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(Le Monde d’Hermès Fall 2012)

TIM GUTT

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Katerina Belkina, Red Moscow, 100x130, photography, edition 9

KATERINA BELKINA

Red Moscow, 100×130, photography, edition 9

photo by What’s up! trouvaillesdujour

Paradigmi

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BASIA ZARZYCKA

photos by cargocollective.com

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Lina Zhang in Elbow lenght Leather Gloves Shanghai Tang FW 1314campaign

LINA ZHANG

photo by gloveloveblog.com

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RAD HOURANI

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WILLIE NELSON & SONS

photographed by David Clinch

for John Varvatos

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July (backstage) of PENELOPE CRUZ

for Campari 2013 Calendar

photographed by Kristian Schuller

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EWAN McGREGOR

photographed by Craig McDean

(photo by The Mot’Art Journal)

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DAVIDE KAINICH

photographed by Giulia Zeta

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LOUISE DAHL-WOLFE

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Oscar Tiye collection

photo by iodonna.it

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JONATHAN RHYS-MEYERS

who plays Solal in the film Belle du Seigneur, wears a Reverso watch by Jaeger-LeCoultre as a metaphor for passing time, eating away at the passion and trust that exists between the couple.

Paradigmi

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CARA DELEVINGNE
photographed by Tim Walker for The Mulberry Autumn Winter 2013 campaign

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ROMINA LANARO

in Maison Fabre Gloves for Harper’s Bazaar Argentina

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NADJA BENDER

 photographed by Camilla Akrans for Vogue Japan (April 2013)

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MIRANDA KERR

photographed by Eric Guillemain for Vogue Korea (Juli 2013)

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STELLA TENNANT

 Photographed by Willy Vanderperre

for Vogue China (September 2012)

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CINDY SHERMAN

by Cindy Sherman

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KATE & DAVID

by Ellen Von Unwerth for Vogue

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LINDSAY LOHAN

by Ellen Von Unwerth for Vogue Italia (August 2010)

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GEORGE C. SCOTT & STANLEY KUBRICK

play chess on the set of Dr. Strangelove

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fotografia tratta da L’Officiel Italia (n. 4 giugno)

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CANDIDA HOFER

photo by fotogalleria.eu

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MARPESSA HENNINK (again)

by Giampaolo Sgura

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IRINA DVOROVENKO & MAXIM BELOSERKOVSKY

photo by gonews.it

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DIANA VISHNEVA

photographated by Patrick Demarchelier for Vogue Russia

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MARPESSA HENNINK
by Ferdinando Scianna

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  CHEN LIN

photographed by Laura Cammarata for GLASSbook

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CARLO GAVAZZENI RICORDI

dalla mostra “Teatri d’invenzione a Roma”

2007
Ink jet print
50 x 100 cm

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SHU PEI

for

VERA WANG SS 2013

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Best wishes, SERGEJ FILIN

photo by augsburger-allgemeine.de

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waltherv WALTHER VON DER VOGELWEIDE

 “Walthero cantori de Vogelweide pro pellicio V solidos longos

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IRIS VAN HERPEN

photo by rmo-comms.com

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LIV TYLER

photographed by Bettina Rheims

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As Lady Penelope

Ciao, GERRY ANDERSON

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MARCELLO DUDOVICH

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MARIE-HÉLÈNE DE TAILLAC

photo by Paolo Roversi

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DIEGO RIGOTTI

photo by meranowinefestival.com

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EVA GREEN

photo by searchweight.com

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EVA RICCOBONO & MATTEO CECCARINI

photographed by Giovanni Gastel

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NATSUKI DOLL KISHI

photo by Quentin Deschamps

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MATHILDE FROUSTEY

photo by networkdance.com

Paradigmi

SETTIMIO BENEDUSI

“La fotografia non documenta la realtà.

La fotografia non riproduce la realtà.

La fotografia crea una nuova realtà.”

Paradigmi

ALEXA CHUNG

by Ellen von Unwerth

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BARBARA GONZALES

photo by angolodellamicizia.forumfree.it

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Ciao SYLVIA!

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MILOŠ KARADAGLIC

photo by theaustralian.com.au

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MICHAEL PHELPS

for Louis Vuitton

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JONATAN BARTOLETTI

un gran bello Scompiglio in Piazza del Campo

(photo by totallycoolpix.com)

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LANA DEL REY

photographated by Ellen Von Unwerth

video di backstage e fotogallery su Vogue Italia (agosto 2012)

 

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ANGELA LINDVALL

photographated by Paolo Roversi

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JOHNNY DEPP

photo by Libri antichi online – Studio bibliografico Apuleio

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ANGELINA JOLIE

photographated by Annie Leibovitz

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EMMANUELLE BÉART

in Nelly and Monsieur Arnaud (1995)

photo by rdujour.com

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AMELIA EARHART
 
“La donna che può inventare il suo lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna
(dedicato alle donne che sanno volare alto)
 

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CINDY CRAWFORD

photographated by Ellen von Unwerth (1991)

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JAMES McAVOY

photo by filmzone.it

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FERDINANDO SCIANNA

photo by bari.notizie.it

Qui est Colette?

Tutti conoscono il concept store parigino Colette (213 Saint – Honoré), ma pochi sanno da chi prende il nome. Dalla scrittrice dei primi del Novecento? No, da Colette Rosseaux. Donna schiva e misteriosa che si è lasciata fotografare solo una volta (e soltanto per intercessione dell’amico Karl Lagerfeld) e che fa parlare per lei la figlia Sarah Lerfel, suo braccio destro, sua voce e, soprattutto, suo volto.

E naturalmente, la sua boutique: 700 metri quadrati su tre piani dove si concentra il meglio del meglio della creatività internazionale per quanto riguarda moda e bellezza, musica, editoria, design e hi-tech. Per approfondire, propongo un’intervista a Sarah Lerfel su The Excellent People.

 da MFLadies, foto da  madame.lefigaro.fr

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ZHU ZHU

photo by gossipers.myblog.it

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GUILLAUME DOLMANS

photo by artsyswag.com

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GILLES MARINI

photo by blog.libero.it

Nadia Leita, designer per Natura

Ciò che mi affascina di Nadia Leita è che disegna la natura e realizza arte con la natura. Una sensibilità particolare, quasi ancestrale, un talento ancor più che un dono. Anche una responsabilità, visto che la natura è già una forma d’arte. La più vera.  

Nadia, come nasce il suo rapporto con la natura e come lo vive?

La Natura è parte di noi e noi stessi siamo parte della Natura in un ordine e in un disegno continui e perfetti. Concepisco la Natura come un’equazione matematica dove tutto armoniosamente si completa in una sequenza e in una logica con andamento perfetto e continuativo che tende all’infinito. La Natura quindi non si inventa, non si disegna e non si realizza. Possiamo avvicinarci alla Natura con umiltà e con spirito di osservazione solo per amarla profondamente e per cercare di imitarla o rappresentarla. Possiamo trarre ispirazione dalla Natura, avendo la possibilità di godere e utilizzare tutto ciò che è stato creato per appagare i nostri sensi e riequilibrare la nostra anima. Possiamo fruirne e assemblarla un numero infinito di volte, emulando la sua bellezza e perfezione. Se comprendiamo questo possiamo migliorare nel nostro quotidiano ogni gesto e ogni “prodotto” della nostra vita, rendendo tutto più perfetto, più armonico e cercando di dare un ordine e un senso ad ogni cosa ed evento. E’ con questo spirito che mi sono avvicinata fin da piccolissima al “Fiore” e alla “Natura” vedendoli  nella loro origine e essenza come la vera forma d’arte, la più pura ed assoluta, nella quale l’uomo può inoltrarsi e inebriarsi all’infinito; comprendendo che “Madre Natura” è l’unica e vera maestra di vita. Il Fiore e la Natura sono materia, colore, profumo, essenza in grado di rigenerarsi e rigenerarci continuamente. Mi identifico quotidianamente in questo processo che è parte integrante della mia vita. Mi identifico nel mio lavoro, in quello che creo, in quello che tocco. Ogni cosa che realizzo è il prodotto di un processo dove convergono la mia testa, il mio cuore e le mie mani e il risultato sul piano emozionale ha un valore inestimabile… la mia stessa vita, le mie emozioni, la mia energia, il mio io più profondo.

Foto di E. Meneghelli

Nadia Leita è docente presso la sua scuola “Nadia Leita Arte Floreale” e presso istituzioni italiane e internazionali, dove si divide tra consulenze, dimostrazioni, progettazioni e allestimenti. Come la natura, lei è un’artista non “egoista” ma generosa nel momento che dona il suo sapere agli altri. Quanto è importante “seminare” il proprio talento?

Attualmente mi identifico per i miei titoli una Floral designer e docente di Arte Floreale con una laurea in Scienze Naturali. La mia “scuola” è ancora un concetto “in progress”, dove il mio desiderio è amalgamare e unire più discipline che convergano insieme nell’esaltazione della natura e del fiore, oltre che del concetto di “bello” e di “arte”; mi ritengo profondamente ambiziosa ma so di creare un qualcosa che avrà la sua unicità. Un percorso rivolto soprattutto a chi vuol fare dell’Arte Floreale la propria professione e la propria vita, come lo è stato per me. Da anni sono docente in  corsi di alta formazione professionale nell’Arte floreale in varie regioni d’Italia, proponendo vari livelli e specializzazioni. Quello italiano è un iter forte e continuo, che integro periodicamente con esperienze significative e sempre più importanti di docenza all’estero. Come libera professionista opero presso istituzioni italiane e internazionali sia pubbliche che private. La mia attività di Floral designer mi permette di esaltare la mia parte più creativa: quella degli allestimenti e delle progettazioni. Seguo alcune aziende del settore anche per consulenze e periodicamente promuovo la mia arte tramite dimostrazioni pubbliche e aziendali. Come la Natura non trattiene nulla, ogni persona ha l’obbligo morale di donare agli altri. La condivisione e la disseminazione è fondamentale per migliorarsi e crescere nel proprio percorso artistico e spirituale. Anche un fiore se non lascia cadere i propri semi è destinato a scomparire. E’ il ciclo della vita e delle cose. Non mi ritengo un “talento”, ritengo invece che ognuno di noi abbia un talento, l’importante è scoprirlo e valorizzarlo. Non è mai troppo tardi.

Le sue soddisfazioni…

Soddisfazioni infinite, continuative, all’ennesima potenza, un numero fattoriale di volte, ma anche delusioni, momenti di profonda amarezza, sconforto, paura di non riuscire, di non farcela, di non fare abbastanza. La mia scala e la mia vita, fin da piccola, sono state in salita e quanto lunga e impegnativa è stata ed è tutt’ora questa salita! Ho scoperto comunque che se vogliamo, in questo percorso non siamo soli e a volte anche le cose più difficili con la giusta ironia possono essere sdramatizzate. Ho scoperto, anche, che non sempre serve essere pignoli e i peggiori nemici di se stessi, a volte la vita e quello che creiamo possono essere migliori se non seguono la linea che avevamo stabilito. Le esperienze internazionali nel mio settore mi hanno temprata e hanno strutturato il mio profilo; premi, riconoscimenti, qualifiche e diplomi, mi hanno riempito il cuore e mi hanno reso orgogliosa del mio percorso, ma sono una donna semplice che vive di cose semplici nella propria quotidianità. Mi emoziono osservando l’alba o un fiore che sboccia, mi sento appagata quando lavoro nella mia azienda e i clienti mi cercano e mi apprezzano anche per le cose semplici, cerco di mettermi in empatia con loro, trasformo in “fiore” le loro emozioni, dalle più gioiose alle più tristi. Mi sento importante nell’insegnamento, quando “trasformo” le persone… ebbene sì… mi chiamano il “Duce” perchè sono autoritaria, ma ho la responsabilità di formare dei professionisti. E’ una soddisfazione enorme quando accolgo delle persone che si presentano come gommisti, parrucchieri, infermieri, sarti, ingegneri, architetti, commercialisti, avvocati, impiegati, ecc. che  mi dicono di voler diventare dei fioristi e aprire il loro negozio di fiori; la soddisfazione enorme è quando arriviamo all’obiettivo e presuntuosamente posso dire di non aver mai fallito. La mia ambizione mi porta a dare il massimo in tutto, tutto deve essere e diventare come io lo voglio e l’ho pensato, questo è il mio approcio soprattutto negli allestimenti e nei concorsi che non sempre vinco, ma dove, devo e voglio lasciare il segno. Devo differenziarmi e così è stato anche per il concorso internazionale svoltosi alla Reggia di Venaria a Torino del 16 marzo scorso sul tema di Leonardo da Vinci dove ho partecipato come “scuola” con i miei ragazzi del Piemonte e dove impegno, creatività, ricerca e ingegno, si sono abbracciati piacevolmente.

Dietro una sua opera ci sono sicuramente talento, ricerca, passione. Cos’altro?

Amore, rispetto, creatività, istintività strutturata e allenata, studio e finalità… e forse tanto altro, a volte anche simbolismi e messaggi subliminali… il linguaggio dei fiori è misterioso e profondo.

La natura, i fiori, sono uno strumento eccezionale per sviluppare i nostri sensi. Quanto è importante questo nella comunicazione della sua arte?

E’ tutto! Solo una persona sensibile  e predisposta naturalmente al bello, all’armonia può cogliere sensorialmente la natura e i fiori. Gli altri non ne possono avere percezione, sono sensazioni a loro sconosciute che scivolano via nel loro quotidiano, ma ritengo che ogni persona possa essere educata e istruita alla consapevolezza del potere dei sensi e all’apprezzamento del bello. 

Lei è un esempio di chi, volando alto, è riuscita a superare le montagne (la mentalità) che delimitano i confini della nostra terra, portando la sua arte lontano e facendola apprezzare ai più. Cosa vede al suo orizzonte?

Con molta umiltà e consapevolezza ritengo di non aver mai volato alto, l’altitudine mi fa paura e i voli pindarici come le potenziali cadute fanno male. Ritengo invece di avere scelto un percorso in salita e a volte mi sento una pioniera in quello che faccio; mi sembra di delineare una strada che non ha percorso nessuno o forse altri a modo loro. Sul mio sentiero non vedo nessuno, vedo solo il sole che mi illumina il tracciato ogni giorno, ma il sole se lo vogliamo brilla per tutti. Non ho superato le montagne, le sto ancora scalando con fatica e impegno, ma sono ben equipaggiata con scarponi e caschetto per evitare qualche colpo in testa e di testa; cerco, se posso, di non guardare indietro, faccio comunque tesoro dei miei errori. La mentalità non si cambia; forse il trucco, se così lo posso chiamare, è quello di rispettare ogni posto e ogni persona e realtà sociale per quello che possono darti senza cambiare nulla ma cercando di trovare una sinergia produttiva. Certo, ammetto che oltre i nostri confini la mia arte ha più possibilità di essere apprezzata e alcuni ambienti la stimolano maggiormente. Oltre l’orizzonte non voglio guardare, mi fa quasi paura guardare troppo in là… spero solo  in cose belle e positive ma… è l’augurio che farei a chiunque.

“Tutti meritiamo il meglio se lo vogliamo intensamente con il cuore e, a volte, anche quello che abbiamo è già tanto, se è illuminato da un raggio di sole e condiviso con le persone che amiamo”.

Foto e testo scritto dell’intervista integralmente forniti da Nadia Leita.
(Copyright Nadia Leita-giugno 2012)

 

Contatti

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SOFIA COPPOLA

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Dita von Teese und Theo Hutchcraft beim “Cartier Queen’s Cup Polo Day” in England

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NATALIE PORTMAN

Entertainment Weekly by James White, February 17th 2006

photo by Libri antichi online – Studio bibliografico Apuleio

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YULIA TYMOSHENKO

usa l’iPad durante il processo alla Corte del Distretto di Pecherskiy a Kiev

 

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STELLA MCCARTNEY

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Peggy Porschen, the cakedesigner

A soli 35 anni la tedesca Peggy Porschen dirige un impero di pasta di zucchero e vaniglia da un lezioso parlour in boiserie rosa nel quartiere upper-class di Belgravia, a Londra. Le sue creazioni eleganti, pulite e molto femminili, sono ammirate e imitate dai cakemaniaci e dai cakedesigner di tutto il mondo che si contendono i pochi posti disponibili ai corsi che miss Porschen tiene presso la sua accademy. “L’insegnamento è  l’aspetto che amo di più del mio lavoro” dice Peggy Porschen, “è estremamente gratificante poter passare ad altre persone le proprie conoscenze”. “Il mio stile” spiega Peggy “è ispirato da porcellane, illustrazioni, interior design, cartoleria raffinata, wallpaper, fiori, abiti e accessori di Chanel e Chloé”.

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Susie Woolf è una signora di Formula Uno. Susie ha quasi trent’anni ed è la moglie di Toto Woolf, azionista della Williams. Proprio la Williams ha ingaggiato Susie, come pilota collaudatore. I bookmakers inglesi offrono a 17 contro 1 la scommessa che la bella signora, che ha fin qui disputato più di 60 gare senza vincere, corra contro Alonso e Vettel. Ma i bookmakers sono maschilisti: offrono a 26 contro 1 che una donna sia pilota ufficiale nei prossimi dieci anni, e a cento contro 1 che vinca.

Del resto le statistiche sono con loro; fino a oggi una sola donna è andata a punti nella storia di questo sport: l’italiana Lella Lombardi. Lella veniva giù per i tornanti del colle del Turchino dando più gas che poteva al furgone del papà macellaio e norcino: doveva andare nella Riviera Ligure a vendere carne e salumi. Aveva 19 anni. Raccontano che il chiodo fisso della velocità Lella se lo fosse conficcato una volta che l’avevano caricata a braccia su un’Alfa Romeo.

Ragazzina, s’era fratturata un polso durante una partita di pallamano. Sdraiata sul sedile non pensava al dolore, al gesso, a tutte quelle cose lì: s’era lasciata affascinare dalla velocità della macchina e ascoltava il suono del motore. Definitivamente conquistata. Del resto, il brivido dello sprint l’aveva già provato più d’una volta quando a otto anni era stata vista al volante del veicolo di papà per le strade di Frugarolo, il paesino dell’alessandrino, duemila anime, dove era nata nel 1941 che Lella poi, con l’unica civetteria che si sia permessa, aveva postdatato al 1943.

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BARBARA CASASOLA

photo by avenue32.com

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GRACE KELLY

photo by altfg.com

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CLAUDIA SCHIFFER

photo by selectism.com

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FRIDA GIANNINI

photo by youtube.gucciguilty.com

Holiday Time

STEVE & NEILE

photos by LIFE

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FEDERICA PELLEGRINI per Yamamay

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ANGELA PINTALDI

(foto da cirozizzo.com)

Angela Carrubba Pintaldi, nata a Siracusa sull’isola di Ortigia nel 1960, è sempre stata attratta dalla creatività e dai suoi innumerevoli linguaggi. I suoi gioielli raffinati le hanno asscurato una grande notorietà. Oggi continua il suo percorso sperimentando video e performance. Torna sulla scena milanese con i suoi lavori: una decina di tele fortemente materiche che sviluppano un gioco di rimandi tra sacro e profano. Opere è il titolo della mostra allestita alla Galleria Rossana Orlandi fino al 31 marzo.

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DIANA LUNA

La 29enne golfista romana è la prima donna al mondo che è riuscita a conquistare un titolo open senza perdere un colpo. Nel 2011 ha messo in bacheca due titoli open, successi che hanno rafforzato l’immagine della bella campionessa scelta come testimonial da Land Rover per il lancio del nuovo suv sportivo Evoque. Ma non solo. Diana è stata scelta anche dalla Federerazione italiana come ambasciatrice del golf accanto a Matteo Manassero. (foto da no.wikipedia.org)

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Ciao WHITNEY!

(foto da classicwhitney.com)

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SOFIA BARATTIERI

(foto da magazine.motilo.com)

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JENNIFER EGAN

(foto da bbc.co.uk)

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ROSSANA ORLANDI

(foto da marieclaire.it)

Yuja Wang, sexy piano

 

Beato chi ha potuto ascoltarla ed ammirarla qualche giorno fa presso la Sala Filarmonica di Trento.

Il suo nome in mandarino significa dolce piuma, ma nel mondo della musica classica è già un peso massimo. Nata a Pechino, figlia d’arte, a sette anni era già un talento del Beijing’s Central Conservatory of Music dove ha studiato prima di trasferirsi al Mount Royal College Conservatory a Calgary in Canada e quindi al prestigioso Curtis Institute of Music a Philadelphia. Ora a 24 anni è considerata la risposta femminile a Lang Lang al quale l’accomuna la direzione di Gary Graffman, sotto cui ha perfezionato la sua musica.

Allo straordinario talento e ad una tecnica prodigiosa che le permettono di spaziare in assoluta nonchalance da Prokofiev a Béla Bartok, unisce un’immagine sexy tale da mettere in subbuglio il mondo della musica classica. Una sensualità concentrata in 45 chili per un metro e 50 di altezza, un prodigio formato mignon ma con la forza del dragone. E il suo look abituale, composto da mini e abiti striminziti che le fasciano il corpo da bambola, ha attirato la severa critica americana che lo ha giudicato troppo audace e inadatto al palcoscienico della classica. Cosa che non le ha comunque impedito di esibirsi nei massimi templi della musica, dalla Scala alla Carnegie Hall con le maggiori orchestre e contesa dai piu celebri direttori.

Il suo primo album, Sonatas & Etudes del 2009 ha ricevuto una nomination ai Grammy ed il prossimo, la giovane pianista, lo inciderà con la direzione di Claudio Abbado. Intanto è testimonial dei pianoforti Steinway e del marchio Rolex.

In occasione del concerto di Trento, tra i due Steinway della Filarmonica, Yuja Wang ha scelto di suonare quello del 1952, contraddistinto da sonorità rotonde e avvolgenti, qualità timbriche meno presenti nell’altro strumento, della metà degli anni ‘70, caratterizzato da un timbro più asciutto e da una rispondenza percussivamente più icastica.

Il concerto ha regalato grandi emozioni ad un pubblico numerosissimo ed entusiasta, a partire dall’inizio da brivido. Durante l’«Étude-tableau» n. 4 di Rachmaninoff, un inconveniente tecnico ha costretto Yuja ad interrompere la sua esibizione: un fiocco di feltro, staccatosi, impediva il funzionamento di uno degli smorzatori. I tecnici di Steinway hanno rimediato all’inconveniente a tempo di record e il concerto ha potuto riprendere con una Wang che ricominciando dal primo brano, ha proseguito, come nulla fosse successo.

 

TESTO – ds ispirata da Stefania Cubello su Ladies

FOTOGRAFIA – orchestramozart.com

MUSICA – Chopin Piano Suonata No. 2 Part. 01 http://www.youtube.com/watch?v=Q_vBl5rBRpk

 

 

 

 

 

Segreto di stile – Personaggio n° 6

INDIZI

Pochette scamosciata con profilo a catena, Giorgio Armani Pochette di saffiano profilata di vernice, Prada Mascara Volume, Yves Saint Laurent Primavera/Estate 2012, Etro Primavera/Estate 2012, Emporio Armani Abito di seta, Max Mara Orologio d’oro, Frey Wille Tracolla con logo, Hermès Giacca con bottoni, Lavand Sandalo con fiore più strass, Prada Solitario con perla, Merù Occhiali tondi, Trussardi Eyewear Cappotto pied-de-poule, Maria La Rosa Ballerina con fibbia, Salvatore Ferragamo Décolleté con cinturino dorato, Vicini Guanti con la fibbia, Hermès Sandalo di pitone con plateau, Gucci Décolleté con fiocco, Twin-Set Simona Barbieri Custodia iPad, Tod’s Cappotto, Max Mara

 

GIU’ LA MASCHERA

E’ JACQUELINE KENNEDY, ereditiera

 

(testi e fotografie, ds ispirata da Elle)

Segreto di stile – Personaggio n° 5

INDIZI

1. Giacca due bottoni di lino e viscosa con tasche applicate, Paoloni 2. Giacca monopetto in tessuto effetto rafia con disegno principe di Galles, Ermanno Scervino 3. Giacca due bottoni in cotone e seta con dettagli in filato, Zilli 4. Mocassini in pelle, Tod’s 5. Mocassini di pelle con morsetto horsebit di metallo, Gucci 6. Borsone in cavallino con doppio manico e tracolla, Fontana Milano 1915 7. Impermeabile di cotone spalmato con collo camicia e cintura in vita, Herno 8. Polo in piquet di cotone, U.S. Polo ASSN 9. Gilet in cotone a quadri, Hackett 10. Mocassini di velluto effetto trompe-l’oeil, Arfango 11. Papillon di seta, M. Cilento 1780 12. Papillon di seta, Polo Ralph Lauren 13. Papillon multicolor in filato di seta, Gallo 14. Pantaloni in gabardine strech, Brooksfield 15. Pantaloni con piega, Jey Coleman 16. Pantaloni a quadri, Braddock 17. Cintura in cuoio, Orciani 18. Camicia di cotone a quadri con interno collo floreale, Sonrisa

 

 

GIU’ LA MASCHERA

E’ LORD GEORGE GORDON BYRON, poeta

 

(Testi e fotografie, ds ispirata da Gentleman)

Paradigmi

 

MARPESSA

Paradigmi

MARLENE DIETRICH

Segreto di stile – Personaggio n° 4

INDIZI

Biker di pelle e sciarpina di cotone stampata a pois effetto dégradé, Diesel Clutch con pietre, Yves Saint Laurent Orecchini d’oro e zaffiri neri, Dolce & Gabbana Girocollo con maxi medaglione, Dior Cuffie pieghevoli, Prada Rossetto Rouge n. 132, Lancome Pelliccia ecologica Uniqueness by Alessandra Facchinetti Abito nero in pizzo, Ermanno Scervino Pochette con doppie zip e monogram impresso a caldo, Louis Vuitton Mascara Absolue, Lancome  Abito senza maniche di micro rete trasparente doppiato di paillettes, Diesel Ankle boots di camoscio azzurro con zeppa, inserti di pelle e cerniera, Diesel

 

GIU’ LA MASCHERA

E’ ASIA ARGENTO, attrice

 

(Testi e fotografie, ds ispirata da Elle)

Segreto di stile – Personaggio n°3

INDIZI

1. Polacchini in suède, Moreschi 2. Mocassini in canvas, Fratelli Rossetti 3. Jeans cinque tasche, Roy Roger’s 4. Maglia in baby cashmere con scolllo a V, Loro Piana 5. Sciarpa in cotone stampato, Woolrich 6. Giacca in lino con coulisse in vita, Murphy & Nye 7. Pull tricot di cotone con stramature, Ermanno Scervino 8. Camicia di seta stampata, Roberto Cavalli 9. Giacca di lino tre bottoni, Luigi Bianchi Mantova 10. Camicia in lino a righe, Del Siena 11. Camicia di lino bianca, Gant 12. Camicia verde di lino, Brooksfield 13. Camicia di cotone a maniche corte, Bagutta 14. Polo di cotone mélange, Heritage 15. Occhiali da sole, Tom Ford Eyewear by Marcolin 16. Pantaloni cinque tasche in cotone strech, Mash 17. Cintura di suède e corda, Corneliani 18. Pantaloni di cotone stone washed, All41 Marco Pescarolo

 

GIU’ LA MASCHERA

E’ ROBERT REDFORD, attore

 

(Testi e fotografie, ds ispirata da Gentleman)

Paradigmi

ASIA ARGENTO

(foto da cryosites.com)

Segreto di stile – Personaggio n° 2

INDIZI

4. Stivaletti di cavallino, Stefanel 5. Abito di seta stampata animalier, Blumarine 6. Mocassini con profili di vernice, Geox Respira 7. Borsa Peekaboo con interni maculati, Fendi 8. Bangles in oro giallo con inciso motivo animalier, Giovanni Raspini Gold 9. Stivali alti in cavallino stampa ocelot, Stuart Weitzman 14. Borsa di vernice, Ermanno Scervino 15. Décolleté di camoscio con plateau interno, Giuseppe Zanotti Design 19. Anello Colpo di fulmine, in oro bianco con granato e brillantini, Pomellato 21. Sandali di pelle scamosciata con dettagli di pelle dorata, Dior 24. Stivali di montone, Azzaro 28. Foulard di seta stampata, Salvatore Ferragamo 31. Borsa minaudier petit tresor con pietre applicate, Louis Vuitton 32. Sandali di seta con dettaglio intrecciato sulla caviglia, Sergio Rossi 34. Tubino in maglia di lana, Blumarine 40. Borsa It Bag di satin e camoscio, Diego Dolcini 41. Anello in oro giallo con diamanti, tsavoriti, tormaline rosa e rubelliti, Chanel Joaillerie 42. Occhiali da sole Dior Paname, Dior 43. Orecchini in oro giallo ametiste e peridoto, Bulgari

 

GIU’ LA MASCHERA

E’ MATA HARI, spia

 

(testi e fotografie, ds ispirata da Ladies)

Segreto di stile

E’ tempo&modo di Carnevale.

Ogni volta, un personaggio si nasconde dietro una maschera di stile. Ogni puntata, con grande ironia, ruberemo dal suo guardaroba degli indizi, abiti e accessori, che ci guideranno alla scoperta del suo volto.

Ma il vero scopo del gioco, non è scoprire l’identità del famoso personaggio, me è rubarne lo stile, travestendoci da… 

A Carnevale, ma non solo.

 

Paradigmi

RICHARD ASHCROFT

(foto di mybestlife.com)

Paradigmi

JANE BIRKIN

(foto di the-fashionfox.blogspot.com)

Paradigmi

ELEONORA ABBAGNATO

(foto di magazine.excite.it)

Paradigmi

LI BINBING

(foto da beautifulasianartists.blogspot.com)

Paradigmi

 

CHARLOTTE CASIRAGHI

(foto da rdujour.com)

Paradigmi

Cristiana Collu (fotografia di gianlucavassallo.it)

Paradigmi

Pascal Barbot (foto di redvisitor.com)

Paradigmi

Lang Lang (foto blog.rti.org.tw)

Paradigmi

Amelia Earhart (foto danzine.wordpress.com)

Paradigmi

 

PENELOPE & WOODY

photo by cinema.tuttogratis.it

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                                               Monica

(foto zapster.it)

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Audrey Hepburn sul set del film “Guerra e pace” -1955

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Lennon&McCartney (musicartinsanitywhatever.blogspot.com)

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Rania di Giordania (milanostile.it)

 

Paradigmi

foto vitatrentina.it

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Monica Bellucci

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Stanley Kubrick

STANLEY KUBRICK

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Casablanca

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“Anche se sei il mio opposto, sono pazza di te!”

Paradigmi

Ralph Roberts, Marilyn Monroe, Paula Strasberg   by Ernst Haas su www.ralphroberts.com

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Ayrton Senna (adv Liu Jo)

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bbardo_st_trop_1963t

BRIGITTE BARDOT & SAMY FREY

as neihgbours on their Riva in Saint-Tropez harbour in 1963 – Archivio Wikipedia

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Sofia Loren e Salvatore Ferragamo

http://lauren5thavenue.blogspot.com

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David Lynch& Isabella Rossellini by Helmut Newton 1986. su www.sentireascoltare.com

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                                            Sir Mick Jagger

 

 

 

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Kelly&Stewart in “La finestra sul cortile”

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Paul Newman at the Actors Studio, New York City, 1955. By Eve Arnold/Magnum Photos su http://abrancoalmeida.com/

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             Oriana Fallaci

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Silvina Larrea y Pablo Pouchot

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     ELIZABETH TAYLOR

  Improvvisamente l’estate scorsa

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Ecco, così io vorrei…

by Henry Cartier-Bresson   

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