L’attimo raccolto (alla fattoria)

foto (70) foto (68) foto (69) foto (65) foto (73) foto (67) foto (72) foto (66)Agriturismo La Fattoria – Trezzo sull’Adda, ore 18

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Famiglie

Gli animali di Gianmarco, stasera, in cucina… E’ quasi ora di cena, ma c’è tempo per un nuovo gioco: ogni animale cerca la propria famiglia nella giungla… della cucina. E la ritrova, grazie a curiose affinità con alcuni oggetti appartenenti a varie “famiglie” di materiali, come ceramica, vetro, porcellana, rame, vimini, inox e silver. Il gioco è terminato, rimane il calore di una famiglia. Bello.

foto (47) foto (47) foto (48) foto (50) foto (51) foto (52) foto (53)*animali Schleich

Natura a “ferro e fuoco”

Un padre realizza, a colpi di martello sull’incudine, un meraviglioso giardino dove crescono, un olivo, una vite e degli alberi con i frutti della sua terra, una terra in cui affondano le solide radici di un’identità capace di sostenere il futuro dei sui figli.

E’ proprio in questo giardino che inizia la storia di un giovane artista trentino, Ivan Zanoni, figlio di “quel” Luciano Zanoni di Caldes, un piccolo paese della Val di Sole. Quattro generazioni di fabbri, la fucina come casa, il talento nel sangue. E’ la storia di un giovane artista iniziata nel nome del padre, ma raccontata con uno spirito tutto suo.

Per qualche tempo, Ivan si è trattenuto nel giardino del padre ed ha sperimentato la sua arte, con il fuoco del suo carattere. Come un sarto, ispirato dalla natura, ha abbozzato l’idea, studiato il soggetto, ha preso la lamina di ferro come se fosse una stoffa e l’ha tagliata, realizzando le sue creazioni con cui ha fatto vivere il giardino del padre.

Animali plasmati dalla realtà e dai ricordi di un bambino: cavalli e cani, e poi uccelli di ogni specie, ma soprattutto, animali della campagna, galline, conigli, maiali ed anatre. Poi Ivan ha lasciato la campagna e si è avventurato attraverso il mare alla ricerca di luoghi lontani. Ha incontrato con la sua arte, gli animali dell’acqua, come pesci, anatre selvatiche e tartarughe, l’alligatore e lo scorpione, le aragoste e i granchi.

 

 

Creature vive, nere di ferro, ma che hanno trovato la loro luce nell’attimo in cui sono state plasmate, a colpi di maglio e di martello, dal fuoco incandescente e dallo spirito del creatore. Nei duri tratti somatici che le contraddistinguono, segni indelebili della forgiatura, c’è il sacrificio della terra ma anche la poesia di un canto dell’artista verso le sue creature. Sculture uniche, ritratti di animali viventi, estratti dal loro contesto per essere concepiti come un unicum, ma con stile realistico e tratto contemporaneo.

TESTO – ds ispirata da se stessa in “Memorie di fuoco” (Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento)

FOTOGRAFIE – nell’ordine, galleriagoethe.it, gallerialabronica.com, photo.net, galleriagoethe.it, eosarte.eu, salamongallery.com

MUSICA – liberi liberi vasco rossi http://www.youtube.com/watch?v=RHvSCTKyfZI&ob=av2e

Katia “Lena”, quanto basta ad un cuore per dirsi felice

Cos’è che riesce ancora ad emozionare il nostro cuore?
Una risposta me la sono data oggi, intervistando Katia Dellagiacoma “Lena”, una ragazza di 22 anni che assieme al padre e ai suoi due fratelli, conduce un agritur, una malga e un allevamento a Predazzo in Val di Fiemme.

“Tutto è iniziato nel 1933 quando il nonno, all’età di 8 anni, prese il treno da Predazzo e si recò a Tesero per acquistare la prima pecora con l’agnellino. Mio padre ha sempre lavorato con passione e anch’io, vicino a lui, da quando non ero ancora capace di camminare e lo seguivo sull’asinello. Gli animali sono la mia vita. In occasione di un Natale ho ricevuto in dono l’asino, ho sempre avuto una mia mucca e il cane, mentre per i miei tredici anni mi è stato regalato il cavallo. Questo agritur invece, era il sogno della mia mamma che è scomparsa nel 2001, quando io avevo 11 anni e i miei due fartelli di 7 e 4 anni. Abbiamo pensato a lungo su dove e come realizzarlo e un giorno, mio papà che stava tagliando il fieno qui vicino,  ha sentito che questo era il posto giusto. Abbiamo inaugurato la struttura nel 2009. Ha 8 stanze ed è aperta tutto l’anno. Oggi la conduco io con l’aiuto dello zio e della zia, ma spesso mi divido tra l’attività di agriturismo e quella dell’allevamento. I miei due fratelli studiano all’Istituto Agrario di San Michele. E’ una grande passione per me, non mi pesa mai quello che faccio, compreso alzarmi ogni mattina alle 5.30, oppure aspettare di notte che nasca un vitello. Quando nasce un vitellino mi emoziono sempre. Proprio l’altro giorno, una manza stava partorendo e io sentivo che stava soffrendo particolarmente visto che si trattava per lei del primo parto. Insieme a mio fartello l’abbiamo aiutata e quando è nata (femmina, che soddisfazione!), l’abbiamo riscaldata con la coperta e lasciata per qualche minuto con la mamma perché la riconoscesse. L’abbiamo soprannominata “principessa”, visto il “trattamento” di riguardo che ha ricevuto! E’ una cosa straordinaria per me veder nascere questi animali, vederli crescere e a loro volta vederli dare la vita ad altri. Questa passione cerco di trasmetterla anche ai miei ospiti, soprattutto nell’attività di “Fattoria didattica” nella quale faccio conoscere il mio lavoro e spiego ciò che il nonno e il papà hanno spiegato a me. E’ un’immensa soddisfazione, come il rapporto che nasce con i nostri clienti che diventano “amici di famiglia”. Per noi fare agriturismo significa proprio aprire ad altri le porte della nostra casa e delle nostre vite”

E comunicare emozioni, aggiungo io.

Per tutto il resto:
www.masolena.it

 

Agritur “Ai Castioni”, emozioni con vista

 

L’unicità di questo luogo si sente, è nell’aria. Spira vento di Foehn quando arrivo all’agritur “Ai Castioni”, un posto unico dal punto di vista logistico, forse in assoluto il più bel punto panoramico sul Lago di Molveno.

L’unicità di questo luogo si tocca, entrando nella struttura, una vecchia baita recuperata, dove tanto legno, pietra ed eleganti tessuti, riscaldano sapientemente l’ambiente. Al piano terra si trovano la sala per il breakfast ed il corner per la vendita dei prodotti realizzati con il miele.  Al primo piano, sono state ricavate cinque grandi e luminose stanze, denominate come le cinque tipologie di miele prodotte in agritur, eleganti, romantiche, profumate di cirmolo, due delle quali possono godere della vista straordinaria sul lago. Perché chi arriva “Ai Castioni” cerca tranquillità e silenzio, cerca nuove fonti d’ispirazione dalla natura, cerca un rifugio per i propri sentimenti. Da vivere in maniera del tutto privata.

Ma l’unicità di questo luogo, soprattutto, si vede, negli occhi di Vilma, la giovane proprietaria, quando con voce estremamente dolce, racconta la sua storia, le sue radici, il legame con questo posto, con il nonno e lo zio che per decenni vi hanno allevato gli animali, tra cui le api. Quella per le api è una vera e propria passione di famiglia, un’eredità di tradizioni, di cultura, di profumi e di sapori che come in Vilma rianimano i ricordi di bambina, hanno il potere di rievocare, per i cuori aperti al Bello, sentimenti profondi e valori ancorati all’autenticità del passato.

E’ così che Vilma, consapevole della ricchezza tramandatale, seppur con sacrificio ma con immensa passione, ha inteso raccogliere questa eredità a beneficio non solo della sua famiglia, ma anche degli ospiti che in questo luogo, hanno la fortuna di trasformare il loro Tempo in un dono stra-ordinario. www.agriturismomolveno.it

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Quella che il cane lo tiene in borsetta

Ci risiamo! Una nuova vittima di “Imperfetto”, stonature dallo street style trentino! Eccola.

Lo dico con estrema fermezza, senza se e senza ma, il cane non è e non può essere un accessorio!

Qualche settimana fa alla stazione ferroviaria di Trento, ho incontrato una giovane ragazza, quasi una bambina, accompagnata da un levriero. Un’immagine davvero affascinante. Lei indossava un blazer blu e una camicia Oxford, dei jeans stretti e delle ballerine. Elegante quanto lei e accanto a lei, il suo levriero.

Esco dalla stazione e a pochi passi da Piazza Duomo, con ancora negli occhi questo quadro di squisita eleganza, incontro lei, la mia vittima!

Una signorina, poco più che ventenne, vestita all’ultima moda, che porta nella sua borsa, non esattamente capiente, un cagnolino.

La miss è convinta che il cane sia un gadget di moda, proprio come il telefonino griffato. La miss è convinta di emulare Paris e tante altre come lei, senza andare oltreoceano, starlette di casa nostra e più che nostra, come la bravissima Barbara Pedrotti che nella sua rubrica di TCA, anche se non in borsetta, sfoggia pur con simpatia e affetto, una cagnolina (spero) agghindata come una bambola.

Tornando alla nostra signorina di Piazza Duomo, penso che ci sia un gran lavoro da fare nella sua testa, tanto lavoro.

In questo sono e voglio essere categorica. Il cane deve accompagnarci con fierezza e nella sua dignità. Borsa o non borsa, è il modo, il sentimento con cui noi ci accompagniamo a questo essere vivente.

Un cane è un essere pensante, raziocinante e merita dignità, compresa la possibilità di camminare sulle sue zampe.

E la butto lì così, ma ben comprenderete quanto di drammaticamente profondo nasconde questo quadretto metropolitano. Un valore fondamentale, ovvero il rispetto, per persone, cose, animali, che ormai sembra essere diventato.. un accessorio di lusso.

Signorina, pensaci!

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA – movieplayer.it

MUSICA – please stand up eminem  http://www.youtube.com/watch?v=hcqnRXM3jPY

 

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