPhone 4S e lavorate con filtri Instagram

La contessa Dina. Nelle notti di luna piena – raccontano i vecchi, – una misteriosa donna in groppa a un cavallo bianco galoppa lungo i sentieri e le mulattiere attorno a Pieve di Bono. È la contessa Dina – continuano, – moglie di Ettore Lodrón: una donna pericolosa, assai bella ma anche viziosa. Visse nel Seicento, e visse male! Ma pensate: quando metteva gli occhi su qualche giovane di passaggio o su un robusto ragazzotto della zona, dapprima attendeva che il marito fosse assente, poi invitava il malcapitato nel suo castello e lo circuiva con arti da strega. Quindi, saziato l’insano desiderio, Dina tornava alle sue occupazioni come se nulla fosse accaduto, mentre il giovane veniva invitato a lasciare il maniero. Ma proprio all’altezza della porta principale un trabocchetto s’apriva all’improvviso sotto ai piedi del disgraziato, che precipitava nel «pozzo della morte»1, in fondo al quale moriva fra atroci dolori. Che fine fece, la terribile Dina? Fu un prete, un tale Fassini, ad assassinarla: alcuni dicono con un colpo d’archibugio, mentre la scostumata stava transitando a cavallo per Creto. Altri, che forse la sanno più lunga, giurano che il prete la uccise per oscuri motivi proprio al castello, nel salone grande, mentre i due stavano giocando a dadi. Comunque sia andata, l’anima della lussuriosa non ha trovato ancora pace e la Dama bianca continua a vivere nella tradizione popolare della gente di Pieve di Bono2.

1 Così era chiamata una lunga galleria irta di spade e coltelli infissi alle pareti, che dal portale d’ingresso del castello precipitava giù, verso il sottostante fiume Chiese. Venne chiusa agli inizi di questo secolo e definitivamente distrutta nel corso della Prima Guerra Mondiale.
2 Il Papaleoni, in una delle sale di castel Romano, trovò un graffito che diceva: «Lì nove ottobre 1854. Oggi in undici siamo entrati per vedere la contessa Dina, ma non si è veduta, come già ci aveva detto prima…». Insomma, ancora a metà dell’Ottocento c’era qualcuno che credeva di potersi incontrare con il fantasma della famigerata contessa Lodrón.

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