Bellezza liquida

feat. Hybrid di Seletti in acqua di torrente trentino

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“Sono solo, veramente solo, veramente libero…”

bDopo aver avuto Parigi ai suoi piedi, dopo aver vissuto intensamente la vita e tutti i suoi piaceri, Maupassant fugge in Costa Azzurra e prende il largo sul “Bel-Ami”. Vuole liberarsi dalle sofferenze, dai ricordi e dalle allucinazioni che lo turbano, dalla sua mente abitata dai fantasmi. Ma sull’acqua, nel sole del Sud, si sente libero, ritrova se stesso, dimentica. L’acqua è lo sfondo di questo breve diario nautico, in cui Maupassant libera la sua fantasia creatrice, la sua vigorosa personalità letteraria.

 

Sull’acqua. Da Saint-Tropez a Montecarlo. Guy de Maupassant

Dolcevita Starpool, la più bella d’Italia

Si chiama Dolcevita Wellness & spa ed è stata eletta la miglior piscina d’Italia.

La Starpool, azienda leader nel settore di Ziano di Fiemme, si è aggiudicata l’Italian  Pool Award 2012 con questo straordinario spazio indoor dedicato all’acqua, realizzato all’interno dell’Area Acqua Spa dell’Hotel Sayonara di San Martino di Castrozza, in Trentino.

La Dolcevita è un’ampia piscina interna che si collega all’esterno con una parte dotata di postazioni idromassaggio, dalla quale è possibile godere dello spettacolo della natura e dell’incanto delle Pale di San Martino.  

Un mare d’acqua trasparente, accompagnato da uno spazio dedicato al benessere con lettini ad aria che creano movimento d’acqua per massaggiare delicatamente il corpo e da zone relax, dove luci e colori avvolgono con il loro calore, per uno stato di dolce piacere.

Per approfondire: http://www.hotelsayonara.com/uploads/media/suite_benessere_55.pdf

Gift List, il pensiero giusto alla persona giusta

 

Cosa SALMERINO AFFUMICATO TROTA ORO

Per chi Per tutti coloro che amano concedersi qualche volta,  il lusso di mangiare un pezzo di Trentino e di sentirlo pure.

Perché Qui del sano campanilismo ci sta tutto. Anzi, di questo orgoglio d’azienda che opera nel mio paese natale me ne vanto proprio. Ma passiamo al Salmerino affumicato. È un prodotto di nicchia destinato a consumatori esigenti che ne sanno apprezzare la delicatezza. Accurate e ricercate sono le fasi di lavorazione: allevato nelle fresche acque dei torrenti del Parco Naturale Adamello Brenta, filettato, salato a mano con sale dolce di cervia e zucchero di canna equosolidale dall’Equador, viene infine affumicato bruciando segatura di legni pregiati di alta montagna.

Visto affogato al Ferrari Perlé Rosé alla Locanda Margon

Dove Trota Oro in Loc. Isolo 1 a Preore (TN) Tel 0465.322773 info@trotaoro.it www.trotaoro.it

Con ritmo adagio

Ci sono luoghi per ritrovarsi e per ritrovare un ritmo di vita ormai perduto. Lo abbiamo visto con l’antica segheria veneziana e con la vecchia fucina.

Oggi respiriamo l’atmosfera di un mulino ancora in uso. L’incontro con il vecchio mugnaio è un viaggio nel passato, ottantacinque anni trascorsi al mulino, una vita con ritmi ben scanditi, un rapporto particolare con l’acqua.

Racconta capitoli della sua storia con la passione di chi ha sempre creduto nel proprio lavoro, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.

Ciò che si respira è la forza di una famiglia che ha saputo tramandare un lavoro, una tradizione, dei segreti. E questo è stata la loro forza e la loro eternità. In questo luogo, proprio perché sono stati il “sangue” e la passione ad unire le varie generazioni di mugnai, tutto si è conservato nei secoli, originale, vero, autentico.

E’ solo l’acqua che scorre all’esterno, l’unica cosa diversa da se stessa, da sempre. L’acqua scende incanalata nella gora (canale) e nella doccia (canale in pendenza) costruiti in larice. Fanno funzionare le due ruote, una per macinare e per muovere i palmenti della tramoggia, una per la pulizia e per muovere il ventablo.

E’ facile immaginare la storia ed il percorso di quest’acqua che inizia da una sorgente, per poi scendere attraverso i boschi, con ritmi diversi, un altissimo salto di una cascata o il languido corso di un ruscello.

Il ritmo scandito dal passaggio dell’acqua all’esterno del mulino si rispecchia eccezionalmente nell’attività interna della struttura. I suoni e i rumori si intercalano e si ripetono inesorabilmente all’infinito.

E’ facile chiudere gli occhi e sentire questa “sinfonia”, ritrovandosi.

 

TESTO – ds ispirata da “Memorie d’Acqua” (Donatella Simoni, Roberto Vacis – Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis in “Memorie d’acqua”

MUSICA – adagio in G minor albinoni http://www.youtube.com/watch?v=CZ_xL3GusHw&feature=fvwrel

 

Starpool, dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima

www.starpool.it

 

Gift list, il pensiero giusto alla persona giusta

Cosa BROCCA E BICCHIERE DI CRISTALLO DA COMODINO

Per chi Per chi ama copiare il lusso dei dettagli attingendo dal passato, dove il tempo, scandito lento, e talvolta la necessità di un gesto quotidiano, regalavano delle abitudini ormai dimenticate

Perché E’ eccitante concepire la casa come un palcoscenico di un teatro. Allestire le scene per “recitare” una parte nella quotidianità. Dalle antiche dimore vittoriane, fino ai lussuosi appartamenti di Avenue Street, sul comodino o su una consolle della stanza da letto, era predisposto a cura della servitù, un piccolo vassoio d’argento con un brocca d’acqua accompagnata da bicchieri, per la necessità della notte. Il perché è semplice, gli spazi dell’abitazione erano talmente ampi, la stanza da letto era così lontana dalla cucina, da non poterla raggiungere comodamente per un semplice bicchier d’acqua. Personalmente lo trovo un elemento estremamente chic nell’ambito di una stanza da letto, un dettaglio assolutamente frivolo, ma così teatrale!

Visto in parecchi film Hollywoodiani, soprattutto quando la trama suggeriva al marito di ammazzare la moglie con una dose superiore di farmaci

Dove quelli in foto li ho acquistati in un negozio di porcellane finissime a Bad Aibling, a sud di Monaco di Baviera. Come ben si nota, ho accentuato la “teatralità” dell’oggetto, accompagnandolo da una campanelle in argento e un plico di vecchie lettere d’amore legate con un nastro di seta.

Alla ricerca del ritmo perduto

Fermarsi, ascoltare, sentire. Avevo mio figlio in grembo e stavo raccogliendo un’intervista per il libro “Memorie d’acqua”.

Ricordo che era un pomeriggio di maggio e il sole già riscaldava. Ci rivedo, seduti vicini, su una panca in legno a ridosso del muro della vecchia fucina di Rio Caino, il fabbro ed io, a raccontarci di acqua, di ferro, di storia e di politica. Geronimo parlava quasi sottovoce e scandendo bene le parole, mentre Gianmarco ed io ascoltavamo affascinati.

Un fabbro che ha imparato il mestiere da suo padre e che ha trascorso la sua vita nella sua fucina. Produce ancora attrezzi agricoli e oggetti in ferro su richiesta, sempre nella vecchia fucina ad acqua, sempre con antichi attrezzi e antiche modalità, come da sempre è stato.

Un incontro importante quello con il vecchio fabbro, alla scoperta di un rapporto molto intenso, quello tra un uomo e l’acqua.

Si può dire che per quest’uomo ormai segnato dagli anni e dal suo duro lavoro, l’acqua sia stata e sarà sempre il suo “chiodo fisso”. Una preoccupazione costante, quotidiana, negli anni: la portata dell’acqua, una risorsa legata alla natura, un rapporto di fiducia talvolta imprevedibile, forse ingestibile.

Il torrente che scorre sulla porta di quella che ormai è la sua casa, è molto impetuoso. Il rumore è molto forte. Il fabbro si è abituato a questa presenza costante e rumorosa, anzi più è forte, più è rassicurante. Sembra non poterne più fare a meno.

L’acqua nella fucina è una presenza importante, ingombrante, è l’assoluta protagonista. Quel rumore è diventato parte integrante della fucina e della vita quotidiana e talvolta, serve addirittura a “lenire” il rumore cieco del maglio. Quando spegne l’acqua perché il maglio non lavora, gli sembra che la sua fucina sia sorda. Parole sue.

Il suo lavoro è fatto di molta manualità e di rumori. L’acqua accompagna il suo fare, scandendone il ritmo, con allegria.

Un mondo antico quello della fucina, fatto di luci, rumori e odori di antica memoria che accoglie una vita dedicata al ferro e alla lavorazione della sua plasmabile anima. Da visitare, intatta nella sua atmosfera, aperta a chi spera di trovare qui quel ritmo perduto che nella quotidianità d’oggi, tanto ci manca.

Sentiero Etnografico di Rio Caino a Cimego. Per info: Consorzio turistico Valle del Chiese Tel. 0465.901217

 

TESTO – ds ispirata da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds

MUSICA – rhythm is a dancer snap http://www.youtube.com/watch?v=4cT3hQUIa6M&ob=av2n (che ricordi…)

 

Natura terapeuta

Ritengo che i nostri ragazzi abbiamo davvero bisogno, oggi più che mai, di imparare a “fermarsi”, ad “ascoltare” e a “sentire”.

Un’esperienza singolare ma sicuramente intensa è portarli a visitare un’antica segheria veneziana.

“La segheria non è uno strumento di lavoro ma di conoscenza”. Questo è il saluto di accoglienza del segantino che apre le porte a un mondo lontano, dove il tempo sembra non essere mai passato.

Seduto su un bancale di assi di larice profumato, inizia il racconto di una lunga storia che ha come protagonisti l’acqua, il legno e la luna. Racconta di un segantino che conosce intimamente il bosco e le varie essenze, che rispetta i cicli lunari e aspetta quando il bosco si addormenta per procedere al taglio. Racconta delle sette essenze che compongono un’antica segheria ad acqua, il larice, l’abete bianco e rosso delle assicelle ammortizzatici, il melo e il pero selvatico tagliati con la luna calante di novembre ed essiccati fino a sette anni, la betulla, il faggio, il frassino e il maggiociondolo, considerato un’essenza negativa, notturna, amica della luna.

E’ una storia che parla di una co-partecipazione con l’ambiente, di una profonda e intima conoscenza della natura e delle caratteristiche del territorio.

L’antica segheria è immersa nella natura, tra distese di boschi e prati di alta montagna. Il suono dell’acqua del torrente che scorre a pochi metri è così forte da non sentire altro rumore, nemmeno la voce di una persona vicina. E’ più facile quindi invitare i ragazzi ad utilizzare gli altri sensi. Così, si lasciano inebriare dal forte profumo delle essenze tagliate e accatastate all’esterno.

Un’esperienza arricchente per loro e per noi, da vivere insieme, da portare a casa per ritrovare quel ritmo naturale che stiamo lentamente perdendo.

Segheria veneziana in loc. Molini di Pondasio a Malè Maurizio Bontempelli tel. 339 6306746.

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – Agh

MUSICA – natural mystic bob marley http://www.youtube.com/watch?v=YKtX6cf0_0A

 

Artigianato tecnologico sull’acqua

E’ il momento. Te lo senti dentro. La scenografia, che sia essa lago, mare o oceano, fa da cornice ad una simbiosi perfetta tra acqua e aria. Poi ci sei solo tu e la tua tavola, un legame che inizia quando la vedi la prima volta, ancor più quando la immagini prima che le abili mani di un artigiano la realizzino.

C’è qualcuno sul Garda, capace di concretizzare l’oggetto dei tuoi desideri, la tua compagna ideale di queste avventure. Basta pensare che in tutta Europa sono solo in dodici che sanno costruire artigianalmente tavole da surf, per comprendere l’esclusività di questo mestiere, dove manualità ed innovazione lo trasformano in un’arte.

Si tratta di un artigianato tecnologico, evolutosi negli ultimi anni in tecnica della progettazione e nella costruzioni di queste attrezzature puntando principalmente ad un obiettivo: realizzare tavole sempre più leggere.

Il prodotto è di altissimo livello, riservato esclusivamente ad un cliente estremamente esigente. Le tavole vengono realizzate su misura, utilizzando fibre di carbonio sottovuoto. Per una tavola ci vogliono 40 ore di lavoro dalla progettazione alla lavorazione, poi il prototipo viene testato nella zona settentrionale o meridionale del Lago, a seconda delle stagioni.

Una passione che nasce da lontano, dopo il lavoro di carrozziere, portando via un pezzo di tavola rotta lasciata sulla spiaggia del Lago da un famoso surfista e portandolo nel laboratorio di un amico orefice. Erano solamente degli strati di fibra di vetro con anima in polistirolo. E’ nata così la sua prima tavola che dopo le prime prove in acqua, lo ha catapultato irreparabilmente nel mondo del windsurf.

Lo spirito che anima questo artigiano è unico, investire sull’esperienza acquisita e sperimentare nuovi materiali e metodologie. E poi c’è l’attenzione verso il nuovo ma sempre in linea con le tendenze del mercato. Accanto al lavoro artigianale, dove il progetto di una tavola rasenta la maniacale perfezione – la tolleranza di errore nella simmetria di queste tavole è di un solo millimetro – c’è l’utilizzo delle ultimissime tecnologie e metodologie di lavoro.

All’interno del laboratorio, le tavole sono esposte come quadri in una pinacoteca. Materiali, forme, colori. Sono opere d’arte. La loro unicità, il loro valore, li puoi percepire e vedere. E’ facile comprendere che per questo artigiano, realizzare e vendere una tavola significa vivere e condividere delle emozioni.

 

TESTO – ds da “Memorie d’acqua”

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis

MUSICA – Nobody Rides for Free Ratt http://www.youtube.com/watch?v=pkFnLwqACt4

 

“Memorie d’acqua”

Memorie d’acqua” è il primo volume di una collana di libri fotografici dedicati all’artigianato promossa dal Servizio Attività Culturali della Provincia di Trento. E’ un viaggio che racconta con immagini e parole, lo speciale rapporto di fatica e di creatività che lega il mondo degli artigiani a quello dell’acqua. Storia, tradizione, memoria ma anche innovazione tecnologica; antichi saperi e mestieri che hanno segnato e segnano la vicenda umana ed economica del nostro territorio: dallo zattiere alla fucina, dall’arrotino alla lavandaia, dal birrificio alla costruzione di surf, dalle turbine idrauliche alla segheria veneziana, dal fotografo al pastificio. I testi sono curati da me, le fotografie sono di Roberto Vacis.

In attesa della pubblicazione di “Memorie di fuoco”, prevista a breve, Walter Nicoletti, giornalista e scrittore trentino recensisce il primo volume.

Da Platone ai giorni nostri l’umanità si è continuamente misurata con gli elementi fondamentali dell’esistenza. La terra, il fuoco, l’aria e, quindi, l’acqua. Acqua fonte di vita e di energia. Acqua come sentimento e suggestione, ma anche elemento essenziale per individuare l’identità territoriale di una comunità.

La prosa di Donatella Simoni e le fotografie di Roberto Vacis creano quella che si chiama una suggestione fuori da ogni spartito. Non una sommatoria di racconti “aziendali”, ma la narrazione di un legame sentimentale: una storia dei particolari, delle sfumature che accompagnano il lavoro manuale e intellettuale dell’artigiano. Il racconto coglie il non detto e a volte il non visto per descrivere l’attualità, il forte connotato di modernità che permane, resiste e si ripropone ogni giorno nell’arte della distillazione così come nella bottega del fabbro, nel laboratorio alimentare o nel birrificio artigianale.

Una serie di istantanee colte lungo i maggiori corsi d’acqua trentini alla ricerca del forte legame economico, identitario ed artigianale con questo elemento della vita. Memorie d’acqua” è un tributo sentimentale all’artigianato trentino e ai suoi protagonisti storici. Alla loro manualità e al loro forte legame con le risorse, in questo caso idriche, del territorio.

Nasce così un racconto fatto di tante istantanee che ci accompagna alla scoperta e alla definizione di quello che chiamiamo concetto di identità. Siamo quello che siamo perché nei secoli abbiamo costruito determinate culture materiali legate alle forze della natura che ci circonda. Siamo anche un popolo d’acqua, legato alla regimentazione delle acque così come al loro utilizzo idraulico ed alimentare.

Ed oggi, nel tempo della globalizzazione e della ricerca di un nuovo legame fra economica e territorio, risulta determinante illuminare le memoria sugli elementi fondamentali della vita e dell’ecologia umana. Il ritorno alla terra nel suoi svariati elementi è un’esigenza che chiama in causa la finitezza del mondo, i tanti limiti dello sviluppo e la necessità di riscoprire nuovi equilibri con la natura. Per questo il lavoro di Donatella Simoni e Roberto Vacis è stato apprezzato anche fuori dal cosiddetto circolo degli addetti ai lavori. E’ un invito a riconsiderare le risorse locali e la forza dell’artigianato. E’ una sollecitazione, che può diventare permanente, a riconnettersi con il “saper fare” e con la dimensione territoriale dell’economia per rivalutarla all’insegna della sostenibilità e di quello che in tanti chiamano sviluppo durevole.

Il racconto delle esperienze umane legate al territorio e la descrizione dei legami con le forze della natura rappresenta infine anche un nuovo esercizio che molti narratori e cronisti come Donatella stanno intraprendendo per comunicare una grande risorsa sempre attuale: il sapere artigiano. Il racconto diventa in questo modo parte integrante di un progetto di economia che dovrà nel tempo caratterizzare tutti i nostri comparti come valore aggiunto rispetto alla produzione in sé. Elemento distintivo e competitivo da contrapporre al “Made in the World” di una globalizzazione senz’anima e senza garanzia per il consumatore finale.

Dalla storia, dalla tradizione, dalle forme materiali dell’identità possiamo apprendere una grande lezione di attualità. Questo libro è un invito ed un contributo in tal senso.

 

 Per info: Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento tel. 0461.496909

Trota e salmerino lavorati sapientemente da abili mani artigiane

Acque gelide, sapori unici.

L’unicità di un territorio che ha saputo conservare il suo equilibrio naturale, oltre che all’esperienza e dalla tradizione che in esso vengono coltivate da secoli, sono le peculiarità della lavorazione della trota e del salmerino.

Sono le acque limpide e fredde dei torrenti delle nostre montagne che, oltre a costituire un ambiente unico per quanto riguarda purezza e bassa incidenza di inquinamento ambientale, garantiscono la qualità del pesce.

Infatti, un pesce allevato in queste condizioni naturali, si adatta con la propria temperatura corporea all’ambiente, mangiando di meno e crescendo di conseguenza più lentamente. Il tempo di allevamento sarà più lungo ma il risultato sarà una carne dalle eccezionali caratteristiche di compattezza e dal sapore estremamente delicato.

Il Trentino è molto ricco di acque con caratteristiche qualitative ottimali per l’allevamento della trota iridea. Il ciclo di produzione da carne dura mediamente 18-28 mesi rispetto ai 13-14 mesi necessari ad ottenere la stessa trota in altre regioni.

Il salmerino vive nelle acque fredde e incontaminate dei laghi e torrenti alpini dove viene anche allevato. La sua crescita è molto lenta proprio a causa della bassa temperatura delle acque, la sua carne è compatta e delicata.

La trota marmorata affumicata vine chiamata marmorata perché ricorda i disegni irregolari delle venature del marmo. Vive in acque correnti limpide e ben ossigenate: abita il corso medio e inferiore dei fiumi e si adatta anche all’ambiente lacustre. È in grado di compiere notevoli spostamenti lungo il corso dei fiumi. Il dorso è grigio azzurro scuro con riflessi argentei, sui lati. Ventre chiaro e sfuma dal giallastro al bianco.

La trota iridea vive in acque correnti e lacustri fresche e ben ossigenate con fondali sassosi e resiste a temperature fino a 20 gradi dimostrandosi in grado di adattarsi in molte zone. Nei torrenti alpini tende a discendere verso valle. Vive bene nei grandi fiumi montani e di pianura che abbiano acque correnti e pure.

La lavorazione per ottenere la trota affumicata richiede delle trote salmonate della migliore qualità. Vengono pulite, filettate, poste su delle griglie per essere salate a mano con un metodo a secco molto importante, seguendo gli insegnamenti tradizionali, al fine di ridurre notevolmente il contenuto dell’acqua nel prodotto ed infine sottoposte ad una lenta affumicatura.

Da “Memorie d’acqua” Testi di Donatella Simoni, fotografie di Roberto Vacis -Provincia autonoma di Trento

Trota e salmerino, lavorati artigianalmente, puoi trovarli da Trotaoro Loc. Isolo 1 a Preore (TN)  tel 0465.322773 info@trotaoro.it  www.trotaoro.it

 

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