Vi aspetto!

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Lo ammetto, adoro ospitarmi nel mio B&B Casa Campanelle charme&design… solo così riesco a comprendere davvero le esigenze, i desideri, le attese, dei miei Ospiti. Prendersi cura delle loro esigenze è la mia prima esigenza!

Vi aspetto al B&B Casa Campanelle charme& design

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Vi aspetto

Dedicato agli Amanti del  Bello, solitamente in coppia, o soli con se stessi.

Il B&B Casa Campanelle charme&design è un punto di riferimento in Trentino per quei viaggiatori in fuga d’Amore, che ricercano lo charme di questa terra, nelle sue forme e nella sua essenza, e lo ritrovano in una dimora a cinque stelle, ispirata dalla nobiltà della sua storia, dal design e dal charming lifestyle, ma soprattutto, avvolta dal calore di una famiglia e della sua radicata conoscenza del territorio.

Il B&B Casa Campanelle charme&design nasce dalla creatività dei proprietari, dalla loro sensibilità e dalle suggestioni ispirate dalla memoria che abita questo luogo. Libertà, estro creativo, contaminazione di stili e di scelte mai casuali, definiscono gli spazi e la loro funzionalità in questa grande dimora del ‘500, dalla storia quasi fiabesca.

Servizi di alta qualità, finimenti di pregio, pezzi d’arredo ispirati alle più belle icone del design, fanno del B&B Casa Campanelle charme&design un ambiente unico ed affascinante, dove trascorrere momenti di relax ed assaporare il gusto del Tempo; dove dietro un gesto e un sorriso, si nasconde un caloroso sentimento di raffinata ed elegante ospitalità; dove ogni dettaglio, diventa un modo per riscoprire la preziosità di idee creative, alla continua ricerca dell’equilibrio tra la dimensione privata dell’abitare e quella sociale, che qui si fondono in un’esperienza indimenticabile.

Summer Time

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Tempo d’estate, leggermente vivace e vivo, più veloce di allegro. Casa Campanelle, ore 10:00

Homellerie

Signori, benvenuti a casa vostra – La best hospitality si ispira al calore delle dimore private per offrire agli ospiti un’accoglienza familiare, per farli sentire come a casa propria. C’è chi invece, ruba all’hotellerie le ispirazioni per arredare la propria casa, nel tentativo di inseguire quelle atmosfere di un “non luogo”, scenografiche ed irreali, ma tanto affascinanti. Il risultato è un continuo viaggio di creatività e di fantasia, solo da vivere. E da abitare.

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L’attimo raccolto (il venerdì sera)

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Shark. Bagno azzurro Casa Campanelle, ore 23:00

La mia casa? Un set!

IMG_7155 IMG_7157IMG_7158 IMG_7159La biblioteca di Casa Campanelle è una grande stanza del secondo piano, dai soffitti alti e decorati, illuminata da due grandi finestre con un panorama mozzafiato sulla valle. Due pareti sono interamente ricoperte da libri. Collezioni di letteratura, soprattutto. Al centro, un antico pianoforte a coda viennese. Ad una delle due pareti libere dai libri, è fissata una sbarra da danza. Molti sono gli spazi all’interno della mia casa arredati come se fossero scenografie, allestiti pensando ad un sogno, a luoghi lontani, ad immagini di viaggi scalfiti nella memoria, oppure ispirati proprio dal cinema. Sono spazi destinati all’eterno movimento, difficilmente troveranno pace. Anche il mio studio si presta volentieri a questo gioco: non temo di realizzare con le pareti, fondali sempre diversi per provare rivestimenti, pitture, wallpapers. Ma il gioco che preferisco è quello di trasformare la mia casa in un albergo.  Amo ispirarmi all’hotellerie, per la stanza da letto e per la cucina ad esempio. Soprattutto per il corredo. Il risultato è un continuo viaggio di creatività e di fantasia, solo da vivere. E da abitare.

L’attimo raccolto (della sera)

foto (10)Buone Presenze. Beato quell’animo che ha gli occhi tanto sensibili da intravedere anche al buio, il buono che c’è. Studio Donatella Simoni, ore 21:30

L’attimo raccolto (alla sera)

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Bentornata a casa (welcome to home)! Casa Campanelle, ore 19:00

La ricchezza interiore

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Amo la mia casa. E’ uno scrigno di inesauribile ricchezza, fatta di ispirazioni ed inviti al sogno che favoriscono la ricerca interiore di chi ha gli occhi per saziarsene.

Famiglie

Gli animali di Gianmarco, stasera, in cucina… E’ quasi ora di cena, ma c’è tempo per un nuovo gioco: ogni animale cerca la propria famiglia nella giungla… della cucina. E la ritrova, grazie a curiose affinità con alcuni oggetti appartenenti a varie “famiglie” di materiali, come ceramica, vetro, porcellana, rame, vimini, inox e silver. Il gioco è terminato, rimane il calore di una famiglia. Bello.

foto (47) foto (47) foto (48) foto (50) foto (51) foto (52) foto (53)*animali Schleich

Virtuosismi

Un’antica campana, montata su una struttura in ferro battuto di nobile fattura, viene utilizzata per annunciarsi da chi entra dal portone principale nella grande corte cinquecentesca della casa. Il movimento dell’aria accompagna il suono, nitido e squillante, verso l’alto, attraverso lo scalone, fino ai piani, dove si diffonde in armonia. Segue un’eco di benvenuto. Virtuosismi.

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Incontri domenicali

Apro le porte della mia grande casa per incontrare vecchi amici, uniti dall’amore per le Belle arti e per la Bella musica.

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*Radio Model One Tivoli Audio, vasi in vetro Lovlig&Medveten Ikea

Come to my world!

Mio figlio ha da poco compiuto quattro anni ed i suoi spazi cambiano e crescono con lui. Amo circondarlo di cose Belle, oltre che d’Amore, perché sensibilizzare i bimbi al Bello, è un grande dono reciproco, sia per loro che lo ricevono, sia per noi adulti che abbiamo così l’opportunità di “contaminare” passioni e “seminare” passione. Fosse solo perché “crescere in Bellezza” è il più bell’augurio che possiamo fare ai nostri figli. E al loro (mondo) futuro.

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L’attimo raccolto

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Riunione di famiglia. “Parterre du relax” Casa Campanelle, ore 19

*sul tavolo “Pigalle” di Emu, porcellane Bernardaud Royal Albert, caraffa thermos in acciaio inox Alessi, caffettiera Bialetti, teiera in argento, caraffa e bicchiere in cristallo

Bella, non solo di notte

La preziosa biancheria da letto esce da antichi cassoni, cassapanche e madie. Per vanità, esce alla luce, dandosi all’aria e mostrandosi in tutta la sua bellezza. Mica è un peccato! Nell’ordine. Piumino estivo DaunenStep, parure di lenzuola Frette e Signoria Firenze, lenzuola da dote in lino ricamato a mano, parure di lenzuola Borbonese e coppia di lenzuola in raso Bellora.

DaunenStep biancheria (6) Signoria Firenze dote Borbonese Bellora Bellora

La Bella solitudine

Adoro questo posto. E’ la parte più alta della casa,  dove tutto è rimasto come un tempo: le travi con le incisioni, le assi intagliate del loggiato, le divisorie in legno che dividono in “stanze” l’immenso sottotetto. Qui si stende all’aria il bucato o si fa arieggiare la biancheria. Qui si raccolgono la legna per l’inverno e le cose che non si usano più. Ma soprattutto, da qui si gode di un panorama fantastico sulla valle. Che fa pensare, sognare, liberare la mente, guardare lontano. Basta tenersi stretti ad uno dei pali in legno che delimitano il loggiato: questo rimane pur sempre uno dei luoghi più pericolosi della casa. Lo sapevo bene, fin da bambina, quando venivo mandata quassù in castigo. Spesso. Ma da qui si sentono bene la pioggia e il vento. Si può pensare ad alta voce e provare senso di vertigine. Più di una vertigine. Il mio sogno è quello di trasformare questo spazio in un “osservatorio”, in un loft dove viverci/studiare/lavorare ma soprattutto guardare il cielo/fare l’Amore. Perché questo è un luogo solitario da vivere in due. In quella che io chiamo “solitudine Bella”.

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Horror vacui

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La corte di Casa Campanelle, orfana delle opere d’arte del 2° Simposio di scultura, si consola “bevendoci su” in compagnia di due pezzi di design — con Pigalle di Emu e Sacco di Zanotta.

Dove il Bello ha trovato dimora

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Una dimora cinquecentesca torna a rivivere dopo un complesso intervento di restauro. E vi trovano casa, materiali pregiati, mobili antichi, tessuti preziosi, pezzi d’arte di ieri e di oggi. Dove arte e storia sono di casa.

Casa Campanelle, la mia casa, rappresenta per me la prima fonte d’ispirazione. In essa ci abito, ci lavoro, ci vivo. Semplicemente creo&sogno. In questo nuovo spazio, vorrei raccontare i Tempi e i Modi della mia casa, proponendo una sorta di viaggio virtuale attraverso la sua storia, gli avvenimenti che l’hanno interessata nei secoli, i lavori di restauro conservativo che l’hanno salvata, alcuni aneddoti misti a ricordi. Pensieri e sensazioni. Sentire e sentimento.

La grande passione che ho sempre avuto per Casa Campanelle è stata la fiamma che ha alimentato il mio coraggio ad iniziare il progetto per salvarla dalla rovina. Ho creduto fortemente a questo sogno. Perché di due cose non ho mai riso nella mia vita: dei miei sogni e dei miei sbagli.

Casa Campanelle è un segno del mio passaggio su questa terra, è rispetto per chi è stato prima di me, è testimonianza d’Amore per coloro che verranno dopo di me. Credo fortemente che il passato sia la forza del nostro presente e del nostro futuro. Casa Campanelle è il simbolo del mio passato e il passato ha il diritto di essere salvaguardato per essere ancora e sempre, fonte di forza per chi verrà dopo di noi.

La storia della rinascita della mia casa è una parte della mia storia. Restaurare Casa Campanelle è stato un po’ come restaurare la mia vita. Anch’io avevo profonde ferite causate dagli errori del passato, avevo confusione interiore, disordine. I lavori sono stati per me una vera scuola di vita. Coraggio e responsabilità. Timore e incertezza. Disciplina e pazienza. Gioia immensa e soddisfazione. Non dimenticherò mai quel giorno d’estate in cui gli operai tolsero i ponteggi della facciata principale. Un nodo mi strinse la gola e non potei evitare l’emozione. In certi momenti di lucidità, mi sentivo sola ad affrontare tutto, con la consapevolezza che quel tutto era qualcosa di molto più grande di me, di molto più arduo delle mie forze.

Ma poi tutto si è compiuto.

“Ben presto, mi resi conto della profonda ferita che il tempo ed alcune disastrose vicissitudini avevano inferto all’edificio. L’intervento messo in atto a tutela di Casa Campanelle, è stato profondo e delicato. E’ stata una soddisfazione indescrivibile: come quando si cerca di salvare un animale ferito, curandolo con amore e dedizione. Così è successo per questa casa: accanto all’intervento dei professionisti, è stata la passione per la sua storia e la sua arte a salvarla. E’ stato un vero atto d’amore”

(to be continued)

Le origini

Bertelli di Preore Mondrone. Un antico casato di conti notai, “padroni” della giustizia giudicariese del ‘500, amici imparentati con la famosa ed illustre famiglia dei Conti Lodron. La memoria dei fasti è ormai svanita nel corso dei secoli, i rami della famiglia si sono estinti in giro per il mondo, ma qualcosa di grande, di tangibile, di prezioso, ne è rimasto a testimonianza: la dimora cinquecentesca di famiglia, Palazzo Bertelli Campanelle, chiamata affettuosamente da tutti “Casa Campanelle”.

Gli ultimi Bertelli che la abitarono, si trasferirono a Londra nei primi anni del secolo scorso, vendendo il grande immobile a più famiglie del luogo. Una parte della casa venne acquistata da Sebastiano e Pia Simoni Veronesi e donata al figlio Probo in occasione delle sue nozze con Bruna Leonardi.

Come in una favola a lieto fine, Donatella Simoni, nipote di Probo e Bruna, proprietaria assieme alla madre di Casa Campanelle, sposa Marco Bertelli discendente della famiglia degli antichi proprietari ed insieme danno vita ad un sostanziale progetto di recupero e di restauro dell’immobile. Così, dopo cento anni, i Bertelli tornano a casa.

E la storia ricomincia.

marco&donatella.2Marco ed io nel giorno del nostro Matrimonio, il 23 settembre 2006. La festa nuziale si svolse nella magica cornice di Casa Campanelle.

“Casa Campanelle è un edificio magico ed affascinante. Mi ha insegnato molte cose, a credere nei sogni e nei miracoli”

La facciata principale

Casa Campanelle fu edificata nel sec. XV ed in origine era adibita a Tribunale Civile delle Giudicarie, in concomitanza con il vicino Castel Stenico dove si dibattevano le cause di natura penale. Preore infatti, era il centro più importante della Giustizia Civile Giudicariese di quel tempo.

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Casa Campanelle inserita nel contesto urbano di Preore.

Ci troviamo nel centro storico di Preore, un piccolo borgo nel Trentino sud occidentale. Casa Campanelle sorge poco distante dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, in posizione rialzata rispetto alla sede stradale, edificata in un terrapieno, con una struttura a pianta quadrangolare, un unico corpo a blocco costituito da tre piani.

La bella facciata principale presenta tutte le caratteristiche proprie di una casa nobiliare cinquecentesca. Protagonista indiscusso è il maestoso portale ad arco a tutto sesto, formato da conci lisci alternati ad altri maestralmente lavorati a trapano. Di fine lavorazione sono anche i capitelli degli stipiti e i blocchi basali. Prima del restauro, su due conci dell’arco, si potevano leggere le lettere romane XV e XVI (secolo), delle iniziali scritte con la terra rossa (B.B., B. ?) e all’interno dell’arco, sulla destra per chi entra, vi era un segno rappresentante uno scudo inquartato. Le caratteristiche di tali segni sembrano indicare una realizzazione di molto posteriore a quella del portale, data la loro fattezza molto approssimativa e sicuramente non in sintonia con l’eleganza della struttura. Sulla chiave di volta dell’arco, lo stemma araldico della Famiglia Bertelli di Preore Mondrone, sormontato da corona nobiliare di conte e decorato ai lati da svolazzi.

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Il portale in pietra lavorata a trapano e lo stemma della famiglia Bertelli.

Prima del restauro della facciata, sopra lo stemma, era possibile notare, disegnate sull’intonaco, tracce indecifrabili di due date, mentre poco a più a destra, il segno tondeggiante del Dazio. Sono state invece restaurate, le due antiche meridiane eseguite con la tecnica della sinòpia: quella maggiore, con il foro per lo gnomone, i numeri arabi in progressione e una decorazione floreale, disegnata a destra per chi osserva, sopra il portale. La minore, realizzata sotto la seconda finestra da destra del secondo piano, destinata proprio per le piccole dimensioni, ad uno stretto uso privato degli abitanti della casa che la potevano osservare solo affacciati dalla finestra. Si tratta di un sole, con al centro il foro per lo gnomone, ai cui raggi vengono assegnati i numeri arabi.

foto (20)La meridiana maggiore.

Sul lato sinistro del portale, si nota una porta in legno inserita in un architrave e in uno stipite in granito molto più grandi che ci fanno supporre un’apertura preesistente di notevoli dimensioni, successivamente modificata. Il tetto a due falde con la struttura principale in legno interamente a vista, definisce formalmente la parte superiore dell’edificio ed è caratterizzato dalla presenza di un loggiato in legno ad assi verticali finemente intagliate nella parte sinistra e a ritti verticali nella parte destra. Sulla parte inferiore della trave di colmo è scolpita la data 1785 e due iniziali “D.B.”, ad indicare verosimilmente il proprietario a quella data dell’edificio (Donato Bertelli). Prima del restauro, la facciata presentava notevoli dissesti: numerose fessurazioni verticali indicavano in maniera inequivocabile la precaria staticità dell’intero edificio; tali fessurazioni interessavano anche contorni finestra ed il portale in pietra, fendendoli in maniera profonda.

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Tiro allo… stemma. Palma Simoni, illustre zia di famiglia e maestra del paese, mi ha spesso e volentieri raccontato di aver personalmente “salvato” lo stemma Bertelli di Casa Campanelle da un gruppo di ragazzini del paese che si divertivano a lanciare pietre allo stesso, con l’obiettivo di distruggerlo. Infatti la corona che sormonta lo stemma riportava, prima del restauro, evidenti segni di deturpamento.

(to be continued)

La corte

Dal portale si accede alla grande e maestosa corte con la caratteristica pavimentazione originale in acciottolato. Il soffitto è a volta a botte e prima del restauro si presentava parzialmente annerito dalla fuliggine delle antiche cucine. Alle volte sono appesi degli anelli in ferro, un tempo utilizzati per affumicare le carni. Dal soffitto pendono due grandi lanterne in ferro battuto mentre negli archi delle volte sono appesi dei porta ceri in ferro battuto per accrescere con la luce calda del fuoco, il fascino di questo splendido salone.

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Sulla sala si affacciano sei locali, ai quali si accede mediante vecchie porte in legno massiccio, montate su architravi e stipiti in pietra, chiuse con vecchi catenacci in ferro.

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Come l’antica scuderia, un luogo magico, dove il tempo sembra essersi interrotto in un secolo ormai lontano: grandi scaffali di bottiglie polverose, vecchie botti accatastate, vasi e vasetti di conserve che attendono solo di essere portate in cucina ed un angolo dal fascino equestre. Su uno steccato di legno, sono riposte due vecchie selle, le briglie sono state appese al muro, gli stivali ordinati in un angolo: sembra che qualcuno sia appena tornato da una passeggiata a cavallo.

CC (9)L’antica campanella in ferro battuto proviene da un’antica villa veneta ed è utilizzata dagli ospiti per annunciarsi.

Anche qui, come in altre sale dell’edificio, è stato allestito un impianto audio che permette la diffusione della musica in gran parte della casa. Della Musica Rinascimentale accompagna gli ospiti nella visita o semplicemente aggiunge atmosfera all’ambiente, arte… all’arte.

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“Il mio sogno è quello di utilizzare questa corte per piccoli concerti di musica classica, mostre d’arte o momenti culturali. E poi, in mostra permanente, ospitarci un’auto d’epoca”

Le rondini hanno benedetto Casa Campanelle per anni, anzi per decenni. Puntuali – eccetto negli ultimi anni – ogni primavera arrivavano e si accomodavano nella corte padronale al piano terra. Facile per loro utilizzare gli anelli in ferro battuto inseriti nelle volte del salone per costruire i loro nidi. Durante i lavori, quando l’edificio era cantiere, il portone della corte era chiuso e le finestre della casa non avevano ancora i vetri, due rondini hanno tentato di costruire il loro nido in una delle stanze del primo piano. Non in una stanza qualunque, bensì nella più bella, la Stanza delle pitture.

La stanza delle pitture

Tra le stanze nobili del primo piano si trova la “Stanza della musica e del canto”, il cui soffitto a splendide volte artisticamente modulate è decorato da pitture ottocentesche sicuramente riproposte su affreschi molto più antichi. I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro.

Gli elementi rappresentati a tempera su muro sono strumenti musicali, uccelli ed elementi botanici, riconducibili sicuramente alla mitologia classica. Quattro sono gli elementi botanici, alloro, mirto, olivo e quercia; quattro sono i soggetti simboli e allegorie della Vittoria, una fiaccola accesa, una ghirlanda d’alloro, una faretra e le frecce. Gli antichi strumenti musicali rappresentati, come la lira eptocorde, la lira da braccio, il flauto, la tromba, lo zufolo, il timpano e la cetra (o salterio), rimandano all’iconografia di antiche divinità classiche quali Apollo, Atena, Eros, Pan. Gli uccelli rappresentati nelle quattro nicchie degli angoli sono un pavone, due colombe, un usignolo e un uccello orientale molto colorato (tucano?). Al centro del soffitto, una pittura andata quasi interamente perduta, riproduceva una grande ghirlanda di mirto con dei fiori e degli strumenti musicali al centro.

“Marco ed io consideriamo queste pitture un “dono d’Amore” da parte della nostra Casa. Le prime tracce vennero alla luce proprio il giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2005”

In un angolo della stanza, dove le volte formano una sorta di nicchia, l’antica stufa ad olle di Sfruz recuperata dalle abili mani di un restauratore.

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“Marco ed io abbiamo scelto di destinare questo spazio a stanza da letto, volutamente, perché si trova sopra la Cappella, che dovrebbe rappresentare quindi, il fondamento della nostra unione”

Nella stanza da letto padronale, un letto prezioso: biancheria in raso damascato e coperta in pedigree.

In questa stanza sono custoditi gli strumenti musicali dalla casa. Il pianoforte a muro dove ho imparato a suonare all’età di sei anni. Il violino proviene da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. Gli strumenti del nonno, la chitarra e il mandolino.

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Il regalo di San Valentino. La mattina del 14 febbraio 2005, il telefono squillò ed il nostro architetto ci comunicò che durante i lavori di rimozione degli intonaci di una stanza del primo piano, erano comparse delle tracce di pitture. In una lunetta del soffitto fu messa in luce la figura di un mandolino. E’ stata una grande emozione. Un grande dono, un dono d’Amore. Come se la nostra casa avesse voluto in qualche modo “ricompensarci” del nostro Amore per essa.

L’ispirazione del giorno

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Recuperando(mi). L’ispirazione del giorno arriva ancora una volta da qui, dalla Dependance di Casa Campanelle, luogo affascinante, inquieto, creativo, introverso, caotico, accogliente, incoerente, sentimentale. Ti ricorda qualcuno? E ricordi quel tavolo dei nonni? Quello ridipinto almeno dieci volte? Quello che per anni è rimasto in soffitta sotto un ammasso di assi polverose? Oggi mi sono detta: “perché no!” L’ho ripulito dei mille strati del passato e l’ho sistemato nel salino della Dependance. Credimi, sebbene sia tanto vecchio e brutto, riesce a donare luce, armonia e bellezza all’ambiente. Oggi avevo tanto bisogno di recuperar(mi).

L’ispirazione del giorno

Sedute scomposte. Di stare composte a tavola o ordinate ai loro posti, queste sedute non ne vogliono proprio sapere. Eccole, mentre gioiose, esperimentano l’eccitazione di scoprire luoghi diversi, trovandosi inaspettatamente a tu-per-tu con compagni di gioco un po’ diffidenti. Pensavate perdessero la loro identità? Niente affatto! Così “sbagliate” ma tanto Belle, stupiscono per la loro personalità, dimostrando anche ai più scettici, che le regole sono fatte giusto giusto per essere trasgredite.

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L’ispirazione del giorno

Se in dependance. Sono sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, di nuove idee. In questa parte della mia casa, tutto diventa più facile. Qui sono raccolte alcune delle mie cose Belle, insieme ai miei desideri ne costituiscono l’arredamento. Qui nulla è statico: i mobili e gli oggetti sono vivi, cambiano posizione, mutano destinazione. C’è caos creativo. Come nella mia testa, talvolta. Ma è un caos che amo. Questo è un luogo che amo. E come nella mia testa, qui faccio entrare soltanto chi voglio.

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Tanta gioia

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Idee che frullano e tintinnano. Colori, movimento e tanta gioia. Nella dependance di Casa Campanelle. Direttamente da Londra, Wallpaper’s samples de Gournay.

Circolo di lettura

Chissà quando succederà alla nostra… Ho regalato una panca da albero a mio figlio Gianmarco in occasione del suo 3°compleanno, con l’augurio che possa guardare sempre alla vita e alle sue bellezze da posizione privilegiata. La panca da albero, ispirata alla tradizione british, è un’icona evergreen dell’arredo da giardino. La nostra è stata realizzata su misura da Il giardino di legno intorno ad un giovanissimo albero d’acacia. Crescerà con Gianmarco.

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Ideale per godersi il giardino a 360°, è una seduta realizzata in teak praticamente eterna, visto che si potrà utilizzare persino quando l’albero cresciuto, la porterà in alto, come nel caso di questa circle bench. (foto da Marie Claire Maison).

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L’ispirazione del giorno

Trame & Trame. Nelle piccole cornici antiche in legno dorato della Bottega d’Arte “La Cornice” (Trento), le trame preziose dei tessuti Dedar accompagnate da altrettanto preziose trame letterarie in edizione Meridiani.

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Dedar WHY – Poe, Opere scelte

Dedar DRAGONE – Borges, Tutte le opere

Dedar GRAN CHEVRON –  García Márquez, Opere narrative

Dedar PAVILLON MOIRE – Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Dedar DIAMOND – Kafka, Romanzi

Timeless Kitchen (part 6)

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Tirare fuori il meglio. Ah poi, la classe non è acqua! L’argento è sempre l’argento e nessuno potrà mai negare il suo fascino d’antan che si rinnova ogniqualvolta abbia l’opportunità di uscire da armadi e vetrine. Come per i rami, così per gli argenti, io sarei per “tirare fuori tutto il Bello che c’è” in cucina, ogni giorno. Perché, in fondo, è il Bello dentro ognuno di noi che regala eleganza e fascino ad uno sguardo, un movimento, un modo di essere e quella luce speciale che li/ci rende preziosi. Posateria in argento su preziosa carta da parati Dedar.

Timeless Kitchen (part 5)

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Come il sale. La fantasia è l’unico ingrediente che non può mancare in cucina, così come nel mondo. E’ un talento, un pizzico di “genio”, che tutti abbiamo dentro di noi e che dovremo essere solamente abili nel saperlo dosare. Come un colore. Per dare sapore e gioia ai nostri giorni e alle nostre opere. Perché il grigio è un colore insipido, credetemi, scatena un temporale, non la fantasia. Tessuti Le Jacquard Français.

L’ispirazione del giorno

bibliotecaLa gioia dell’incontro. La versione online di “bibbie” come Ville&Casali, VilleGiardini, Marie Claire Maison, AD e Case Country, rimane una tentazione, ma ogni volta che penso alle centinaia di riviste di arredamento/design che da più di dieci anni colleziono, la mia scelta finale è “senza se e senza ma”, la “gioia dell’incontro”. le sfoglio e le risfoglio, ogni tanto incontro una pagina strappata. Un’ispirazione raccolta, chissà se il sogno poi si è realizzato… Oggi, di nuovo, un numero di AD del dicembre 2003 (una Collector’s Edition), che tratta di pezzi attualissimi di Poltrona Frau, Foscarini, Manolo, Etro, Mies Van der Rohe, ecc,  mi ha fatto oltremodo comprendere il valore di quel patrimonio tangibile e consultabile “a pelle” che mai nessun sentimento virtuale potrà mai intaccare.

Timeless Kitchen (part 4)

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Valori aggiunti. Quella delle spezie è una via che, da secoli, conduce alle più ricche fonti di colore&sapore della cucina. Impossibile non perdersi come in un suk, lasciandosi avvolgere per qualche istante dalla magia del viaggio; magia che perdura dopo la scelta e si realizza nell’attimo in cui si aggiunge valore… al valore del piatto. Spezie su maiolica.

Timeless Kitchen (part 3)

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La trasparenza è un valore. Il vetro riesce ad essere sempre così, puro e semplice, anche quando forme e decori lo impreziosiscono. E questo grazie alla sua anima trasparente e pulita, capace di esaltare ogni contenuto, sia esso cibo, bevanda, lo stelo di un fiore. Immancabile nel quotidiano di una cucina e di una tavola che anelino ai sapori del passato. Perché il vetro sa tramandare ed interpretare il valore antico del Dono: la vera bontà è annullarsi, diventare trasparenti,  per dare luce ed esaltare l’altro. Vetro su carta (da parati Anni ’70).

Timeless Kitchen (part 2)

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Movimento in cucina. Piccoli strumenti formano l’orchestra da cucina, abili utensili in elegante abito inox che, alternandosi nelle varie composizioni, a seconda dell’uso, chi con movimento adagio (sbuccia), chi  forte (taglia), chi allegretto (stappa), chi andante (affetta),  risultano indispensabili per virtuosismi da chef. Strumenti in acciaio inox Viceversa e WMF.

Timeless Kitchen (part 1)

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Note in bianco. Si muovono nello spazio cercando la giusta posizione, involucri incolore dal carattere forte: sono gli oggetti in porcellana bianca. Cercano rassicurazioni in altri oggetti e in altri materiali, ma trovano identità e forza nella semplicità e nella purezza delle loro forme, con le quali hanno il potere di risvegliare la cucina e la tavola, brillando di luce propria. Porcellana su legno.

La dependance o “Rifugio degli ospiti”

44dff1dddddddfddfoto333333ddddddgdkggglf9jjjjjnnjdUn salotto e una stanza da letto ariosi, una zona cucina e un bagno, il disbrigo ed un piccolo guardaroba. E’ la “Dependance”, realizzata in un’area della casa particolarmente tranquilla, l’unica con romantica vista sul giardino. Ideale per il soggiorno degli ospiti. Ora è vuota e in questi giorni, ho iniziato a progettarne gli interni. Su una tavolozza di colori neutri (bianco, écru) ho steso delle pennellate di azzurri sfumati fino al blu, per mobili, tessuti, oggetti. Un po’ “Shabby Chic”, un po’ “Bellora style”, ma con tratti molto, molto personali. Questo spazio è nato come “rifugio” per gli ospiti e questo deve riuscire ad essere. Tranquillità, serenità, silenzio, tonalità soffuse, pochi, quasi nessun “colpo di testa”, sebbene a me tanto cari: questi sono gli elementi che mi ispirano nell’arredare. Ho le idee chiare su stile e colori. Aspetto invece di essere piacevolmente sorpresa da incontri inaspettati per quanto riguarda mobili ed oggetti.  Classico sì, ma mai scontato.  – Ecco il primo incontro inaspettato. Una meravigliosa sedia “Pavone”, adatta per leggere e sognare andando a ritroso nel tempo e spaziando con la mente verso Paesi lontani. E’ molto leggera:  nella bella stagione, l’ospite potrà comodamente portarla sul terrazzino che accede al giardino e goderne amabilmente. Ho scelto inoltre l’argento quale metallo nobile protagonista di questi spazi: con il vetro, catalizza e riflette la luce nelle stanze. Intepreta l’eleganza. Alle pareti, tinteggiate di bianche o di azzurro, ho appeso la “pelle”: semplicissime cornici bianche accolgono gli scampoli dei tessuti utilizzati per arredare le stanze.  – Ho trovato una bellissima ispirazione leggendo tra le pagine del Secondo Libro dei Re nella Bibbia: “Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. Egli disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò ed essa si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell’esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo” (2Re 4 8-17).  – Pian piano si procede, con vere e proprie pennellate di design, oggetti davvero preziosi, unici, come l’iPal Tivoli Audio e la Tea Cup Galerie Royale Wallis Blue by Bernardaud. E poi, un vecchio libro di Maupassant corredato da fotografie di Jeanloup Sieff e un’edizione originale di Au bonheur des dames di Emile Zola. Tanti libri d’arte.  – Questa mattina mi sono fermata da Lucin, l’artigiano delle cornici a Trento, e come sempre mi sono fatta “abbindolare” dalle sue opere d’arte. Mi sono portata a casa cinque piccole cornici antiche. Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le ho appese una accanto all’altra, sopra l’azzurro acceso di una parete della stanza da letto. Belle senz’anima, esaltate dalla loro essenza: il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente. Comunque, il risultato è una parete estremamente affascinante che vorrei oltremodo impreziosire con una cornice in marmo di un antico camino. Sogni.  – Quanto mi piace non essere convenzionale e circondarmi non solo di cose belle ma di Materia bella. Dalle cantine mi sono portata un vaso in terracotta di Impruneta acquistato qualche anno fa di ritorno dalla Calabria: servirà come piano d’appoggio in sala. Senza dimenticare i materiali di scarto utilizzati nei lavori di restauro di Casa Campanelle: il mosaico in Travertino, ad esempio, di cui una piastrella è finita in bagno come zerbino. –  Oggi mia madre mi ha raccontato che in queste stanze, per alcuni anni, ha soggiornato un pittore. Ecco da dove provengono tutte queste ispirazioni… qualcosa di Radames, così si firmava il pittore, potrebbe essere ancora qui…  – Lavorare a questa area della mia casa mi fa stare davvero bene, stimola la mia creatività, mi da’ modo di aprire la mente a nuovi progetti. E’ una soddisfazione vedere come sappiano dialogare tra loro alcuni oggetti di design che ho raccolto in questo angolo raccolto di casa. Sì, la dependance è dedicata agli ospiti, ma non nego di sentirmici assolutamente a mio agio, anzi. Talvolta, nella mia grande casa, invece di sentirmi protetta, ho la sensazione di perdermi. Invece, in queste stanze, dove l’ambiente risulta circoscritto ma tutto è così prezioso, mi è più facile trovare la mia dimensione.  – Lo ammetto, più che il rifugio per gli ospiti sta diventando il mio rifugio! Inoltre, a dispetto delle mie convinzioni inziali, sto stravolgendo il gusto di questi spazi. Non riesco a resistere ai richiami di pezzi importanti, d’antiquariato, design e soprattutto, non riesco a resistere all’originalità. Quindi, sto lentamente abbandonando l’idea iniziale dello stile shabby/country chic e mi sto rivolgendo ad un gusto molto, molto personale che arreda uno spazio “libero”, libero, di accogliere, allo stesso modo, persone, cose, idee. – Leggerezza, è ciò che chiede, alle porte delle bella stagione, lo spazio dedicato al riposo; in autunno, l’impalpabile zanzariera e le lenzuola di lino che caratterizzano l’alcova, lasceranno posto a tessuti più strutturati come seta e velluto.  Zanzariera e baldacchino. Comunque una tenda, che evoca il luogo accogliente in cui il viandante del deserto può fermarsi e riposare. Work in progress.

L’ispirazione del giorno

Detto fatto copiato. Qualche giorno fa, sul suo profilo Instagram, Stefano Gabbana aveva fotografato la sua caffettiera sopra un’antica piastrella in maiolica siciliana. Come un copista, ho elaborato la mia personale interpretazione di quell’immagine: vecchia moka Bialetti su antica maiolica siciliana (da Recuperando), fotografie del fotografo palermitano Lorenzo Gatto. Thanks, SG!

Perdersi in dettagli

Oggi interpreto una giovane cameriera innamorata del Bello. E’ ora di cambiare le lenzuola del letto padronale e per questo fine settimana ho scelto una parure di famiglia, in un fresco tessuto di lino, ricamata a mano dalla bisnonna del signore. Il tempo si ferma nel momento in cui abbottono i bianchi bottoni delle federe e mentre immortalo sia con la Nikon e che con iPad, il mio lavoro: i dettagli del ricamo, il letto vestito, l’allure della stanza. Il bianco del lino assume sfumature cromatiche diverse a seconda della luce, ma l’effetto è unico, affascinante, la semplicità del bianco sposata al calore del legno di rovere a pavimento e dei mobili della stanza. Un momento creativo e sereno, ma è ora di tornare alla realtà, ho molte altre faccende da sbrigare in questa casa.

In hoc loco manebo optime

CASA CAMPANELLE

Patrizia Cescatti Savoia – Acquerello

Delizie mortali

Tra i libri in cucina a Casa Campanelle, si trova “Creme & Crimini” (Sonzogno Editore), un vero e proprio viaggio gastronomico fra le opere di Agatha Christie.  In questo speciale ricettario, tra veleni e delitti ingegnosi, si possono imparare succulente ricette e contemporaneamente rileggere brani dai romanzi dell’autrice in un continuo gioco di interrelazione fra suspense, letteratura e piaceri del palato.

Scatto dal passato

Stasera, a Casa Campanelle. Su una panca in legno “stile inglese” viene dimenticato un libercolo dal titolo “Istruzioni alla servitù”. Semplicemente un déjà vu, se non fosse per quell’intenso profumo emanato da una rosa color carmino che qualcuno ha appena reciso. Incongruenze.

Open office

Arrivata la bella stagione, anche l’ufficio si trasforma e si presenta in versione outdoor. Per la gioia di tutti, compresi l’umore e gli affari.

La scrivania.

Tavolo in ferro battuto Unopiù sistemato su un terrazzo all’ombra predisposto con tutto ciò che serve per il lavoro, compresi i portaritratti di famiglia.

La sala d’attesa.

Panca in teak stile inglese Unopiù con riviste e come portacenere, un vaso in pietra decorato.

L’appendiabiti da ingresso.

Il distributore di acqua automatico.

Il frigo bar.

Secchiello porta ghiaccio in inox con piedistallo Alessi.

La hall e gli uscieri.

Il campanello.

La biblioteca. Seduta per ammirare tutto il “sapere” della natura circostante.

Panca da albero in teak Il Giardino di Legno.

Lampada design.

Il lettino terapeutico per le pause di relax o di riflessione, tra una telefonata e una mail, tra un appuntamento e l’altro.

Lettino in teak con cuscino Unopiù e telo mare bordeaux Somma.

La tappezzeria a fiori e la moquette.

I fiori freschi di un ammiratore.

Tutto questo e molto altro ancora, come il sound in sottofondo, 100% naturale. E il lavoro ci guadagna.

Impronte del passato

Se la vostra green room ha un sapore toscano, un gusto mediceo, un allure tutto italiano, vi potrebbe interessare questa bellissima coppia di vasi ornamentali in terracotta prodotti da Giacinto Ricceri, presso la fornace dell’Impruneta (Firenze) nei primi anni del ‘900. Il decoro rappresenta teste di satiro e stemmi medicei collegati tra loro tramite festoni di fiori e frutta, con varie file di ocelli, tortiglioni e cordoni ornamentali.

Recuperando, un’azienda toscana specializzata, oltre alla vendita di materiali di recupero, anche nella diretta produzione di materiali e pezzi unici introvabili in pietra, ferro e terracotta, propone la riproduzione di questa coppia speciale.

Welcome

“Vengo in pace”, “La pace sia con te”, “Shalom”. Casa Campanelle accoglie così i suoi ospiti. Due grandi olivi accolti in vasi di terracotta toscana decorati, sono sistemati ai lati del grande portale cinqucentesco realizzato in conci di pietra lavorata, sormontato dallo stemma nobiliare della famiglia Bertelli che per 400 anni ha abitato Casa Campanelle.

Vigilia

Alla vigilia della Festa della Mamma, gerbere arancioni (dono della mia mamma) compaiono sul carrello self service e realizzano con la copia del Picasso, una tela vivente dal gusto squisito. 

Fiori freschi, un lusso quotidiano

Chi possiede un giardino, non potrà omettere di dedicarne un fazzoletto alla coltivazione di fiori recisi. Avere fiori freschi in casa è un lusso. Un segno di freschezza, raffinatezza, buon gusto. Per quanto mi riguarda, ho un ricordo molto intenso che porta ad un grande vaso di porcellana al centro del tavolo ovale dell’anticamera, con coloratissime zinnie e dalie, miste a gladioli e garofani. Il ricordo della mia nonna materna.

Per grazia ricevuta

“… Sereno ed elegante, Franco era l’uomo che si è appena alzato dall’inginocchiatoio di velluto, niente di buono c’è da aspettarsi da un uomo che prega sull’inginocchiatoio di velluto… “ (Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia)

Durante lo sgombero di una vecchia sacrestia, sono riuscita a portare in salvo un antico inginocchiatoio che stava per essere ridotto a legna da ardere. In verità il suo stato è pessimo, ma ho sentito fin da subito una sintonia speciale tra la mia e l’anima di questo oggetto.

In pochi minuti ho realizzato un cuscino con del velluto nero per coprire il poggiamano mancante. E ora l’inginocchiatoio è lì, nella grande anticamera del primo piano di Casa Campanelle, ad evocarmi certe cattedrali siciliane o stanze da letto di antichi e nobili palazzi del centro di Palermo.

Letto prezioso

Io scelgo. Per il letto dell’estate, completo copripiumino in puro cotone pettinato color glicine con delicato orlo a giorno ripreso anche sulle federe con tre volani. “White linen” by Bellora

L’ora del teak

Sì, è arrivata la bella stagione e con essa ritorna il tempo da vivere nella stanza verde della casa. I mobili da giardino sono importanti e devono essere pensati ed acquistati propro come si farebbe per una qualsiasi stanza della casa, pensando all’uso, ai colori, alle forme, al design. Nel mio giardino il teak ha un ruolo di assoluta importanza assieme al ferro battuto. Dopo l’acquisto, lascio i mobili alla mercè degli agenti atmosferici per il tempo necessario affinché acquistino quell’affasciante colore grigio che ha la capacità di sintonizzarli in un giardino dal gusto classico o antico. Ecco degli esempi.

La panca in stile inglese è appoggiata al muro nord della casa e guarda da sotto il grande giardino. Il colore bordeaux conferisce al grigio del teak un’eleganza unica e aristocratica.

 

 

 

 

 

 

Le poltroncine sono un invito al riposo e alla conversazione: caratterizzate da uno schienale alto e da una serie di listelli orizzontali, possono essere completate da eleganti cuscini bianchi.

 

 

 

 

 

  

La chaise-longue evoca lo stile delle poltrone dei lussuosi transatlantici britannici ed è regolabile in tre posizioni. La ferramenta in ottone è una lode all’arte del dettaglio. Il tavolino è un accessorio che si presta ad accompagnare le sedute per mille utilizzi.

 

 

 

 

 

 

L’elegante lettino a sdraio ha lo schienale e la seduta regolabili per un massimo comfort, mentre le ruote lo rendono agile negli spostamenti.

 

 

 

 

 

 

La grande panca da albero è il regalo che ho fatto a mio figlio per i suoi due anni. Un augurio speciale perché abbia la capacità di scoprire il mondo e le sue meraviglie da più punti di vista.

 

 

 

 

 

 

Tutto è pronto. Che l’estate abbia inizio!

(Tutti i mobili sono di Unopiù eccetto la panca da albero de Il Giardino di Legno)

sempre&ovunque musica

di Donatella Simoni. Nella stanza da bagno azzurra, l’audio di stereo, radio e tv è assicurato da un impianto di diffussione centralizzato. (Casa Campanelle)

Oro nero

di Donatella Simoni. Ci sono delle sintonie tra colori che affascinano particolarmente, come l’oro accanto al nero. Sullo sfondo, porta originale della casa, utillizzata per la sua apertura “a soffietto” come separè. Sul legno quasi nero spicca il battente a testa di leone. La lampada abat jour in tessuto nero orlato con passamaneria oro e stelo in legno anticato dorato fa parte di una coppia di abat jour identiche realizzate a mano. Lussuosa candela inserita in un bicchiere di vetro color oro con damaschi in velluto nero a  rilievo. (Casa Campanelle)

Bianco d’altri tempi

di Donatella Simoni. Nella stanza da lavoro, su una vecchia madia, la biancheria appena stirata è pronta per essere riposta nel guardaroba. Sapone a pezzi di Marsiglia, lavanda fresca o essiccata in sacchetti di lino ricamati, acqua profumata per biancheria. Non manca nulla. (Casa Campanelle)

“Le Jardin Francais”

Ispirato agli attici verdi parigini, piuttosto che alla raffinatezza dei giardini francesi, questo piccolo spazio, arredato con una coppia di seggiole provenzali originali, plaid bordeaux Somma, tavolino Ikea ridipinto, vasi in terracotta con piante di bosso potate in varie forme, putto in pietra e abbeveratoio per uccelli, si presta nella bella stagione per i breakfast e la lettura dei quotidiani. Rappresenta altresì la sintesi cromatica del giardino: verde, bianco/grigio, terracotta, bordeaux).

In alto la dolcezza

Alzata in inox e legno Alessi dove presentare pasticcini o praline di cioccolato finissimo. Piattini Rosenthal Sanssouci, portatovaglioli in inox, tovagliolini da dessert Ikea.

Self Service

Il carello portavivande inox Flytta di Ikea, utilissimo anche come piano di lavoro o per riporre vassoi o altro, si presta come spazio self service per il condimento dei contorni freddi.

Fantasie in cucina

Sul piano cucina, la collezione di strofinacci fantasia Le Jacquard Français è disposta a ventaglio in un secchio di rame.

Déjà vu

E’ estate. Le finestre sono aperte e fuori c’è il temporale. La vecchia tata in uno dei suoi momenti di libertà fa un solitario e si fuma una sigaretta con il bocchino, raccogliendo la cenere in un piattino del servizio da tè Royal Albert della mamma. (@Casa Campanelle)

Sunday Tea Time

Nella stanza della musica e del canto, sotto le volte affrescate con uccelli mitologici, il tè delle cinque domenicale viene servito su un vecchio tavolino da tè (o da solitario) in tazze di porcellana inglese decorate con usignoli. (@Casa Campanelle)

Il classico in entrata

L’anfora in terracotta antica viene utilizzata per accogliere bastoni e ombrelli. Nell’antico bacile in rame con supporto in ferro battuto vengono raccolti i cuscini in tessuto bordeaux del giardino. Pavimento classico con schema di posa diagonale di ottagoni in pietra bianca 40×40 alternati a tozzetti neri 10×10. (@Casa Campanelle)

Ispirazioni per caso

Di tanto in tanto, il vento che sale dallo scalone sfoglia a caso le pagine di un’antica edizione di “Scritti scelti” di Giovanni Pascoli. Per chi passa attento, può trovare ogni volta… ispirazioni diverse. O dialogare con il vecchio mandolino senza corde. Il tutto in una cornice di legno vuota che richiama la finestra di un palazzo orientale. (@Casa Campanelle)

Per legna design

Grande cesta porta legna per camino da castello (ognuno ha il proprio). Nella stagione invernale e nelle mezze stagioni, verrà utilizzata per accogliere la legna con cui accendere il fuoco; in estate, verrà riempita da ciocchi sistemati ad arte per realizzare una composizione d’effetto e soprattutto di attualissimo design.

Il suono dei sogni

Acquistai questa campana in ferro battuto dopo averla vista da un antiquario del centro, dopo averla agognata per settimane e immaginata nel salone padronale del primo piano di Casa Campanelle. L’acquistai insieme ad un desiderio. Sentirla suonare da mio figlio (che non era ancora nato) e risuonare per casa. Il suono è molto acuto ed è oltremodo amplificato dall’acustica del grande salone a volte a botte.

Ieri, all’ora di pranzo, ero in cucina e ho sentito il suono della campana. Come ogni volta quando mio figlio Gianmarco entra in casa. Entra dal grande portone e corre a suonare la campana. Un suono che è diventato quasi quotidiano, comunque familiare, ma che ieri mi ha fatto tornare indietro con la memoria e ricordare il mio sogno. Mi ha fatto pensare che i sogni hanno un suono ben definito, che va anelato, seguito, perché non è altro che la guida alla loro realizzazione.

Materials Collection (9)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (8)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (7)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (6)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (5)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (4)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (3)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection (2)

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Food. Materiali vivi. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Materials Collection

Legno, vetro, ceramica, tessuti, ferro battuto, cera, e poi ancora, pietra, ecopietra, rame, argento, acciaio, terracotta. Ma anche sasso, erba, fiori. Materiali vivi. Food. E’ l’essenza di Casa Campanelle, sfumature che danno colore e calore. Ispirazioni quotidiane del mio lifestyle. (to be continued)

Coffee, milk and tea design

Il vero stile è quello che si esplica nei gesti semplici e quotidiani, come ad esempio, preparare un caffè.

Lo sappiamo, la soddisfazione deriva proprio nel trasformare l’ordinario in un momento speciale. Sappiamo pure che la chiave di tutto sta nella qualità e nell’attenzione ai dettagli.

Bene. La invito ad osservare questa tazza design (Alessi), dono di un’ex amica ed il cucchiaino che l’accompagna.

Il caffè espresso è stato realizzato con una macchina x7.1 Iperespresso Illy, utilizzando acqua pura (pochissimo sodio) e facendo bene attenzione al fattore tempo: 20-30 secondi è il tempo giusto per far scendere il caffè in tazza. Oltre allo zucchero in bustina, il quadro si completa con un cioccolatino da caffè Domori.

Un giorno, un mio caro amico in visita a Casa Campanelle, al quale avevo preparato il caffè, sostenne di trovare questo servizio un po’ “freddo” e poco familiare. La volta successiva ho preferito servirglielo direttamente dalla classica e italianissima moka Bialetti con una panciuta zuccheriera in porcellana sul tavolo. Per la sua felicità.

E che dire di questa elegante convivenza tra classico e design?

La tazza da tè e la zuccheriera di Rosenthal Sanssouci con cucchiaino in argento, accompagnati da Tèo di Alessi, un cucchiaio inox dedicato ad accogliere la bustina di tè o tisana.

Non può mancare in questa collezione, un pezzo di Milk Art, ovvero come realizzare un cappuccino a regola d’arte. 

Ingredienti: tazza da 15-20 cl, espresso 2,5 cl, latte 10 cl, aria 2,5 cl  incorporata alle proteine del latte. Montare 10 cl di latte a una temperatura massima di 55-60° a tessitura fine (non si devono vedere le bollicine); versare delicatamente il caffè nella tazza con il latte lasciando la schiuma bianca al centro e un’orlatura marrone a corolla intorno. Ricetta di Luca Ramoni, presidente dell’Accademia italiana maestri del caffè. Per quanto riguarda la decorazione del cappuccino, l’ultimo trend nei bar americani è la propria immagine trasferita da una foto direttamente sulla schiuma del latte. In Italia, è roba da artisti, da Milk Art appunto. Un pennino d’acciaio al posto della matita, il latte montato a neve come tela. Piccole dense gocce di cioccolato trascinate dal pennino, trasformano un semplice cappuccino in un’opera d’arte.

Bello.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Campanelle

MUSICA – sweet dreams eurythmics http://www.youtube.com/watch?v=qeMFqkcPYcg&ob=av2n

 

Natale al castello

natale08

Come vuole la tradizione, ogni anno a Casa Campanelle va in scena il Natale.

Tutto inizia in occasione della festività dell’Immacolata, quando si provvede alla raccolta del verde per gli addobbi: agrifoglio, abete, bacche di ogni tipo, pigne, edera, pino, che verranno accompagnati da metri di nastri di raso o velluto e cordoni di passamaneria, dalle tonalità oro, bianco e rosso bordeaux e vinaccia.

Tutto ciò servirà per le decorazioni dell’intera casa, a partire dalla grande corona augurale appesa alla porta d’ingresso, ai centrotavola su tavoli e consolle sparsi nelle varie stanze, alle ghirlande sopra il camino e sui bancali delle finestre, oppure in posti inaspettati, come in un grande bacile di rame e in una vecchia coppa di pietra.

Immancabile è la luce. Quella delle decine e decine di candele sparse in tutta la casa. Raccolte in gruppi sullo scalone, sulla cornice del camino, in cucina, sugli antichi candelabri, sui grandi porta lumi in ferro battuto. E quella del fuoco acceso nel grande camino in pietra nel salone. Tutto vive ed è ravvivato, dal legno dei pavimenti fin alle volte dei soffitti. Si respira calore.

Immancabile è anche la musica, garantita dalla filodiffusione ai vari piani. Per l’atmosfera natalizia viene prediletta la musica dell’arpa, il jazz, e naturalmente la classica natalizia, soprattutto quella tedesca.

E poi, l’albero ed il presepe. Irrinunciabili. Il primo, rigorosamente vero e coltivato in vaso, viene sistemato davanti ad una delle finestre del salone per poter ammirarne la meraviglia anche dall’esterno. Le luci a led convivono con sontuosi nastri e cordoni bordeaux e oro, accanto a bocce dorate di varie dimensioni e forme. I regali, impacchettati con eleganza, faranno la loro comparsa ai piedi dell’albero solamente l’antivigilia di Natale. Il presepe invece, viene allestito sopra l’antico cassone bavarese del ‘600. La capanna e le statue appartengono alla famiglia ormai da generazioni. La scenografia è aiutata da pezzi di tufo, radici di albero e da piccole luci sistemate adeguatamente per creare le giuste ombre e dare risalto alle espressioni dei personaggi di questa straordinaria rappresentazione.

Così, il Natale è alle porte. La vigilia è un giorno speciale, un giorno di attesa. A Casa Campanelle si respira un ‘atmosfera di semplicità rurale fin dalle primo ore del mattino. Sul tavolo rustico al centro della cucna, cominciano a comparire i primi preparativi per il pranzo del giorno dopo. E’ soprattutto il giorno dello zelten e quindi della lunga preparazione della frutta secca. Si rispolvera il ricettario di famiglia ed alcune ricette del nonno, una per tutte, il pollo ripieno. E’ il giorno degli odori “de-javù”. Succede così, ogni anno, il profumo dello zelten misto all’abete, quello delle carni misto alla cera delle candele, la musica ed i ritmi della vita che finalmente si allentano. Tutto culmina nella sera con l’apertura dei regali vicino al camino.

Ecco il Natale. La tavola del pranzo che vedrà la famiglia riunita, sarà volutamente sontuosa. Il rosso lascerà volentieri lo spazio al bordeaux e al vinaccia, come di fatto ispira l’ambientazione quotidiana. Tovaglia candida e sottotovaglia in tessuto pregiato, accoglieranno il servizio delle feste di Rosenthal, bicchieri di cristallo e l’argenteria.

Ma soprattutto ci saremo noi e le nostre vite. Le nostre speranze saranno negli occhi dei nostri bambini, di quelli che già ci riempiono la vita e di quelli che stanno per arrivare. Lo scambio degli auguri, quelli “consapevoli”, che partono dal cuore ci avvicineranno, anche fisicamente, a chi amiamo.

Che sia davvero un Buon Natale.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Casa Campanelle

MUSICA – stille nacht http://www.youtube.com/watch?v=-5kO46s7AWE

Fuoco, quello che sei per me

fuoco

E’ il fuoco il mio segno. Dimora nella mia casa nel grande camino in pietra peperina ricostruito là dove stava il vecchio focolare domestico. Un amico toscano l’ha realizzato seguendo fedelmente il disegno che riproduce un antico modello di camino cinquecentesco. Sulla base vi è incisa una scritta: “Per ignem, vita”. Attraverso il fuoco, la vita.  Attraverso la passione ed il carattere di una persona, attraverso le prove e le sofferenze più dure, un’esistenza si forgia, l’esperienza si plasma.

Il fuoco è ciò che ci dà la vita, è vita, arde nel nostro cuore. E’ la passione verso qualcosa o per qualcuno, ciò che ci scalda, ci coinvolge, ci inquieta. Il fuoco è così, anche tormento, dolore, peccato, rimorso. La catarsi.

Il fuoco è emozione. Provate ad interpretarlo con i cinque sensi: il tatto, le mani che si riscaldano al tepore emanato; l’udito, il rumore del crepitio della legna che arde; la vista, la luce avvolgente della fiamma; l’olfatto, le essenze che bruciano inesorabilmente, ed il gusto, il sapore inimitabile di certi cibi cotti sul fuoco.

Il fuoco è mistero. Le scintille sprigionano la vita e con un movimento sempre diretto verso l’alto, verso il cielo, rappresentano una presenza che attrae, che provoca un senso non sempre descrivibile di pace e rilassamento. Rapisce lo sguardo e lo porta lontano, avvolge in un abbraccio di calore e inonda di una luce unica.

Come un cuore sorgente di emozioni, come il magma al centro della terra, così il focolare, edificato all’interno di una casa, è il simbolo della solidità e del calore umano di una famiglia.

Ed infine, il fuoco è la luce, è l’idea, è l’ingegno. Sarà anche il protagonista del secondo volume della collana “Memorie d’artigiano”, curato da me con fotografie di Roberto Vacis, edito dalla Provincia autonoma di Trento nei primi mesi del 2012, dove verrà raccontato, attraverso mani e volti, un rapporto speciale, quello tra artigiano e fuoco, appunto. E’ un’illuminazione, come una scintilla, che fa scaturire l’idea geniale di un’opera unica e come in un braciere, ardono in un artigiano, il carattere, la passione ed il sacrificio del suo lavoro.

Tu sei il mio Fuoco. E’ tutto questo quello che penso mentre ti guardo, è tutto questo quello che provo mentre ti sento.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Campanelle

MUSICA – light my fire doors http://www.youtube.com/watch?v=M_yWyBjDEaU

La mia cucina, il cuore di tutto

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Già, la cucina. Il cuore della casa. La mia ha il sapore antico delle cucine dei vecchi casali di campagna. Pareti rivestite da ecopietra e pavimento in travertino.

Il corpo è in legno di noce (www.marchicucine.it), mentre il rivestimento è in Botticino, come il grande lavabo.

La protagonista assoluta è la grande cappa color vinaccia che sormonta la zona fuochi, dotata di grill e di un piccolo lavabo di servizio.

Al centro della stanza, una vecchia madia funge da tavolo di lavoro ed è corredata da una coppia di vecchi candelabri in ottone brunito e da una grande zuppiera in ceramica. Dentro è riposta gran parte della biancheria di famiglia per la cucina, mentre nella parte bassa, ospita alcuni pezzi della collezione di rami. Tegami, pesciere e grandi pentole per la cacciagione sono in parte appesi , in parte accolti sulla piccola finestra dell’ambiente.

A fianco della madia, la vecchia e sgangherata panchina impreziosita con cuscini realizzati in tessuto Rubelli, è il posto preferito da Gianmarco per sedersi e osservarmi mentre cucino.

Una nicchia, ricavata da una vecchia porta ospita il frigorifero Miele (www.mieleitalia.it) accanto ad un carrello porta vivande Ikea utilizzato come ripiano di servizio, sopra il quale sono appesi un tributo a Picasso e un vecchio cavatappi in ottone brunito.

Per quanto riguarda gli accessori, non manca davvero nulla: affettatrice (Fratelli Valentini di via San Marco a Trento),  frullatore KitchenAid e nell’angolo breakfast, macchina del caffè Illy e spremiagrumi elettrico. E prima di possedere un iPad, in cucina tenevo un pc portatile per la ricerca di ricette particolari da tutto il mondo.

Sul ripiano della lavastoviglie si trovano, una Tivoli Audio, i libri di cucina, il vecchio ricettario di famiglia, e alcuni testi curiosi come “Creme&crimini”, ricette dai romanzi della Christie, “Personaggi letterari a tavola e in cucina”, ” Prague Cafés”, “Istruzioni alla servitù”.

Nella scelta dell’arredamento della cucina ho preferito circondarmi di elementi naturali, “veri” e “sinceri” come il legno, il vetro, il rame, il ferro, l’acciaio, la porcellana bianca. Ho assolutamente bandito la plastica.

Sto bene qui.

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA – no time no space franco battiato http://www.youtube.com/watch?v=1vLo2_OmQfA

Lo spazio tagliato su misura per me

 

E’ una grande ricchezza potersi ritagliare in casa, uno spazio per se stessi, anche piccolo, ma solo nostro. Il mio studiolo è una piccola stanza arredata con il colore rosso carmino, che riscaldato dall’oro, regala un’atmosfera calda ed elegante. Era il mio studio privato prima dell’arrivo di Gianmarco. Raramente ci lavoravo, questo era il luogo del relax, della lettura e soprattutto, uno spazio da allestire a mia immagine e somiglianza, con le cose più care tra quelle più belle.

Come ad esempio, la piccola biblioteca realizzata da un falegname del paese per il mio nonno, dove ho raccolto una serie di riviste d’arredamento e alcuni testi sui tessuti del mondo. Sopra vi ho sistemato uno dei pezzi a cui tengo di più in assoluto e che mi affascina moltissimo: un vecchio torchio da stampa che, visto il tema della stanza, ospita inaspetattamente alcuni ritagli di tessuto.

Alla parete, in una serie di cornici, vengono conservati sotto vetro, pezzi di tessuti ritagliati da vecchi abiti un rosso di Valentino, una fodera Burberry, uno chiffon Armani, una maglia Missoni. Su dei rotoli invece, vengono presentati scampoli di tessuto usati per i rivestimenti di alcuni mobili della casa, soprattutto velluti, i miei preferiti.

Il grande tavolo da lavoro in legno massiccio ospita davvero di tutto. Tra carte, ritagli di giornale, colori a matita, anche una stupenda lampada in ottone e tessuto bordeaux realizzata dall’artigiano trentino Fronza. Ricordate il signor e la signora Fronza nel loro atelier all’angolo tra via Verdi e Vicolo dell’Adige? Hanno realizzato per decenni l’arte della luce, arredando ed illuminando le più belle case di Trento e del Trentino, prima di chiudere ahimè, la loro bottega qualche anno fa.

In un angolo, accanto alla stufa ad olle marron a castelletto dei primi ‘900, troviamo un’accogliente poltrona in stile che riporta il medesimo tessuto dei grandi cuscini adagiati a terra per la lettura o la musica.

Infatti, qui sono raccolti anche gli strumenti di casa: da quelli antichi del nonno, una chitarra e un mandolino, al violino proveniente da Praga che all’interno riporta l’etichetta “Joseph Rocca fecit Taurini Anno Domini 1843”. (L’originalità dello strumento però non è del tutto fondata). E poi, il pianoforte a muro dove da piccola ho imparato per otto anni a strimpellare e le chitarre, la classica e una Gibson Les Paul.

Sto bene qui.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – Casa Campanelle

MUSICA –  how would it be lene marlin http://www.youtube.com/watch?v=7odKa-8XsIo&ob=av2e

Il valore dei libri e la loro “fisicità”

la fisicità dei libri

E’ trascorso molto tempo, sono cambiate molte cose, da quando i miei nonni e la mia mamma raccoglievano con cura i libri, alcuni dopo averli letti, altri solo per il gusto di averli, sugli scaffali di questa grande stanza luminosa del secondo piano.

Ci sono due finestre, entrambe con un panorama mozzafiato. Qui anche i miei libri convivono con quelli raccolti in passato e sembrano stare abbastanza bene. Anch’io qualche hanno fa, emulando chi è venuto prima di me, mossa dal medesimo spirito, ho comperato parecchi testi, un po’ per bisogno di sapere, un po’ per il piacere di averli.

Oggi sembra che questa raccolta sia destinata ad esaurirsi, forse non a breve ma è inevitabile per me domandarmi se Gianmarco sarà mosso dal medesimo spirito o se preferirà scaricare app sul suo iPad.

Ma ho una strana sensazione, una parte di me è quasi sicura che mio figlio  troverà ancora un perché per salire al secondo piano di questa casa e per entrare in questo luogo.

Solo per la sensazione fisica (un impatto “scenico” straordinario) di vedere queste quattro enormi pareti ricoperte da una doppia se non tripla fila di tomi, di colori diversi, formati diversi, pesi diversi, carta diversa, mondi diversi. Solo per la tentazione di aprire il recinto della mente e lasciar andare il pensiero, fantasticando, come quando si è su di un autobus affollato e si lascia cullare il pensiero al ritmo del mezzo, immaginando che ogni persona che ti sta accanto ha una storia sua, fatta di avventure e di segreti, un romanzo inedito.

Quanto ho sognato in questa stanza, da bambina. Con le protagoniste della collezione di biografie femminili o con i personaggi dei romanzi di Agatha Christie. Quanto mi portavo dentro nelle mie giornate, dei paesaggi russi dopo una lettura di Dostoevskij, piuttosto che della Parigi di Flaubert. La filosofia della mia famiglia è sempre stata quella di preferire l’acquisto di un libro alla lettura in biblioteca, per il semplice motivo che in esso si racchiude qualcosa di unico e di prezioso che va ripreso, rincontrato e rivissuto, una o più volte, nella vita. Fisicamente.

Così, se avere “fisicamente” dei libri, può aiutare a sviluppare la fantasia e la creatività dei bambini e dei ragazzi, che potranno poi  investire nella vita e nel lavoro, ecco allora che acquistare e comperare libri avrà ancora un perché, un perché ricco di futuro.

Io lo spero tanto.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – dreams the cranberries http://www.youtube.com/watch?v=Yam5uK6e-bQ&ob=av2n

Dove il Bello ha trovato dimora

Il primo piano di Casa Campanelle, rappresenta il “cuore” della dimora. La parte ad ovest è quella che aveva subito più danni derivati dal dissesto dell’edificio, gli avvolti di pregevole fattura erano in molti punti fessurati in maniera profonda e negli anni ’80, era stato necessario creare una struttura provvisionale in legno onde evitare un sicuro crollo rovinoso di questa parte dell’edificio. Affascinanti soffitti a volte caratterizzano il grande salone padronale e i sette locali che vi si affacciano.

Un di questi è la “Stanza della musica e del canto”, il cui soffitto a splendide volte artisticamente modulate, è decorato da pitture ottocentesche sicuramente riproposte su affreschi più antichi. L’artista è sconosciuto. Due ipotesi: la stanza era adibita all’esercizio dell’arte della musica e del canto, oppure semplicemente il pittore ne era estremamente affascinato.

Gli elementi rappresentati a tempera su muro sono strumenti musicali, uccelli ed elementi botanici, riconducibili sicuramente alla mitologia classica. Quattro sono gli elementi botanici, alloro, mirto, olivo e quercia, quattro sono i soggetti simboli e allegorie della Vittoria, una fiaccola accesa, una ghirlanda d’alloro, una faretra e le frecce. Gli antichi strumenti musicali rappresentati, come la lira eptocorde, la lira da braccio, il flauto, la tromba, lo zufolo, il timpano e la cetra (o salterio), rimandano all’iconografia di antiche divinità classiche quali Apollo, Atena, Eros, Pan. Gli uccelli rappresentati nelle quattro nicchie degli angoli sono un pavone, due colombe, un usignolo e un uccello orientale molto colorato (tucano?). Al centro del soffitto, una pittura andata quasi interamente perduta, riproduceva una grande ghirlanda di mirto con dei fiori e degli strumenti musicali al centro.

I segni delle pesanti fenditure che attraversano gli avvolti “sfregiando” le pitture, sono le cicatrici delle profonde ferite che Casa Campanelle presentava prima dei lavori di risanamento e restauro.

Certe volte mi sdraio sul pavimento in rovere e guardo questo affascinate soffitto. E’ una posizione “zen” per me, ispirata dal Bello ma anche cosciente che la sua forza dipende da un sacrificio, da un dolore, da una lacerazione. In questo, penso anche al momento della nascita di mio figlio. Non esiste il Bello, se non c’è un Male che di conseguenza ne intensifica il potere.

L’armonia è spesso spezzata dalla fitta di un dolore, la perfezione dal fulmine di uno sbaglio, ma l’insieme forma un’armonia più grande che rappresenta la nostra esistenza, il nostro passaggio su questo mondo.

Di due cose non ho mai riso nella mia vita: dei miei sogni e dei miei sbagli.

  

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – tutti i miei sbagli subsonica http://www.youtube.com/watch?v=BoZoxSLKgUE

La sedia Louis Ghost di Kartell

Un’immagine evanescente e cristallina dal potente impatto emotivo. Il design trova la sua vera forza in un sogno impalpabile. E’ tutto questo e molto di più, la confortevole poltroncina in policarbonato trasparente e colorato dal design Luigi XV, disegnata nel 2002 da Philipe Starck per Kartell, secondo l‘ideotipo del barocco, rivisitato per stupire, emozionare ed affascinare.

Un oggetto di design dal forte carisma e dal notevole appeal estetico, da inserire con ironica eleganza in ogni contesto abitativo o spazio collettivo, bellissimo accompagnato dal contemporaneo, straordinario accostato al classico di un mobile d’antiquariato.

E’ estremamente resistente, stabile e antigraffio, è disponibile nei colori coprenti bianco lucido, nero lucido, rosso lucido e nei colori trasparenti cristallo, arancio, azzurro, giallo, verde cristallo, fumè chiaro. Personalmente ho scelto la Lou Lou Ghost, la versione baby nel classico colore cristallo (altre varianti: bianco latte, rosso e nero), da accompagnare al tavolo da lavoro del piccolo Gianmarco nella sua stanza da letto, arredata con mobili antichi, stile navy e tanto velluto.

La seggiola è esattamente identica alla Louis Ghost, solo di dimensioni ridotte e adatta ad un bimbo dai 2 anni in su. Prima può sempre apprezzarla il Bubu (l’orsetto). Per Gianmarco è soltanto la sua “segiolina ghia” (seggiolina grigia), ma intanto la mamma si illude che contribuisca a formare un buon occhio per le cose Belle.

In Trentino, trovi la Louis Ghost di Kartell da Del Fabbro in via S.Caterina, 99/101 ad Arco tel. 0464.522000 www.delfabbro.com

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – ghost unchained melody http://www.youtube.com/watch?v=ObDFKqVeSBk

Un pensiero per due

E’ sempre questione di dettaglio. Quel qualcosa che fa la differenza, che sa comunicare un sentimento esclusivo.

Un’idea per la padrona di casa. Scrivere su due fogli, rigorosamente a mano, una breve frase, un pensiero, un estratto dalla letteratura italiana o straniera (Google – frasi famose letteratura). Qualcosa di Bello.

Arrotolarli, legarli con un nastro di velluto e disporli sui cuscini del proprio letto e di quello del padrone di casa, terminata la cena. Prepararli è un momento di arricchimento personale, prima di dormire, diventerà un momento da condividere insieme per scambiarsi la buona notte. E un sogno.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA –  ninna nanna twilight http://www.youtube.com/watch?v=WpULUQnU4FM

Tessuti d’arredo, la casa è un palcoscenico

A Casa Campanelle non si può non notare la mia passione per i tessuti. Una passione che viene da lontano visto che il mio nonno materno era un commerciante di stoffe.

Nel vestire questa dimora, dalla struttura così austera e rigorosa, c’era assolutamente bisogno di “sdrammatizzare” con l’aiuto di tessuti. Tessuti che non vengono usati solo per scopi canonici, come rivestimenti di sedie e poltroncine, tovaglie o tende, ma inaspettatamente, e solo apparentemente per caso, si possono trovare drappi adagiati a sedie e a cassapanche dove accolgono oggetti cari e preziosi, come uno strumento musicale o un libro d’arte, una statua lignea o un’antica lampada.

L’idea è quella di far “vivere” i tessuti come “attori sulla scena” e abbinandoli agli oggetti, riuscire a dare loro vita, valorizzandoli come in una mostra.

Durante i lavori di risanamento di Casa Campanelle, quando le porte in legno giacevano ancora nella bottega del restauratore, le avevo sostituite con drappi color avorio, trattenuti da cordoni importanti di passamaneria realizzati in broccato, il mio tessuto preferito, una vera e propria scultura a bassorilievo che grazie all’effetto modulatore della luce, regala eleganza e preziosità agli ambienti. Ancora oggi amo questa soluzione per proteggere le porcellane sistemate in una nicchia o per ingentilire il rigore degli stipiti in pietra dell’accesso ad uno stretto corridoio.

L’importante, come nell’esempio sopra, è rifinirli sempre con della passamaneria di qualità, perché sappiamo bene che la chiave della vera bellezza sta nel dettaglio.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – le ciel dans une chambre carla bruni http://www.youtube.com/watch?v=zThpF8WrieQ

Poltrona Frau, la bellezza di certe rotondità al posto giusto

Poltrona Frau, storica azienda di Tolentino è un marchio internazionale di design sinonimo di eleganza Made in Italy nel settore dell’arredamento di alta gamma.

Il prossimo anno l’azienda compirà cento anni e in vista di questo traguardo ha ampliato il sito produttivo, si è rifatta il look mettendosi in testa un cappello di 18 mila pannelli fotovoltaici che ha reso lo stabilimento autonomo dal punto di vista energetico. Poltrona Frau guarda al futuro ma senza cambiare la filosofia delle radici, ovvero realizzare prodotti a regola d’arte.

Il motto è artigianalità e manualità. Le fasi di lavorazione sono realizzate in maniera maniacale da mani abili ed esperte. Dalla cucitura che segue perfettamente il profilo di uno schienale, alla creazione della rotondità, un effetto morbidezza che arriva prima alla vista che al tatto e che nessun macchinario può realizzare.

Dalla ricopertura, ovvero vestire le sedute in modo che l’abito calzi a pennello alla conoscenza dei materiali e del saper sentire la pelle, materiale di elezione di questo marchio.

Il risultato lo puoi ammirare nelle rotondità della poltrona Vanity, del divano Chester, nella chaise longue Vesta e nelle “semplici” sedie da abbinare sia ad un tavolo in vetro acciaio e legno, che ad un autentico Fratino del ‘500.

 www.poltronafrau.it

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – because of you skunk anansie http://www.youtube.com/watch?v=PuNxpykpRo0

Dove andranno a finire i libri? Vi dico dove vanno a finire a casa mia

“Una casa senza libri è una casa vuota”. Nell’era dell’eBook, questa affermazione, se non altro, fa riflettere.

Il sapere, incarnato in una presenza fisica, che non solo rappresenta un patrimonio infinito di conoscenza e comunica una lungimirante apertura verso il mondo, ma che nell’incontro, nel contatto, sa stimolare ogni volta alla Ricerca. Questi sono valori che riconosco in mia madre, nei miei nonni e nei miei bisnonni, che prima di me hanno raccolto moltissimi libri dedicando loro una grande stanza di Casa Campanelle.

Centinaia di tomi di narrativa italiana e straniera, decine di collezioni, come quella dei romanzi di Agatha Christie e delle bibliografie femminili della storia. Tantissimi testi sul Trentino e sulla montagna, preziosi libri d’arte. E ancora, raccolte di anni e anni di riviste di arredamento e di design, di giardinaggio e di moda.

Ma a Casa Campanelle, i libri scendono dalla libreria, escono dalla biblioteca e girovagano per casa con l’agio di chi ci abita da sempre. Si possono trovare un po’ ovunque, anche in luoghi in cui non ti aspetteresti di incontrarli.

Su una mensola in pietra, ad esempio, troviamo testi rari di Proust, sul bordo della vasca da bagno, una vecchia edizione di “Pensieri scelti” di Pascoli, sullo scrittoio nella stanza da letto, poesie in lingua francese, nel catino dei vini in cucina, una vecchia raccolta di “Carte des vins”, sul pianoforte del salotto, vecchi spartiti di valzer viennesi. I grandi e preziosi libri d’arte invece, sono ospitati ai piedi del grande camino nel salone e sulle casse antiche in giro per casa.

In una nicchia dello scalone, è stata realizzata una seduta di pietra ingentilita da un cuscino a materasso in prezioso tessuto. Vi si trovano un vecchio mandolino e un libro di Ungaretti lasciato aperto. Certe volte, il vento che entra dal portone principale e sale dallo scalone, ne muove le pagine. Come se qualcuno si fosse fermato a leggere, ogni volta è una poesia nuova.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – party rock anthem http://www.youtube.com/watch?v=KQ6zr6kCPj8&ob=av3e

Lifestyle a km zero

tempi&modi sta muovendo i primi passi alla scoperta di un nuovo concetto di lifestyle, ispirato da un’austerità da vivere con classe, qualità e creatività.

Non me ne vogliano i ristoratori trentini, ma oggi scelgo una serata di stile, invitando gli amici a cena a Casa Campanelle. Sceglierò soltanto materie prime di qualità, solo prodotti trentini come formaggi e salumi, solo a chilometro zero, come carne, verdura e frutta. E poi, olio del Garda, vino della cantina Pravis di Lasino, pane del panificio artigianale Riccadonna di Rango nel Bleggio Superiore. Provi qualcuno a dire che in Trentino manca qualcosa!

Così il pomeriggio sarà dedicato ad una scampagnata presso le aziende agricole per comperare direttamente i prodotti dal produttore. Alcuni dei miei ospiti hanno scelto la via vegetariana, dovrò tenerne conto, altri sono “meat reducers” carne sì ma poca. Io sono per la cucina di recupero: appena è possibile non getto via nulla.

Solo primi passi, ma confido di farli insieme a voi.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – It’s only love Simply red

 http://www.youtube.com/watch?v=hP_CRUqovp4&ob=av2e

Illusioni appese al muro, arredare con le cornici d’arte

Le cornici realizzate artigianalmente, che siano antiche o di design, lignee o in metallo, al naturale o dorate, semplici e intarsiate, sono sempre delle opere d’arte e sono destinate il più delle volte, ad ospitare elementi preziosi come tele e stampe ma soprattutto, i ritratti di chi amiamo.

Personalmente sono molto attratta dalle cornici vuote. Le appendo, così, anche una accanto all’altra, a seconda della misura, magari premurandomi di tingere quel tratto di parete con toni accesi ma comunque eleganti, come il bordeaux, il verde bottiglia o il turchese; in questo modo non sono mai banali, anzi, vengono esaltate proprio per la loro essenza.

Già, la loro essenza. Il vuoto. E’ come se avessero avuto un’anima e qualcuno gliela avesse rubata. Mi inquieta questa specie di horror vacui, ma dall’altra, mi stimola l’invito ad andare oltre le cose. Un ciglio di bellezza, un margine, un contorno chiuso, dentro cui sta il tutto o il niente.

Amo anche gli specchi racchiusi tra le quattro braccia di cornici preziose. Sia quelli grandi, importanti, sia quelli piccoli per il comò. E mi piace molto fotografare le cose attraverso di essi, alla ricerca di una nuova vision, diversa dalla realtà, con la speranza di vedere qualcosa che i miei occhi non possono carpire.

Semplicemente, amo arredare con creatività, esperimentare, sognare.

In Trentino, puoi trovare le cornici d’arte alla “Bottega d’Arte di Paolo Lucin” in via Verdi, 31 a Trento tel. 0461.985255

  

TESTO – ds

FOTGRAFIA – ds @Casa Campanelle

MUSICA – Just an illusion Imagination

http://www.youtube.com/watch?v=21VbKgOM0gg

Una casa, il sogno che diventa un progetto per la vita

Sono sempre più i giovani che scelgono di ristrutturare vecchie case, magari di famiglia, nei nuclei storici dei centri trentini.

Al di là dell’incentivo dato dall’importante sostegno economico che il nostro ente provinciale garantisce, scegliere di ristrutture anziché di comperare, non si rivela di certo una strada in discesa, anzi. Presuppone una buona dose di coraggio e di passione. Il recuperare qualcosa dal passato comporta uno spirito ed un coinvolgimento non indifferenti, e non solo a livello economico.

E’ un’esperienza di vita. Si è chiamati alla ricerca, alla difesa e al rispetto dell’originalità, delle strutture, dei materiali, della storia e dell’anima di queste dimore. L’obiettivo è farle rivivere e vivere con esse. Sembra poco? Questa è stata la mia esperienza con Casa Campanelle. I lavori sono stati per me una vera scuola di vita, coraggio e responsabilità, timore e incertezza, disciplina e pazienza, gioia immensa e soddisfazione. Non dimenticherò mai quel giorno d’estate in cui gli operai tolsero i ponteggi della facciata principale.

L’aspetto affascinante di questa esperienza è la possibilità di viverla in due, di condividerla con qualcuno, di vederla come progetto collante di un rapporto. Mio marito ed io ci ripetiamo spesso: Casa Campanelle ci ha dato la possibilità di ricordare, progettare, sognare, guardare al futuro. Non lasciamo scivolare via tutto questo. Fermiamoci e apprezziamo. E soprattutto pensiamo al modo di condividere questo tesoro, di renderlo “bene” anche per altri. Solo così tutto ciò avrà un senso.

Casa Campanelle è un segno del mio passaggio su questa terra, è rispetto per chi è stato prima di me, è testimonianza d’Amore per coloro che verranno dopo di me. Credo fortemente che il passato sia la forza del nostro presente e del nostro futuro. Così, la storia della rinascita della mia casa è diventata una parte della mia storia.

 

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