Impronta di Natale

impronta di natale

La Make-Up Collection Noël/Christmas 2012 di Guerlain viene interpretata da nove donne, nove assassine, nove protagoniste di altrettanti romanzi di Agatha Christie.  Scoperte grazie alle impronte (di bellezza) lasciate inavvertitamente sulla scena. Indizi troppo preziosi per non seguirli. Sulla scena del prossimo Natale.

Le assassine. 1. Marina Gregg (in Assassinio allo specchio). 2. Signorina Gilchrist (in Dopo le esequie). 3. Jacqueline de Bellefort (in Poirot sul Nilo). 4. Christine Redfern (in Corpi al sole). 5. Jane Wilkinson alias Lady Edgware (in Se morisse mio marito). 6. Clotilde Bradbury-Scott (in Nemesi). 7. Elsa Dittisham (in Il ritratto di Elsa Greer). 8. Ruth Lessing (in Giorno dei morti). 9. Lady Bess Sedgwick (in Miss Marple al Betram Hotel).

Gli indizi. 1 Météorites Perles Du Dragon. 2. Shine Automatique 3.  Eye Liner. 4.  Écrin 4 Couleurs 500 Les Ombres Turandot 5.  Shine Automatique. 6. LIU Poudre Iridescente Parfumée Visage, Corps, Cheveux. 7. Vernis. 8. LIU Palette Calligraphie Yeux & Lèvres. 9. Météorites Wulong.

Le immagini delle “assassine” sono ispirate dalle copertine di Karel Thole (Agatha Christie Oscar Gialli Mondadori).

Io (mi) regalo la Make-Up Collection Christmas 2012 di Guerlain, acquistandola qui.

Delizie mortali

Tra i libri in cucina a Casa Campanelle, si trova “Creme & Crimini” (Sonzogno Editore), un vero e proprio viaggio gastronomico fra le opere di Agatha Christie.  In questo speciale ricettario, tra veleni e delitti ingegnosi, si possono imparare succulente ricette e contemporaneamente rileggere brani dai romanzi dell’autrice in un continuo gioco di interrelazione fra suspense, letteratura e piaceri del palato.

Scavare è il mio peccato

Lui: «Potrò mai piacerti? Sono uno scavatore di morti».
Lei: «Ma a me i cadaveri interessano moltissimo!».
Altra battuta di lei: «Poiché mio marito è un archeologo, sono sicura di piacergli anche invecchiando».

Non sono personaggi della commedia dell’assurdo e la strana coppia non è strana affatto. Lei è Agatha Christie, che tutti conosciamo: ottanta romanzi, tradotti in quarantotto lingue, letti in centotre paesi. Forse meno noto al pubblico è lui: Max Mallowan, suo marito, a lungo direttore della British Archaeologiacal School di Bagdad, scavatore di Ur, Ninive, Nimrud e di altri celebri siti archeologici del Vicino Oriente. A lui si deve se l’originario interesse per l’Oriente stesso da parte della grande scrittrice di gialli, un interesse che rientra nel solco di una lunga tradizione di viaggiatrici britanniche verso quel mondo dove i personaggi – a partire da quelli reali – si muovono su grandi ed emozionanti fondali archeologici.

Il viaggio in barca e sull’Orient Express verso luoghi lontani come il Cairo, Damasco e Baghdad, ispirarono alcune delle sue opere più conosciute, tra cui “Assassinio sull’Orient Express”, “Poirot sul Nilo” e ” Non c’è più scampo”. Secondo l’archeologa Charlotte Trumpler, la Christie era ovviamente affascinata dagli enigmi, dai piccoli frammenti archeologici, e lei aveva un dono nel metterli insieme con molta pazienza”.

La ricerca del passato, l’avventura e il mistero, il fascino di paesaggi forgiati dalla sabbia e dalla pietra millenaria, il sole accecante e il vento che sussurra attraverso le rovine, l’ispirazione di leggere camicie in lino e completi kaky, Panama, foulard in seta e pashmine come copricapo.

Ma al di là dell’immaginario, l’archeologia è solamente passione.

La mia è nata alle scuole elementari grazie alla maestra Caterina, coltivata con i romanzi della Christie e vissuta in un’esperienza di lavoro presso la Soprintendenza ai Beni archeologici della Provincia di Bolzano, con la quale per tre anni, ho partecipato ad importanti campagne archeologiche locali, tra cui la necropoli di Elvas (Bressanone) e la città romana presso il covento dei Cappuccini e il Museion a Bolzano.

Ho scavato con picco e badile,  con il sole e il gelo, con le ginocchia a terra e le mani nella terra. Solo con la passione. Un’archeologia lontana dai foulard di seta e dalle pashmine, anche se per me, l’abbigliamento era diventata oltremodo importante, da curare con particolare attenzione, al di là della praticità, a testimonianza del valore della femminilità, comunque. Un’esperienza davvero importante dove il contatto con la terra e il mio passato, il sacrificio, anche fisico, hanno plasmato certi lati della mia identità di professionista.

Penso che sarà un’esperienza che proporrò a Gianmarco, mio figlio, appena ci saranno le condizioni e appena lui sarà in grado di viverla appieno: partecipare ad una campagna archeologica insieme a sua madre. Un ritorno al passato insieme al mio futuro.

TESTO – ds ispirata da ilfattostorico.com

FOTOGRAFIE – nell’ordine, viaggi24.ilsole24ore.com, ilthedellassurdo.blogspot.com

MUSICA – the sheltering sky http://www.youtube.com/watch?v=0vWb99Le9QQ

 

Quel treno dei desideri che val bene una fuga, soprattutto per passione

In amor vince chi fugge? Bene, allora si fugga con stile!

L’Orient Express. Un treno che evoca immagini di glamour e di mistero. La sua storia inizia nel 1883, quando l’imprenditore Georges Nagelmackers creò un servizio ferroviario, due volte la settimana, che da Parigi attraversava l’Europa fino ad Istanbul, ai confini con l’Oriente.

Lo scrittore, giornalista e critico d’arte francese Edmond About scriveva nell’ottobre del 1883 all’inaugurazione dell’Orient-Express: “…I quaranta invitati della società, i parenti, gli amici, i curiosi che ci circondavano alla Gare de l’Est (n.d.r: stazione di Parigi) non credevano ai loro occhi. Durante il viaggio, la società si adoperava a farci conoscere giorno per giorno i cibi nazionali e i nobili vini dei paesi che attraversavamo… Le lenzuola, cambiate tutti i giorni con raffinatezza sconosciuta nelle case più ricche, esalano un delicato profumo di bucato, e i miei due compagni di camera esemplari… Notiamo ancora un’altra cosa che non ci lascia indifferenti: la carrozza-ristorante, dove si fa una così buona cucina….”

È la Compagnie Internationale des Wagons Lits a fornire i lussuosi vagoni e l’ammirevole personale. Col passare degli anni e dei passeggeri, che si alternano fra nobili, scrittori e benestanti, la reputazione dell’Orient Express si consolida, l’ostentazione del lusso e l’ottimo servizio (cucina raffinata, posate d’argento, personale delizioso) sono punti cardine della sua storia. Fu simbolo della Belle Epoque, là sopra nascevano complotti, amori, affari, nuove visioni del mondo e assassinii.

Purtroppo, l’avvincente storia che lo precede e lo vede protagonista non è abbastanza per salvare il treno dall’impatto con le tariffe super economiche dei voli delle linee europee. Oggi l’autentico Orient Express non esiste più, è stato soppresso.

Ma in verità non è mai morto. Rivive nei capolavori letterari di molti autori, come Agatha Christie e Ian Fleming, in film, cortometraggi e nella pubblicità.

Rivive nei nostri sogni.

Oggi è il Venice Simplon-Orient-Express che ha raccolto l’eredità dell’Orient Express.

Da vivere una volta soltanto: la fuga deve essere davvero la fuga della nostra vita!

 www.orient-express.com  www.trenidilusso.com

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – adv 2009 Chanel n.5

MUSICA – trailer di “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie http://www.youtube.com/watch?v=iAUjvyiGIEk 

 

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