L’attimo raccolto

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The Providence. Casa Campanelle, ore 13:00

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L’attimo raccolto (all’ora di merenda)

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Sanssouci. Campiglio Style. Casa Campanelle, ore 17:00

L’attimo raccolto (nell’orto)

The Yellow Glove. Orto di Casa Campanelle, ore 17:00

L’attimo raccolto (della merenda)

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La festa non è ancora finita. Casa Campanelle, ore 17:00

feat. Zelten trentino handmade and champagne Moët & Chandon

L’attimo raccolto (a mezzogiorno)

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It’s my lunch time. Studio Donatella Simoni, ore 12:00

L’attimo raccolto (della merenda)

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Dal bosco, con dolcezza. Casa Campanelle, ore 16.30

Relazioni per piacere

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Souvenir

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“C’aspettan speck e cetrioli, stasera”

“E il burro fresco ce l’hai? Per ricordar.”

Happy Easter

da tutti noi a Casa Campanelle

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L’attimo raccolto (in cucina)

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Anche se… mi sento più Dona di mare che di fiume. Cucina di Casa Campanelle, ore 12

*feat. trota iridea trentina

L’attimo raccolto

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Noi che a metà mattina. Studio, ore 10.15

Baratto sostenibile 2.0

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Voi mica le potete vedere, ma qui dentro ci sono carote vere, mandorle vere e soprattutto uova vere, di galline vere. Provengono dal pollaio della nonna di Maria Cecilia, una mia cara amica. In questo caso, lei ed io pratichiamo un baratto sostenibile 2.0, uno scambio gustosamente interessante ed interessato. Maria Cecilia mi ha fornito le uova delle sue galline, io le donerò un paio di fette della torta di carote, fatta da mia madre. E voi, fate come noi, ecco la ricetta.

Ingredienti: un orto, un pollaio, una mamma, due amiche. Del Tempo e tanta gioia.

Le fantasie di una donna

Quello stile di un uomo, fatto di dolci attenzioni, piccole, ma così ricche di fantasia, è un piacere che non conosce confini per una donna.

*grande lampada abat-jour da biblioteca; porcellane Alessi, Royal Albert, Maison du Monde, Villeroy&Boch e antiche inglesi; pasticceria artigianale. Colonna sonora: Aspetta & Spera, Irene Fornaciari http://www.youtube.com/watch?v=qBrsP1XnGSQ

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Mmm…

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la Cerise sur le gâteau

Pierre Hermé

Création emblématique de la Maison Pierre Hermé Paris, la Cerise sur le gâteau, réalisée en collaboration avec le designer ‘Yan Pennor’s est un entremets à partager où le chocolat au lait est mis en valeur sur une variation de textures. Le croquant et l’arôme de son épaisse coque en chocolat au lait éveillent le palais à la fine saveur des textures successives : biscuit dacquoise aux noisettes, praliné feuilleté, fines feuilles de chocolat au lait, avant de se clore sur le fondant de la ganache et la chantilly au chocolat.

L’attimo raccolto

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La bontà leggera. Cucina di Casa Campanelle, ore 12.30

*Balance for Viceversa by Luca Trazzi (1999), Rigatini Felicetti

L’attimo raccolto (nell’orto)

insalata

Semplicemente buona. Orto di Casa Campanelle, ore 10.30

L’attimo raccolto (dalla terra)

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Red Delights. Casa Campanelle, ore 11

Passi in cucina

ddDal Diario di una curata dalla campagna. La ricetta di oggi prescrive un’intensa riflessione sulla cucina, come luogo di condivisione, sul cucinare, come pratica dell’amare, sulla tavola, come momento di comunicazione. Leggendo insieme gli straordinari passi tratti da “Il pane di ieri” di Enzo Bianchi (Einaudi, 2008).

L’ispirazione del giorno

dQualcosa di buono. Non posso farvi sentire l’aroma straordinario emanato all’apertura di questo sacchetto, contente dei biscotti realizzati dalle mani di una donna splendida, intelligente, elegante, affascinante. Un’icona. Una di quelle donne da copiare, non da invidiare. Oggi, un’amica. Posso solo descriverlo come un aroma unico, speciale. Qualcosa di buono. Come certi rapporti che nascono dalla stima e sfociano in un legame d’amicizia. E se si tratta di donne, mi sembra riescano ad avere un sapore ancora più buono.

Tipi d’oro

L’anello tre ori Trinity interpretato da tre ori della cucina: la farina gialla di Storo (TN), la pasta Felicetti (Predazzo – TN) e l’olio Comincioli (Puegnago sul Garda – BS). Tipi d’oro.

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Cercando una bottiglia di Charles Heidsieck del ’95

Per lo spazio (voce del verbo) Navigare (stile nel web, il web per lo stile), T & M segnala questo website, soprattutto per le festività in arrivo: Le mie Bollicine Il punto di riferimento sul web per lo Champagne, e non solo…

Il Trentino si degusta anche da Harrods

Venerdì 23 novembre. Harrods, Londra. Nella Londra più “in”, presso le Food Halls del grande magazzino di Knightsbridge nel cuore di South Kensington, la Mortandela della Val di Non Riserva Roen dei Fratelli Corrà, rinomata “boutique della carne” di Smarano (TN), è stata la protagonista di un’esclusiva degustazione. Oltre la Mortandela (Presidio Slow Food), il prosciutto di cervo e gli altri insaccati di selvaggina, sono stati degustati dai clienti di Harrods –  clienti che provengono da ogni parte del mondo – che hanno assaggiato ed apprezzato questo straordinario prodotto dell’eccellenza gastronomica trentina. Già a metà giornata erano terminate le scorte! (fonte Trentino)

In nome del pane

Un nuovo concept di panetteria.

Prego, si prenda il giusto tempo e visiti questo website: Princi

Se un trentino sposa una campana

Il Bianco & il Nero. E’ un matrimonio perfetto quello tra

Mozzarella di Bufala Campana DOP

e

Ferrari Perlé Nero

L’ispirazione del giorno

La ricetta è antica, quella del nonno materno che amava tanto cucinare i dolci. Le nocciole sono quelle delle alte siepi che delimitano a nord il giardino. La torta di panna e nocciole è quella dell’Anniversario, ormai una tradizione da anni. C’è dentro tutto: storia&radici, armonia&dolcezza, ricordi&tradizione. Sentimento.

Oh DiVin Tuscany!

In questi giorni (fino a domenica 20 maggio), torna Divino Tuscany, idea divina di James Suckling e Img Artist per celebrare, in cornici di raro fascino, i vini toscani quale emblema di una terra che ha fatto di ogni espressione del vivere, un’arte.

Protagoniste le etichette più prestigiose di oltre 50 aziende toscane top (con la straordinaria eccezione delle bollicine trentine Ferrari), per quattro giorni di seminari, Grand Tasting, degustazioni private con i singoli produttori e cene dall’eleganza informale nelle tenute e nei palazzi delle otto aziende fondatrici.

E dulcis in fundo, cena di gala firmata Annie Féolde e Giorgio Pinchiorri e pranzo di campagna a Villa Il Palagio, da Sting e Trudie Styler.

Per approfondire

da Capital

Che gioia!

SALAMELLA E MOSTARDA MANTOVANE

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Eleganza da giorno

E’ il primo champagne da giorno, da servire in grandi calici di cristallo con ghiaccio. E’ Ice Impérial Moët & Chandon, eleganza, glamour e spirito pionieristico in una bottiglia in smalto bianco con una coccarda che ricorda una cravatta nera.

Fusillo(tto) design

Ergonomia, porzionabilità, contestualizzazione, funzionalità, praticità, sono i parametri che un designer dovrebbe tenere in considerazione prima di progettare. Anche un food designer. Ed è quello che hanno fatto in casa Cosimo Rummo (la pasta scelta dai migliori chef) dove, per raggiungere una cottura perfetta e raccogliere bene il condimento, il pastificio beneventano ha dato vita ad un’ampia superficie elicoidale studiata al millimetro: così il fusillotto ora vanta un rapporto ideale tra superficie e spessore della pasta.

da Raffaella Beltrami su Class

Peggy Porschen, the cakedesigner

A soli 35 anni la tedesca Peggy Porschen dirige un impero di pasta di zucchero e vaniglia da un lezioso parlour in boiserie rosa nel quartiere upper-class di Belgravia, a Londra. Le sue creazioni eleganti, pulite e molto femminili, sono ammirate e imitate dai cakemaniaci e dai cakedesigner di tutto il mondo che si contendono i pochi posti disponibili ai corsi che miss Porschen tiene presso la sua accademy. “L’insegnamento è  l’aspetto che amo di più del mio lavoro” dice Peggy Porschen, “è estremamente gratificante poter passare ad altre persone le proprie conoscenze”. “Il mio stile” spiega Peggy “è ispirato da porcellane, illustrazioni, interior design, cartoleria raffinata, wallpaper, fiori, abiti e accessori di Chanel e Chloé”.

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Viver d’amor e di food(art) by Guerani

FIORENTINA STEAK

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Extravergini da awards

“Un olio dal tono deciso che all’olfatto spicca per le note verdi di oliva acerba, foglie di carciofo ed erba appena tagliata, al gusto piccante intenso e medio amaro”. Questa è la descrizione di Frantoio Denocciolato  il prodotto dell’azienda agricola consortile Olio Cru di Arco, contrassegnato con le tre foglie – punteggio assegnato agli oli eccellenti – dal Gambero Rosso che lo ha inserito nella propria guida ” Oli d’Italia – I migliori extravergine”.

Sempre lo stesso olio è stato premiato per il packing al Sol, il Salone Internazionale dell’olio extravergine di qualità di Verona, aggiudicandosi il titolo di miglior bottiglia 2012. Una menzione si è avuta pure per il prodotto biologico Casaliva Toniolli Bio, che si è aggiudicato due foglie.

Il periodo sembra particolarmente ricco di soddisfazioni per i produttori di olio extravergine di oliva nell’Alto Garda. Tra loro sono soprattutto quelli che hanno puntato su qualità, arte e design a raccogliere i principali riconoscimenti. Come l”azienda agricola dell’hotel Vivere Suites and Room (Trentino Charme) che ha conseguito una nuova onoreficenza oltre oceano, a Los Angeles, dove l’olio extravergine altogardesano ha conquistato l’argento per la categoria “Italy-North, mono cultivar” al “Los Angeles extra virgin olive oil awards” a cui hanno partecipato più di 600 aziende.

L’olio “Vivere” sarà anche al centro di un progetto per un suo impiego ad uso cosmetico, grazie alle proprietà eudermiche, seborestitutive e protettive e all’abbondanza di vitamine “A” ed “E”, l’olio dell’Alto Garda Trentino sembra proporsi anche come ottimo rimedio anti-age. Riconoscimento anche per il design dell’etichetta che ha meritato l’oro nella categoria “Art/Illustration: use of original illustration as the driving element of the package design”.

Beautiful Sunday Coffee Breakfast (with Guerani)

SUNDAY COFFEE BREAKFAST

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Tradire non è peccato (Guerani’s Plums)

LE NOBILI SUSINE

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Il dolce del tradimento

NON E’ GUERANI…

… E’ LENÔTRE

Un (n)uovo speciale

Sculpture en chocolat ASTROChoc,  Lenôtre

Gaston Lenôtre (1920 – 2009), aprì la sua prima boutique a Parigi nel 1957, in rue d’Auteuil, dove conquistò il mondo con le sue bavaresi, charlotte, mousse e torte.  Rinnovò l’arte della pasticceria, rivoluzionando i dolci tradizionali e inventando nuove creazioni e nuovi sapori, come “Success”, pasta a base di amaretto e crema di torrone. www.lenotre.com

TEMPI&MODI augura ai suoi lettori tutto ciò che di “nuovo” essi desiderano.

Manet Strawberries, omaggio di Guerani

LE FRAGOLE DI MANET

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Ore 16, ho voglia di

Viver d’amor e food(art)

 by Alessandro Guerani

Tomatoes Rock

POMODORI VERDI

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Bontà per gli occhi

Viver d’amor e food(art)

by Alessandro Guerani

Ferrari, 110 e lode

Cantine Ferrari, come ogni anno a Vinitaly, ha accolto gli ospiti nel padiglione 3, dedicato al Trentino, settore C3. Ma questa 46° edizione di Vinitaly è stata ricca di novità, a partire dal look dello stand, completamente rinnovato e ampliato su due livelli, in occasione del 110° anniversario delle Cantine Ferrari.  Uno stand degno del loro prestigio ubicato su due piani, dove proprio nella “lounge vip”, quest’ anno l’osite fisso è stata Radio24 che ha trasmesso in diretta dalla kermesse veronese diversi suoi programmi, oramai divenuti cult, fra cui il Gastronauta di Antonio Paolini e il Risposo del Guerriero di Stefano Gallarini.


Durante i 4 giorni della fiera, poi, le bollicine Ferrari sono state degustate in vari appuntamenti tra cui “I tre bicchieri del Gambero Rosso” di domenica 25 presso la Sala Argento; “La carta vini Trentodoc – l’eccellenza delle bollicine trentine a tutto pasto” organizzata dal Trentino lunedì 26 al Palaexpo Sala Tulipano; il “Tasting Ex…press” organizzato dalla rivista Decanter durante il quale la giornalista Michèle Shah ha messo a confronto bollicine Franciacorta, Trentodoc e spumanti inglesi; e anche nel fuorisalone “Vinitaly for you” aperto a tutti gli appassionati di vino ogni sera dalle 18 nella meravigliosa cornice del palazzo della Gran Guardia di Piazza Brà.


Per coloro (pochi assai) che non sono stati a Vinitaly2012.

ll “Buonconiglio” nel paese delle meraviglie di Guerani

CONIGLIO ALLA REGGIANA

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Incontri speciali sui Colli

TORTELLI VERDI

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Non ci indurre in tentazione

GNOCCO FRITTO CON SPALLA ARROSTO

Viver d’amor e food(art)

by alessandro guerani

FoodOgrafia

Il rituale del Sabrage

L’estate 2011 è stata all’insegna di G.H. Mumm Rosé, lo champagne fresco ed equilibrato dall’aroma ai frutti di bosco e frutta fresca, scelto da molti come la soluzione ideale per rinfrescare le calde notti estive.

Tutta Italia è stata inondata dalle bollicine rosa del “Tour Sabrage”, il rituale napoleonico dell’apertura delle bottiglie utilizzando un’affilata sciabola. Dopo aver liberato il collo della bottiglia dal rivestimento, si fa saltare il tappo con il dorso della lama, un gesto spettacolare e magistrale.

L’atmosfera spettacolare di questo antico e leggendario rito, ha emozionato centinaia di persone in tutta Italia. Da nord a sud tutti i maggiori locali e discoteche hanno fatto da sfondo a questo entusiasmante rituale; a Roma, ad esempio, il tour ha toccato location esclusive come il Fontanone, La Maison, Area, regalando ai propri clienti la possibilità di vivere un momento magico, guidati dall’esperienza di un sabreur professionista.

La Maison G.H.MUMM ha voluto rendere omaggio alla cerimonia della sciabolatura, il “sabrage”, affidando ad un famoso designer, Patrick Jouin iD, la realizzazione di un oggetto mitico nel rispetto delle tradizioni e del simbolo iconico del marchio, il nastro rosso.

La Sciabola da Champagne G.H.MUMM è uno strumento unico che unisce l’eleganza di un manico in cuoio color rosso, contrassegnata dal nome della Maison, alla resistenza di una lama in acciaio dalla punta quadrata. Di colore bianco, la parte in acciaio è sottile e scintillante, mettendo delicatamente in evidenza la griffe del suo creatore. Presentata in un prestigioso cofanetto, anch’esso disegnato da Patrick Jouin, la Sciabola G.H.MUMM si presenta accompagnata da un Magnum di Brut Cordon Rouge.

Precauzioni per l’uso
Al momento della sciabolatura, eseguita da un adulto, si raccomanda di portare dei guanti e degli occhiali per proteggersi da un’eventuale proiezione di schegge di vetro.

  • Togliere il cappuccio per liberare il tappo e la gabbietta (senza aprirla), e denudare il vetro del collo.
  • Tenere saldamente la bottiglia in posizione obliqua (tappo verso l’alto), in una direzione sicura. Assicurarsi che nessuno si trovi nella traiettoria in cui sono diretti il collo e il tappo.
  • Appoggiare la lama, di piatto, a metà della bottiglia.
  • Fare scivolare la lama di piatto sul vetro, con un movimento ampio, né brusco né troppo rapido, da metà bottiglia verso il collo mantenendo la lama a contatto con la bottiglia.
  • L’urto secco della lama sul rigonfiamento del collo ne provoca la rottura netta.
Un’arte, una tradizione, un’emozione. Preludio di quello che accadrà di lì a poco.

Primitivizia, riscoprire le proprie radici… con gusto

Tutto nasce da un percorso personale che rispetta uno stile di vita: dedicarsi alla ricerca e alla sperimentazione in una terra dove si sente fortemente radicate le proprie radici. Recuperare, riconoscendone il valore, quel patrimonio di sapienza antica tramandata dalle generazioni passate, rivivendolo ed interpretandolo in chiave personale e moderna, per farne la propria realizzazione, un’espressione di vita e, ancor di più, per farne dono agli altri sotto forma d’arte.

E’ la storia di Eleonora Cunaccia.

E’ la filosofia che sta alla base dell’artigianalità di Primitivizia, erbe spontanee di montagna, bacche, resine, radici che poi vengono sapientemente cucinate ad arte, sapori sconosciuti che vengono trasformati in cibo esclusivo da degustare, come il ragù di erbe alla crema di radicchio dell’orso, le bacche di corniola alle prugne selvatiche, gli sgrizoi al delicatissimo buonenrico e il mugolio, un estratto di gemme di pino mugo. La natura viene lavorata in pochissimo tempo dalla raccolta, lavata alla fonte del paese, cucinata ed invasata.

Le giornate di Eleonora trascorrono in solitudine e a stretto contatto con la terra. Seguire le stagioni, gli umori della natura, scegliere il tempo giusto per una raccolta in quota o in luoghi incolti di difficile accesso, come le scarpate, i dirupi, i bordi dei fiumi: ogni volta si rivela un’esperienza ancestrale da dove è naturale estrarre nuovi sapori, sapori primitivi, sapori dimenticati, che esaltano il gusto esclusivo della semplicità, ma di certo quello più autentico di un territorio.

Come sorseggiare un “brodo di terra”. Eleonora ha impiegato un giorno di cammino per capire con cosa farlo, cercando in tutto ciò che sul suo cammino ha trovato di bello, di buono, di magico. Terra pulitissima raccolta a 2000 metri d’altitudine, un sasso, la corteccia di un albero. Sul fuoco, essi verranno trasformati in un estratto di vita con dentro tutti gli aromi, tutti i profumi, di tartufo, di fungo, di buono, della terra. Destinazione risotto.

TESTO – ds ispirata da se stessa in “Memorie di Fuoco” (Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIE – nell’ordine, Alessandro Guerani, erbacipollina, it e airone.it

MUSICA – anywhere is… enya http://www.youtube.com/watch?v=gPKAN7XHCxU&ob=av2n

Leggero, puro, dolce velo bianco

Per chi è alla ricerca di espressioni raffinate dei propri pensieri, allontanando ciò che è volgare e volgendo verso l’ideale di gesti nobili, potrebbe risultare utile “educare” la vista e l’animo al gusto del Bello.

Fotografia e poesia. Metafore e simbolismi, il piacere e il peccato.

Così, prendendo come guida il Divin viaggio dantesco, dapprima abbiamo assaggiato il “Dolce Stil Life” con le immagini di arte dolciaria realizzate dal fotografo bolognese di food e still life Alessandro Guerani, accompagnate da alcuni dei più bei passi del V Canto dell’Inferno; in una seconda tappa, abbiamo gustato le immagini di ricette a base di carne, realizzate sempre da Guerani, abbinate ad alcuni starordinari passi del V Canto del Purgatorio.

Dulcis in fundo, eccoci nel III Canto del Divin Paradiso dove godremo delle immagini di Guerani accomunate dalla leggerezza, dalla purezza e dalla dolcezza di una spolverata di zucchero a velo.

Abbinamenti sicuramente inediti, quantomeno da provare. Con immancabile ironia.

  

Quel sol che pria d’amor mi scaldò ‘l petto,
di bella verità m’avea scoverto,
provando e riprovando, il dolce aspetto;

  e io, per confessar corretto e certo
me stesso, tanto quanto si convenne
leva’ il capo a proferer più erto;

ma visïone apparve che ritenne
a sé me tanto stretto, per vedersi,
che di mia confession non mi sovvenne.

(prego, continui a leggere sotto)

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Il buon-augurio di Gustamus

foto di Alessandro Guerani

Per il nuovo anno prendetevi un po’ più di tempo per il gusto.

Il gusto della pazienza per un caffè con un amico.
Il gusto dell’attesa che la cioccolata calda abbia la giusta consistenza.
Il gusto della rinuncia al ristorante una pasta con la verza in casa.
Il gusto del fermarsi davanti ad un piatto per ascoltare una storia.
Il gusto del ritorno al profumo del pane.

Buon 2012

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*il Buon-Gustamus Antonio Maini

Trota e miele, è un matrimonio d’amore

Trota Oro desidera salutare il 2012 con un nuovo prodotto, che sarà sicuramente protagonista tra le proposte per l’anno in arrivo.

Si tratta della tartare di trota affinata al miele: una lavorazione la cui idea è nata dallo chef Peter Brunel in occasione di un’edizione di Ein Prosit, in cui presentò la trota affumicata colata in cera d’api.

Da questa intuizione Trota Oro ha poi messo a punto una lavorazione la cui particolarità – tale da renderla unica – consiste proprio nell’affinazione al miele, per la quale viene utilizzato puro miele italiano di montagna oltre ad olio extravergine di oliva selezionato da Agraria di Riva del Garda per l’affinamento.
Ne risulta una tartare già pronta per l’utilizzo in cucina e nelle più raffinate ricette.

Un accostamento innovativo, quelo col miele di montagna, che non poteva non richiedere di impiegare le nostre trote iridee salmonate della migliore qualità: pulite, filettate e poste su griglie, vengono salate a mano con sale dolce di Cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador con metodo a secco, molto importante perchè riduce notevolmente il contenuto in acqua del prodotto. Seguendo gli insegnamenti tradizionali, infine, la lenta affumicatura a freddo bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Buon 2012, con l’itticoltura di montagna d’alta qualità!

 

Info: Trota Oro Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it

www.trotaoro.it

Ah, lo Zelten!

foto Agh

Quando comprate il panettone, cercate di sceglierlo tra quelli di qualità, ma non dimenticatevi di fare lo Zelten a Natale!

Per più di un motivo.

Primo perché, come dice il nome d’origine ‘selten’ (dal tedesco: talvolta, raramente), questo meraviglioso dolce della tradizione regionale veniva preparato solo per Natale, in particolare per il rientro a casa dopo la Messa di mezzanotte, come gesto di ringraziamento per i cibo.

Poi perché si può fare in casa, ciascuno in modo diverso secondo le usanze della propria zona, a differenza dell’omologazione di molti dolci da grande distribuzione.

E infine perché proviene dalla cucina povera ed essendo un ‘pane arricchito’ ha il sapore della semplicità e il vero gusto delle festa.

Un curiosa leggenda narra che lo Zelten veniva preparato dalla giovani ragazze per essere donato al futuro marito. In casa infatti si preparava uno Zelten grande per la famiglia ed altri piccoli da regalare.

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*Antonio Maini per Gustamus

La Cucina di Calycanthus

 

Ho scoperto con piacere, l’esistenza di questo blog di cucina assai raffinato, con un (Bel) po’ di Trentino e di Sicilia (che io adoro) dentro. Vi riporto un sunto dell’articolo che lo racconta su Ladies di dicembre.

Navigando nel mare magnum del web è una fortuna imbattersi in questo blog, http://lacucinadicalycanthus.net/,  un mondo dove la semplicità della scrittura non è sinonimo di sciatteria, dove la formula della confessione ha tutto il calore dell’intimità me nel rispetto dei confini. Un blog, un diario, dove chi scrive parla sempre in prima persona ma raramente dà del tu a chi legge.

E soprattutto un mondo dove la sostanza è accompagnata da altrattanta forma, ossia con un’immagine all’altezza del gusto.

La Cucina di Calycanthus è il diario di cucina di due amiche, Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré e un fotografo, Maurizio Maurizi, dove le amiche cucinano e il fotografo scatta, ma non è detto che presto si invertano le parti.

Maria Teresa ha origini siciliane, è nata a Venezia, cresciuta in Trentino e ha studiato a Siena e a Parigi. Marie invece, ha ascendenze francesi e spagnole, è nata nel Chianti, anche lei ha studiato a Siena e a Parigi.

Ed è proprio a Parigi tra i corridoi della Sorbona che nasce l’amicizia tra Maite e Marie, così’ si firmano on-line, alimentata dal cucinare insieme e sopravvissuta a traslochi, fidanzati ed altre catastrofi.

Tre anni fa Maite torna a vivere  in Trentino per la malattia della madre e inizia a parlare di blog con l’amica. Il Calycanthus, oltre a richiamare il cognome materno Calì, è molto diffuso in Trentino, ed è il primo fiore che sboccia a gennaio e ti fa dire che il peggio è passato e la primavera sta per arrivare.

Il blog è nato ed è stato un crescendo tutto meno che virtuale. Prima i picnic tematici, iniziative nate per curiosità e divertimento trasformatesi in happening per una folta community e poi l’offerta da parte dell’editore milanese Guido Tommasi di pubblicare le loro ricette.

Cioccolato, la passione continua

Cristoforo Colombo non fu molto entusiasta della tazza di cacahuatl, la bevanda fredda e amara a base di semi di cacao e spezie che gli fu offerta dagli aztechi.
A distanza di 500 anni, dopo una lunga storia (che un giorno vi racconterò), una tazza di cioccolata calda può entusiasmare gli amici.

Ecco un modo semplice per farla in casa.
Ingredienti per due persone:
– cioccolato fondente di buona qualità: 50 grammi
– latte: quanto basta per due tazze
– zucchero: a piacere
– un divano: molto comodo
– un film: consiglio ‘Il favoloso mondo di Amelie’
Sciogliete a fiamma bassa il cioccolato in un pentolino con poco latte finché diventa cremoso. Poi aggiungete lentamente il latte rimasto fino alla consistenza che desiderate. Zuccherate come gradite e condividete questo piccolo piacere della vita.

In base al cioccolato di partenza potrete decidere il vostro risultato. Una tavoletta di Venchi http://www.venchi.it/ al 70% per chi ama l’exta fondente ed il gusto intenso, oppure una gradevole tavoletta Venchi al 56% per chi ha l’animo più dolce.

Per il prossimo Natale potrebbe essere una buona idea regalare un preparato di qualità. Vi consiglio i preparati per cioccolata in tazza di Andrea Stainer http://stainerchocolate.it/

E i piaceri del cioccolato non finiscono qui..

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La fabbrica di cioccolato Trailer con Johnny Depp

Le castagne sono buone da sole, ma non da soli

“Perpetua disse d’aver con sé qualcosa da rompere il digiuno. Dopo un po’ di cerimonie da una parte e dall’altra, si venne a patti d’accozzar, come si dice, il pentolino, e di desinare in compagnia.
         I ragazzi s’eran messi con gran festa intorno ad Agnese loro amica vecchia. Presto, presto; il sarto ordinò a una bambina (quella che aveva portato quel boccone a Maria vedova: chi sa se ve ne rammentate più!), che andasse a diricciar quattro castagne primaticce, ch’eran riposte in un cantuccio: e le mettesse a arrostire.
         – E tu, – disse a un ragazzo, – va’ nell’orto, a dare una scossa al pesco, da farne cader quattro, e portale qui: tutte, ve’. E tu, – disse a un altro, – va’ sul fico, a coglierne quattro de’ più maturi. Già lo conoscete anche troppo quel mestiere -. Lui andò a spillare una sua botticina; la donna a prendere un po’ di biancheria da tavola. Perpetua cavò fuori le provvisioni; s’apparecchiò: un tovagliolo e un piatto di maiolica al posto d’onore, per don Abbondio, con una posata che Perpetua aveva nella gerla. Si misero a tavola, e desinarono, se non con grand’allegria, almeno con molta più che nessuno de’ commensali si fosse aspettato d’averne in quella giornata”  (dal Capitolo 29 de “I Promessi sposi”)

Ispirato da questo stra-ordinario passo de “I Promessi sposi”, vi vorrei regalare un semplice pensiero legato ad un momento di amicizia e di condivisione.

Ecco allora una buona per oggi.

Ingredienti:
– 1 kg di castagne (di origine trentina)
– 1 padella forata con manico
– 1 vecchio focolare
– 4 buoni amici

Procedimento:
fate arrostire le castagne in padella sopra il vecchio focolare dopo averlo ben scaldato con legna di faggio; in seguito prendete posto sulla panca attorno al focolare e versate per tutti un buon bicchiere di Lagrein o di succo di mela.

Quindi, preparatevi una poesia, un breve tratto di romanzo, una frase profonda di qualche autore. Donatela agli amici, poi, perdetevi in buone chiacchiere mangiando le castagne che generosamente vi regaleranno gusto e buonumore.

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“Il mio Tortel de patate è più buono”, classico come il menù

Ristorante tipico. Nel menù, il Tortel de patate non manca mai: salumi, formaggi, fagioli, Teroldego e un amico che dice: “Quello che mangio a casa mia è più buono”.

Serve dire che i ristoratori offrono, rispetto a qualche anno fa, una buona qualità del piatto tipico. Eppure c’è sempre qualcuno che, classico come il menu, afferma che a casa lo mangia più buono.

E’ naturale che ciascuno di noi sia legato ai propri sapori e soprattutto a quelli domestici. Ed è ovvio che qualunque sia il gusto, i sapori di casa sono i preferiti.

C’è chi afferma poi, di prepararli con la ricetta originale, senza pensare che i piatti spesso sembrano originari di un territorio mentre invece sono stati creati dalla storia.

Sono piccole storie diverse, che hanno creato ricette diverse. Non c’è la più buona, ma solo quella che si avvicina di più al nostro ricordo di gusto più intimo.

Per tutti però, il gusto della scoperta di sapori diversi.

am

Castel Noarna, i fantasmi brindano trentino

www.castelnoarna.com

Su un cucchiaio, due gocce…

Ante pastus o anti pasto?

Non ho mai creduto molto negli antipasti. Che se non fosse per l’etimologia latina (ante pastus) potrei anche dire che sono anti pasto!

Per non essere antipatici ed essere ante pastum li vogliamo essenziali e sinottici.

Su un cucchiaio da minestra due gocce di aceto balsamico tradizionale 25 anni, un cubetto di Casolet, un cubetto di pera Kaiser e mezza noce. Vietato fare più di un boccone.

am

 

 

Quando la semplicità ha un gusto stra-ordinario. GUSTAMUS, la nuova rubrica di tempi&modi

Chi avrebbe mai immaginato che una pasta corta, condita con burro di malga, avrebbe suscitato un tale sentiment? Un simile interesse nei confronti della semplicità di certi sapori o connubi, verso una semplicità quotidiana ma forse inaspettatamente stra-ordinaria?

E allora, nasce su tempi&modi, GUSTAMUS, la nuova rubrica ispirata da un “buon-gustamus” d’eccezione, Antonio Maini, sindaco di Caldes.

Un convivio di prodotti tipici, di abbinamenti esclusivi, talvolta persi nella memoria, per riscoprire e far riscoprire ai nostri figli, il lusso della semplicità.

La spontaneità di un’idea, l’originalità di una soluzione, l’autenticità di una scelta, a tavola. Caratteristiche proprie della nostra cucina tradizionale, e forse, proprie anche di persone come noi, alla ricerca dell’Essere… mai banali.

Gli “assaggi” di Maini, saranno proprio così, spontanei, originali, autentici, mai banali. Semplicità che si fa ricercatezza, questa è la sfida!

Una simile interpretazione del “gusto trentino” non poteva che trovare spazio su tempi&modi

 

 

Che bel colore ha la salute in tavola!

E’ dall’XI edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione appena conclusosi a Cernobbio, che giunge l’ultimo trend dedicato alla nostra salute e alla nostra tavola.

A vederli sembrano frutto di manipolazioni genetiche, in realtà sono alimenti rigorosamente “non Ogm” più salutari di quelli che arrivano solitamente sulle nostre tavole; sono prodotti “rustici” più resistenti ai parassiti e quindi coltivabili con i soli concimi naturali.

Alimenti con esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali legate al loro differente ed insolito colore. I peperoni ipervitaminici di un intenso colore melanzana, ricchi di capsaicina che dà il gusto piccante, vitamine e antiossidanti; la carota viola, un aiuto contro i radicali liberi, contrasta l’invecchiamento fino a 28 volte in più del classico tubero arancione; il basilico rosso pomodoro contro lo stress, carote viola o color latte antinvecchiamento.

Sono incroci naturali ottenuti dagli agricoltori, destinati solamente ai banchi dei mercati a km 0; oppure alimenti legati alla tradizione di un territorio, come la nostra patata blu, coltivata in piccoli orti o appezzamenti familiari, che grazie alla sua polpa color blu mare è ricchissima di antociani che migliorano la vista e prevengono il deposito di colesterolo sui vasi sanguigni.

La patata blu è, a prima vista, un tubero normalissimo. Straordinario è invece il colore della sua polpa: un blu marino più o meno marcato. Pare che il primo a coltivarla sia stato Albino Bressan di Margone fin da primi anni ’90 grazie ad alcuni “esemplari” portati dalla Svizzera.

La patata blu ama crescere e “lavorare” nel terreno tendenzialmente umido. Va seminata precocemente, già a marzo, in quanto ha una emergenza piuttosto lenta. Ha una fioritura spettacolare resa ancora più bella dal colore dei suoi fiori, che contrariamente a quasi tutte le altre varietà di patata, sono di un rosa delicato.

Lessata e tagliata a fette la patata blu fa da contorno ad un piatto di baccalà cotto al vapore e condito con olio extra vergine DOP del Garda, sale, pepe e qualche oliva nera. Decisamente curioso e intrigante il piatto di purè che ne conserva il suo colore originario. La patata blu, fatta cuocere nel forno o friggere perde il colore e diventa mattone. Ma il piatto principe realizzato con la patata blu è questo: lessata, parzialmente svuotata a farne una scodelletta, riempita di “formai mizz” reso più morbido da un poco di mascarpone, una chicca culinaria da fine pasto (da Osteria Fior di Roccia a Lon di Vezzano http://www.osteriafiordiroccia.com/)

Ricotta (Cercen) con zucchero e grappa. Non per tutti.

La ricetta è conseguenza di numerose esperienze di abbinamento alla ricotta fresca del caseificio Cercen di Terzolas (da provare assolutamente). Confettura di frutti di bosco, confettura al ‘Vin Brulè’, confettura di pere, confettura di prugne-uvetta-rhum, cannella, cioccolato.. e poi una sera da amici si conclude con ricotta, zucchero e spruzzata di grappa buona.

am

 

Foto Agh

Felicetti… di impastare la farina con il cielo

www.felicetti.it

 

Lauro Defrancesco, il museo del fuoco

www.laurodefrancesco.it

La prova del cuore – Cristian Bertol e le sue eccellenze

Giovedì 29 settembre scorso, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, è stato presentato il libro “La prova del cuore – Cristian Bertol* e le sue eccellenze” edito dalla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus per aiutare chi è meno fortunato di noi. Il libro rappresenta una preziosa raccolta di 60 ricette di un Artista di cucina, coronata da una rassegna fotografica di paesaggi e luoghi del Trentino. L’intero ricavato al netto dei costi di produzione sarà devoluto alla Fondazione per alimentare gli obbiettivi importanti che la stessa si prefigge, il creare un mondo migliore per l’Autismo. Presente alla presentazione, Katia Ricciarelli.

*Cristian Bertol dopo gli studi in Trentino, amplia i suoi orizzonti fuori regione, accumulando competenze in ristoranti di assoluto rilievo nazionale e internazionale. Seguono interventi professionali di assoluta rilevanza a Parigi, New York e Miami, a Goteborg per la Famiglia Reale svedese, in Brasile, Cile, Colombia e Argentina, a Salisburgo, Strasburgo e a Vienna con corsi per l’alta società austriaca. Collabora con Gualtiero Marchesi e con la cucina per Henri Chenot. Dal 2001 entra a far parte con l’età minima ammessa dei Jeunes Restaurateurs D’Europe. Dal 2007 è ospite fisso del programma RAI “La prova del cuoco”. www.orsogrigio.it

 

CRISTIAN BERTOL E LE SUE ECCELLENZE

Anno: 2011

Autore: Cristian Bertol

Editore: Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus

ISBN: 9788890646508

Edizione multilingue italiano/inglese

19,90
acquista online http://www.fondazionetrentinaautismo.it/la-prova-del-cuore.php

 

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