Che bel colore ha la salute in tavola!

E’ dall’XI edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione appena conclusosi a Cernobbio, che giunge l’ultimo trend dedicato alla nostra salute e alla nostra tavola.

A vederli sembrano frutto di manipolazioni genetiche, in realtà sono alimenti rigorosamente “non Ogm” più salutari di quelli che arrivano solitamente sulle nostre tavole; sono prodotti “rustici” più resistenti ai parassiti e quindi coltivabili con i soli concimi naturali.

Alimenti con esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali legate al loro differente ed insolito colore. I peperoni ipervitaminici di un intenso colore melanzana, ricchi di capsaicina che dà il gusto piccante, vitamine e antiossidanti; la carota viola, un aiuto contro i radicali liberi, contrasta l’invecchiamento fino a 28 volte in più del classico tubero arancione; il basilico rosso pomodoro contro lo stress, carote viola o color latte antinvecchiamento.

Sono incroci naturali ottenuti dagli agricoltori, destinati solamente ai banchi dei mercati a km 0; oppure alimenti legati alla tradizione di un territorio, come la nostra patata blu, coltivata in piccoli orti o appezzamenti familiari, che grazie alla sua polpa color blu mare è ricchissima di antociani che migliorano la vista e prevengono il deposito di colesterolo sui vasi sanguigni.

La patata blu è, a prima vista, un tubero normalissimo. Straordinario è invece il colore della sua polpa: un blu marino più o meno marcato. Pare che il primo a coltivarla sia stato Albino Bressan di Margone fin da primi anni ’90 grazie ad alcuni “esemplari” portati dalla Svizzera.

La patata blu ama crescere e “lavorare” nel terreno tendenzialmente umido. Va seminata precocemente, già a marzo, in quanto ha una emergenza piuttosto lenta. Ha una fioritura spettacolare resa ancora più bella dal colore dei suoi fiori, che contrariamente a quasi tutte le altre varietà di patata, sono di un rosa delicato.

Lessata e tagliata a fette la patata blu fa da contorno ad un piatto di baccalà cotto al vapore e condito con olio extra vergine DOP del Garda, sale, pepe e qualche oliva nera. Decisamente curioso e intrigante il piatto di purè che ne conserva il suo colore originario. La patata blu, fatta cuocere nel forno o friggere perde il colore e diventa mattone. Ma il piatto principe realizzato con la patata blu è questo: lessata, parzialmente svuotata a farne una scodelletta, riempita di “formai mizz” reso più morbido da un poco di mascarpone, una chicca culinaria da fine pasto (da Osteria Fior di Roccia a Lon di Vezzano http://www.osteriafiordiroccia.com/)

La qualità trentina è di pasta buona

Nel centro storico di Rovereto, c’è una bottega artigiana dedicata all’arte di fare la pasta. Una famiglia di mugnai da generazioni. Un vecchio mulino, un’antica sorgente, un segreto di famiglia.

Una passione e un’arte tutta domestica, affidata alla mano e al sapere artigianale di chi in casa la fa da sempre, cercando di produrre eccellenza artigiana in un’etica di lavoro incardinata su tre principi: il risparmio della risorsa “acqua”, il rispetto dell’ambiente e l’utilizzo delle materie prime del territorio.

Il risultato di tutto questo non può che essere unico. La pasta fresca è sinonimo di tradizione e rappresenta davvero qualcosa di speciale, sia dal punto di vista nutrizionale che per il profumo e per il sapore. In genere la cottura si raggiunge in pochissimi minuti, ma quando viene scolata, la pasta fresca deve presentare le basilari caratteristiche di consistenza, aspetto, gusto e deve legare sapientemente con i condimenti. Questo è il suo punto di forza!

I segreti di quest’arte stanno essenzialmente negli ingredienti e nei criteri di manualità quale elemento distintivo che consente di determinare la qualità finale del prodotto; e non solo, nella scelta di rispettare le regole ed i comportamenti per esercitare una produzione artigianale con responsabilità ed equilibrio, nel difficile rapporto tra innovazione e tradizione.

Alla base di tutto, c’è la consapevolezza di essere portatori di un sapere antico, che affiancato da innovazione e modernità, è stato tramandato di generazione in generazione con l’aspettativa di non stravolgere e semplificare i gesti che fanno la differenza.

Avete capito cosa c’è in quel “semplice” piatto di pasta che state gustando?

La Bottega della Pasta la trovi in via Rialto, 56 a Rovereto tel. 0464 421415

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – ds da Roberto Vacis per “Memorie d’acqua”

MUSICA – Go let it out Oasis

http://www.youtube.com/watch?v=ls7ov-iPsUw

 

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