Incontri domenicali

Apro le porte della mia grande casa per incontrare vecchi amici, uniti dall’amore per le Belle arti e per la Bella musica.

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*Radio Model One Tivoli Audio, vasi in vetro Lovlig&Medveten Ikea

Baratto sostenibile 2.0

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Voi mica le potete vedere, ma qui dentro ci sono carote vere, mandorle vere e soprattutto uova vere, di galline vere. Provengono dal pollaio della nonna di Maria Cecilia, una mia cara amica. In questo caso, lei ed io pratichiamo un baratto sostenibile 2.0, uno scambio gustosamente interessante ed interessato. Maria Cecilia mi ha fornito le uova delle sue galline, io le donerò un paio di fette della torta di carote, fatta da mia madre. E voi, fate come noi, ecco la ricetta.

Ingredienti: un orto, un pollaio, una mamma, due amiche. Del Tempo e tanta gioia.

L’ispirazione del giorno

dQualcosa di buono. Non posso farvi sentire l’aroma straordinario emanato all’apertura di questo sacchetto, contente dei biscotti realizzati dalle mani di una donna splendida, intelligente, elegante, affascinante. Un’icona. Una di quelle donne da copiare, non da invidiare. Oggi, un’amica. Posso solo descriverlo come un aroma unico, speciale. Qualcosa di buono. Come certi rapporti che nascono dalla stima e sfociano in un legame d’amicizia. E se si tratta di donne, mi sembra riescano ad avere un sapore ancora più buono.

L’ispirazione del giorno

Quel filo d’oro. L’olio del Garda non manca mai sulla mia tavola.  Caratterizzato da toni fruttati di lieve o media intensità che ricordano vagamente l’erba appena tagliata, il carciofo, il fieno, le erbe aromatiche e il cardo. Pochi giorni fa un Amico mi ha fatto dono di una bottiglia di Casaliva Comincioli. Un dono prezioso almeno tanto quanto il suo significato: un filo d’oro che lega e sostiene una vera amicizia.

Coffee, milk and tea design

Il vero stile è quello che si esplica nei gesti semplici e quotidiani, come ad esempio, preparare un caffè.

Lo sappiamo, la soddisfazione deriva proprio nel trasformare l’ordinario in un momento speciale. Sappiamo pure che la chiave di tutto sta nella qualità e nell’attenzione ai dettagli.

Bene. La invito ad osservare questa tazza design (Alessi), dono di un’ex amica ed il cucchiaino che l’accompagna.

Il caffè espresso è stato realizzato con una macchina x7.1 Iperespresso Illy, utilizzando acqua pura (pochissimo sodio) e facendo bene attenzione al fattore tempo: 20-30 secondi è il tempo giusto per far scendere il caffè in tazza. Oltre allo zucchero in bustina, il quadro si completa con un cioccolatino da caffè Domori.

Un giorno, un mio caro amico in visita a Casa Campanelle, al quale avevo preparato il caffè, sostenne di trovare questo servizio un po’ “freddo” e poco familiare. La volta successiva ho preferito servirglielo direttamente dalla classica e italianissima moka Bialetti con una panciuta zuccheriera in porcellana sul tavolo. Per la sua felicità.

E che dire di questa elegante convivenza tra classico e design?

La tazza da tè e la zuccheriera di Rosenthal Sanssouci con cucchiaino in argento, accompagnati da Tèo di Alessi, un cucchiaio inox dedicato ad accogliere la bustina di tè o tisana.

Non può mancare in questa collezione, un pezzo di Milk Art, ovvero come realizzare un cappuccino a regola d’arte. 

Ingredienti: tazza da 15-20 cl, espresso 2,5 cl, latte 10 cl, aria 2,5 cl  incorporata alle proteine del latte. Montare 10 cl di latte a una temperatura massima di 55-60° a tessitura fine (non si devono vedere le bollicine); versare delicatamente il caffè nella tazza con il latte lasciando la schiuma bianca al centro e un’orlatura marrone a corolla intorno. Ricetta di Luca Ramoni, presidente dell’Accademia italiana maestri del caffè. Per quanto riguarda la decorazione del cappuccino, l’ultimo trend nei bar americani è la propria immagine trasferita da una foto direttamente sulla schiuma del latte. In Italia, è roba da artisti, da Milk Art appunto. Un pennino d’acciaio al posto della matita, il latte montato a neve come tela. Piccole dense gocce di cioccolato trascinate dal pennino, trasformano un semplice cappuccino in un’opera d’arte.

Bello.

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIE – ds @Campanelle

MUSICA – sweet dreams eurythmics http://www.youtube.com/watch?v=qeMFqkcPYcg&ob=av2n

 

La Cucina di Calycanthus

 

Ho scoperto con piacere, l’esistenza di questo blog di cucina assai raffinato, con un (Bel) po’ di Trentino e di Sicilia (che io adoro) dentro. Vi riporto un sunto dell’articolo che lo racconta su Ladies di dicembre.

Navigando nel mare magnum del web è una fortuna imbattersi in questo blog, http://lacucinadicalycanthus.net/,  un mondo dove la semplicità della scrittura non è sinonimo di sciatteria, dove la formula della confessione ha tutto il calore dell’intimità me nel rispetto dei confini. Un blog, un diario, dove chi scrive parla sempre in prima persona ma raramente dà del tu a chi legge.

E soprattutto un mondo dove la sostanza è accompagnata da altrattanta forma, ossia con un’immagine all’altezza del gusto.

La Cucina di Calycanthus è il diario di cucina di due amiche, Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré e un fotografo, Maurizio Maurizi, dove le amiche cucinano e il fotografo scatta, ma non è detto che presto si invertano le parti.

Maria Teresa ha origini siciliane, è nata a Venezia, cresciuta in Trentino e ha studiato a Siena e a Parigi. Marie invece, ha ascendenze francesi e spagnole, è nata nel Chianti, anche lei ha studiato a Siena e a Parigi.

Ed è proprio a Parigi tra i corridoi della Sorbona che nasce l’amicizia tra Maite e Marie, così’ si firmano on-line, alimentata dal cucinare insieme e sopravvissuta a traslochi, fidanzati ed altre catastrofi.

Tre anni fa Maite torna a vivere  in Trentino per la malattia della madre e inizia a parlare di blog con l’amica. Il Calycanthus, oltre a richiamare il cognome materno Calì, è molto diffuso in Trentino, ed è il primo fiore che sboccia a gennaio e ti fa dire che il peggio è passato e la primavera sta per arrivare.

Il blog è nato ed è stato un crescendo tutto meno che virtuale. Prima i picnic tematici, iniziative nate per curiosità e divertimento trasformatesi in happening per una folta community e poi l’offerta da parte dell’editore milanese Guido Tommasi di pubblicare le loro ricette.

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