Archeologia di un ricordo

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Un’immagine, un déjà vu. Il bracelet di Delfina Delettrez mi ha riportato la mente indietro nel tempo, a quegli anni in cui facevo l’archeologa e d’estate scavavo nei campi in Tunisia. Portavo sempre la tua catenina d’argento avvolta alla mia mano, legata al polso e al dito medio. Ti scrivevo nelle ore più calde della giornata dalla mia tenda. Eri lontano, ma forse non così tanto.

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Ora sarebbe tutto diverso. Nuovi Tempi, nuovi Modi. Ti scriverei un messaggio su Whatsapp. Con una foto. Non servirebbe la tua catenina d’argento incatenata a me per sentirti. Ma forse, non ti sentirei così… vicino.

Preziose scoperte

Una scoperta che segna l’inizio di una nuova era nella storia dei sepolcri di Abu Sir e Saqqara in Egitto. Durante la stagione di scavo, che ha avuto inizio nel mese di ottobre, è venuta alla luce la tomba di una principessa risalente alla quinta dinastia (circa 2500 aC), ad Abu Sir regione a sud del Cairo.

Gli archeologici dell’Istituto ceco della missione di Egittologia, finanziato dalla Charles University di Praga e diretto da Miroslav Bartas, hanno scoperto l’anticamera della tomba della principessa Shert Nebti, che contiene quattro colonne di calcare con iscrizioni geroglifiche che riportano il nome della principessa e sulle testate, l’iscrizioni “la figlia del re, gli uomini e la sua amante Salbo venerato davanti a Dio onnipotente”.

La squadra di archeologi ha scavato un corridoio a sud-est dell’anticamera, che porta ad altre due tombe risalenti sempre alla quinta dinastia dei Faraoni e appartenenti, secondo le iscrizioni, a funzionari di alto livello tra cui un “grande difensore della legge” e un “ispettore dei servi del palazzo”. Nel corridoio sono stati rinvenuti quattro sarcofagi di pietra calcarea che contengono statuette di un uomo, un uomo accompagnato da suo figlio, e due uomini con una donna.

Preziose scoperte.

(fonte, Phys.org)

L’ispirazione del giorno

La povere mi ha sempre affascinata. Custode della storia. Forse per la mia passione per l’archeologia, per i tesori nascosti, compresi quei sentimenti che rimangono immutati per sempre, dedicati all’eternità, proprio grazie alla polvere che li protegge nei secoli. Come la polvere del deserto che, alzandosi col vento, forma dune nuove e muta la realtà. Ma nella mia casa, la polvere può rimanere solo qui, sulle bottiglie dei vini d’annata della cantina di famiglia, nel buio e tra le ombre, illuminata dalla luce naturale della fiamma, è una polvere magica che custodisce i sapori del passato. La toglie solo l’Amore. “Le stelle, in principio, erano polvere. Come noi.”

Scavare è il mio peccato

Lui: «Potrò mai piacerti? Sono uno scavatore di morti».
Lei: «Ma a me i cadaveri interessano moltissimo!».
Altra battuta di lei: «Poiché mio marito è un archeologo, sono sicura di piacergli anche invecchiando».

Non sono personaggi della commedia dell’assurdo e la strana coppia non è strana affatto. Lei è Agatha Christie, che tutti conosciamo: ottanta romanzi, tradotti in quarantotto lingue, letti in centotre paesi. Forse meno noto al pubblico è lui: Max Mallowan, suo marito, a lungo direttore della British Archaeologiacal School di Bagdad, scavatore di Ur, Ninive, Nimrud e di altri celebri siti archeologici del Vicino Oriente. A lui si deve se l’originario interesse per l’Oriente stesso da parte della grande scrittrice di gialli, un interesse che rientra nel solco di una lunga tradizione di viaggiatrici britanniche verso quel mondo dove i personaggi – a partire da quelli reali – si muovono su grandi ed emozionanti fondali archeologici.

Il viaggio in barca e sull’Orient Express verso luoghi lontani come il Cairo, Damasco e Baghdad, ispirarono alcune delle sue opere più conosciute, tra cui “Assassinio sull’Orient Express”, “Poirot sul Nilo” e ” Non c’è più scampo”. Secondo l’archeologa Charlotte Trumpler, la Christie era ovviamente affascinata dagli enigmi, dai piccoli frammenti archeologici, e lei aveva un dono nel metterli insieme con molta pazienza”.

La ricerca del passato, l’avventura e il mistero, il fascino di paesaggi forgiati dalla sabbia e dalla pietra millenaria, il sole accecante e il vento che sussurra attraverso le rovine, l’ispirazione di leggere camicie in lino e completi kaky, Panama, foulard in seta e pashmine come copricapo.

Ma al di là dell’immaginario, l’archeologia è solamente passione.

La mia è nata alle scuole elementari grazie alla maestra Caterina, coltivata con i romanzi della Christie e vissuta in un’esperienza di lavoro presso la Soprintendenza ai Beni archeologici della Provincia di Bolzano, con la quale per tre anni, ho partecipato ad importanti campagne archeologiche locali, tra cui la necropoli di Elvas (Bressanone) e la città romana presso il covento dei Cappuccini e il Museion a Bolzano.

Ho scavato con picco e badile,  con il sole e il gelo, con le ginocchia a terra e le mani nella terra. Solo con la passione. Un’archeologia lontana dai foulard di seta e dalle pashmine, anche se per me, l’abbigliamento era diventata oltremodo importante, da curare con particolare attenzione, al di là della praticità, a testimonianza del valore della femminilità, comunque. Un’esperienza davvero importante dove il contatto con la terra e il mio passato, il sacrificio, anche fisico, hanno plasmato certi lati della mia identità di professionista.

Penso che sarà un’esperienza che proporrò a Gianmarco, mio figlio, appena ci saranno le condizioni e appena lui sarà in grado di viverla appieno: partecipare ad una campagna archeologica insieme a sua madre. Un ritorno al passato insieme al mio futuro.

TESTO – ds ispirata da ilfattostorico.com

FOTOGRAFIE – nell’ordine, viaggi24.ilsole24ore.com, ilthedellassurdo.blogspot.com

MUSICA – the sheltering sky http://www.youtube.com/watch?v=0vWb99Le9QQ

 

Archeologia, alla scoperta della Val di Non

Il numero di settembre-ottobre di Archeologia Viva propone un ampio servizio curato da Lorenza Endrizzi e Franco Nicolis.

Alla rivista è allegato anche un DVD in omaggio dal titolo “Archeologia in Val di Non. Storia e identità di un territorio alpino. Il Museo Retico di Sanzeno”, realizzato in collaborazione con il Consorzio dei Comuni Bim dell’Adige, l’Azienda per il Turismo Val di Non e il Comune di Sanzeno.

wwww.archeologiaviva.it

Da grande volevi fare l’archeologo o l’astronomo? E’ arrivato il tuo momento

Io ci porterei pure mio figlio, perché si sa, certi sogni non hanno età. E’ tutto merito della maestra Caterina, la mia insegnante di lettere alle elementari. Ci ha fatto conoscere ed amare la storia della terra e del cielo, ci ha fatto sognare fino a che è stato possibile. Ci portava a cercare fossili e ad osservare gli archeologi all’opera, e di sera, accompagnati da mamma e papà, a conoscere le stelle.

Ricercare, scoprire, imparare, sono processi mentali continui, per i quali non esiste limite d’età; l’archeologia sperimentale, particolarmente dedicata ai ragazzi, è considerata un importante strumento pedagogico, in quanto si rende utile alla comprensione e all’approfondimento di fondamentali concetti scientifici, altrimenti poco apprezzabili.

In Trentino, è la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici che si occupa della tutela, conservazione e valorizzazione della nostra archeologia, che programma e conduce cantieri di scavo e ricerca di siti e provvede alla loro conservazione e valorizzazione. Alla Soprintendenza, fanno capo lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti a Trento e il Museo Retico di Sanzeno. Da visitare. Inoltre, sono molti in Trentino, i siti aperti dove poter osservare gli archeologi all’opera. Da visitare insieme ai ragazzi.

Sul numero di settembre-ottobre di Archeologia Viva, è dedicato uno speciale alla nostra Valle di Non e alle sue eccezionali testimonianze. Da non perdere http://www.archeologiaviva.it

Terra e cielo. L’osservatorio astronomico di Celado si trova a Castello Tesino ed è rivolto particolarmente agli studenti che lo utilizzano come un vero laboratorio di astronomia. Ma non solo, anche alla popolazione, che vi trova aggiornamenti culturali e passatempi istruttivi, ai turisti che frequentano il Tesino e la Valsugana nei mesi estivi e invernali, per i quali rappresenta una nuova e intelligente attrattiva e non da ultimo, agli studiosi, chevi conducono ricerche astronomiche ormai impossibili nelle città affette da livelli proibitivi di inquinamento luminoso.

Di giorno si possono osservare il Sole, la Luna e i pianeti Mercurio e Venere. Di notte si osservano i corpi celesti più spettacolari della stagione (Luna e pianeti, se presenti, ammassi stellari aperti e globulari, nebulose, galassie).

Per info http://www.osservatoriodelcelado.net/ Apt Valsugana tel. 0461.727730 E-mail castellotesino@valsugana.info

 

TESTO – ds

FOTOGRAFIA –  G.Favero

MUSICA – Eye in the sky – Alan Parsons Project http://www.youtube.com/watch?v=-1IXQ1pKl_Q

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